Come ti salv(av)o il libraio

Per rego­la­men­ta­re il prez­zo dei libri è in vigo­re dal 2011 la leg­gi Levi, che impo­ne uno scon­to mas­si­mo del 15% sul prez­zo di coper­ti­na. Per chi era rima­sto ai vec­chi tem­pi, quan­do i prez­zi era­no deci­si dall’incontro tra doman­da e offer­ta, si è aper­to un nuo­vo mon­do: non più con­fu­sio­na­rie mani invi­si­bi­li, ma un pre­ci­so edi­to­re che sta­bi­li­sce il “giu­sto prez­zo” di un libro in ogni ango­lo del Bel­pae­se (sal­vo alcu­ne arzi­go­go­la­te ecce­zio­ni). In que­sto modo il pic­co­lo libra­io vie­ne dife­so dal­la con­cor­ren­za del­la gran­de distri­bu­zio­ne e del­la ven­di­ta on-line, sostie­ne il legi­sla­to­re, tute­lan­do la “plu­ra­li­tà del mer­ca­to editoriale”.

libreria d'epocaLa leg­ge ha avu­to non pochi detrat­to­ri: di soli­to gli inter­ven­ti legi­sla­ti­vi ser­vo­no infat­ti a impor­re dei prez­zi mas­si­mi, maga­ri per evi­ta­re car­tel­li tra i ven­di­to­ri e tute­la­re i con­su­ma­to­ri più debo­li, men­tre impor­re dei prez­zi mini­mi sem­bra un rega­lo fat­to alle libre­rie a spe­se dei let­to­ri. In real­tà le cose non sono così sem­pli­ci, tan­to che in mol­ti pae­si già da tem­po esi­sto­no leg­gi che rego­la­no il prez­zo dei libri: in Spa­gna e Ger­ma­nia il prez­zo di coper­ti­na è fis­so, in Fran­cia sono pos­si­bi­li scon­ti solo fino al 5%. Esi­sto­no del­le ragio­ni sto­ri­che per l’adozione di misu­re di que­sto tipo: il libra­io di pic­co­le dimen­sio­ni sostie­ne infat­ti costi fis­si mag­gio­ri e ha un’offerta di tito­li per for­za di cose limi­ta­ta. È ine­vi­ta­bi­le quin­di che nel lun­go perio­do spa­ri­sca per far posto alle libre­rie più gran­di, più ric­che nell’offerta ed effi­cien­ti nel­la gestio­ne dei costi. Poco male, pen­se­ran­no in mol­ti: “il pic­co­lo libra­io” andrà a far com­pa­gnia ad arro­ti­ni e ombrel­lai, lascian­do il posto a pro­fes­sio­ni più moder­ne ed “effi­cien­ti”. L’obiettivo del legi­sla­to­re, però, era un altro: dele­ga­re tut­ta la distri­bu­zio­ne libra­ria a pochi grup­pi, desti­no per mol­ti ine­vi­ta­bi­le di un mer­ca­to libe­ra­liz­za­to, è sicu­ra­men­te più effi­cien­te sul fron­te dei prez­zi, ma può ridur­re l’offerta di tito­li. All’epoca si teme­va, infat­ti, che i gran­di distri­bu­to­ri si potes­se­ro accor­da­re fra loro per esclu­de­re tito­li “sco­mo­di”, invi­si ai “pote­ri for­ti”, pri­van­do il let­to­re del­la pos­si­bi­li­tà di for­mar­si un’opinione libe­ra e plurale.

L’argomentazione può risul­ta­re più o meno con­vin­cen­te, è chia­ro però che pote­va ave­re sen­so sol­tan­to nell’era pre-inter­net: oggi l‘acquisto on-line di libri (car­ta­cei e non) per­met­te a ogni let­to­re di ordi­na­re con un clic qual­sia­si ope­ra, anche la più “sle­ga­ta dal­le logi­che del mer­ca­to edi­to­ria­le”, spa­zian­do dall‘ultimo j’accuse con­tro le scie chi­mi­che alla nuo­vis­si­ma teo­ria per usci­re dal­la cri­si in bar­ba alle ban­che e ai mas­so­ni. Nes­sun car­tel­lo può fer­ma­re il libe­ro pen­sie­ro del let­to­re, che con un com­pu­ter e un po’ di fan­ta­sia nel­le strin­ghe di ricer­ca può for­mar­si facil­men­te la coscien­za civi­le che più gli aggra­da. Curio­sa­men­te però il legi­sla­to­re ita­lia­no ha pre­fe­ri­to lascia­re il pic­co­lo libra­io in balia degli spi­ri­ti ani­ma­li del mer­ca­to fino al 2011, quan­do difen­der­ne l’esistenza pote­va tut­to som­ma­to garan­ti­re un cer­to plu­ra­li­smo nell’editoria, inter­ve­nen­do solo quan­do l’avvento di inter­net ave­va ormai spaz­za­to via ogni pos­si­bi­le uti­li­tà socia­le per la rego­la­men­ta­zio­ne del prez­zo dei libri.
libri epocaIl pia­ni­fi­ca­to­re però fa le pen­to­le ma non i coper­chi: il costo degli e‑book infat­ti non è rego­la­to, ma lascia­to al giu­di­zio dell’editore. Ben­ché alcu­ni chie­des­se­ro a gran voce di alli­nea­re il prez­zo dei libri vir­tua­li a quel­lo dei car­ta­cei, il legi­sla­to­re ha avu­to uno spraz­zo di lun­gi­mi­ran­za: l’acquisto di e‑book è infat­ti strut­tu­ral­men­te impos­si­bi­le da imbri­glia­re, visto che chiun­que può aprir­si un account su un sito stra­nie­ro e fare i suoi acqui­sti all’estero. Fino­ra gli edi­to­ri han­no scel­to di non affos­sa­re com­ple­ta­men­te il mer­ca­to del libro tra­di­zio­na­le, evi­tan­do sco­sta­men­ti ecces­si­vi di prez­zo tra il libro vir­tua­le e il car­ta­ceo. Cio­no­no­stan­te le dif­fe­ren­ze sono comun­que note­vo­li: Infer­no, il nuo­vo best sel­ler di Dan Bro­wn, costa 9,99 su e‑book, men­tre il prez­zo di coper­ti­na è di 20 euro. Su qua­si ogni tito­lo la dif­fe­ren­za è comun­que mol­to con­si­sten­te, diven­tan­do in alcu­ni casi abissale.

L’intenzione di asse­con­da­re le pres­sio­ni dell’Ali, l’Associazione Librai Ita­lia­ni, mol­to atten­ta alla pro­pria soprav­vi­ven­za e mol­to poco a quel­la dei let­to­ri meno facol­to­si, rischia quin­di di rive­lar­si con­tro­pro­du­cen­te: un prez­zo arti­fi­cial­men­te alto dei libri car­ta­cei ten­de a ren­de­re la tran­si­zio­ne dal­la let­tu­ra su car­ta a quel­la su dispo­si­ti­vo digi­ta­le anco­ra più rapi­da. Dif­fi­ci­le imma­gi­na­re che l’amore per “il fru­scio del­la car­ta” pos­sa giu­sti­fi­ca­re a lun­go prez­zi di coper­ti­na supe­rio­ri anche più di due vol­te al pro­prio omo­lo­go vir­tua­le. Para­dos­sal­men­te quin­di i gof­fi ten­ta­ti­vi del legi­sla­to­re di sal­va­re una moda­li­tà di distri­bu­zio­ne già da tem­po obso­le­ta, pro­teg­gen­do una del­le tan­te cor­po­ra­zio­ni che affos­sa­no l’Italia, rischia di acce­le­rar­ne l’inevitabile fine: nel frat­tem­po a paga­re il con­to sono i let­to­ri, spe­cial­men­te gli afi­cio­na­dos del­la cel­lu­lo­sa, costret­ti a rinun­cia­re a pro­mo­zio­ni e offerte.

Filip­po Bernasconi

Con­di­vi­di:
Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube
Redazione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.