Mani in alto

Gli arre­sti avven­go­no sem­pre all’al­ba. E all’al­ba di mer­co­le­dì 19 giu­gno, la poli­zia si è pre­sen­ta­ta a casa di set­te per­so­ne coin­vol­te negli scon­tri lega­ti allo sgom­be­ro Ex-cuem del 6 mag­gio, por­tan­do in dono set­te ordi­nan­ze di custo­dia cau­te­la­re. Per loro arre­sti domi­ci­lia­ri fino al pro­ces­so, anco­ra a data da desti­nar­si; in atte­sa del qua­le gli ver­rà anche inter­det­to l’ac­ces­so alla rete.
Di que­sti set­te, solo due sono risul­ta­ti esse­re stu­den­ti: tut­ti gli altri appar­ten­go­no a asso­cia­zio­ni soli­da­li con il col­let­ti­vo, ma ester­ne all’u­ni­ver­si­tà. Van­no aggiun­ti alla lista dei pro­scrit­ti tre inda­ga­ti a pie­de libe­ro e tren­ta­due stu­den­ti che nono­stan­te non abbia­no (anco­ra?) rice­vu­to prov­ve­di­men­ti pena­li risul­ta­no coin­vol­ti a vario tito­lo nel­le inda­gi­ni. Le accu­se sono quel­le di resi­sten­za e vio­len­za a pub­bli­co uffi­cia­le, dan­neg­gia­men­to, lesio­ni aggra­va­te, tra­vi­sa­men­to, por­to di ogget­ti atti a offen­de­re e isti­ga­zio­ne a delinquere.
La Digos ave­va già avvia­to il pro­ce­di­men­to il 15 di mag­gio; pro­ce­di­men­to nel­l’am­bi­to del qua­le sono sta­ti anche seque­stra­ti due man­ga­nel­li tele­sco­pi­ci, una scu­re, spray urti­can­te e indu­men­ti indos­sa­ti duran­te gli scon­tri dai mani­fe­stan­ti, ed è sta­to requi­si­to anche mate­ria­le car­ta­ceo e infor­ma­ti­co giu­di­ca­to ”inte­res­san­te”.

ex cuem follow upI set­te agli arre­sti domi­ci­lia­ri sono già noti alle for­ze del­l’or­di­ne: è legit­ti­mo pen­sa­re che potreb­be­ro rice­ve­re una pena mag­gio­re degli altri, ma si dubi­ta for­te­men­te che vedran­no il car­ce­re. Inve­ce, sul pia­no didat­ti­co, gli stu­den­ti coin­vol­ti potreb­be­ro veder­se­la male: all’in­do­ma­ni degli scon­tri, il Ret­to­ra­to già minac­cia­va la sospen­sio­ne dei rei anche per più anni acca­de­mi­ci, coe­ren­te­men­te col pugno di fer­ro mostra­to nel­la chia­ma­ta del­la cele­re in chio­stro. Ma la linea dura sem­bra esser­si annac­qua­ta da allo­ra, tan­t’è che la libre­ria è anco­ra lì.
Pro­se­gue infat­ti la ristrut­tu­ra­zio­ne del­lo spa­zio occu­pa­to da par­te del col­let­ti­vo, e non si rispar­mia­no gli slo­gan. Soli­da­rie­tà arri­va da vari col­let­ti­vi e asso­cia­zio­ni vici­ni all’Ex-Cuem e alla sua cau­sa, stri­scio­ni per ”Cla­ra, Gra­zia­no, Paska, Fra, Enri­co, Tof­fo e Mich libe­ri subi­to” sono sta­ti appe­si anche al vec­chio pon­te sul Navi­glio Pave­se. Il col­let­ti­vo si schie­ra subi­to anche dal­la par­te degli ester­ni, dichia­ran­do che ”se resi­ste­re è un rea­to, sia­mo tut­ti reci­di­vi”, nono­stan­te pro­prio la pre­sen­za di que­sti ester­ni in Sta­ta­le sia sta­to moti­vo di per­ples­si­tà e attri­to con la pla­tea non-mili­tan­te di tut­ti gli stu­den­ti di Festa del perdono.
Intan­to, De Cora­to si chie­de ”per­ché Pisa­pia non abbia anco­ra dato la sua soli­da­rie­tà al pre­si­de’’. il Cor­rie­re del­la Sera dedi­ca un arti­co­lo alla que­stio­ne, asse­ren­do che il 6 mag­gio ”il bilan­cio era sta­to pesan­te, con sei agen­ti feri­ti e stu­den­ti che si era­no dovu­ti far medi­ca­re”. Curio­so, per­ché di invia­ti da Via Sol­fe­ri­no (a 2 km dal­la Sta­ta­le) non se ne sono visti: for­se per que­sto non è spe­ci­fi­ca­to che i ragaz­zi feri­ti han­no avu­to le brac­cia rot­te dal­le manganellate?

Ste­fa­no Colombo

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Stefano Colombo
Stu­den­te, non gior­na­li­sta, mila­ne­se arioso.

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