Extraterrestri digitali
La mejo gioventù

La bel­lez­za di qua­ran­ta­cin­que anni fa scop­pia­va il ’68, la rivol­ta gio­va­ni­le, il pas­sag­gio di testi­mo­ne da una gene­ra­zio­ne all’al­tra, il momen­to – come si scri­ve sui testi di socio­lo­gia fuf­fa che trat­ta­no l’ar­go­men­to – in cui un nuo­vo cor­pus socia­le, costi­tui­to da ragaz­ze e ragaz­zi sco­la­riz­za­ti, riven­di­ca il pro­prio ruo­lo cen­tra­le nel­l’u­ni­ver­so, deco­struen­do un’in­te­ra tra­di­zio­ne ver­ba­le, sma­sche­ran­do l’i­po­cri­sia ses­sua­le che li ave­va pre­ce­du­ti, recla­man­do un’im­por­tan­za eco­no­mi­ca e cul­tu­ra­le sen­za pre­ce­den­ti nel­la sto­ria recente.
All’e­po­ca, quan­to­me­no in Ita­lia, l’in­for­ma­zio­ne non com­pre­se il feno­me­no, lo irri­se nel miglio­re dei casi e lo stig­ma­tiz­zò nel peg­gio­re di que­sti, sal­vo poi tor­na­re sui pro­pri sba­gli negli anni Ottan­ta – con il boom del­le tele­vi­sio­ni com­mer­cia­li – per recla­ma­re una fet­ta del­la tor­ta ch’e­ra appe­na sta­ta sfornata.
Anco­ra oggi si fa un gran par­la­re del­le nuo­ve gene­ra­zio­ni, soprat­tut­to per ciò che riguar­da il futu­ro mon­do del lavo­ro: toni ras­si­cu­ran­ti, inqui­si­to­ri, asso­lu­to­ri, sbruf­fo­ni, cacia­ro­ni, inti­mi­da­to­ri e quan­t’al­tro; ognu­no, all’in­ter­no del­l’e­sta­blish­ment tele­vi­si­vo — gior­na­li­sti­co pos­sie­de la sua chia­ve di let­tu­ra, il suo pic­co­lo calei­do­sco­pio pun­ta­to sul­la real­tà, il suo gio­vi­ne di rife­ri­men­to da invi­ta­re nei salot­ti per trat­ta­re le più sva­ria­te mate­rie, da spre­mer per bene e rispe­di­re a cal­ci nel­l’a­te­neo, nel­la fab­bri­ca, nel­la casa, nel­la stra­da di provenienza.

Meto­do Ballarò

Giovanni Floris conduce Ballarò
Gio­van­ni Flo­ris con­du­ce Ballarò

Nono­stan­te Gio­van­ni Flo­ris non abbia anco­ra svi­lup­pa­to un mise­ro pelo sul visi­no – pare che il padre sar­do l’ab­bia ripu­dia­to per que­sta ragio­ne – ha comun­que var­ca­to la soglia dei qua­ran­ta, ed è inu­ti­le insi­ste­re a pen­sa­re che sia un bim­bo alle pri­me armi, uno svez­za­to, un ver­gi­nel­lo igna­ro dei mec­ca­ni­smi tele­vi­si­vi. Quan­do Flo­ris spe­di­sce uno dei suoi aguz­zi­ni tra­ve­sti­to da gior­na­li­sta a con­fe­zio­na­re il clas­si­co pani­no sul­la gio­ven­tù ita­lia­na che di fre­quen­te apre la tra­smis­sio­ne, biso­gna fare atten­zio­ne alle loca­tion sele­zio­na­te; ponia­mo, ad esem­pio, che l’ar­go­men­to del­la pun­ta­ta sia il pre­ca­ria­to e qua­li sono lo solu­zio­ni poli­ti­che adot­ta­te dai par­ti­ti per risol­ve­re tale pia­ga: sta­te pur sicu­ri che il nostro repor­ter d’as­sal­to non andrà pres­so un call cen­ter ad inter­vi­sta­re dei “veri pre­ca­ri”, o in uno stu­dio lega­le che si occu­pa di dirit­to del lavo­ro dove tre ragaz­ze fan­no il pra­ti­can­ta­to per diven­ta­re avvo­ca­ti, o nel­le peri­fe­rie urba­ne dove a sedi­ci anni sei rima­sta incin­ta di due gemel­li e fai le puli­zie per man­te­ner­li; il nostro repor­ter si muo­ve­rà di not­te, a bor­do di una moto­ci­clet­ta, facen­do spo­la fra il Matrix e il Bol­gia, disco­te­che del bre­scia­no e del ber­ga­ma­sco, una famo­sa per via di un film e l’al­tra per­ché pare che sia dilet­to dei com­men­sa­li sfa­scia­re a pic­co­na­te Por­sche che cala­no dal­l’al­to sot­to una col­tre di schiuma-sapone.
Quan­do poi un ven­ti­quat­tren­ne impa­stic­ca­to con la pupil­la al posto del­le orec­chie, che si espri­me in un ita­lia­no sten­ta­to, sostie­ne di non sape­re nem­me­no un nome degli undi­ci Pre­si­den­ti del­la Repub­bli­ca che l’I­ta­lia ha avu­to, e alla paro­la “pre­ca­ria­to” scop­pia a ride­re con i den­ti mar­ci rove­scian­do un Cuba pre­pa­ra­to con Rum Galeo­ne (ma paga­to dicia­set­te euro) sul­la tele­ca­me­ra di Bal­la­rò, l’in­tre­pi­do cro­ni­sta dà la linea allo stu­dio sus­sur­ran­do: “ecco cosa ne pen­sa­no i gio­va­ni italiani”.

Meto­do Alberoni
Ex Ret­to­re del­l’U­ni­ver­si­tà di Tren­to – e secon­do gli sto­ri­ci del ter­ro­ri­smo la pri­ma cau­sa del com­pa­ri­re del­le Bri­ga­te Ros­se in quel­l’a­te­neo – Fran­ce­sco Albe­ro­ni sostie­ne da anni che i gio­va­ni d’og­gi (usa pro­prio que­sta espres­sio­ne, sigh) non si voglio­no bene. È giun­to a que­ste con­clu­sio­ni dopo decen­ni pas­sa­ti con la testa chi­na (l’u­ni­ca uma­na che si vede anche dal­lo spa­zio) sui libri di Edgar Morin, Roland Bar­thes e David Rie­sman, ma quan­do s’è reso con­to del­l’i­nu­ti­li­tà di tut­to ciò ha ini­zia­to a scri­ve­re sul Cor­rie­re i suoi pen­sie­ri­ni degni dei Baci Perugina.

Meto­do Galimberti
Il filo­so­fo cau­sa più mor­ti sui­ci­di in un anno del­l’in­te­ra cam­pa­gna mili­ta­re in Iraq. Per rime­dia­re scri­ve un altro libro sul­la for­za bio­lo­gi­ca del­la gio­ven­tù e rila­scia inter­vi­ste ai col­let­ti­vi stu­den­te­schi sot­to fal­so nome, ma alla quar­ta asser­zio­ne emo-nichil­sta-mi-taglio-le-vene vie­ne rico­no­sciu­to dai geni­to­ri che smet­to­no di por­ta­re i figli alla Feltrinelli.

Michele Santoro, conduttore di Servizio Pubblico
Miche­le San­to­ro, con­dut­to­re di Ser­vi­zio Pubblico

Meto­do Santoro
Sei un incazzoso/a? Ti pia­ce gri­da­re nei mega­fo­ni con la voce rot­ta dal­le quat­tor­di­ci can­ne del­la gior­na­ta? Hai gui­da­to la pro­te­sta del­l’On­da per tre anni e non ti è sta­ta data la pos­si­bi­li­tà del dibat­ti­to tele­vi­si­vo con La Rus­sa? Pen­si che gli F35 sia­no la cau­sa di ogni male nel nostro Paese?
Se hai rispo­sto sì a tut­te que­ste doman­de allo­ra sei il nostro can­di­da­to idea­le. Giu­lia Inno­cen­zi non vede l’o­ra di met­te­re a frut­to la pro­pria mili­tan­za nei Radi­ca­li mostran­do­ti quan­to è bra­va a rollare.
Requi­si­ti mini­mi: bel­l’a­spet­to, bar­ba incol­ta, saper urla­re inin­ter­rot­ta­men­te per un quar­to d’o­ra sen­za pren­de­re fia­to, esse­re fuo­ri cor­so all’u­ni­ver­si­tà in quan­to stu­den­te-lavo­ra­to­re, dichia­rar­si marxista/anarchico/socialista/internazionalista/qualunque for­ma sini­stro­sa arcai­ca ma pos­si­bil­men­te sen­za aver mai let­to Marx/Gramsci/Bakunin/Chomsky/Marcuse/Che Guevara/Mao/Sartre/Alberoni.
Meglio anco­ra: non aver mai let­to per­ché trop­po impe­gna­ti a difen­de­re il valo­re del­la cultura.

La cantante Madonna nel video di Material Girl
La can­tan­te Madon­na nel video di Mate­rial Girl

Meto­do Stu­dio Aperto
Cau­se We are living/ in mate­rial world/ and I’m a mate­rial girl.

Meto­do Vice
Ses­so, ses­so, ses­so, ses­so, ses­so, ses­so, ses­so, ses­so, ses­so, ses­so, ses­so, ses­so, ses­so, ses­so, ses­so, ses­so, ses­so, sesso.
Sfi­ga­ti, non sco­pe­re­te mai con Tea Tacos.

Meto­do Repubblica
Ezio Mau­ro sof­fre di dis­so­cia­zio­ne psi­co­ti­ca. In pie­na not­te scri­ve let­te­re cre­den­do di esse­re un quin­di­cen­ne omo­ses­sua­le che riven­di­ca i pro­pri dirit­ti civi­li, le invia al suo gior­na­le e quan­do al mat­ti­no si pre­sen­ta in reda­zio­ne si com­muo­ve come davan­ti alla busta paga; nuo­va fron­tie­ra del gior­na­li­smo d’in­chie­sta: se non ci sono noti­zie o non si sa tro­var­le, il sub­con­scio le pre­pa­ra a tuo uso e consumo.
Uni­co pro­ble­ma: si aggi­ra un quin­di­cen­ne omo­ses­sua­le che sof­fre di dis­so­cia­zio­ne per la sede socia­le di Repub­bli­ca sul­la Cri­sto­fo­ro Colom­bo a Roma; è con­vin­to di esser­ne il direttore.

Meto­do Augias
La gio­ven­tù non esi­ste. Sia­mo tut­ti vec­chi coper­ti da un velo di Maya.

Meto­do Lerner
Il figlio trre­di­cen­ne di un mio car­ro ami­co si trro­va­va perr caso negli stu­di di rre­gi­str­ra­zio­ne di La7. Fa il com­po­si­tor­re di sona­te incr­re­di­bi­li perr cla­vi­cem­ba­lo, ho pen­sa­to di prre­sen­tarr­ve­lo. Vie­ni avan­ti Yur­ri, non esser­re imbar­raz­za­to come quan­do tuo padr­re arr­rin­ga­va il corr­po stu­den­te­sco del liceo Berrchet.

Meto­do Vulcano
Vi sareb­be pia­ciu­to vero? Non pos­so far­lo ho trop­po rispet­to per il con­flit­to d’interessi.

Arri­ve­der­ci alla pros­si­ma puntata.

Fran­ce­sco Floris

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Francesco Floris
Blog­gerLin­kie­sta
Col­la­bo­ra­to­re de Linkiesta.it, spea­ker di Mag­ma, blogger.

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