Come ti raggiungo le vacanze in 12 semplici ore

Quan­do comin­cia­no a pio­ve­re i bol­li­ni ros­si, neri, ver­di e gial­li, signi­fi­ca sol­tan­to una cosa: o si sta par­ten­do per le vacan­ze o si sta tor­nan­do. Così si cer­ca di inca­strar­si tra i bol­li­ni ver­di (facen­do­li diven­ta­re poi, come con­se­guen­za natu­ra­le, neri) o, con ras­se­gna­zio­ne, a quel­li gialli.

very bad trip

C’è una par­ti­co­la­re cate­go­ria di viag­gia­to­ri che defi­ni­sce pron­ta­men­te un ora­rio da “par­ten­za intel­li­gen­te”, sco­pren­do poi che tut­ti han­no avu­to la stes­sa idea e quin­di tan­to intel­li­gen­te non dove­va esse­re quel­la partenza.

Quan­do si lascia a casa l’automobile (e la distan­za è trop­po rav­vi­ci­na­ta per pre­no­ta­re un low cost in aereo), ci si affi­da alle linee ferroviarie.
La meta è la Camar­gue, una zona natu­ra­le nel sud del­la Fran­cia, tra sta­gni abi­ta­ti da tori e feni­cot­te­ri e oriz­zon­ti scon­fi­na­ti. La cit­tà di par­ten­za è Mila­no. 565km che si pos­so­no per­cor­re­re in 5–6h in mac­chi­na. Per il tre­no c’è tut­to un altro programma.

Il dram­ma ini­zia quan­do sco­pri che la linea diret­ta Mila­no- Niz­za (pri­ma tap­pa) non esi­ste più dal 2009. Linee scon­ve­nien­ti, pochi pas­seg­ge­ri, dif­fi­col­tà di tran­si­to (da Fina­le Ligu­re c’è un solo bina­rio). Tre­ni­ta­lia e SNCF (la socie­tà fran­ce­se del­le fer­ro­vie di sta­to) han­no pen­sa­to bene di tron­ca­re i rap­por­ti: ognu­no si ten­ga i pro­pri tre­ni nei rispet­ti­vi con­fi­ni (e poi si par­la di Euro­pa uni­ta…). Ci si deve ras­se­gna­re e arri­va­re a Ven­ti­mi­glia in 4 ore sec­che e spe­ra­re in una coin­ci­den­za sul con­fi­ne. La coin­ci­den­za, effet­ti­va­men­te c’è: tem­po mezz’ora e dall’ultimo trat­to ita­lia­no di fer­ro­via par­te un tre­no regio­na­le mar­ca­to SNCF che por­ta a Niz­za, sen­za però rispar­miar­si tut­te le fer­ma­te nei pri­mi pae­si del­la Costa Azzur­ra (8 fer­ma­te per un tota­le di 48 minu­ti). Da Mila­no a Niz­za sono 350km e sia­mo già a 5–6 ore di viag­gio, con­tan­do la sosta a Ven­ti­mi­glia, per una media di 50km/h. L’idea di com­prar­si una bar­ca comin­cia a pren­de­re pie­de. Anche si doves­se par­ti­re dai Navi­gli di Milano.

very bad trip (2)In ter­ri­to­rio fran­ce­se non va meglio. Per arri­va­re ad Arles, cuo­re pul­san­te del­la Camar­gue, ser­vo­no altri due cam­bi di tre­no. Il pri­mo per­cor­re la trat­ta Niz­za-Mar­si­glia (2h35minuti), il secon­do Mar­si­glia-Arles (1h). Per arri­va­re a desti­na­zio­ne, con par­ten­za da Mila­no Cen­tra­le, ci si deve pro­spet­ta­re un viag­gio di 10 ore, se le coin­ci­den­ze sono rispet­ta­te. Già, per­ché in Ago­sto non si è i soli a viag­gia­re e le code alle bigliet­te­rie sono infi­ni­te e len­te. Anche se per Tre­ni­ta­lia il traf­fi­co è poco, le per­so­ne ama­no viag­gia­re (ver­so l’estero, cer­to; ma il discor­so vale anche per i fran­ce­si che voles­se­ro visi­ta­re l’Italia).

Tem­po una set­ti­ma­na ed è già ora di rien­tri. E viag­gia­re di saba­to scom­bi­na parec­chio i pia­ni, per­ché gli ora­ri dei tre­ni sono diver­si. Ser­vi­rà quin­di rifa­re la stra­da a ritro­so (Arles-Mar­si­glia, Mar­si­glia-Niz­za, Niz­za-Ven­ti­mi­glia) e, giun­ti in Ita­lia, sco­pri­re di dover sali­re su un regio­na­le che por­ta a Geno­va e effet­tua­re l’ultimo cam­bio con un Inter­ci­ty diret­to a Mila­no, con lo scot­to di un’ora ulte­rio­re nel com­pu­to fina­le (13 ore di viaggio).

La linea fer­ro­via­ria che per­cor­re la costa offre un pano­ra­ma spet­ta­co­la­re: mol­to spes­so le rota­ie sono a ridos­so del mare e tra i pae­sag­gi del­la Ligu­ra e quel­li del­la Costa Azzur­ra è una bel­la sfi­da. Pec­ca­to per l’enorme quan­ti­tà di tem­po neces­sa­ria a rag­giun­ge­re la meta finale.

Il pros­si­mo anno sarà meglio osser­va­re i pano­ra­mi dall’alto, sul volo Mila­no Mal­pen­sa – Mont­pel­lier. E, cer­to, da Mont­pel­lier ad Arles sarà neces­sa­rio pren­de­re un treno…

Danie­le Colombi

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1 Commento su Come ti raggiungo le vacanze in 12 semplici ore

  1. Nul­la rie­sce a fran­tu­ma­re il pote­re del petro­lio: e cosi le fer­ro­vie devo­no inchi­nar­si all’autovettura!

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