I fumetti ti spezzeranno il cuore
Intervista a Zerocalcare

Oria­na Fal­la­ci non è mai riu­sci­ta a inter­vi­sta­re Mari­lyn Mon­roe. I set­te pec­ca­ti di Hol­ly­wood (libro che con­si­glio a tut­ti i cine­fi­li) pren­de spun­to pro­prio da una serie di man­ca­ti incon­tri tra la gior­na­li­sta e l’at­tri­ce. Con tut­te le debi­te dif­fe­ren­ze del caso, comin­cia­vo a teme­re che la stes­sa sor­te sareb­be toc­ca­ta a me e Zero­cal­ca­re. E inve­ce, dopo un paio di occa­sio­ni bru­cia­te —ad esem­pio a Fer­ra­ra, dove avrei potu­to far­gli due doman­de solo facen­do­mi lar­go tra i fan asse­dian­ti a col­pi di machete—finalmente il 17 otto­bre sono riu­sci­ta a inter­vi­star­lo alla fumet­te­ria Ala­stor di Mila­no, men­tre auto­gra­fa­va le copie del suo nuo­vo libro a fumet­ti, Dodi­ci.

zerocalcare ed ioZero [all’a­na­gra­fe Miche­le Rech ndr], com’è nato lo scar­to tra dise­gna­re fumet­ti per pia­ce­re per­so­na­le e poi diven­ta­re non solo un fumet­ti­sta, ma un fumet­ti­sta di suc­ces­so. Insom­ma, com’è ini­zia­to tut­to e come vivi ades­so la “cele­bri­tà”?
Io in real­tà roba per pia­ce­re per­so­na­le ne ho fat­ta poca nel­la vita. Anche pri­ma di far­ne un qua­si mestie­re l’ho sem­pre fat­to per quel­la che era la mia comunità—spazi occu­pa­ti e cen­tri socia­li— quin­di per 10 anni ho dise­gna­to fumet­ti per cam­pa­gne poli­ti­che e locan­di­ne di con­cer­ti. Il pas­sag­gio al mon­do del lavo­ro è arri­va­to per sot­tra­zio­ne, per­ché mi face­va­no abba­stan­za orro­re tut­ti i lavo­ri che ave­vo fat­to, dal­l’a­reo­por­to al call cen­ter, e alla fine l’u­ni­ca cosa che rima­ne­va era il dise­gno. Ho pen­sa­to “già che dise­gno, pro­via­mo a pagar­ci l’af­fit­to, non può esse­re peg­gio del­le cose che ho fat­to finora”.
Vivo il suc­ces­so con un equi­li­brio mol­to fra­gi­le. Sono mol­to con­ten­to di cam­pa­re coi fumet­ti, però è una cosa che maga­ri tra poco tem­po fini­sce, infat­ti con­ti­nuo a fare tra­du­zio­ni come para­ca­du­te per quan­do tut­to que­sto finirà.

Da un pun­to di vista tec­ni­co ormai hai matu­ra­to un tuo sti­le. Ci sono dei trat­ti che vor­re­sti anco­ra miglio­ra­re? A che model­li ti sei ispi­ra­to per i tuoi disegni?
Spe­ro di miglio­ra­re anco­ra un po’ ma ho capi­to che alcu­ne cose non riu­sci­rò mai a farle—tipo le ana­to­mie. Ho rag­giun­to uno stli­le che mi sod­di­sfa: è abba­stan­za sin­te­ti­co, rie­sco a dise­gnar­ci un sac­co di cose e mi sem­bra abba­stan­za com­pren­si­bi­le per chi lo legge.
Non tan­to lo sti­le di dise­gno, ma la strut­tu­ra nar­ra­ti­va l’ho copia­ta da un sac­co di per­so­ne che han­no fat­to blog a fumet­ti pri­ma di me— per esem­pio da un blog fran­ce­se, Bou­let.

Qual è il pro­ces­so tipi­co che ti por­ta alla crea­zio­ne di una striscia?
Sic­co­me ho pochis­si­ma memo­ria a bre­ve ter­mi­ne, scri­vo tut­to quel­lo che mi suc­ce­de su un docu­men­to word e me lo ten­go in cas­sa­for­te per quan­do mi ser­vi­rà fare una sto­ria. Quan­do arri­va il momen­to di scri­ve­re, apro il docu­men­to e scel­go qual­co­sa che mi ha fat­to ride­re, poi ini­zio a dise­gna­re e pro­ce­do in modo auto­ma­ti­co rac­con­tan­do quel­lo che è suc­ces­so, fin­ché la sto­ria non si esau­ri­sce da sè e allo­ra smetto.

zerocalcare dodiciIn Un pol­po alla gola ti cimen­ti col gene­re gial­lo men­tre in Dodi­ci dai sfo­go alla tua pas­sio­ne per la fan­ta­scien­za; un net­to cam­bio di sti­le rispet­to ai tuoi lavo­ri pre­ce­den­ti, soprat­tut­to se si pen­sa che non sei tu il pro­ta­go­ni­sta nel­l’ul­ti­mo libro. Que­sto cam­bio di sti­le è volu­to? Stai cer­can­do di capi­re se può ave­re suc­ces­so anche un altro tipo di storia?
Dodi­ci l’ho fat­to per puro diver­ti­men­to. Però sia Dodi­ci sia Un pol­po alla gola sono espe­ri­men­ti, un ban­co di pro­va per un altro un fumet­to mol­to più com­ples­so ed impe­gna­ti­vo che non c’a­vrei mai avu­to il corag­gio di fare sen­za aver pro­va­to pri­ma a fare altre cose.

Puoi dir­mi qual­co­sa di più su que­sto pro­get­to? Di cosa par­la? Sai già quan­do uscirà?
Sarà un fumet­to auto­bio­gra­fi­co ed emo­ti­va­men­te mol­to impe­gna­ti­vo su un pez­zo del­la mia fami­glia, in cui andrò a ripren­de­re ele­men­ti sia dal blog sia da La pro­fe­zia del­l’ar­ma­dil­lo— quin­di non con­si­de­ro quel­le cose archi­via­te, anzi. Ci sto lavo­ran­do già da pri­ma di Dodi­ci ma visto che coin­vol­ge fami­lia­ri ecce­te­ra c’è biso­gno di una deli­ca­tez­za, nel­lo sce­glie­re cosa rac­con­ta­re, che richie­de una gesta­zio­ne mol­to lun­ga. A me pia­ce­reb­be far­lo usci­re in tem­pi rela­ti­va­men­te bre­vi, ma è anco­ra tut­to da vedere.

Ne La pro­fe­zia del­l’ar­ma­dil­lo, sem­bra che tu abbia volu­to rac­con­ta­re la sto­ria di Camil­le per esor­ciz­za­re l’ac­ca­du­to piut­to­sto che per spun­to nar­ra­ti­vo.
Sicu­ra­men­te non l’ho fat­to per spun­to nar­ra­ti­vo, ma non si trat­ta­va nem­me­no di esor­ciz­za­re. Ave­vo il ter­ro­re di ritro­var­mi tra die­ci anni a non ricor­dar­mi più nul­la di que­sta per­so­na, come se fos­se sta­ta una meteo­ra nel­la mia vita, quan­do in real­tà è sta­ta mol­to mol­to impor­tan­te. Ave­vo pau­ra che se non aves­si fis­sa­to que­sto ricor­do su car­ta si sareb­be annac­qua­to col tem­po— pur­trop­po non è la pri­ma per­so­na che per­do in vita mia, ed è così che suc­ce­de, il tem­po annac­qua il ricordo—e inve­ce per me era impor­tan­te che rima­nes­se vivi­do. L’ho volu­to fis­sa­re nel fumetto.

zerocalcareLa figu­ra del­l’Ar­ma­dil­lo, inve­ce, come nasce?
Mol­to banal­men­te: visto che le sto­rie che rac­con­to sono mol­to autistiche—spesso so’ io, da solo, in casa—avevo biso­gno di qual­co­sa per fare una rap­pre­sen­ta­zio­ne del­la mia coscien­za e ren­de­re le tavo­le più viva­ci, con dia­lo­ghi e con­tro­cam­pi, e non solo con le dida­sca­lie dei miei pen­sie­ri. Cer­can­do una rap­pre­sen­ta­zio­ne del­la mia coscien­za, la scel­ta è rica­du­ta sul­l’ar­ma­dil­lo per­ché è il più socio­pa­ti­co di tut­ti gli ani­ma­li, si chiu­de a guscio [men­tre dice que­ste paro­le mima il gesto, smet­ten­do di dise­gna­re per una fra­zio­ne di secon­do]—impe­ne­tra­bi­le al mon­do ester­no. Alla fine quel­le che rac­con­to sono sto­rie di sociopatia.

Que­sto libro ha come pro­ta­go­ni­sta il tuo vero gran­de amo­re, Rebibbia.
Sono lega­to al mio quar­tie­re in manie­ra un po’ mor­bo­sa, come si evin­ce anche dal libro. Però non vole­va esser­ne il tema prin­ci­pa­le: era comin­cia­ta come una sto­ria di zom­bie, poi mi sono reso con­to che mi risul­ta­va mol­to dif­fi­ci­le non scri­ve­re un fumet­to auto­bio­gra­fi­co, così ho subli­ma­to la mia bio­gra­fia nel­la nar­ra­zio­ne del quar­tie­re— in cui ci stan­no le mie emo­zio­ni, il mio rap­por­to con quel ter­ri­to­rio, ecce­te­ra. Non so come par­lar­ne, secon­do me è un posto mera­vi­glio­so; non è solo il quar­tie­re del car­ce­re, c’è anche un mam­muth, e non potrei mai vive­re da qual­che altra par­te: ho cam­bia­to sei case, tut­te a Rebib­bia. È un pez­zo di Roma Est che per me è un’oasi.

zerocalcare 2Ho appro­fit­ta­to del­la coda per un fare un bre­ve sondaggio.
Mi han­no chie­sto di doman­dar­ti innan­zi­tut­to se usci­rà mai un fumet­to sul G8, che non sia “A.F.A.B.”, il rac­con­to inclu­so in Ogni Male­det­to lune­dì su due.
Io in real­tà ho fat­to un sac­co di sto­rie sul G8, che maga­ri non han­no diret­ta­men­te me come pro­ta­go­ni­sta. Mi pia­ce­reb­be far­ne una sto­ria più cor­po­sa, più com­ple­ta. Però non vor­rei far­lo da solo: io pos­so rac­con­ta­re la mia visio­ne par­zia­le, nel­lo spe­ci­fi­co le bot­te dal­la fore­sta­le, ma mi pia­ce­reb­be che fos­se un pro­get­to col­let­ti­vo con altre per­so­ne che sono sta­te a Geno­va, rac­co­glie­re espe­rien­ze diver­se da per­so­ne diverse.

E infi­ne un po’ di sano “Zero­Tri­via”. Se Zero­cal­ca­re fos­se un film, una serie tele­vi­si­va, un libro e una can­zo­ne, cosa sarebbe?
Film L’o­dio oppu­re Gui­da per rico­no­sce­re i tuoi san­ti; serie Tv, The Shield; un libro, Ceci­tà di Sara­ma­go e una can­zo­ne Fir­st Night Back dei Clash.

E se fos­si una frase?
Guar­da, ho un tatuag­gio che dice “I fumet­ti ti spez­ze­ran­no il cuore”…

…Beh spe­ria­mo pro­prio di no.

Gem­ma Ghiglia
Foto CC BY-NC-SA Internazionale
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Gemma Ghiglia
Clas­se 1990, stu­den­tes­sa di Rela­zio­ni Inter­na­zio­na­li. A metà stra­da fra Putin e la Rivin­ci­ta del­le bionde.
About Gemma Ghiglia 24 Articoli
Classe 1990, studentessa di Relazioni Internazionali. A metà strada fra Putin e la Rivincita delle bionde.

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