Preparati, la singolarità è vicina!

PREPARATI, LA SINGOLARITÀ È VICINA
okay, allo­ra but­to la pasta

La tec­no­lo­gia digi­ta­le ha rag­giun­to un tale gra­do di per­va­si­vi­tà nel­le nostre vite che è sag­gio ogni tan­to fer­mar­si un atti­mo e ragio­nar­ci sopra atten­ta­men­te. Pur­trop­po la velo­ci­tà con cui cor­re lo svi­lup­po scien­ti­fi­co e tec­no­lo­gi­co rie­sce spes­so a sor­pas­sa­re la com­ples­si­va len­tez­za del­le nostre rifles­sio­ni, e il rischio è di ritro­var­si fra­stor­na­ti e soprat­tut­to pas­si­vi di fron­te a ciò che il mer­ca­to in fibril­la­zio­ne ci met­te davan­ti ogni mese. È un po’ come sede­re al tavo­lo di un all-you-can-eat infer­na­le, lega­ti alla sedia, con­dan­na­ti ad un’indigestione memo­ra­bi­le. Pro­via­mo a fare un bre­ve viag­gio nei nostri stomaci.

1. SMARTPHONE UMANOIDI DAI PROFONDI ABISSI

Negli anni ’60 il cofon­da­to­re di Intel Gor­don Moo­re ipo­tiz­zò che la poten­za dei micro­pro­ces­so­ri a semi­con­du­zio­ne fos­se desti­na­ta ad accre­scer­si espo­nen­zial­men­te. Più di recen­te il tec­no­lo­go e futu­ro­lo­go Ray­mond Kur­z­weil ha este­so que­sto prin­ci­pio (cono­sciu­to da allo­ra come “leg­ge di Moo­re”) a tut­ta la tec­no­lo­gia nel suo insie­me: si spie­ga così la ragio­ne per cui sia­mo pas­sa­ti nel giro di due decen­ni da gof­fi com­pu­ter simi­li a sca­to­lo­ni di pla­sti­ca all’iPad e com­pa­gnia bel­la, e si pre­ve­de di con­se­guen­za un avan­za­men­to tec­no­lo­gi­co anco­ra più rapi­do e repen­ti­no nei pros­si­mi anni.

Attual­men­te stia­mo cor­ren­do ver­so un’ideale di con­nes­sio­ne tota­le e costan­te. L’avvento e la dif­fu­sio­ne mon­dia­le del per­so­nal com­pu­ter, l’espansione di inter­net, l’abbattimento dei costi (vi ricor­da­te di quan­do biso­gna­va sta­re poco su Inter­net per­ché costa­va?), gli smart­pho­ne, le reti 3G e 4G, il wifi ovun­que. Entro uno o due anni assi­ste­re­mo ad un nuo­vo bal­zo in avan­ti con l’introduzione del Goo­gle Glass, che acco­glie in sé tut­to ciò che pote­te già fare con uno smart­pho­ne ma che in più vi sta appic­ci­ca­to alla testa e vede con i vostri occhi (o meglio: voi vede­te attra­ver­so il suo occhio). Un Goo­gle Glass farà pro­gre­di­re la nostra tra­sfor­ma­zio­ne in smart­pho­ne uma­ni: diven­te­re­mo dispo­si­ti­vi mobi­li con­nes­si alla gran­de cloud mon­dia­le. Cosa che in fon­do sia­mo già, solo in manie­ra più mor­bi­da e sot­ti­le. (D’altra par­te, se voglia­mo risa­li­re alla pre­i­sto­ria, il cam­mi­no ver­so la con­nes­sio­ne tota­le è ini­zia­to ben pri­ma del com­pu­ter, con il tele­gra­fo). La rete ospi­ta già ver­sio­ni sche­ma­ti­che di noi stes­si, che diven­ta­no sem­pre più det­ta­glia­te, inter­con­nes­se tra loro (pen­sa­te all’unificazione degli account Goo­gle), com­ples­se, den­se, sfac­cet­ta­te, e che oltre­tut­to rive­sto­no un’influenza sem­pre mag­gio­re su quel­la che è la nostra vita extra-rete. Noi, inte­si come enti­tà fisi­che indi­pen­den­ti dal­la cloud, ci tro­via­mo alla fine dei miliar­di di ten­ta­co­li o ter­mi­na­zio­ni del­la cloud stes­sa: com­pu­ter, smart­pho­ne, tablet, occhia­li di Goo­gle. Teo­ri­ca­men­te pos­sia­mo stac­car­ci da que­ste ter­mi­na­zio­ni in mol­tis­si­mi modi, ma lo fac­cia­mo sem­pre meno, ed anzi i ten­ta­co­li del­la rete ven­go­no stu­dia­ti e affi­na­ti in modo da star­ci sem­pre die­tro nel modo più faci­le, natu­ra­le e meno “inva­den­te” pos­si­bi­le. A pro­po­si­to dell’inva­den­za, i capoc­cia di Goo­gle han­no moti­va­to l’invenzione del loro occhia­le da Dra­gon­ball pro­prio dicen­do di voler ridur­re l’invadenza degli smart­pho­ne, che fasti­dio­sa­men­te inter­rom­po­no le nostre atti­vi­tà quo­ti­dia­ne costrin­gen­do­ci a gin­gil­lar­ci con il loro scher­mo touch pie­no di dita­te, men­tre quel­la spe­cie di pro­te­si attac­ca­ta al nostro orec­chio ci per­met­te­reb­be di giro­va­ga­re tra le nostre stan­ze onli­ne sen­za smet­te­re di fare quel­lo che stia­mo facen­do nel mon­do fisi­co – la chia­ma­no “real­tà aumen­ta­ta”. Que­sta biz­zar­ra con­ce­zio­ne dell’invadenza non impe­di­rà al Goo­gle Glass di inon­da­re il mer­ca­to, diven­tan­do un ogget­to obbli­ga­to­rio, come già lo sono di fat­to gli smart­pho­ne e gli account su Face­book, per via di evi­den­ti dina­mi­che sociali/capitalistiche su cui non mi sof­fer­mo. Quan­to pas­se­rà pri­ma che una tec­no­lo­gia simi­le ven­ga diret­ta­men­te impian­ta­ta nel nostro cor­po? E cosa suc­ce­de­rà allo­ra, quan­do la con­nes­sio­ne tota­le sarà com­piu­ta e la poten­za di micro­sco­pi­ci com­pu­ter avrà rag­giun­to livel­li oggi inimmaginabili?

2. LA NUOVA RELIGIONE DEI MILIARDARI SMANETTONI CALIFORNIANI

In mol­ti cre­do­no che sia pros­si­ma a mani­fe­star­si (o che si sia già mani­fe­sta­ta) una “sin­go­la­ri­tà tec­no­lo­gi­ca”. Il ter­mi­ne, mutua­to dal­la fisi­ca, sta ad indi­ca­re l’imprevedibilità del­le carat­te­ri­sti­che di una simi­le situa­zio­ne: infat­ti in una sin­go­la­ri­tà – come ad esem­pio il big bang o la super­fi­cie di un buco nero – tut­te le leg­gi note sono stra­vol­te o annul­la­te. Nel nostro caso assi­ste­rem­mo al sor­pas­so defi­ni­ti­vo del­la tec­no­lo­gia sugli esse­ri uma­ni e all’avvento di una nuo­va era com­piu­ta­men­te tec­no­lo­gi­ca. Su come ciò pos­sa avve­ni­re, esi­sto­no varie inter­pre­ta­zio­ni. La più clas­si­ca, divul­ga­ta tra gli altri da Mar­vin Min­sky (del MIT), pre­ve­de che pre­sto, data la leg­ge di Moo­re, gene­ra­zio­ni di mac­chi­ne sem­pre più poten­ti pro­dur­ran­no altre mac­chi­ne anco­ra più poten­ti e poi anco­ra mac­chi­ne più poten­ti, fin­ché non daran­no final­men­te vita all’Intelligenza Arti­fi­cia­le, auto­suf­fi­cien­te e capa­ce di repli­ca­re se stes­sa. A quel pun­to si rea­liz­ze­reb­be­ro for­se sce­na­ri a cui, per la veri­tà, la let­te­ra­tu­ra fan­ta­scien­ti­fi­ca del Nove­cen­to, da Asi­mov a Matrix, ci ha già lar­ga­men­te abi­tua­ti. Secon­do i più pes­si­mi­sti i robot intel­li­gen­ti potreb­be­ro mol­ti­pli­car­si incon­trol­la­ta­men­te, tra­mu­tan­do­si in una sor­ta di pol­ti­glia gri­gia (sic) che inghiot­ti­reb­be la Ter­ra. I post-uma­ni­sti (o trans-uma­ni­sti) più entu­sia­sti pro­no­sti­ca­no inve­ce un desti­no lumi­no­so per gli esse­ri uma­ni, che gra­zie alla futu­ra nano­tec­no­lo­gia mole­co­la­re potran­no inglo­ba­re in se stes­si l’Intelligenza Arti­fi­cia­le, tra­sfor­man­do­si in una nuo­va spe­cie bio­ni­ca radi­cal­men­te diver­sa dall’ormai estin­to homo sapiens. Insom­ma ce n’è per tut­ti i gusti.

Una del­le ver­sio­ni più inte­res­san­ti pre­ve­de che Inter­net pri­ma o poi in qual­che modo pren­da vita e si com­por­ti come un orga­ni­smo del tut­to indi­pen­den­te. In qua­li­tà di inter­nau­ti noi sta­rem­mo nutren­do una spe­cie di gigan­te addor­men­ta­to in atte­sa del suo immi­nen­te risve­glio. In effet­ti la rete, che tra­scen­de tan­to gli uma­ni quan­to le mac­chi­ne, può esse­re già rea­li­sti­ca­men­te descrit­ta come una “men­te-alvea­re” in bru­li­can­te espan­sio­ne, ali­men­ta­ta quo­ti­dia­na­men­te da miliar­di di con­tri­bu­ti fram­men­ta­ri e infi­ni­te­si­ma­li – per esem­pio que­sto arti­co­lo. Di qui a par­la­re di super-intel­li­gen­za il pas­so è bre­ve. Vi sie­te mai chie­sti1 per­ché Goo­gle abbia scel­to di spen­de­re i miliar­di gua­da­gna­ti in pub­bli­ci­tà foto­gra­fan­do le stra­de di ogni cit­tà del mon­do, da New York al più sper­du­to pae­sel­lo dell’entroterra sar­do? Sem­pli­ce: nutre il gigan­te, lavo­ra per l’avvento del­la Sin­go­la­ri­tà. Lar­ry Page, infat­ti, CEO di Goo­gle, è uno di quel­li che aspet­ta­no con tre­pi­da­zio­ne il “risve­glio” di Inter­net. (Altri, come lo sto­ri­co del­la scien­za Geor­ge Dyson, cre­do­no addi­rit­tu­ra che ciò sia già acca­du­to.) Nel­lo stes­so sche­ma rien­tra la digi­ta­liz­za­zio­ne dei libri car­ta­cei. Impor­tan­ti tec­no­lo­gi come Kevin Kel­ly, auto­re di un libro dall’eloquente tito­lo What tech­no­lo­gy wan­ts (2010), sosten­go­no infat­ti che ci si deb­ba avvia­re ver­so la crea­zio­ne di un uni­co infi­ni­to libro digi­ta­le. E così via. In gene­ra­le, ogni immis­sio­ne di com­ples­si­tà all’interno del­la rete si può inter­pre­ta­re come un pas­so avan­ti ver­so la Sin­go­la­ri­tà, poi­ché più la rete si fa com­ples­sa più sfug­ge all’intervento uma­no più è plau­si­bi­le che comin­ci a com­por­tar­si come un orga­ni­smo viven­te, natu­ra­le, indi­pen­den­te. Un pro­ces­so simi­le è rav­vi­sa­bi­le anche nel mon­do dell’economia finan­zia­ria, dove il mix di digi­ta­liz­za­zio­ne, glo­ba­liz­za­zio­ne e auto­ma­tiz­za­zio­ne ha lascia­to ben poco spa­zio all’opera dei sin­go­li esse­ri uma­ni. Non a caso i vari rivol­gi­men­ti dell’economia – nel pen­sie­ro comu­ne e nei media – ven­go­no ormai trat­ta­ti come feno­me­ni natu­ra­li piut­to­sto che come effet­ti di una crea­zio­ne uma­na convenzionale.

Ma a que­sto pun­to potre­ste chie­der­vi che fine faran­no effet­ti­va­men­te gli esse­ri uma­ni in tut­to que­sto bel qua­dro. Nien­te pau­ra: i sin­go­la­ri­ta­ni­sti pre­ve­do­no inspe­ra­ti tra­guar­di di lon­ge­vi­tà (con l’aiuto, appun­to, di nano e bio­tec­no­lo­gie che ripla­sme­ran­no la nostra natu­ra bio­lo­gi­ca) o addi­rit­tu­ra l’immortalità, attra­ver­so l’upload del­le nostre coscien­ze in un data­ba­se vir­tua­le. Vede­te che a quel pun­to tut­te quel­le stra­de foto­gra­fa­te da Goo­gle ci faran­no como­do, per­ché saran­no le stra­de dove effet­ti­va­men­te vivre­mo, sot­to for­ma di bit.

Insom­ma, per esse­re una reli­gio­ne a tut­ti gli effet­ti alla Sin­go­la­ri­tà non man­ca nem­me­no l’escatologia. La Sili­con Val­ley è la sua ter­ra san­ta. Pro­prio qui, nel 2009, è nata addi­rit­tu­ra la Sin­gu­la­ri­ty Uni­ver­si­ty, che si impe­gna a pre­pa­ra­re la clas­se dei futu­ri post-uma­ni all’era gran­dio­sa che si appre­sta ad arri­va­re. Riflet­te­te­ci: men­tre milio­ni di per­so­ne pen­do­no dal­le lab­bra del papa, ed altri milio­ni sono dispo­sti a com­bat­te­re guer­re san­te di vario gene­re, nel­la Sili­con Val­ley c’è chi lavo­ra per get­ta­re le basi del­la reli­gio­ne del futu­ro – che, se tut­to con­ti­nua ad anda­re come va, rischia di rive­lar­si ben più rea­le del­le reli­gio­ni tra­di­zio­na­li ormai demo­dé. Se per caso sta­te anco­ra aspet­tan­do il ritor­no di Gesù, sie­te fuo­ri strada.

3. DOVE STA IL PROBLEMA

Il con­cet­to di sin­go­la­ri­tà tec­no­lo­gi­ca affon­da le pro­prie radi­ci negli anni ’50, ma solo quarant’anni più tar­di ha tro­va­to esau­sti­va for­mu­la­zio­ne, pri­ma nell’opera del mate­ma­ti­co e roman­zie­re fan­ta­scien­ti­fi­co Ver­nor Vin­ge (The coming Tech­no­lo­gi­cal Sin­gu­la­ri­ty, 1993), e poi in quel­la di Ray­mond Kur­z­weil, che nel 2005 ha scrit­to il libro da cui ho ruba­to l’inquietante tito­lo: Sin­gu­la­ri­ty is near (tra­dot­to anche in Ita­lia, da Apo­geo), in cui si pre­ve­de la fine del­la nostra era entro il pri­mo quar­to del seco­lo. Come abbia­mo visto, negli ambien­ti dell’éli­te infor­ma­ti­ca la Sin­go­la­ri­tà è ormai aper­ta­men­te ogget­to di cul­to, e sta pla­sman­do indi­ret­ta­men­te l’attuale cul­tu­ra digi­ta­le con un cer­to modo di con­ce­pi­re Inter­net e la tec­no­lo­gia in gene­ra­le. Non si può liqui­da­re tut­to que­sto come una biz­zar­ria da eccen­tri­ci sma­net­to­ni, o come una spe­cie di set­ta mar­gi­na­le, per­ché i suoi pro­se­li­ti sono dota­ti di un immen­so e diret­to pote­re sul­le nostre vite. (Imma­gi­no non ser­va ricor­da­re chi è Lar­ry Page e che cos’è Google).

Ora, anche se ad alcu­ni potrà sem­bra­re mol­to bel­la la pro­spet­ti­va di far­si un back-up del cer­vel­lo per poter vive­re in eter­no su un hard-disk, il cul­to del­la Sin­go­la­ri­tà – para­dos­sal­men­te – eser­ci­ta la sua influen­za (nega­ti­va) più sul pre­sen­te che sul futu­ro. Per quan­to ne sia­no sicu­ri alcu­ni pro­fes­so­ro­ni del MIT, la Sin­go­la­ri­tà potreb­be infat­ti non veri­fi­car­si comun­que mai (e sul tema c’è un acce­so dibat­ti­to). Ma nel frat­tem­po, inse­guen­do que­sto sogno, o mirag­gio, c’è il rischio di per­de­re di vista quel­lo che dovreb­be esse­re sem­pre lo sco­po ulti­mo del­la tec­no­lo­gia, ossia ser­vi­re l’uomo. Al con­tra­rio, è in atto un con­sa­pe­vo­le ten­ta­ti­vo di sva­lu­ta­re l’essere uma­no per valo­riz­za­re la tec­no­lo­gia in se stes­sa. Così le par­ti rischia­no di capo­vol­ger­si, con l’uomo che diven­ta gad­get dei suoi stru­men­ti, e non vice­ver­sa (è que­sta la tesi di fon­do dell’outsider del­la Sili­con Val­ley Jaron Lanier, espo­sta nell’ottimo libro Tu non sei un gad­get, 2008). Basta guar­dar­si attor­no per vede­re come que­sto pro­ces­so sia già avvia­to da tem­po. Una sua esa­spe­ra­zio­ne por­te­reb­be for­se dav­ve­ro alla Sin­go­la­ri­tà: ma a che prezzo?

Pur­trop­po l’epocalità fati­di­ca di que­sti decen­ni si accom­pa­gna ad un gigan­te­sco diva­rio, in ter­mi­ni di sape­re e soprat­tut­to di pote­re eco­no­mi­co, tra chi deci­de il cam­bia­men­to e chi lo subi­sce. L’aumentare del­la com­ples­si­tà del mon­do ren­de sem­pre più dif­fi­ci­le il com­pi­to di tener­gli die­tro, e que­sto favo­ri­sce la nasci­ta di ari­sto­cra­zie ristret­te e poten­ti. In que­sto caso, vedia­mo come gran par­te del­la nostra vita quo­ti­dia­na (comu­ni­ca­zio­ni, desi­de­ri, cono­scen­ze, acqui­sti, ecce­te­ra), dipen­da dal­le scel­te di un oli­go­po­lio sem­pre più con­cen­tra­to e impe­ne­tra­bi­le di azien­de infor­ma­ti­che. Che a quan­to pare si fan­no con­ta­gia­re da cre­den­ze quan­to­me­no discu­ti­bi­li. Ovvia­men­te non c’è nes­su­na imme­dia­ta pos­si­bi­li­tà che un sin­go­lo cit­ta­di­no pos­sa spe­ra­re di influen­za­re il com­por­ta­men­to del­le fol­le che ali­men­ta­no il mer­ca­to, o il pen­sie­ro di pochi miliar­da­ri arroc­ca­ti in una val­le in Cali­for­nia. Ma al sin­go­lo cit­ta­di­no – e, potrem­mo gene­ra­liz­za­re, a cia­scun esse­re uma­no – resta anco­ra il sem­pli­ce ed anti­co pote­re del­la pro­pria coscien­za. Che la Sin­go­la­ri­tà sia desti­na­ta ad arri­va­re oppu­re no, guai a rinun­ciar­vi in favo­re del­la tecnologia.

Seba­stian Bendinelli

1In gene­ra­le, pro­va­te sem­pre a chie­der­vi, per gio­co, il per­ché di cer­te nuo­ve inven­zio­ni.

 

Con­di­vi­di:
Sebastian Bendinelli
In mis­sio­ne per fer­ma­re la Rivo­lu­zio­ne industriale.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.