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Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Lei è quel­la buf­fa ragaz­za che hai incro­cia­to cor­ren­do per le sca­le poco fa, quel­la a cui hai sorriso.
Lui è il suo ex ragaz­zo che anco­ra le scri­ve (trop­po), che anco­ra la vuo­le vede­re (sem­pre), che si appo­sta sot­to casa sua e minac­cia di attac­car­si al cito­fo­no fino all’alba, se con­ti­nue­rà a non rispon­de­re alle sue chiamate.
Lei è la signo­ra che abi­ta al pia­no di sopra, quel­la schi­va ma edu­ca­ta, maga­ri un po’ sciat­ta con quei capel­li sem­pre in disor­di­ne, i chi­li di trop­po, le mani­che tira­te fino ai pol­si, anche ad agosto.
Lui è suo mari­to, tan­to sim­pa­ti­co e gio­via­le, la bat­tu­ta pron­ta, l’aria distinta.

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Lei è quell’avvocatessa con cui pren­di il tre­no tut­ti i gior­ni, indos­sa capi fir­ma­ti, occhia­li scu­ri e un’ombra di fard sul­le guance.
Lui è il suo fidan­za­to che dice di amar­la ma la chia­ma puttana.
Lei è l’attrice di quel film che ti ha fat­to tan­to ride­re, lui è il padre mane­sco. Lei la pro­mo­ter, lui il vici­no che la fil­ma e la minac­cia. Lei la tua inse­gnan­te, lui il mari­to che le seque­stra lo sti­pen­dio. Lei la signo­ra del­la men­sa, lui lo sco­no­sciu­to che l’ha stu­pra­ta alla fer­ma­ta dell’autobus. Lei la bari­sta, lui il fidan­za­to che la sva­lu­ta. Lei la casa­lin­ga, lui il mari­to che l’ha costret­ta ad abban­do­na­re il lavo­ro e le cri­ti­ca la fami­glia. Lei l’animatrice, lui il capo che la mole­sta. Lei la par­la­men­ta­re, lui il cit­ta­di­no che non la vota per­ché donna.
Lei e Lui potreb­be­ro esse­re chiun­que accan­to a te.
Potre­sti esse­re tu e non saperlo.

La vio­len­za sul­le don­ne è, pre­ci­sa­men­te, un qual­sia­si sopru­so, fisi­co, ses­sua­le, psi­co­lo­gi­co, eco­no­mi­co, com­piu­to ai dan­ni di una don­na in quan­to tale, in quan­to esse­re viven­te pen­san­te, indi­pen­den­te da quel­la che vie­ne defi­ni­ta l’altra metà del Mon­do, in ogni aspet­to che l’indipendenza pos­sa sfiorare.
Non si trat­ta di un even­to recen­te, non è un’emergenza degli ulti­mi mesi. È un male anti­co mai pas­sa­to: radi­ca­to al cen­tro del rap­por­to tra uomo e don­na, avvan­tag­gia il pri­mo e nuo­ce alla secon­da. Que­sta il più del­le vol­te, tra­scu­ra sin­to­mi e segna­li, li igno­ra, più o meno coscien­te­men­te, ed è for­se que­sto il peggio.

Il nume­ro di que­sti abu­si com­piu­ti oggi in Ita­lia, Pae­se con­si­de­ra­to civi­le e moder­no, è alto, si sti­ma che 6.743.000 don­ne ne sia­no vit­ti­me, eppu­re uffi­cio­so per­ché colo­ro che deci­do­no di denun­cia­re sono solo la metà di chi subisce.
Per­ché? Per­ché l’omertà? Vive­re, anzi, soprav­vi­ve­re in silen­zio in una situa­zio­ne di mal­trat­ta­men­to è, nel­la mag­gior par­te dei casi, una scel­ta det­ta­ta dal­la pau­ra: il timo­re per una ven­det­ta, per la rea­liz­za­zio­ne del­le minac­ce rice­vu­te, la pau­ra che le isti­tu­zio­ni non sia­no in gra­do di dare l’aiuto, la pro­te­zio­ne, il soste­gno indi­spen­sa­bi­li —ansia non del tut­to ingiu­sti­fi­ca­ta, data la quan­ti­tà di denun­ce neces­sa­rie pri­ma di un’eventuale azio­ne lega­le, le pochis­si­me risor­se dei cen­tri anti­vio­len­za, baluar­di per colo­ro che vi si rivol­go­no, le luci e le ombre lega­te al recen­tis­si­mo decre­to leg­ge con­tro la vio­len­za di gene­re, ema­na­to alla vigi­lia di Ferragosto.
Soprat­tut­to però vi è la para­dos­sa­le ango­scia data dall’idea di una vita sen­za il mostro, l’uomo che anco­ra pro­met­te e ripro­met­te amo­re (eter­na giu­sti­fi­ca­zio­ne, eter­no desi­de­rio uma­no), la pau­ra di sepa­rar­si da que­sto sen­ti­men­to in cui si è cre­du­to per mol­to tem­po, in cui sono sta­te inve­sti­te spe­ran­ze, per il qua­le è sta­to sacri­fi­ca­to tan­to, trop­po, pri­mi fra tut­ti orgo­glio e dignità.
Pau­ra che ciò che si è per­so non farà più ritorno.
Pau­ra di rima­ne­re per sem­pre spez­za­te, spez­za­te e sole.

Ciò che però sgo­men­ta ulti­ma­men­te psi­co­lo­gi, avvo­ca­ti, medi­ci, volon­ta­ri e tut­ti colo­ro che lavo­ra­no in que­sto vasto cam­po, è il note­vo­le abbas­sa­men­to dell’età di chi si rivol­ge ai cen­tri antiviolenza.
Giun­go­no ragaz­ze di 17, 21 anni, stu­den­tes­se uni­ver­si­ta­rie, licea­li, gio­va­ni lavo­ra­tri­ci pre­ca­rie, istrui­te, figlie di una gene­ra­zio­ne che dovreb­be aver dona­to loro liber­tà di espres­sio­ne, pos­si­bi­li­tà di sce­glier­si un’esistenza pri­va di con­di­zio­na­men­ti. A vol­te sono gio­va­ni vit­ti­me di vio­len­za assi­sti­ta (sono ciò testi­mo­ni di atti di sopru­so tra i fami­glia­ri), a vol­te inve­ce non han­no pre­ce­den­ti. Ognu­na di loro si ritro­va però invi­schia­ta una rela­zio­ni che len­ta­men­te la indu­ce ad allon­ta­nar­si da colo­ro che la ama­no e ad abban­do­na­re desi­de­ri e aspi­ra­zio­ni, la ren­de respon­sa­bi­le di col­pe imma­gi­na­rie, ogget­to di una gelo­sia osses­si­va, all’inseguimento del­la favo­la di un amo­re che di amo­re­vo­le non ha nul­la. Spes­so si trat­ta addi­rit­tu­ra del cosid­det­to “Pri­mo amo­re”, quel­lo più fol­le e inco­scien­te anche nel­le rela­zio­ni nor­ma­li per­ché mos­so da istin­to e pas­sio­ne, dal­la con­vin­zio­ne che sarà per sem­pre, che sarà per­fet­to. Nei casi di vio­len­za le stes­se cer­tez­ze sono appli­ca­te ad un fon­da­men­to erro­neo per­ché dispo­ti­co, segna­to da una dipen­den­za esa­ge­ra­ta, da insul­ti più o meno masche­ra­ti, dal­la distru­zio­ne del­la per­so­na­li­tà del­la vit­ti­ma e dal ten­ta­ti­vo di appro­priar­si del­la sua volon­tà, del­la sua vita, per­ché non sia più don­na ma proprietà.

 

Per inter­rom­pe­re la suc­ces­sio­ne degli even­ti che trac­cia­no il pro­fi­lo di una rela­zio­ne vio­len­ta, innan­zi­tut­to è neces­sa­ria quel­la che in ger­go vie­ne defi­ni­ta Rete. Una Rete è la natu­ra­le tela di lega­mi for­ti e pre­sen­ti che si instau­ra­no intor­no ad ogni don­na e ad ogni uomo, com­po­sta da ami­ci e fami­glia­ri, inse­gnan­ti e cono­scen­ti, che alle pri­me avvi­sa­glie, al pri­mo sospet­to, al pri­mo incon­sue­to sacri­fi­cio “per amo­re”, strin­ga le pro­prie maglie e diven­ti para­ca­du­te, mor­bi­do tap­pe­to, sal­va­gen­te, e non mol­li la pre­sa. Poi­ché l’obiettivo pri­ma­rio dell’uomo vio­len­to è crea­re il vuo­to intor­no alla pro­pria vit­ti­ma, in modo che que­sta pos­sa fidar­si solo di lui, aggrap­par­si solo a lui, dipen­de­re da lui. È quin­di essen­zia­le pre­sta­re atten­zio­ne a chi ci cir­con­da, non lascia­re che si allon­ta­ni per­ché in pre­da all’estasi amo­ro­sa, osser­var­ne lo sguar­do, i cam­bia­men­ti fisi­ci e carat­te­ria­li, le rinun­ce, ascol­ta­re i rac­con­ti, se ve ne sono, e i silen­zi quan­do abbondano.
Comprendere.
Esserci.

Giu­lia Pacchiarini
foto Aracelota

Alcu­ni dei Cen­tri Anti­vio­len­za pre­sen­ti in regione:

Mila­no
Cer­chi d’acqua coo­pe­ra­ti­va socia­le A.R.L con­tro la vio­len­za alle don­ne con­tro la vio­len­za in fami­glia Onlus
Via Vero­na, 9 20135 Milano
Tel. 02.58430117
info@cerchidacqua.orgwww.cerchidacqua.org

Soc­cor­so Vio­len­za Dome­sti­ca (SVD)
c/o Fon­da­zio­ne Ospe­da­le Maggiore
Poli­cli­ni­co Man­gia­gal­li e Regi­na Elena
Via del­la Com­men­da, 12 20122 Milano
Tel. 02.55038585
svd@policlinico.mi.it

Soc­cor­so Vio­len­za Ses­sua­le (SVS)
c/o Fon­da­zio­ne Ospe­da­le Maggiore
Poli­cli­ni­co Man­gia­gal­li e Regi­na Elena
Via del­la Com­men­da, 12 20122 Milano
Tel. 02.55032489
svs@policlinico.mi.it

Casa di acco­glien­za del­le don­ne mal­trat­ta­te (CAFMI)
Via Pia­cen­za, 14 20135 Milano
Tel. 02.55015519
cadmmi@tin.it www.cadmi.org

end_of_the_skype_highlightingBergamo
Asso­cia­zio­ne Aiu­to Don­na Usci­re dal­la Violenza
c/o Con­si­glio del­le Donne
Via San Laz­za­ro, 3 24122 Bergamo
Tel. 035.212933
info@aiutodonna.it www.aiutodonna.it

Bre­scia
Casa del­le Donne
Via San Fau­sti­no, 38 25122 Brescia
Tel./Fax 030.2400636
casa@casadelledonne.191.it

Como
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Via Zezio, 60 22100 Como
Tel 031.304585
segreteria@telefonodonnacomo.itwww.telefonodonnacomo.it

Cre­mo­na
Asso­cia­zio­ne Don­na Con­tro la Vio­len­za Onlus
Via XX Set­tem­bre, 115 26013 Crema
Tel. / Fax 0373.80999
assocdonne@alice.itwww.controlaviolenza.it

Lec­co
L’Altra Metà del Cielo
Via Tren­to, 26
Sede ope­ra­ti­va: via Sant’Ambrogio, 17 23807 Mera­te (LC)
Tel. 039.9900678
Tele­fo­no Don­na Mera­te Tel. 340.6348501 Tel. 340.48502 Tel. 348.1430297
altrametadelcielo@yahoo.it

Lodi
Cen­tro Anti­vio­len­za “La Metà di Niente”
c/o L’or­sa Mino­re Onlus
Via Vista­ri­ni, 13 26900 Lodi
orsaminoreonlus(at)gmail.com www.orsaminoreonlus.org
Tel. +39 331 3495221 begin_of_the_skype_highlighting

Man­to­va
Tele­fo­no Rosa Asso­cia­zio­ne Volon­ta­rie di Tele­fo­no Rosa
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Mon­za
Cen­tro Aiu­to Don­ne Mal­trat­ta­te (C.A.DO.M.)
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cadomonza@centrodonnemaltrattate.191.itwww.cadom.it

Pavia
Coo­pe­ra­ti­va Libe­ra­men­te Per­cor­si di Don­ne con­tro la Vio­len­za Olus
Cor­so Gari­bal­di, 37/b27100 Pavia
Tel. / Fax 0382.32136Tel. 0382.040195
liberamente@centroantiviolenzapv.itwww.centroantiviolenzapv.it

Vare­se
Eos Onlus Cen­tro di Ascol­to e Accom­pa­gna­men­to con­tro la vio­len­za le mole­stie ses­sua­li e i mal­trat­ta­men­ti alle don­ne e ai minori
Via Stau­ren­ghi, 2421100 Varese
Tel. 0332.231271
eosvarese@virgilio.it

Con­di­vi­di:
Giulia Pacchiarini
Ragaz­za. Frut­to di scel­te sco­la­sti­che poco azzec­ca­te e tem­po libe­ro ben impie­ga­to ascol­tan­do per­so­ne a bor­do di mez­zi di tra­spor­to alternativi.

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