Costruendo la distopia

C’è sem­pre una nuo­va minaccia.
E potre­ste esse­re voi.

È faci­le dare la col­pa a una nazio­ne cat­ti­va o a un’organizzazione sen­za faccia.
È faci­le dire “ma come, è ovvio che spias­se­ro tutti.”
Al con­tra­rio, tut­to è pas­sa­to com­ple­ta­men­te sot­to il naso anche del­le miglia­ia di com­plot­ti­sti, trop­po impe­gna­ti ad osser­va­re le scie degli aerei EasyJet.

Chi scri­ve non ha anco­ra com­piu­to ven­ti­quat­tro anni, e non ha avu­to una con­ver­sa­zio­ne tele­fo­ni­ca o digi­ta­le dav­ve­ro pri­va­ta in tut­ta la sua vita.

Ciao bela

I. Ogni volta che guardate un porno lo state consigliando ad Obama.

Dia­mo una fac­cia all’NSA.
Lo pote­te imma­gi­na­re, il tipi­co con­trat­to­re pri­va­to con cui l’agenzia fil­tra e orga­niz­za i vostri dati. È un ven­ti­no­ven­ne pal­li­do, con il viso sca­va­to, occhia­ie sot­to gli occhi ben oltre l’aspetto male­det­to, pela­ta pre­co­ce, è sot­to­pe­so, ma ha lo sto­ma­co gon­fio di bibi­te e junk food.
Non c’è nien­te di roman­ti­co o avven­tu­ro­so o eroi­co in quel­lo che sta facen­do l’Nsa. Die­tro PRISM non ci sono tan­ti Saul Beren­son — il tipo è piú Saul Good­man, forse.
Que­sto è dove deve arri­va­re la con­ver­sa­zio­ne e l’opinione pub­bli­ca attor­no allo scan­da­lo che in Ita­lia chia­mia­mo data­ga­te: non esi­ste ipo­te­ti­co, futu­ri­bi­le attac­co ter­ro­ri­sti­co che giu­sti­fi­chi l’attentato alla pri­va­cy di tut­ti i cit­ta­di­ni del pri­mo mon­do. Cosa ren­da quel­lo ter­ro­ri­smo, e non que­sto, non ci è anco­ra sta­to spiegato.
Cre­do che sia in par­te anche una que­stio­ne di paro­le, come sem­pre: la paro­la pri­va­cy è diven­ta­ta così vuo­ta e abu­sa­ta, che ha anco­ra sen­so chie­der­la, la privacy?
For­se ci ser­ve un’altra paro­la, un’altra cosa, da chie­de­re, al gover­no ame­ri­ca­no e al nostro. Volen­do usa­re un altro angli­ci­smo: decen­cy.

Dal­la recen­te pub­bli­ca­zio­ne del­le inter­cet­ta­zio­ni di mas­sa effet­tua­te dall’Nsa sul­la linee Veri­zon non solo emer­ge che l’agenzia spias­se cit­ta­di­ni ame­ri­ca­ni (che da Euro­pei e ita­lia­ni, pos­sia­mo anche non badar­ci trop­po) ma che, quan­do James Clap­per, diret­to­re dell’intelligence ame­ri­ca­na, ha dichia­ra­to al Sena­to di “non rac­co­glie­re nes­sun tipo di dati sui cit­ta­di­ni ame­ri­ca­ni” ha sfac­cia­ta­men­te mentito.
Posto di fron­te al pro­ble­ma dal Guar­dian, Clap­per si è espres­so in un sal­to mor­ta­le da vera spia cine­ma­to­gra­fi­ca, diver­ten­te quan­to pre­oc­cu­pan­te: “Ho dato la rispo­sta meno fal­sa possibile.”
Capi­tol Hill non si è espres­so in nes­sun modo su come que­sta rispo­sta sia in alcun modo tollerabile.

:-)

La com­ple­ta distru­zio­ne di ogni for­ma di pri­va­cy a livel­lo mon­dia­le è pos­si­bi­le incro­cian­do due leg­gi ormai fami­ge­ra­te piú che famo­se. Gli emen­da­men­ti al Fisa del 2008, rin­no­va­ti pochi mesi pri­ma dell’esplosione del­lo scan­da­lo, e la sezio­ne 215 del Patriot Act.
Com­bi­na­te, per­met­to­no all’Nsa com­ple­to acces­so a tut­ta la posta elet­tro­ni­ca ame­ri­ca­na e a tut­te le tele­fo­na­te in cui alme­no uno dei due atto­ri sia non–Americano.
La sezio­ne 215 è sta­ta poi sti­ra­ta dall’agenzia allo sco­po di “garan­ti­re” la rac­col­ta dei meta­da­ti di ogni tele­fo­na­ta ame­ri­ca­na, e la costru­zio­ne dell’attuale dop­pio siste­ma di con­trol­lo dei dati tra­smes­si via internet.

Men­tre scri­vo que­ste righe, nes­su­no sem­bra sup­por­ta­re piú il regi­me di spio­nag­gio tota­le dell’Nsa, a par­te Oba­ma stes­so. I gover­ni euro­pei met­to­no la masche­ra degli scan­da­liz­za­ti, men­tre tut­te le loro agen­zie di spio­nag­gio si face­va­no com­pli­ci dell’oscena ope­ra­zio­ne ame­ri­ca­na. Tut­te le gran­di mul­ti­na­zio­na­li del­la tec­no­lo­gia — Goo­gle, Apple, Ama­zon, Face­book, e Micro­soft — stan­no flet­ten­do i loro musco­li lob­bi­sti­ci per­ché si arri­vi ad una riforma.
Lo spio­nag­gio dell’Nsa è un busi­ness da piú di 26 miliar­di di dol­la­ri, che coin­vol­ge piú di 25000 spio­ni sta­ta­li, oltre ad un ampio per­so­na­le mili­ta­re e qua­si 500000 con­trac­tor impie­ga­ti attra­ver­so azien­de pri­va­te, invi­si­bi­li. Tut­ti san­no esat­ta­men­te il vostro tipo di por­no­gra­fia preferita.
La com­ple­ta alie­na­zio­ne dei tec­ni­ci del set­to­re emer­ge par­ti­co­lar­men­te bene par­lan­do del­le col­la­bo­ra­zio­ni tra ser­vi­zi euro­pei e ame­ri­ca­ni. James Lewis, ana­li­sta del Cen­ter for stra­te­gic and inter­na­tio­nal stu­dies, ha dichia­ra­to al Washing­ton Post: “(Pen­sa­re) che gli USA e l’Nsa sia­no gli uni­ci respon­sa­bi­li di abu­si e vio­la­zio­ni è assur­do. (…) Il loro com­por­ta­men­to non è fuo­ri dal­le rego­le. Era la regola.”
Il mes­sag­gio è chia­ro: fate­ve­ne una ragio­ne. È sur­rea­le.

I numeri:
26 miliardi di dollari,
25000 agenti,
500000 contractor privati.

Per­do­na­te il cli­ché ma allo­ra cito Gio­ve­na­le: Quis custo­diet ipsos custodes?
L’originale Forei­gn Intel­li­gen­ce Sur­veil­lan­ce Act del 1978 pre­ve­de ovvia­men­te una cor­te che veri­fi­chi e garan­ti­sca ai cit­ta­di­ni del mon­do che l’Nsa non abu­si dei pro­pri pote­ri. Essen­do il suo ope­ra­to rima­sto segre­to fino alle rive­la­zio­ni di Sno­w­den, era impos­si­bi­le pro­va­re a giu­di­ca­re il suo fun­zio­na­men­to, il suo ruo­lo di guar­dia­na e garan­te. Nei suoi tren­ta­quat­tro anni di esi­sten­za la cor­te Fisa ha appro­va­to 33942 (tren­te­tre­mi­la nove­cen­to qua­ran­ta­due) man­da­ti di sor­ve­glian­za elettronica.
Ne ha rifiu­ta­ti undici.

Nei suoi trentaquattro anni di esistenza la corte Fisa ha approvato 33942 mandati di sorveglianza elettronica.
Ne ha rifiutati undici.

Music for Drones

II. Come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare i droni.

I peg­gio­ri pub­bli­ci­ta­ri di Cara­cas voglio­no ven­der­vi che inter­net sia “il cie­lo”, “le nuvo­le”. La par­te buf­fa è che al mas­si­mo inter­net è nell’oceano, non nel­le nuvo­le. La par­te meno buf­fa è che il cie­lo non è meno spia­to del­le “nuvo­le”.

Che cre­dia­te che Rand Paul sia un buf­fo­ne o un buf­fo­ne peri­co­lo­so, la sua ope­ra­zio­ne di ostru­zio­ni­smo sel­vag­gio sul­la nomi­na di Bren­nan come diret­to­re del­la CIA lo scor­so mar­zo e l’insistente oppo­si­zio­ne all’uso dei dro­ni è (sor­pren­den­te­men­te) ammirevole.
Dal­le tre­di­ci ore di ostru­zio­ni­smo (bipar­ti­san), è emer­so un dato teo­ri­ca­men­te ras­si­cu­ran­te per i cit­ta­di­ni ame­ri­ca­ni. Eric Hol­der, Pro­cu­ra­to­re gene­ra­le degli Sta­ti Uni­ti poten­te nel baf­fo, ha garan­ti­to che gli Sta­ti Uni­ti non use­ran­no mai dro­ni per ucci­de­re un ame­ri­ca­no, in ter­ri­to­rio ame­ri­ca­no, se non coin­vol­ti in combattimento.
La par­te pre­oc­cu­pan­te, ovvia­men­te, è il silen­zio riguar­do gli altri usi pos­si­bi­li di un dro­ne – in pri­mis la rac­col­ta di infor­ma­zio­ni. Sap­pia­mo che l’FBI ha già usa­to dro­ni su suo­lo ame­ri­ca­no die­ci vol­te, e che la rac­col­ta di infor­ma­zio­ni aerea si è rive­la­ta chia­ve nel con­clu­de­re la cac­cia a Bin Laden.
Anco­ra piú cupo è come l’amministrazione Oba­ma, pro­se­guen­do un viziet­to di Bush, sia indul­gen­te riguar­do a cosa costi­tui­sca esse­re “coin­vol­ti in combattimento”.
Coin­vol­ti in com­bat­ti­men­to sono ad esem­pio mol­ti traf­fi­can­ti di dro­ga afga­ni fred­da­ti per­ché vici­ni ad Al–Qaeda. In un altro sal­to mor­ta­le simi­le alle rispo­ste meno fal­se pos­si­bi­le, il Pen­ta­go­no pre­ci­sa: “è impor­tan­te chia­ri­re che gli obiet­ti­vi sono ter­ro­ri­sti lega­ti al nar­co­traf­fi­co, e non traf­fi­can­ti lega­ti al ter­ro­ri­smo.” Pro­ba­bil­men­te con­trol­la­no il tito­lo sul bigliet­to da visi­ta pri­ma di ucciderli.
Pro­me­mo­ria: que­sta è la stes­sa ammi­ni­stra­zio­ne che non ritie­ne di dover pro­dur­re pro­ve postu­me per dimo­stra­re lo sta­to di com­bat­ten­te di gio­va­ni in “clas­se di leva” ucci­si in attac­chi radiocomandati.

L’allora sin­da­co di New York Michael Bloom­berg, di fron­te agli avvi­sta­men­ti del­lo scor­so mar­zo, rispo­se ras­se­gna­to: “La que­stio­ne non è se sono una cosa buo­na o cat­ti­va. Sem­pli­ce­men­te, non vedo come li si pos­sa fer­ma­re. Che dif­fe­ren­za c’è tra una tele­ca­me­ra attac­ca­ta ad un palaz­zo o ad un dro­ne? (ndr: i palaz­zi non seguo­no le per­so­ne) (…) È inu­ti­le rema­re con­tro le onde”
Se non c’è moti­vo di teme­re che l’FBI diven­ti trig­ger hap­py con i suoi dro­ni su suo­lo ame­ri­ca­no, se non c’è moti­vo di teme­re di esse­re attac­ca­ti men­tre pas­seg­gia­te per una viuz­za di Mila­no, la posi­zio­ne attua­le dell’amministrazione Oba­ma su spio­nag­gio e dro­ni dipin­ge un futu­ro a tin­te fosche.

“La questione non è se sono una cosa buona o cattiva. Semplicemente, non vedo come li si possa fermare. Che differenza c’è tra una telecamera attaccata ad un palazzo o ad un drone? È inutile remare contro le onde.”
(Michael Bloomberg, allora sindaco di New York)

*

A guar­dar­si indie­tro la vista è sem­pre 10 deci­mi, dicono.
Ma è chia­ro come tut­to sboc­ci (o mar­ci­sca) dal dichia­ra­to ini­zio del­la Guer­ra al Terrorismo.
È la Guer­ra Fred­da per­fet­ta, con­tro un nemi­co invi­si­bi­le e sfug­gen­te, una idra con innu­me­re­vo­li teste, con­tro cui sono inu­ti­li minac­ce di distru­zio­ne mutua assi­cu­ra­ta, e che non si arren­de­rà mai.
La lot­ta con­tro que­sto “Male” che non potrà mai esse­re scon­fit­to garan­ti­sce com­ple­ta liber­tà da qual­sia­si bus­so­la eti­ca per gli “Eroi” che la combatteranno.
Un Moloch insa­zia­bi­le a cui abbia­mo sacri­fi­ca­to il dirit­to ad una vita pri­va­ta di tut­ti i cit­ta­di­ni del mondo.

Ales­san­dro Massone
@amassone
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Alessandro Massone
Desi­gner di gior­no, blog­ger di not­te, pod­ca­ster al crepuscolo.

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