Il “taglium magnum” all’istruzione pubblica

L’I­ta­lia è indie­tro in sva­ria­te clas­si­fi­che sul­la pre­pa­ra­zio­ne degli stu­den­ti, il dirit­to allo stu­dio scric­chio­la alme­no quan­to gli edi­fi­ci sco­la­sti­ci, e la regio­ne Lom­bar­dia se ne esce per il trien­nio 2014–2016 con un pia­no di tagli all’i­stru­zio­ne pub­bli­ca che susci­ta –dicia­mo – qual­che perplessità.

Maroni

Esa­mi­nia­mo i pun­ti salien­ti e calien­ti del pia­no di Maro­ni & Aprea per l’an­no pros­si­mo rispet­to alle spe­se del­l’an­no corrente:

• Risor­se regio­na­li per il soste­gno del red­di­to alla dote scuo­la (bor­se di stu­dio ai più pove­ri): da € 23.428.803 a € 5.000.000, con un calo del 79%.
• Asse­gni di stu­dio indi­vi­dua­li a stu­den­ti meri­te­vo­li (bor­se di stu­dio ai più bra­vi): da € 5.230.870 a 0 (zero), chiu­su­ra tota­le dei rubinetti.

In sostan­za la giun­ta ha deci­so di non dare sol­di più agli stu­den­ti del­le scuo­le supe­rio­ri pub­bli­che che se li meri­ta­no o che ne han­no biso­gno. Ma –atten­zio­ne– pub­bli­che. Per­ché c’è una voce che non è sta­ta pra­ti­ca­men­te toc­ca­ta nel­la pre­vi­sio­ne di bilancio:

Con­tri­bu­ti alle fami­glie per l’accesso e la libe­ra scel­ta dei per­cor­si edu­ca­ti­vi (i buo­ni scuo­la per chi deci­de di iscri­ve­re il figlio a una scuo­la pri­va­ta): da 33.000.000 a 30.000.000€, con un calo del 9%.

Ciò signi­fi­ca che l’am­mi­ni­stra­zio­ne Maro­ni —in per­fet­ta con­ti­nui­tà con quel­la For­mi­go­ni — non ritie­ne in alcun modo rile­van­te incen­ti­va­re e finan­zia­re la scuo­la pub­bli­ca o chi la fre­quen­ta ma con­ti­nua ad ero­ga­re fon­di a quel­le pri­va­te, con una scel­ta evi­den­te­men­te mira­ta e (par­reb­be ormai leci­to sup­por­re) di ideo­lo­gia o di inte­res­se. Gio­can­do con le per­cen­tua­li, si può dire , visto che il taglio sui buo­ni pub­bli­ci è del 79% e su quel­li pri­va­ti solo del 9, che per i “maro­nes” la scuo­la pub­bli­ca è il 70% meno impor­tan­te di quel­la pri­va­ta, o che gli stu­den­ti del­le pub­bli­che han­no il 30% dei dirit­ti di quel­li del­le pri­va­te che, a livel­lo nazio­na­le, han­no l’88% di stu­den­ti in meno di quel­le pubbliche.

Per pro­te­sta­re con­tro que­sto sta­to di cose, gio­ve­dì pome­rig­gio le rap­pre­sen­tan­ze –non solo– stu­den­te­sche (FdS, Uds, Link, Run) di Lom­bar­dia si sono riu­ni­te sot­to il pirel­lo­ne. Sono sta­te con­se­gna­te più di die­ci­mi­la fir­me con­tro il “taglium magnum”, e una dele­ga­zio­ne del­le sud­det­te rap­pre­sen­tan­ze è sta­ta rice­vu­ta dal­la com­mis­sio­ne 7, dedi­ca­ta a cul­tu­ra, istru­zio­ne, for­ma­zio­ne, comu­ni­ca­zio­ne e sport.
«Ci han­no det­to che non è anco­ra tut­to defi­ni­ti­vo» spie­ga Mat­teo Ghi­slan­di, mem­bro di FdS. «Secon­do la mag­gio­ran­za, finan­zia­re le scuo­le pari­ta­rie è comun­que un ser­vi­zio reso agli stu­den­ti in dif­fi­col­tà. Ma, al di là del­la spro­por­zio­ne con cui sono sta­ti effet­tua­ti i tagli, noi con­te­stia­mo il fat­to stes­so che la regio­ne abbia isti­tui­to un fon­do appo­sta per le private».

E’ poi venu­to al pet­ti­ne un nodo squi­si­ta­men­te costi­tu­zio­na­le —tema in que­sti gior­ni tan­to in voga. L’ar­ti­co­lo 33 del­la nostra car­ta infat­ti recita:
”Enti e pri­va­ti han­no il dirit­to di isti­tui­re scuo­le ed isti­tu­ti di edu­ca­zio­ne, sen­za one­ri per lo Stato.
La leg­ge, nel fis­sa­re i dirit­ti e gli obbli­ghi del­le scuo­le non sta­ta­li che chie­do­no la pari­tà, deve assi­cu­ra­re ad esse pie­na liber­tà e ai loro alun­ni un trat­ta­men­to sco­la­sti­co equi­pol­len­te a quel­lo degli alun­ni di scuo­le statali.”
In que­st’ot­ti­ca, l’i­sti­tu­zio­ne di un fon­do per inco­rag­gia­re e finan­zia­re gli stu­den­ti del­le scuo­le pari­ta­rie è addi­rit­tu­ra ille­ga­le. Spie­ga un rap­pre­sen­tan­te di Link Cat­to­li­ca, Nic­co­lò Morel­li: «Le scuo­le pri­va­te non devo­no esse­re a cari­co del­lo Sta­to. E’ dal 2008 che col buo­no scuo­la si è vio­la­ta la costi­tu­zio­ne. Stia­mo lan­cian­do una peti­zio­ne pub­bli­ca, ma spe­ria­mo di non dover chia­ma­re in cau­sa la magi­stra­tu­ra. Signi­fi­che­reb­be che dav­ve­ro qual­co­sa non va…»

Intan­to, qual­che pia­no più su, l’as­ses­so­re Aprea ras­si­cu­ra tut­ti sul fat­to che le bor­se di stu­dio uni­ver­si­ta­rie non ver­ran­no toc­ca­te e con­clu­de la gior­na­ta con una chicca:
«Non sarà cer­to que­sta giun­ta a far veni­re meno il plu­ra­li­smo edu­ca­ti­vo, sia­mo in pie­na con­ti­nui­tà con l’amministrazione pre­ce­den­te. Vor­reb­be­ro impor­re una scuo­la ugua­le per tut­ti, per noi inve­ce le tra­di­zio­ni van­no rispettate.»
Nei seco­li dei seco­li(?), amen.

Ste­fa­no Colom­bo
Foto aper­tu­ra IFQ
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Stefano Colombo
Stu­den­te, non gior­na­li­sta, mila­ne­se arioso.

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