La Terra gira intorno al Sole

Nono­stan­te diver­si clo­ni del mini­stro Sac­co­man­ni e del pre­mier Let­ta si aggi­ri­no come spet­tri per l’Eu­ro­pa ad invo­ca­re fan­ta­sma­go­ri­che ripre­se, la real­tà dei duri pes­si­mi­sti e dei pie­ga­ti cit­ta­di­ni euro­pei si ripren­de sem­pre e comun­que la scena.

A un paio di gior­ni dagli orga­smi fisca­li del mini­stro del­l’E­co­no­mia ita­li­cus sapiens sapiens, tor­na a far­si sen­ti­re la voce del com­pa­gno Dra­ghi, il noto casti­ga­mat­ti del siste­ma bancario.

Il gover­na­to­re del­la BCE ha sem­pli­ce­men­te rati­fi­ca­to quel­lo che gli abi­tan­ti del pia­ne­ta Ter­ra — inqui­li­ni di Palaz­zo Chi­gi esclu­si — san­no per­fet­ta­men­te e cioè che anche nel 2014 la cre­sci­ta nel­l’in­te­ra zona euro sarà limi­ta­ta ad un gau­den­te zero-virgola-numero-sotto-il-cinque.

Come sia pos­si­bi­le in un que­sto roseo con­te­sto attua­re poli­ti­che di ridu­zio­ne del­la pres­sio­ne fisca­le sui con­tri­buen­ti e con­tem­po­ra­nea­men­te tagli di spe­sa impro­dut­ti­va (suo­na meglio se la chia­mo spen­ding review?), rima­ne un miste­ro irri­sol­to anche sen­za un PhD ad Harvard.

Nono­stan­te tale l’e­vi­den­za, svet­ta­no sul­le pri­me pagi­ne del­la car­ta strac­cia che riem­pie le edi­co­le del Bel­pae­se vir­go­let­ta­ti di ogni gene­re: “La ripre­sa a por­ta­ta di mano”, “Il 2014 sarà un anno di riscos­sa”, “Wil­liam Wal­la­ce è alto tre metri e spa­ra ful­mi­ni dal culo” e altre ame­ni­tà che non meri­ta­no i com­men­ti degli esse­ri razionali.

Danie­le Lut­taz­zi dice­va sem­pre che din­nan­zi a mira­bo­lan­ti annun­ci biso­gna por­re la sco­mo­dis­si­ma doman­da: “Sì, ma come?”.
Que­si­to in gra­do di sgre­to­la­re in un’in­fi­ni­ta serie di uno e di zeri la matri­ce vir­tua­le nel­la qua­le soprav­vi­via­mo a sten­to — e poi cer­to, anche l’u­ni­ca doman­da sen­sa­ta di fron­te alle idio­zie del “gover­no del fare” e il suo chi­me­ri­co prag­ma­ti­smo ame­ri­ca­no da quat­tro soldi.

Que­sto dise­gni­no tri­stis­si­mo è sta­to scel­to intenzionalmente

Poi esi­ste una tra­gi­co­mi­ca scuo­la di pen­sie­ro, quel­la che sostie­ne che “cri­ti­ca­re è faci­le men­tre gover­na­re è com­ples­so”, tra i qua­li anno­ve­ria­mo que­gli splen­di­di impren­di­to­ri pro­gres­si­sti alla Del­la Val­le o alla Mon­te­ze­mo­lo, uomi­ni da bat­ta­glia, uomi­ni per i qua­li le “chiac­chie­re stan­no a zero” tran­ne quan­do devo­no trion­fal­men­te entra­re nei salot­ti tele­vi­si­vi per riba­di­re che è il Sole a gira­re intor­no alla Ter­ra e non viceversa.

hiA par­te che anche cri­ti­ca­re in manie­ra seria pare un atteg­gia­men­to ora­mai in disuso—almeno a giu­di­ca­re dagli edi­to­ria­li di Bat­ti­sta o altri ama­nuen­si gover­na­ti­vi che asso­mi­glia­no sem­pre più a dei pom­pi­ni ambu­lan­ti e non richie­sti al pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca o al pre­si­den­te del Con­si­glio. In secon­do luo­go “gover­na­re” sarà anche com­ples­so, ma fal­li­re è estre­ma­men­te sem­pli­ce. For­se vale la pena di riva­lu­ta­re la nozio­ne di fal­li­men­to, uma­no o poli­ti­co che sia, piut­to­sto che per­se­ve­ra­re nel­l’er­ro­re e nel­la nega­zio­ne del­lo stesso.
Fal­li­re in poli­ti­ca si può, anzi azzar­de­rei che è qua­si scon­ta­to sul lun­go perio­do vista l’im­pos­si­bi­li­tà empi­ri­ca di fare sem­pre la cosa giu­sta. Che la nozio­ne di fal­li­men­to sia sta­ta com­ple­ta­men­te stron­ca­ta dal nostro dibat­ti­to pub­bli­co pro­prio nel perio­do sto­ri­co in cui ci riem­pia­mo la boc­ca con “fal­li­men­ti degli sta­ti”, “default”, “fal­li­men­ti del­le impre­se pri­va­te” è un vuo­to seman­ti­co che va riem­pi­to al più presto.

Non con inten­to puni­ti­vo –Togliat­ti “per­do­nò” i fasci­sti, figu­ria­mo­ci Let­ta o Alfa­no– ma per rista­bi­li­re la supe­rio­ri­tà del­la real­tà sui nostri desideri.
I bam­bi­ni vivo­no nel­le favo­le, nei “sogni che son desi­de­ri” per l’ap­pun­to, agli adul­ti spet­ta il duro com­pi­to di inse­gna­re loro che non fun­zio­na così—che non arri­va­no cava­lie­ri, che le bestie non si tra­sfor­ma­no in prin­ci­pi, che non si vive feli­ci e con­ten­ti per l’eternità.

Pri­ma lo fac­cia­mo e pri­ma tor­ne­re­mo a vede­re la Ter­ra che gira intor­no al sole e non il contrario.

Poca roba. Ma è la veri­tà — fac­cia­mo­ce­la bastare.

Fran­ce­sco Floris

 

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Francesco Floris
Blog­gerLin­kie­sta
Col­la­bo­ra­to­re de Linkiesta.it, spea­ker di Mag­ma, blogger.

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