2011: Odissea due

Ieri scop­pia il caso—Napolitano ave­va avu­to con­tat­ti con Mon­ti per con­si­de­ra­re sce­na­ri di un futu­ro gover­no dopo la cadu­ta di Ber­lu­sco­ni. L’autore del­lo “scoop” (e vor­rem­mo met­te­re mol­te più vir­go­let­te), Alan Fried­man, lo chia­ma un Ita­lian Job. Ha tor­to, e mostra tut­to il tipi­co pres­sa­po­chi­smo con cui sia­mo visti oltreo­cea­no, ma qual­co­sa di estre­ma­men­te ita­lia­no nel­lo scan­da­lo c’è.

Lo scan­da­lo è l’ennesimo diver­tis­se­ment dei media poli­ti­ci ita­lia­ni, sem­pre alla ricer­ca di argo­men­ti frit­ti per non par­la­re del­le emer­gen­ze del Pae­se. In una cri­si da guer­ra, non da dopo­guer­ra, ci tro­via­mo pun­ta­li argo­men­ti set­ti­ma­na­li su cui discu­te­re, per­ché è più faci­le, per­ché è diver­ten­te. In que­sti gior­ni, oltre al tira e mol­la tra Ren­zi e la Pre­mier­ship, un lo-faran­no-o-non-lo-faran­no di quel­li che non si vede­va­no dai tem­pi di Ross e Rachel, ci è capi­ta­ta questa.

Cosa c’è di più italiano di una storia nota al pubblico da quasi tre anni che torna alla ribalta così artificialmente?

Tut­te le fon­ti di rumo­re si agi­ta­no con inte­res­si chia­ri come il sole, e tut­ti ad abboc­ca­re. Fried­man chia­ra­men­te spe­ra il caso gli fac­cia ven­de­re più libri, For­za Ita­lia ha biso­gno che si sol­le­vi più bac­ca­no pos­si­bi­le attor­no all’estate 2011, pun­to più bas­so del­la car­rie­ra poli­ti­ca di Ber­lu­sco­ni – ed è tut­to dire. Gril­lo e il suo eco­si­ste­ma voglio­no frig­ge­re Napo­li­ta­no a tut­ti i costi, e non impor­ta se il Pre­si­den­te stes­se cospi­ran­do per sal­va­re Ber­lu­sco­ni o per silu­rar­lo, basta che stes­se cospirando.

Così ci ritro­via­mo a par­la­re di quell’anno ter­ri­bi­le, tra i più spa­ven­to­si del­la Sto­ria recen­te ita­lia­na, e ad ana­liz­zar­lo da lon­ta­no; quan­ti argo­men­ti inte­res­san­ti si potreb­be­ro allo­ra riesaminare?

monti

Il più impor­tan­te suc­ces­so dell’altrimenti medio­cre e incon­clu­den­te gover­no Mon­ti è la rivo­lu­zio­ne appor­ta­ta in poli­ti­ca este­ra, dove l’Italia pas­sa da esse­re igno­ra­ta ad ave­re peso e cari­sma, più diver­ten­te e pru­ri­gi­no­so è l’arco di costru­zio­ne del per­so­nag­gio poli­ti­co di Mario Mon­ti, arri­va­to dal mon­te come un nobiltec­nosigno­re che avreb­be aggiu­sta­to l’Italia, si sareb­be pre­sto tra­mu­ta­to in uno squa­lo pron­to a con­qui­sta­re il cen­tro­de­stra, squa­lo che pochi mesi dopo avreb­be pre­so una dolo­ro­sa e meri­ta­ta musa­ta elet­to­ra­le. I gior­na­li­sti che di secon­do mestie­re cri­ti­ca­no il Par­ti­to Demo­cra­ti­co (e di pri­mo mestie­re medi­ca­no il pro­prio ego) potreb­be­ro rac­con­ta­re quan­to il par­ti­to di Ber­sa­ni si sner­vò nel­la sua dop­pia iden­ti­tà di par­ti­to di “respon­sa­bi­li” e di nave nel­la bur­ra­sca duran­te la cam­pa­gna elet­to­ra­le costan­te che cir­con­da­va il gover­no tecnico.

L’Italia non era sull’orlo del bara­tro, come dice­va­mo per ras­si­cu­rar­ci, era in cadu­ta libe­ra da altez­za 557m, cadu­ta che si è solo ral­len­tan­ta e tutt’ora non è finita.
Il ter­ro­re era così pro­fon­do che si riu­nì un Con­si­glio dei Mini­stri subi­to pri­ma di Fer­ra­go­sto, nel­la not­te tra vener­dì 12 e saba­to 13.
Lo spet­tro di vede­re l’Italia com­mis­sa­ria­ta dall’Unione Euro­pea era estre­ma­men­te cor­po­reo, e sva­ria­ti par­ti­ti qua­si lo atten­de­va­no al varco.
All’epoca chi agi­ta­va la minac­cia del “fini­re­mo come la Gre­cia” sape­va di ave­re ragio­ne, ma solo oggi sap­pia­mo dav­ve­ro quan­to ter­ri­bi­le fos­se quel destino.
Un dram­ma glo­ba­le, ma con dei chia­ri e noti col­pe­vo­li locali.
Che il par­ti­to di que­sti col­pe­vo­li voglia get­tar fumo negli occhi dell’opinione pub­bli­ca è scan­da­lo­so, ma chi non se lo aspetterebbe.
Che gior­na­li e gior­na­li­sti “seri” (e vor­rem­mo met­te­re mol­te più vir­go­let­te) gio­chi­no al loro gio­co in cam­bio di un po’ di visi­te, e copie ven­du­te, e spet­ta­to­ri, è uno scan­da­lo, e dav­ve­ro, un Ita­lian Job.

Ales­san­dro Massone
@amassone
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Alessandro Massone
Desi­gner di gior­no, blog­ger di not­te, pod­ca­ster al crepuscolo.

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