L’incostituzionalità allargata della “Fini-Giovanardi”

La con­ver­sio­ne in leg­ge da par­te del Par­la­men­to ita­lia­no del­la cosid­det­ta “Fini-Gio­va­nar­di” il 21 feb­bra­io 2006 ha susci­ta­to enor­mi dibat­ti­ti e discus­sio­ni ―non­ché trop­pe appa­ri­zio­ni tele­vi­si­ve degli inte­res­sa­ti a gua­sta­re qual­sia­si dopo cena.
Intro­dot­ta duran­te l’esecuzione par­la­men­ta­re del Decre­to Leg­ge 30 dicem­bre 2005 —meglio noto come “Sal­va-Olim­pia­di”— che legi­fe­ra­va in mate­ria di finan­zia­men­ti e sicu­rez­za del­le Olim­pia­di inver­na­li di Tori­no 2006, anco­ra oggi resta un miste­ro l’aggiunta di un tito­lo riguar­dan­te le pene alter­na­ti­ve al car­ce­re per i tos­si­co­di­pen­den­ti (già ves­sa­ti dal­la leg­ge ex-Ciriel­li). L’introduzione di que­sto ulte­rio­re tito­lo si è rive­la­to esse­re il gri­mal­del­lo giu­ri­di­co con cui è sta­to pos­si­bi­le, per il gover­no Ber­lu­sco­ni, modi­fi­ca­re l’articolo 73 del Decre­to del Pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca 9 otto­bre 1990 (noto anche come Testo Uni­co in mate­ria di disci­pli­na degli stu­pe­fa­cen­ti e sostan­ze psicotrope).

Car­lo Gio­va­nar­di e Gian­fran­co Fini

A far sor­ge­re dub­bi di costi­tu­zio­na­li­tà, è sta­to pro­prio lo stra­no modo in cui sono sta­ti aggiun­ti i 24 emen­da­men­ti di Fini e Gio­va­nar­di: que­sti emen­da­men­ti si rife­ri­va­no ad argo­men­ti che non c’entravano affat­to col moti­vo per cui si ricor­re­va d’urgenza al decre­to leg­ge. Veni­va uni­fi­ca­to il regi­me san­zio­na­to­rio per tut­to ciò che riguar­da le dro­ghe e le tabel­le ―in cui era­no inse­ri­ti i diver­si quan­ti­ta­ti­vi e le rela­ti­ve pene― veni­va­no dimi­nui­te da 4 a 2, equi­pa­ran­do così dro­ghe leg­ge­re e dro­ghe pesan­ti, net­ta­men­te con­trad­di­stin­te nel pre­ce­den­te Testo Uni­co del 1990.

L’aver ricor­so ad una pro­ce­du­ra d’urgenza, qual è il decre­to leg­ge, ha cau­sa­to un vul­nus legi­sla­ti­vo per la III Sezio­ne Pena­le del­la Cor­te di Cas­sa­zio­ne: inse­ren­do all’interno di una nor­ma che pre­ve­de per la sua appro­va­zio­ne la fidu­cia del Par­la­men­to, un’altra nor­ma —che era inve­ce are­na­ta in Par­la­men­to da più di 3 anni e su cui la schie­ra di “ber­lu­sco­nes” non riu­sci­va ad ave­re la meglio sul­l’op­po­si­zio­ne— si è crea­to un prin­ci­pio di incom­pa­ti­bi­li­tà per effet­to dell’articolo 77 del­la Costi­tu­zio­ne, il qua­le reci­ta facil­men­te: “Il Gover­no non può, sen­za dele­ga­zio­ne del­le Came­re, ema­na­re decre­ti che abbia­no valo­re di leg­ge ordi­na­ria”, e una la legi­sla­zio­ne sul­le dro­ghe è evi­den­te­men­te una leg­ge ordinaria.

In pra­ti­ca, il vero moti­vo d’incostituzionalità sareb­be un cavil­lo lega­le (asso­lu­ta­men­te sacro­san­to) per cui vie­ne rico­no­sciu­to che nei decre­ti leg­ge, ai qua­li biso­gna ricor­re­re solo per “dei pre­sup­po­sti di neces­si­tà e di urgen­za”, non deb­ba­no rien­tra­re mate­rie che devo­no segui­re per­cor­si legi­sla­ti­vi differenti.

Il ricor­so pre­sen­ta­to alla Cor­te Costi­tu­zio­na­le, nel­le per­so­ne dell’avvocato Por­ci­le e del pre­si­den­te eme­ri­to del­la Cor­te stes­sa Gio­van­ni Maria Flick, ver­te­va quin­di giu­sta­men­te su que­sto pun­to di incom­pa­ti­bi­li­tà tra una leg­ge ad ese­cu­zio­ne imme­dia­ta ed una ordi­na­ria; ha tro­va­to ovvia­men­te ampio spa­zio, duran­te il dibat­ti­to, la que­stio­ne del­la legit­ti­mi­tà intrin­se­ca del­le nor­me con­te­nu­te nel­la Fini-Gio­va­nar­di: in par­ti­co­la­re, era­no mes­si in sta­to d’accusa gli arti­co­li 4 bis4 vicies ter, quel­li che equi­pa­ra­va­no le dro­ghe pesan­ti a quel­le leg­ge­re ―ren­den­do così puni­bi­le per leg­ge anche il pos­ses­so per­so­na­le―, aumen­ta­va­no la deten­zio­ne pre­vi­sta da 6 a 20 anni per un pos­ses­so supe­rio­re alla soglia ed eli­mi­na­va­no le tabel­le acces­so­rie, quel­le che appun­to nel Testo Uni­co del 1990 pre­ve­de­va­no la pos­si­bi­li­tà di pos­se­de­re sostan­ze stu­pe­fa­cen­ti sen­za per que­sto esse­re accu­sa­ti di spaccio.

Foto­gra­fia scat­ta­ta duran­te la Mar­cia per la Mari­jua­na libe­ra (Radi­ca­li)

Con i dati dei Radi­ca­li alla mano, le ere­di­tà di que­sta “leg­ge” a dir poco rea­zio­na­ria sono: 120.000 arre­sti in 7 anni, di cui nell’ultimo anno 19.000 per deten­zio­ne (il pic­co­lo pos­ses­so) e 250 per traf­fi­co (cioè quel­lo del­la Mafia), per un par­zia­le ad ora di 761 dete­nu­ti nel­le gale­re― la capien­za cor­ret­ta di San Vit­to­re; san­zio­ni ammi­ni­stra­ti­ve rad­dop­pia­te dal 2006 al 2011; 75,8% del­le segna­la­zio­ni alle pre­fet­tu­re fat­te per uso di cannabinoidi.

A mag­gio 2014 arri­ve­rà una mul­ta se non ottem­pe­re­re­mo agli obbli­ghi che ci ha impo­sto la Cor­te Euro­pea dei Dirit­ti Uma­ni nei riguar­di del­la situa­zio­ne abo­mi­ne­vo­le del­le nostre car­ce­ri, e in tut­to que­sto tem­po non si è mai pen­sa­to che per alcu­ni tipi di reci­di­vi, come ad esem­pio i tos­si­co­di­pen­den­ti, sareb­be non solo più giu­sto, ma mol­to più favo­re­vo­le alla loro gua­ri­gio­ne, la pos­si­bi­li­tà di una pena deten­ti­va alter­na­ti­va al carcere—ma in regi­me di reci­di­va si appli­ca la leg­ge ex-Ciriel­li che vie­ta espres­sa­men­te la pos­si­bi­li­tà di una spe­ran­za diver­sa dall’incubo del car­ce­re a tut­ti colo­ro che ven­go­no incriminati.

Il pro­ble­ma, for­se, è che il prin­ci­pio di inco­sti­tu­zio­na­li­tà dovreb­be esse­re sol­le­va­to ver­so “tut­to” lo Sta­to ita­lia­no: una legi­sla­zio­ne sul­le dro­ghe abo­mi­ne­vo­le, la man­can­za di rico­no­sci­men­to lega­le alle cop­pie di fat­to, una leg­ge degna di que­sto nome con­tro l’omofobia e ‒soprattutto‒ una leg­ge che tute­li il dirit­to di cia­scu­no a deci­de­re cosa fare del­la pro­pria vita nel caso in cui non si pos­seg­ga più il pote­re fisi­co sul pro­prio cor­po, sen­za teme­re accu­se di omi­ci­dio per colo­ro che ti aiu­ta­no in que­sto pas­so difficilissimo.

È pro­ba­bi­le che man­chi una cul­tu­ra del dirit­to alla diver­si­tà in Ita­lia, dirit­to peral­tro pre­sen­te nel­la Costi­tu­zio­ne, che così spes­so vie­ne vio­la­ta e distor­ta per sod­di­sfa­re fini pro­to-mora­li­sti­ci che non fan­no altro se non ali­men­ta­re l’oscurantismo mentale.

Jaco­po Iside

Con­di­vi­di:
Jacopo Iside
Appas­sio­na­to di Sto­ria e di sto­rie. Stu­den­te mai trop­po dili­gen­te, ho inse­gui­to di più i sogni

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.