Stamina. Cura miracolosa?

Uno dei casi media­ti­ci che ha accom­pa­gna­to l’arrivo del nuo­vo anno è sen­za dub­bio il “Caso Sta­mi­na”: ne abbia­mo sen­ti­to par­la­re da gior­na­li e noti­zia­ri, ed è dive­nu­to un vero e pro­prio scan­da­lo in segui­to al ser­vi­zio de Le Iene sull’argomento.

Davi­de Van­no­ni, idea­to­re del Meto­do Sta­mi­na,
inter­vi­sta­to da Le Iene.

Il meto­do Sta­mi­na è una tera­pia spe­ri­men­ta­le desti­na­ta alla cura di malat­tie neu­ro­de­ge­ne­ra­ti­ve, che ope­ra attra­ver­so la pre­sun­ta col­tu­ra di neu­ro­ni da cel­lu­le sta­mi­na­li mesen­chi­ma­li (desti­na­te cioè alla gene­ra­zio­ne di tes­su­ti ossei o adi­po­si), attra­ver­so una bre­ve espo­si­zio­ne a un com­po­sto di aci­do reti­noi­co ed etanolo.
La par­zia­li­tà del­la docu­men­ta­zio­ne e la scar­si­tà di pro­ve scien­ti­fi­che for­ni­te dal suo idea­to­re, Davi­de Van­no­ni, lau­rea­to in Scien­ze del­la Comu­ni­ca­zio­ne e docen­te pres­so un’università tele­ma­ti­ca, han­no da subi­to susci­ta­to per­ples­si­tà riguar­do la sicu­rez­za e l’effettiva effi­ca­cia del­la “cura miracolosa”.
Ciò nono­stan­te, la spe­ri­men­ta­zio­ne in Ita­lia è sta­ta appro­va­ta dal Par­la­men­to nel mag­gio del 2013 e avvia­ta in ago­sto in diver­si cen­tri ospe­da­lie­ri (tra cui gli Ospe­da­li Civi­li di Bre­scia). Tut­ta­via, in set­tem­bre una com­mis­sio­ne scien­ti­fi­ca mini­ste­ria­le ha sta­bi­li­to che il meto­do non solo sareb­be inef­fi­ca­ce, ma addi­rit­tu­ra dan­no­so, in quan­to favo­ri­reb­be la dif­fu­sio­ne di virus epi­de­mi­ci qua­li l’HIV e il mor­bo del­la muc­ca paz­za; l’esito del­la lun­ga con­tro­ver­sia lega­le che ne segue ha por­ta­to alla sospen­sio­ne del­la spe­ri­men­ta­zio­ne su suo­lo ita­lia­no, ma lo sti­ma­to pro­fes­so­re ha dichia­ra­to l’intenzione di tra­sfe­rir­si con i pazien­ti e le fami­glie nell’isola di Capo Ver­de per por­ta­re avan­ti i test in una cli­ni­ca privata.

Vie­ne a que­sto pun­to spon­ta­neo doman­dar­si qua­le sia lo sco­po degli idea­to­ri del­la “cura mira­co­lo­sa”: per la spe­ri­men­ta­zio­ne sono sta­te infat­ti pro­po­ste pato­lo­gie qua­li la sin­dro­me di Ken­ne­dy, la para­li­si cere­bra­le infan­ti­le e la scle­ro­si late­ra­le amio­tro­fi­ca, esclu­den­do quel­la che ad oggi è la malat­tia più trat­ta­ta col meto­do Sta­mi­na, la SMA1, una gra­ve tipo­lo­gia di atro­fia musco­la­re spi­na­le; alla richie­sta di chia­ri­men­ti da par­te del­le fami­glie dei bam­bi­ni affet­ti da tale mor­bo, Van­no­ni ha rispo­sto che la dif­fi­col­tà nell’attestare miglio­ra­men­ti è trop­po ele­va­ta, e che nel perio­do di un anno è dif­fi­ci­le otte­ne­re risul­ta­ti documentabili.

Il gene­re di pato­lo­gie di cui si inte­res­sa Sta­mi­na col­pi­sco­no per lo più bam­bi­ni, e il pro­fes­so­re non ha esi­ta­to a pub­bli­ca­re in rete —a sua det­ta come pro­va del­la vali­di­tà del meto­do— un video in cui visi­ta­va una bam­bi­na affet­ta da para­li­si cere­bra­le infan­ti­le di cui vole­va mostra­re i miglio­ra­men­ti, espo­nen­do al pub­bli­co la sof­fe­ren­za di una fami­glia che non ave­va dato il pro­prio consenso.
Alla luce del­la stru­men­ta­liz­za­zio­ne estre­ma di un tema qua­le quel­lo del­le malat­tie dege­ne­ra­ti­ve infan­ti­li, che noto­ria­men­te fa gran­de pre­sa sull’opinione pub­bli­ca, e con­si­de­ra­ta la mole del­la pub­bli­ci­tà pro­cu­ra­ta dal caso media­ti­co, sareb­be for­se bene doman­dar­si se que­sta “cura mira­co­lo­sa” sia effet­ti­va­men­te di qual­che uti­li­tà o se sia inve­ce nient’altro che un costo­so placebo.

Chia­ra Sironi

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