Giornata Europea dei Giusti
C’è un albero per ogni uomo che ha scelto il Bene

Pie­tro Kuciu­kian, Con­so­le Ono­ra­rio del­la Repub­bli­ca d’Armenia in Ita­lia inter­vi­sta­to il 7 mag­gio 2013, ci infor­ma dell’istituzione di que­sta gior­na­ta in ono­re e in ricor­do dei Giu­sti per tut­ti i geno­ci­di, e oggi, 6 mar­zo 2014, è il secon­do anno che ven­go­no ricordati.

Qual è il suo lega­me con il Giar­di­no dei giusti?
Ho comin­cia­to nel 1996 ad anda­re a recu­pe­ra­re le cene­ri dei Giu­sti che ave­va­no aiu­ta­to, sal­va­to, testi­mo­nia­to il geno­ci­dio degli armeni.
Sono venu­to a cono­scen­za del figlio di Armin Wegner (dot­to­re in dirit­to, scrit­to­re, poe­ta e foto­gra­fo che ha testi­mo­nia­to il geno­ci­dio), Misha Wegner, e con lui abbia­mo tra­spor­ta­to le cene­ri di suo padre in Arme­nia con una ceri­mo­nia impor­tan­te al Museo del geno­ci­dio armeno.
Mal­gra­do il padre fos­se un uffi­cia­le tede­sco, il figlio è sta­to accet­ta­to con gran­de sim­pa­tia dal popo­lo arme­no, abbrac­cia­to, osan­na­to. Que­sta accet­ta­zio­ne di Armin Wegner in Arme­nia spe­ra­vo che potes­se con­ci­lia­re anche i popo­li tra loro, quin­di mi sono mes­so alla ricer­ca di altri per­so­nag­gi, face­vo una ceri­mo­nia in loco e poi tra­spor­ta­vo o le cene­ri oppu­re, se non si pote­va, la ter­ra tom­ba­le. Così ho fon­da­to que­sto comi­ta­to per i giu­sti per gli arme­ni chia­ma­to “La memo­ria e il futuro”.
Poi ho incon­tra­to Gabrie­le Nis­sim. Io gli par­lai di un giu­sto per gli arme­ni, lui di un giu­sto per gli ebrei, abbia­mo uni­to le nostre for­ze e abbia­mo fon­da­to que­sto comi­ta­to “Gari­wo, la fore­sta dei giu­sti”, con cui abbia­mo ini­zia­to ad ono­ra­re i Giu­sti non solo per gli arme­ni ma anche per gli ebrei, per i mor­ti in Rwan­da, in Cam­bo­gia, in Bosnia. Que­st’an­no, inol­tre, abbia­mo avu­to un gran­de suc­ces­so per­ché sia­mo riu­sci­ti a isti­tui­re una Gior­na­ta euro­pea dei Giu­sti per tut­ti i geno­ci­di, che è il 6 mar­zo di ogni anno, e que­sto è sta­to il pri­mo anno.

albero giusti

Ma pro­ce­dia­mo con ordine.
Innan­zi­tut­to, chi sono que­sti Giu­sti? Sono indi­vi­dui che si sono distin­ti per la loro col­la­bo­ra­zio­ne duran­te tota­li­ta­ri­smi e geno­ci­di, che han­no lot­ta­to con­tro i cri­mi­ni ver­so l’umanità, tra­mi­te la riven­di­ca­zio­ne del­la digni­tà e dei dirit­ti uma­ni. I loro sfor­zi era­no già sta­ti rico­no­sciu­ti con la fon­da­zio­ne, ad ope­ra del­lo stes­so Kuciu­kian e dell’amico Gabrie­le Nis­sim (gior­na­li­sta, sag­gi­sta e sto­ri­co ita­lia­no, da sem­pre impe­gna­to nel­la lot­ta per la giu­sti­zia), del comi­ta­to “Gari­wo, la fore­sta dei giusti”—un comi­ta­to inter­na­zio­na­le che a Mila­no ha ini­zia­to a ope­ra­re nel 1999, e si è costi­tui­to uffi­cial­men­te nel 2001. Infi­ne, nel 2009 è diven­ta­to una onlus. Gra­zie a que­sto comi­ta­to nel 2003 è nato a Mila­no il “Giar­di­no dei giu­sti di tut­to il mon­do”, pres­so il par­co Mon­te Stel­la, dove ogni anno ven­go­no rico­no­sciu­ti nuo­vi indi­vi­dui esem­pla­ri, in vita o non più tra noi, dedi­can­do loro un albe­ro all’interno del giar­di­no: “C’è un albe­ro per ogni uomo che ha scel­to il Bene”, è il mot­to dell’associazione.

Il 10 mag­gio 2012 il Par­la­men­to Euro­peo ha appro­va­to l’istituzione del­la Gior­na­ta euro­pea dei Giu­sti, in segui­to ad una pro­po­sta da par­te del­lo stes­so comi­ta­to “Gari­wo”. Per far sì che que­sta ricor­ren­za abbia un sen­so e si pro­trag­ga nel tem­po, è sta­to isti­tui­to un ulte­rio­re comi­ta­to, il Comi­ta­to “6 mar­zo” per le cele­bra­zio­ni del­la Gior­na­ta Euro­pea dei Giu­sti (al qua­le, tra l’altro, è pos­si­bi­le ade­ri­re), che si occu­pa di orga­niz­za­re atti­vi­tà atte a ricor­da­re, a cele­bra­re, a con­ser­va­re la memo­ria di chi si è impe­gna­to a far sì che non andas­se perduta.

Per­ché è impor­tan­te ricor­da­re que­sta vicen­da? Che ruo­lo svol­ge la memoria?
Tut­te le cose al mon­do sono impor­tan­ti e non impor­tan­ti. Per me è impor­tan­te ricor­da­re quel­lo che è suc­ces­so anche per­ché non avven­ga in altri casi, per­ché ricor­dan­do e scri­ven­do si evi­ta­no ulte­rio­ri danni.
Ini­zia­ti­ve di que­sto gene­re sono rivol­te inol­tre a con­dan­na­re posi­zio­ni nega­zio­ni­ste pur­trop­po anco­ra oggi esi­sten­ti. In par­ti­co­la­re, ricor­do la posi­zio­ne del gover­no tur­co nei con­fron­ti del geno­ci­dio arme­no e quel­la del fu pre­si­den­te ira­nia­no Mah­mud Ahma­di­ne­jād, che ha più vol­te mes­so in dub­bio l’esistenza dell’Olocausto.

Cosa pen­sa a pro­po­si­to del­la posi­zio­ne nega­zio­ni­sta del­la Tur­chia rispet­to al geno­ci­dio armeno?
La posi­zio­ne di nega­zio­ne del­la Tur­chia non fa che cau­sa­re con­ti­nui dan­ni alla Tur­chia stes­sa, per­ché quan­do vie­ne fat­ta una leg­ge che puni­sce pra­ti­ca­men­te la liber­tà di pen­sie­ro, vie­ne puni­ta tut­ta la popo­la­zio­ne. Là la demo­cra­zia è un modo di dire, mal­gra­do loro si repu­ti­no demo­cra­ti­ci. E ammet­ten­do che c’è sta­to que­sto tra­gi­co fat­to del geno­ci­dio, non ad ope­ra del­la Tur­chia moder­na ma ad ope­ra del gover­no dei Gio­va­ni Tur­chi, la Tur­chia fareb­be un sal­to qua­li­ta­ti­vo nel­la sua demo­cra­zia per­ché si potreb­be par­la­re libe­ra­men­te e spe­cial­men­te sareb­be una gran­de aper­tu­ra. Il fat­to che la Tur­chia non rico­no­sca il geno­ci­dio degli arme­ni sareb­be come se la Ger­ma­nia non rico­no­sces­se il geno­ci­dio degli ebrei. Una cosa asso­lu­ta­men­te inammissibile.

Ovvia­men­te la gior­na­ta non è dedi­ca­ta solo ai Giu­sti per gli arme­ni e per gli ebrei ma, come fa pre­sen­te il Con­so­le, ai Giu­sti per tut­ti i geno­ci­di: il geno­ci­dio in Rwan­da, la puli­zia etni­ca nei Bal­ca­ni, le stra­gi del Gua­te­ma­la altri innu­me­re­vo­li epi­so­di che pur­trop­po han­no richie­sto l’impegno di que­sti ammi­re­vo­li personaggi.

Oggi, 6 mar­zo 2014, pres­so il Giar­di­no dei Giu­sti di Mila­no, si ter­rà una ceri­mo­nia duran­te la qua­le ver­ran­no ricor­da­ti, con un albe­ro e con un cip­po, Nel­son Man­de­la, sim­bo­lo del­la lot­ta anti-apar­theid; Ange­lo Giu­sep­pe Ron­cal­li (Papa Gio­van­ni XXIII), soc­cor­ri­to­re di miglia­ia di ebrei in fuga dai nazi­sti; Bea­tri­ce Rho­ner, che ad Alep­po sal­vò nume­ro­si bam­bi­ni rima­sti orfa­ni duran­te il geno­ci­dio degli arme­ni. E poi i Giu­sti mila­ne­si: Gio­van­ni Bar­ba­re­schi, sacer­do­te gra­zie al qua­le si sono mes­si in sal­vo nume­ro­si anti­fa­sci­sti, ebrei e pri­gio­nie­ri poli­ti­ci, a cui for­nì dei docu­men­ti fal­si; Fer­nan­da Witt­gens, diret­tri­ce del­la Pina­co­te­ca di Bre­ra dal 1941, la qua­le mise al sicu­ro un gran nume­ro di ope­re d’arte dal­la con­fi­sca dei nazi­sti e, infi­ne, Giu­sep­pe Sala, pre­si­den­te dell’Opera San Vin­cen­zo, che ha mes­so a dispo­si­zio­ne il suo aiu­to agli ebrei in fuga.

Odio inten­sa­men­te le discri­mi­na­zio­ni raz­zia­li, in ogni loro mani­fe­sta­zio­ne. Le ho com­bat­tu­te tut­ta la mia vita, le con­ti­nuo a com­bat­te­re e lo farò fino alla fine dei miei gior­ni (Nel­son Mandela)”.

Ila­ria Guidi

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