Roche—Novartis
Cure forse illecite e certamente costose

Nel­la riu­nio­ne del 27 Feb­bra­io 2014 l’Autorità Garan­te del­la Con­cor­ren­za e del Mer­ca­to, cono­sciu­ta anche come Anti­tru­st, ha san­zio­na­to le case far­ma­ceu­ti­che Roche e Novar­tis con oltre 180 milio­ni di euro complessivi.
Di cosa si tratta?

F. Hof­f­mann – La Roche SA è un grup­po far­ma­ceu­ti­co sviz­ze­ro, che lavo­ra a livel­lo mon­dia­le e si distin­gue sul pia­no far­ma­ceu­ti­co e dia­gno­sti­co. Il 26 mar­zo 2009 la Roche acqui­sta per 46,8 milio­ni di dol­la­ri la Genen­tech Int. socie­tà spe­cia­liz­za­ta in atti­vi­tà bio­tec­no­lo­gi­che, distin­ta­si innan­zi­tut­to per gli stu­di com­piu­ti sul DNA ricom­bi­nan­te. Pre­ce­den­te­men­te la Genen­tech ave­va regi­stra­to la pro­du­zio­ne dell’anticorpo mono­clo­na­le beva­ci­zu­mab, cono­sciu­to com­mer­cial­men­te come Ava­stin, uti­liz­za­to per le tera­pie tumo­ra­li. Poco dopo, il far­ma­co si sco­pre uti­le anche per il trat­ta­men­to di pato­lo­gie oftal­mi­che dif­fu­se tra gli anzia­ni. Nono­stan­te gli stu­di su que­sta secon­da fun­zio­ne e lo sfrut­ta­men­to di que­sta off – label – quin­di sen­za l’approvazione Dell’Agenzia Euro­pea per i Medi­ci­na­li – la Roche, che si occu­pa del­la distri­bu­zio­ne di Ava­stin, non regi­stra il far­ma­co in cam­po oftal­mi­co e quin­di non ne auto­riz­za la ven­di­ta e l’utilizzo in que­sto ambi­to, ben­ché il gua­da­gno appa­ia evidente.

Intan­to la Genen­tech sin­te­tiz­za il rani­bi­zu­mab, cono­sciu­to come Lucen­tis, anti­cor­po mono­clo­na­le fram­men­to, deri­va­to dall’anticorpo simi­la­re Ava­stin, e lo regi­stra in ambi­to oftal­mi­co per la cura di quel­le pato­lo­gie che l’Avastin trat­ta off – label. Que­sta vol­ta però la distri­bu­zio­ne e la ven­di­ta in Ita­lia ven­go­no affi­da­te ad un’azienda mul­ti­na­zio­na­le sviz­ze­ra che ope­ra nel set­to­re far­ma­ceu­ti­co, cono­sciu­ta come Novar­tis Inter­na­tio­nal AG.
Fino ad ora le incon­gruen­ze appa­io­no mini­me, ma l’opinione muta alla com­pa­ra­zio­ne del prez­zo dei due far­ma­ci. Ava­stin vie­ne ven­du­to ad 81€ e pre­sen­ta­to come più peri­co­lo­so, Lucen­tis, ben più richie­sto per via del­la dif­fu­sio­ne del­le pato­lo­gie oftal­mi­che, a 1700 € pri­ma e a 900€ poi.
L’utilizzo oftal­mi­co di Ava­stin crol­la, quel­lo di Lucen­tis progredisce.

A dare poi il col­po di gra­zia ci pen­sa nel 2012 l’Agenzia Ita­lia­na per il Far­ma­co, che esclu­de l’Avastin dal­la leg­ge 648/96 che indi­ca i far­ma­ci uti­liz­za­bi­li off – label, dan­do cam­po libe­ro a Lucen­tis e alla Novartis.
Ci si chie­de quin­di per­ché la Roche per­met­ta che un far­ma­co, pro­dot­to dal­la pro­pria con­trol­la­ta (Genen­tech), ven­ga ven­du­to ad un prez­zo così alto sen­za nes­sun tipo di gua­da­gno da par­te propria.
Se lo sono chie­sto anche l’Aiudapds, asso­cia­zio­ne di cli­ni­che pri­va­te, e la SOI-Socie­tà Oftal­mo­lo­gi­ca Ita­lia­na che han­no avvia­to l’istruttoria nel feb­bra­io 2013.
Ciò che il Grup­po Anti­tru­st del Nucleo Spe­cia­le Tute­la Mer­ca­ti del­la Guar­dia di Finan­za ha por­ta­to alla luce è che qual­che gua­da­gno c’è. Infat­ti La Roche ottie­ne tra­mi­te la Genen­tech, rile­van­ti royal­ties – dirit­ti sul­la ven­di­ta del far­ma­co rica­va­ti dal bre­vet­to del­lo stes­so – da Novartis.
Novar­tis a sua vol­ta ha sot­to­scrit­to l’accordo in nome del­la quo­ta del­la Roche, supe­rio­re al 30%, che detie­ne, e dei rela­ti­vi pro­fit­ti che ne derivano.
Si trat­ta quin­di di un cir­co­lo, i cui rica­vi ven­go­no ben sud­di­vi­si tra Novar­tis e Roche in modo che entram­be ne sia­no soddisfatte.

Non sono però altret­tan­to sod­di­sfat­ti il Ser­vi­zio Sani­ta­rio Nazio­na­le – il cui aumen­to del­la spe­sa a cau­sa del car­tel­lo tra le due case far­ma­ceu­ti­che è sti­ma­to intor­no ai 45 milio­ni di euro solo nel 2012 – e i pazien­ti ai qua­li spes­so non è sta­to som­mi­ni­stra­to alcu­no dei due far­ma­ci, a cau­sa del divie­to dell’utilizzo di uno e del costo ecces­si­vo per le azien­de ospe­da­lie­re dell’altro.
La Roche e Novar­tis si difen­do­no dal­le accu­se di aggio­tag­gio, truf­fa al Ser­vi­zio Sani­ta­rio Nazio­na­le, disa­stro dolo­so, asso­cia­zio­ne a delin­que­re e cor­ru­zio­ne, defi­nen­do le impu­ta­zio­ni pri­ve di fon­da­men­to e appel­lan­do­si alle dif­fe­ren­ze tra i due far­ma­ci. Sul­la vicen­da inda­ga­no ora la pro­cu­ra di Tori­no e quel­la di Roma, che sta chie­den­do gli atti alla pri­ma per com­pe­ten­za territoriale.

Atten­den­do che sia fat­ta tota­le chia­rez­za sul caso e che l’eventuale mul­ta ven­ga paga­ta, è neces­sa­rio ricor­da­re che la Roche e Novar­tis non han­no cer­to pre­so l’iniziativa.
Pri­ma di loro infat­ti vi furo­no in Ita­lia, nel 1998, ben otto case far­ma­ceu­ti­che sospet­ta­te di aver san­ci­to accor­di ille­ci­ti, il caso por­tò poi alla crea­zio­ne del Rego­la­men­to degli Eser­ci­zi Far­ma­ceu­ti­ci. Suc­ces­si­va­men­te, nel 2005, in ambi­to Euro­peo ven­ne­ro con­dan­na­ti i grup­pi Akzo Nobel, Hoe­ch­st, e Ato­fi­na a paga­re una mul­ta di 217 milio­ni di euro per un car­tel­lo dura­to ben 15 anni.

La vicen­da più recen­te però pare abbia scos­so par­ti­co­lar­men­te gli ani­mi, tan­to che il Mini­stro del­la Salu­te Bea­tri­ce Loren­zin ha pro­po­sto e fat­to appro­va­re dal Con­si­glio dei Mini­stri un decre­to leg­ge che favo­ri­sca l’impiego di far­ma­ci off – label, e sem­pli­fi­chi le pro­ce­du­re per l’uso degli stes­si, meno one­ro­si e aven­ti una effi­ca­cia tera­peu­ti­ca equi­pa­ra­bi­le a quel­la di altri far­ma­ci, più dispen­dio­si e auto­riz­za­ti dall’Associazione Ita­lia­na del Far­ma­co. Inol­tre, è sta­ta pro­po­sta una rifor­ma, a bre­ve, pro­prio dell’Associazione Ita­lia­na del Far­ma­co che secon­do alcu­ni, come Mat­teo Pio­vel­la (pre­si­den­te sel­la Socie­tà di Oftal­mo­lo­gia Ita­lia­na), ha avu­to un ruo­lo non indif­fe­ren­te nell’accordo tra Novar­tis e Roche.

Qua­le che sia la sen­ten­za defi­ni­ti­va, è indub­bio che la poli­ti­ca eco­no­mi­ca con­dot­ta dal­le due case far­ma­ceu­ti­che abbia por­ta­to al costo ecces­si­vo di uno dei due far­ma­ci e alle dif­fi­col­tà di approv­vi­gio­na­men­to da par­te di ospe­da­li e pazien­ti. A sua vol­ta que­sto ha cau­sa­to man­can­za effet­ti­va di cure e quin­di il pro­gre­di­re del­le pato­lo­gie con casi di per­di­ta del­la vista.
Un prez­zo trop­po alto quin­di, per il far­ma­co e per la sani­tà pub­bli­ca italiana.

Giu­lia Pacchiarini
@GiuliaAlice1

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Giulia Pacchiarini
Ragaz­za. Frut­to di scel­te sco­la­sti­che poco azzec­ca­te e tem­po libe­ro ben impie­ga­to ascol­tan­do per­so­ne a bor­do di mez­zi di tra­spor­to alternativi.

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