“Trascuratezza” è la nuova parola d’ordine del PD in Europa

Il 25 mag­gio è la data del­le ele­zio­ni ammi­ni­stra­ti­ve a Bovi­sio Mascia­go (MB). Ma que­sto non è mol­to impor­tan­te. Meri­te­reb­be­ro inve­ce più rile­van­za le ele­zio­ni euro­pee, che si ter­ran­no pro­prio lo stes­so gior­no di quel­le di Bovi­sio Mascia­go (MB).

Non sem­bra pen­sar­la così il Par­ti­to Demo­cra­ti­co, che alla pre­pa­ra­zio­ne del­le due cam­pa­gne elet­to­ra­li sta dedi­can­do più o meno la stes­sa pro­fon­di­tà. Da quan­do la nuo­va segre­te­ria si è inse­dia­ta, si è tenu­ta ben a distan­za dagli affa­ri quo­ti­dia­ni di Bru­xel­les. Qual­che esem­pio: diver­sa­men­te dagli altri Pae­si, le liste dei can­di­da­ti PD non sono anco­ra sta­te pre­sen­ta­te uffi­cial­men­te e nul­la lascia spe­ra­re che lo saran­no pri­ma del 25 Apri­le quan­do saran­no pre­sen­ta­te quel­le del­le ammi­ni­stra­ti­ve di Bovi­sio Mascia­go (MB).

Tra gli euro­par­la­men­ta­ri PD regna uno scon­for­to qua­si fata­li­sti­co. Il neo­se­gre­ta­rio Ren­zi ave­va dele­ga­to i rap­por­ti con i depu­ta­ti con­ti­nen­ta­li a Fede­ri­ca Moghe­ri­ni, respon­sa­bi­le nel­la nuo­va Segre­te­ria Nazio­na­le alla Poli­ti­ca Este­ra Euro­pea, che però in que­sti mesi si è vista a Bru­xel­les qua­si quan­to la dele­ga­ta del par­ti­to demo­cra­ti­co nor­ve­ge­se quin­di ben poco, visto che la Nor­ve­gia non è nel­l’U­nio­ne e il par­ti­to demo­cra­ti­co nor­ve­ge­se nem­me­no esi­ste. I suoi con­tat­ti via tele­fo­no, posta elet­tro­ni­ca o car­to­li­na con gli euro­par­la­men­ta­ri PD sono sta­ti risi­bi­li, tar­di­vi e poco costrut­ti­vi, men­tre per coor­di­na­re un grup­po par­la­men­ta­re ser­ve una mano costan­te e for­te spe­cie in un par­ti­to che si spap­po­la appe­na qual­cu­no lo tira da destra, da sini­stra o altro. Cio­no­no­stan­te è sta­ta pro­mos­sa a più alti inca­ri­chi la pol­tro­na di Mini­stro degli Este­rie non è dato sape­re quan­to tem­po avrà da dedi­ca­re agli euro­par­la­men­ta­ri del pro­prio partito.

Si dirà, for­se Ren­zi si inca­ri­che­rà lui stes­so dei rap­por­ti con il par­la­men­to UE, sen­ten­do l’im­por­tan­za del­l’i­sti­tu­zio­ne euro­pea e del momen­to sto­ri­co, vor­rà tene­re di per­so­na il pol­so al pro­prio euro­grup­po: potreb­be cor­ro­bo­ra­re que­sta ipo­te­si l’a­bo­li­zio­ne del Mini­ste­ro per gli Affa­ri Euro­pei nel nuo­vo gover­no da lui pre­sie­du­to. Ipo­te­si affa­sci­nan­te, ma ad esse­re sin­ce­ri poco plau­si­bi­le: Ren­zi ha mes­so pie­de per la pri­ma vol­ta a Bru­xel­les solo il 6 Mar­zo, dopo tre mesi sec­chi di segre­te­ria, per ”bat­te­re i pugni sul tavo­lo del­l’Eu­ro­pa’’(?). Pri­ma, non risul­ta­no con­tat­ti degni di nota tra il segre­ta­rio e la trup­pa euro­de­mo­cra­ti­ca di stan­za a Bruxelles/Strasburgo.

Insom­ma, la paro­la chia­ve è tra­scu­ra­tez­za. La sen­sa­zio­ne è che la segre­te­ria voglia impo­sta­re una cam­pa­gna elet­to­ra­le euro­pea tut­ta italocentrica.

Mi spie­go meglio. Si par­te dal­la pre­mes­sa che i voti per l’Eu­ro­pa si pren­do­no in Ita­lia; quin­di si impo­sta una cam­pa­gna elet­to­ra­le tut­ta incen­tra­ta su slo­gan che nel Bel­pae­se tira­no for­te ”Bat­tia­mo i pugni sul tavo­lo del­l’Eu­ro­pa!” e si lascia la bri­ga­ta euro­par­la­men­ta­re a sbro­glia­re le pro­prie matas­se per i fat­ti pro­pri tan­to è quat­tro anni che sono las­sù, avran­no capi­to come fare o no?

Non è una teo­ria del tut­to cam­pa­ta in aria: infat­ti a livel­lo elet­to­ra­le potreb­be pure paga­re, rosic­chian­do qual­che voto all’e­let­to­ra­to gril­li­no ed euro­scet­ti­co in gene­ra­le, sem­pre golo­so di pre­se di posi­zio­ne deci­se quan­do non antieuroanticastantibanche. 

Que­sta però dovreb­be esse­re la linea del par­ti­to solo a livel­lo ester­no, men­tre all’in­ter­no lon­ta­no da orec­chie suscet­ti­bi­li arma­te di tes­se­ra elet­to­ra­le il tema Euro­pa dovreb­be esse­re posto come prio­ri­ta­rio e da esa­mi­na­re in ogni suo ango­lo. Il par­ti­to dovreb­be ave­re una chia­ra visio­ne d’in­sie­me del­la situa­zio­ne ed esse­re pron­to e pre­ci­so ad inter­ve­ni­re in ogni eve­nien­za particolare. 

Ma è dif­fi­ci­le fare qual­co­sa quan­do nem­me­no si pen­sa a cosa fare. Tut­to ciò può rive­lar­si peri­co­lo­so. Tra sei mesi comin­ce­rà il nostro seme­stre di pre­si­den­za del Con­si­glio del­l’U­nio­ne Euro­pea (lo so che non sape­te come dia­vo­lo fun­zio­na, per­ciò vi riman­do qui, alla voce ”isti­tu­zio­ni”) e non si potrà cer­to anda­re là a ”bat­te­re i pugni sul tavo­lo” se non altro per­ché del tavo­lo ne sare­mo a capo. Non solo: il PD avreb­be potu­to ambi­re ad espri­me­re il capo­grup­po par­la­men­ta­re in seno al PSE, visto che ne è tra le for­ze prin­ci­pa­li, e inve­ce l’I­ta­lia è tra le poche nazio­ni a non aver­ne avu­to uno; ma con que­sto modo di fare super­fi­cia­le avran­no dif­fi­col­tà a con­vin­ce­re i loro com­pa­gni stra­nie­ri a vota­re la loro proposta.

A pro­po­si­to di com­pa­gni stra­nie­ri: sta emer­gen­do la lista-gior­na­li­sta Syri­za del gre­co Tsi­pras, non lon­ta­na da uno sfac­cia­to ”sor­pas­so a sini­stra’’. Il PSE inve­ce pone come can­di­da­to alla gui­da del­la Com­mis­sio­ne (cos’è la Com­mis­sio­ne? Ria-apri­te sopra) il tede­sco Schul­tz, per­so­nag­gio di gran­de cara­tu­ra poli­ti­ca e mora­le, non fos­s’al­tro per­ché è sta­to sfot­tu­to da Ber­lu­sco­ni in una memo­ra­bi­le sedu­ta a Stra­sbur­go in cui gli die­de del kapò. Pro­ba­bil­men­te, com­pli­ce i movi­men­ti euro­scet­ti­ci e altri sim­pa­ti­ci intral­ci, il cen­tro­si­ni­stra sarà costret­to alle lar­ghe inte­se pure in Euro­pa e Schul­tz dovrà dige­ri­re una con­vi­ven­za con l’al­gi­do popo­la­re bel­ga Van Rom­puy. I labu­ri­sti ingle­si muo­io­no dal­la voglia di lasciar­lo a pie­di e di non schie­rar­si uffi­cial­men­te, men­tre la popo­la­ri­tà del socia­li­sta Hol­lan­de in Fran­cia è ai mini­mi storici.

Insom­ma, avan­ti tut­ta. Voglio lasciar­vi con l’in­no del­l’U­nio­ne Euro­pea, che è un inno all’ot­ti­mi­smo: [youtube]http://youtu.be/mljMWKCowNk[/youtube]

Ste­fa­no Colombo

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Stefano Colombo
Stu­den­te, non gior­na­li­sta, mila­ne­se arioso.

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