Cambiare un’idea radicata è possibile
LaCour e Green ci provano con il matrimonio egualitario

Un tem­po si chia­ma­va “ora­to­ria” l’a­bi­le eser­ci­zio di reto­ri­ca atto a per­sua­de­re una o più per­so­ne in meri­to ad una deter­mi­na­ta tesi. Su que­sta arte ven­ne­ro fon­da­te socie­tà, popo­li, impe­ri, sta­ti nazionali.
Oggi vi sono i talk show, abi­li eser­ci­zi di discus­sio­ne comu­ni­ta­ria in cui si evin­ce il ten­ta­ti­vo di con­vin­cer­si l’un l’altro in meri­to a deter­mi­na­te tesi ma dove pur­trop­po è evi­den­te l’incapacità di ascol­to oltre che di eru­di­zio­ne da par­te dei diver­si inter­lo­cu­to­ri. Que­sta man­can­za por­ta in gene­re a gran­de con­fu­sio­ne, tra usci­te di sce­na, rien­tra­te trion­fan­ti, incre­di­bi­li pic­chi audi­tel e cam­pa­gne elet­to­ra­li sfavillanti.
Ovvia­men­te, la por­ta­ta didat­ti­ca è del tut­to nulla.

Eppu­re in alcu­ni luo­ghi del pia­ne­ta, vige anco­ra una sere­na fidu­cia nell’attitudine posi­ti­va che può ave­re quel­la sacra vir­tù che è la parola.
In par­ti­co­la­re in Cali­for­nia, Michael LaCour e Donald Green, poli­to­lo­gi, han­no pub­bli­ca­to uno stu­dio com­piu­to su un cam­pio­ne di elet­to­ri, i qua­li han­no dichia­ra­to di aver vota­to con­tro la mozio­ne riguar­dan­te il matri­mo­nio tra per­so­ne del­lo stes­so ses­so, alle ulti­me consultazioni.
Lo sco­po era stu­dia­re l’eventuale cam­bia­men­to di un’opinione piut­to­sto radi­ca­ta ed estre­ma, come può esse­re que­sta. L’esperimento socia­le ha coin­vol­to 9.507 per­so­ne, le qua­li sono sta­te a loro vol­ta sud­di­vi­se casual­men­te in 5 grup­pi e sot­to­po­sti a diver­se provocazioni.
Gli uomi­ni e le don­ne del pri­mo grup­po sono sta­ti con­tat­ta­ti da un volon­ta­rio del­la cam­pa­gna di sen­si­bi­liz­za­zio­ne ver­so il matri­mo­nio egua­li­ta­rio, dichia­ra­to­si omo­ses­sua­le; quel­li del secon­do da un volon­ta­rio ete­ro del­la stes­sa cam­pa­gna di sen­si­bi­liz­za­zio­ne. Quel­li del­la ter­za e del­la quar­ta sezio­ne, inve­ce, sono sta­ti con­tat­ta­ti da par­te di un volon­ta­rio pres­so un’associazione impe­gna­ta nel rici­clo dei rifiu­ti, omo­ses­sua­le per la ter­za, ete­ro per la quar­ta. Il quin­to grup­po inve­ce non è sta­to con­tat­ta­to da nessuno.

PicMonkey Collage gay marriage

I risul­ta­ti sono appar­si evi­den­ti sin dal pri­mo con­trol­lo. Gli elet­to­ri a cui è sta­ta espo­sta la tesi riguar­dan­te il rici­clag­gio, non han­no —come ci si aspet­ta­va— cam­bia­to pare­re in meri­to ai matri­mo­ni egua­li­ta­ri. Colo­ro che inve­ce han­no incon­tra­to volon­ta­ri che illu­stras­se­ro il tema dei dirit­ti omo­ses­sua­li si sono mostra­ti pro­pen­si a cam­bia­re la pro­pria con­si­de­ra­zio­ne sul­la cau­sa, alcu­ni al pun­to da muta­re pro­fon­da­men­te opi­nio­ne. Il risul­ta­to appa­re ancor più inco­rag­gian­te quan­do il volon­ta­rio mani­fe­sta sin dall’inizio la pro­pria omosessualità.
Con la sen­ten­za del­la Cor­te Supre­ma, che nel 2008 ha lega­liz­za­to in Cali­for­nia il matri­mo­nio tra per­so­ne del­lo stes­so (poi ribal­ta­ta e anco­ra discus­sa), l’opinione dell’intero cam­pio­ne si è dimo­stra­ta ancor più favo­re­vo­le alla cau­sa stessa.
I due stu­dio­si han­no inol­tre esa­mi­na­to, duran­te l’esperimento, anche l’opinione di un con­vi­ven­te stret­to dei sog­get­ti stu­dia­ti, che, nei casi in cui la sen­si­bi­liz­za­zio­ne ha avu­to suc­ces­so, è sta­to pro­fon­da­men­te influen­za­to dal muta­re del giu­di­zio altrui, tan­to da modi­fi­ca­re anche il proprio.

Le con­vin­zio­ni più radi­ca­te pos­so­no quin­di tra­sfor­mar­si se mes­se a con­fron­to con tesi espo­ste chia­ra­men­te e da per­so­ne per­so­nal­men­te coin­vol­te? Sì, pro­ba­bil­men­te sì. La sto­ria ha mostra­to più vol­te quan­to un discor­so o più con­fe­ren­ze, pos­sa­no con­di­zio­na­re la ragio­ne uma­na, nel bene e nel male.
Oggi que­sto mec­ca­ni­smo è appli­ca­to solo duran­te lezio­ni sco­la­sti­che, nel­la poli­ti­ca e nei pro­gram­mi di cuci­na (che fra i tre esem­pi è pro­ba­bil­men­te quel­lo a cui si pre­sta più atten­zio­ne). Il resto è con­fu­sio­ne, è pre­giu­di­zio, è ipo­te­si fat­ta sul­la base di intel­let­ti pre­si in pre­sti­to, nel­la distor­sio­ne di quel­la che è nata come liber­tà di opi­nio­ne per poi dive­ni­re liber­tà di dire tut­to, ma pro­prio tut­to, sen­za logi­ca, sen­za fon­da­men­to, sen­za argomentazione.
A que­sta liber­tà, essen­zia­le, vita­le, asso­lu­ta­men­te incon­tro­ver­ti­bi­le, dovreb­be esse­re affian­ca­to il dove­re mora­le di ascol­ta­re, e poi –per­ché no– fare come gli elet­to­ri cali­for­nia­ni: cam­bia­re idea.

Giu­lia Pacchiarini
@GiuliaAlice1

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Giulia Pacchiarini
Ragaz­za. Frut­to di scel­te sco­la­sti­che poco azzec­ca­te e tem­po libe­ro ben impie­ga­to ascol­tan­do per­so­ne a bor­do di mez­zi di tra­spor­to alternativi.

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