Se è vero che nomen omen, allora chi ha battezzato così il progetto Milano Santa Giulia lo ha destinato al martirio sin dai primordi.
Giulia, secondo una Passio del VII secolo, era una ricca nobile cartaginese che cadde in rovina e che divenne schiava di un mercante siriano di nome Eusebio. Naufragati sulle coste della Corsica durante un viaggio, si rifiutò di fare sacrifici agli dèi perché cristiana e venne crocifissa.
Tutto combacia. Milano Santa Giulia, figlia di ricchi investitori, cadde in rovina diventando schiava di trafficanti fraudolenti. Sequestrata l’area dalla Guardia di Finanza, naufragò e venne lasciata semi-inedificata.
La storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa.
La città nella città
Santa Giulia è un quartiere residenziale che si trova a Sud-Est di Milano, nella zona 4.
Il primo progetto è del 2005 e nasce come piano di riqualificazione del territorio che avrebbe dovuto unire le aree che comprendevano i due vecchi insediamenti industriali di Montedison e dell’acciaieria Redaelli.
Una finezza la firma di Norman Foster, architetto e designer britannico esponente dell’architettura high-tech che vanta la realizzazione di numerose opere in giro per il mondo: basti ricordare il municipio di Londra, la ristrutturazione del Reichstag di Berlino o l’Hearst Tower a New York.
Per la zona Montecity, che si trova più a Nord vicino a Viale Ungheria, era prevista la costruzione di residenze di lusso e la realizzazione di strutture alberghiere e commerciali di pregio, una chiesa progettata dall’architetto svizzero Peter Zumthor e un centro congressi da 8000 posti.
Nella zona adiacente a Rogoredo invece, sono state costruite residenze in edilizia libera e convenzionata, ma anche strutture di settore terziario – è qui che si trova la sede di Sky Italia.

Sono ancora molti i progetti da realizzare, ma a quanto mi racconta un membro del comitato di quartiere gli appartamenti sono stati pressoché tutti venduti.
Il sequestro
Nel 2010 la Guardia di Finanza sequestra preventivamente l’area per l’inquinamento della falda acquifera sottostante e per la presenza nel terreno di sostanze dannose per l’organismo. I reati ipotizzati sono di gestione non autorizzata di rifiuti e avvelenamento delle acque.
Ma torniamo indietro di un anno.
Nel 2009 Formigoni elargisce 44 milioni di euro per la bonifica dell’area, e nello stesso anno, puntuale come un orologio, l’inchiesta “Montecity” indaga su reati di truffa riguardanti i lavori, gonfiati illegalmente del 30%.
Il denaro veniva trasferito direttamente sul conto dell’avvocato Fabrizio Pessina, in seguito detenuto assieme a due finanzieri accusati di aver creato i fondi neri.
Non poteva mancare all’appello Giuseppe Grossi, il “re delle bonifiche” in Lombardia arrestato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, all’appropriazione indebita, alla truffa, al riciclaggio di denaro e alla corruzione, assieme alla sua segretaria e a due amministratori del suo gruppo, il Green Holding.
E come ciliegina su questa torta tutta all’italiana, finisce sotto indagine anche Luigi Zunino, proprietario della società che si era occupata della bonifica ambientale, la Risanamento S.p.A.
Che cos’è Santa Giulia oggi?
Per rispondere a questa domanda ho incontrato Stefano Bianco, anima del comitato di quartiere.
Sorridente, parla di un quartiere in netto miglioramento: è stata aperta la promenade, è stato inaugurato l’asilo nel gennaio 2013 e il parco Trapezio nel settembre dello stesso anno. Ben presto verranno costruiti il Museo della Scienza e della Tecnica, il Museo del Bambino ed un centro commerciale.
Chiaramente sono stati fatti dei passi avanti, ma ciò che ho visto io è solo e ancora un grande quartiere asfissiante. Ovunque si guardi si vedono muri e recinti, pochissimi spazi pubblici o in condivisione. Nonostante i fiori sui balconi e le tende colorate, lo scenario è quello di un ammasso di enormi casermoni formati da piccoli bunker incastrati l’uno accanto all’altro.
Come ammette lo stesso Bianco, è un quartiere tagliato fuori da Milano: la ferrovia di Rogoredo divide ciò che doveva essere una città nella città dalla città. Non esistono passaggi diretti tra una parte e l’altra, eccetto il sottopassaggio della metropolitana oppure il cavalcavia, percorribile solo in auto.
Bianco mi dice: «Non è stato fatto un altro sottopasso, previsto da Fausto Galli ma bocciato in fase realizzativa. Era previsto uno scavallamento con anche due corsie pedonali e ciclopedonali, ma non sono ancora state realizzate».

Il parco è l’unica nota di verde in uno sfondo monocromo grigio scuro, ma, ironia della sorte, è sopraelevato e quindi passeggiando non è affatto visibile. In linea con le strutture che lo circondano, è recintato su ogni lato – secondo il comitato non sarebbe sicuro avere un parco aperto non presidiato (e non presidiabile perché rialzato).
Il parco Trapezio è di nuova concezione: una distesa piatta d’ erba con pochi alberi piccoli e spogli senza nessun legame con la realtà. Nessun corso d’acqua o elemento naturalistico, è soppresso il movimento del terreno riprodotto nei parchi creati ad hoc ma con scrupolo, come quello della Guastalla o Parco Sempione.
Per non parlare dei giochi per bambini divisi in zone secondo fasce di età: come se tutte le famiglie fossero composte da un solo bambino o soltanto da gemelli o come se si portasse al parco un figlio alla volta.
Lo stesso comitato ha problemi a riunirsi in loco: a causa della mancanza di strutture adeguate, gli incontri pubblici con gli assessori si svolgono al centro culturale di Rogoredo.
Persino prelevare diventa un problema: la banca più vicina si trova ancora una volta a Rogoredo, e per la posta bisogna andare in un’altra zona ancora, visto che la competenza postale del quartiere è di Mecenate, raggiungibile in auto.
L’unico supermercato del quartiere è una piccola Coop — ma in compenso sono presenti ben sei bar che devono affrontare costi altissimi di gestione senza alcuna agevolazione rispetto a chi gestisce un bar in centro.
Non esiste alcun tipo di rapporto stretto con Sky ― ma almeno grazie agli uffici c’è qualcuno che usufruisce dei sei bar.
Dal confronto con Stefano Bianco sembra che i residenti non siano più molto arrabbiati, né che spingano perché cambi rapidamente qualcosa. Sembrano essersi placati dopo l’apertura del parco e dell’asilo – ripeto: di certo dei passi in avanti.
Ciò nonostante questa idea non mi convince del tutto: in realtà secondo me i residenti non sono per niente soddisfatti, non si lamentano più perché hanno solo perso la speranza. E dopo tutti questi anni non vogliono più rivolgersi ai giornalisti, agli avvocati o alle istituzioni.
Nei loro piccoli bunker, io me li immagino riuniti davanti ad un piccolo altare a ripetere: “Santa Giulia, ora pro nobis”.
Maria Catena Mancuso
@MariaC_Mancuso
Foto di Stefano Santangelo
@sfnsnt

Buongiorno,
sono un abitante di Milano Santa Giulia, il suo impietoso articolo mi sembra alquanto generico e privo di molti riferimenti oggettivi.
E’ pregata vivamente di non pensare al posto degli altri e di informarsi maggiormente prima di parlare di speranze perse.
Siamo uno dei pochi quartieri a Milano 2.0 con una pagina FB con 640 iscritti a cui rispondono direttamente tutte le istituzioni. Siamo attualmente in causa contro chi non ha bonificato, seguiti anche da LegaAmbiete.
Se veramente volete vedere e capire chi abita e come si vive a Milano Santa Giulia venite l’11 Maggio 2014 alla festa del quartiere.
Spero che questo commento venga pubblicato e di leggere magari dopo la festa un aggiornamento su quello che ha visto e non solo pensato.
Invece che essere contento del fatto che qualcuno si occupa di una causa importante che tra l’altro lo vede coinvolto quest’equivoco personaggio preferisce gettare fango sopra un lavoro ben ideato e redatto.
Molte persone sarebbero ben felici di trovare gente preparata e volenterosa che lavorano ad una causa simile.
Chissà se se ne debba evincere che chi è saltato sulla sedia abbia in realtà le idee confuse o, peggio ancora, interessi diversi da quelli auspicati nell’articolo?
L’equivoco personaggio è un abitante del quartiere con decine di anni di mutuo e 2 figli che vivono il quartiere dalla sua nascita. Di una causa cosi importante si stanno occupando le istituzioni in primis il vicesindaco di Milano.
Il fango non viene lanciato da me, ma da chi definisce la mia casa un Bunker ( 110 metri quotata ad oggi 400.000 € ) con davanti un parco e a 5 minuti tutti i servizi possibili tra Treno, Metro e Alta velocità.
I cittadini stanno vivendo il quartiere e combattendo ogni giorno per renderlo migliore.
Gli interessi auspicati da questo “articolo” mi sembrano più che altro melodrammatici.
Siamo tutti interessati a migliorare il quartiere e a non distruggerlo come fino ad oggi è stato fatto.
Il riassuntino con le foto è carino, erano da evitare i “commentini sarcastici”.
Il solito artico negativo per attirare l’attenzione. L’impossibilità mentale e culturale nel vedere ed evidenziare gli aspetti positivi. Ironia di basso profilo irrispettosa per chi combatte ogni giorno per migliorare la qualità del vivere quotidiano.
:Quando un lavoro è ben redatto :
“..Ciò nonostante questa idea non mi convince del tutto: in realtà secondo me i residenti non sono per niente soddisfatti, non si lamentano più perché hanno solo perso la speranza. E dopo tutti questi anni non vogliono più rivolgersi ai giornalisti, agli avvocati o alle istituzioni.”
Avvocati : previsione di spesa di centinaia di Euro per ogni abitante
Processo per Santa Giulia in aula arrivano i residenti: noi parte civile al processo
http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2014/03/23/1042989-santa-giulia-processo.shtml
Le istituzione che non partecipano :
Interventi giornalieri su FB del Vicesindaco di Milano un esempio
http://rogoredosg.blogspot.it/2014/03/blog-post.html
addirittura per una fontanella
http://rogoredosg.blogspot.it/2014/02/fontanella-parco-trapezio.html
Super sodfisfatto abitante di Santa Giulia. 3min per linee treno, alta velocità e metrò. Farmacia, bar, lavanderia, ludoteca, pizzeria, abbigliamento sotto casa. Promenade chiusa al traffico, bimbi liberi di correre, parco immenso (gli alberi e le foglie cresceranno come i bimbi che oggi ci giocano). Problemi di inquinamento superati e superabili ma non con impatto reale sulla salute (la falda forse inquinata non è di approvvigionamento per uso domestico in quanto superficiale, le sostanze trovate erano sotto terra ossia protetti dalla terra rispetto all’uomo, prego quindi di documentarsi meglio). Casa nostra vale di più del prezzo di acquisto malgrado i giornalisti gufi.
se almeno avesse parlato con qualcuno che abita a Santa Giulia avrebbe risparmiato l’ennesimo attacco ingiustificato,incompetente e finanche ridicolo.
Luigi (felice abitante di SG)
Articolo inutile. Solo tempo sprecato per uno scritto banale, pieno di luoghi comuni ed informazioni inesatte. Dopo anni di disagi, oggi Santa Giulia è un quartiere dove si può vivere bene. La grande strada pedonale bella per il passeggio ed il parco hanno dato vita a questo luogo in attesa dei futuri importanti sviluppi. Da abitante di Rogoredo poi, credo sia davvero incomprensibile pensare che questo luogo sia isolato dal mondo, quando è comunemente considerato una delle porte della città. Metropolitana, passante ferroviario, stazione ferroviaria, tangenziale est, Italo e Frecciarossa non mi sembrano poca cosa. Certo c’è ancora molto da fare, ma denigrare con commenti ironici e sentenziare con titoli inopportuni non è utile a nessuno.
Vivo a Santa Giulia ed amo profondamente il nostro quartiere, che vedo crescere e migliorare da alcuni anni, soprattutto grazie all’impegno del Comitato di Quartiere, unitamente a quello fattivo di questa Amministrazione, specialmente nella figura del vicesindaco Lucia De Cesaris.
Semplicemente non condivido nulla delle “sensazioni” e delle interpretazioni superficiali e banalotte espresse in questo articolo.
Da noi vive e prospera una comunità viva, plurale e felice, piuttosto giovane. Abbiamo moltissimi bambini che con le loro voci riempiono di gioia e senso i nostri cortili, la promenade, il parco.
La gran parte delle nostre case è costituita da abitazioni spaziose e di pregio; sono case belle come quelle delle vacanze (altro che bunker), e il quartiere è felicemente lento e umano.
Abbiamo la fortuna di condividere molto di ciò che siamo come cittadini e vicini, nei nostri immensi spazi comuni.
Molto manca ancora, e tantissimo deve essere ancora realizzato, ma ciò che noi abitanti di Santa Giulia pensiamo di noi e del nostro quartiere è distantissimo dai contenuti di questo articolo.
P.s: a sottolineare la superficialità della lettura: davvero possiamo immaginare un corso d’acqua in un parco pensile con sotto un garage?
Maria Catena Mancuso ma lei dove abita ? Verremmo volentieri nel suo quartiere ad ammirare le meraviglie inespresse del nostro. Come può leggere da tutti questi commenti Santa Giulia è un quartiere vivo e combattivo, stanco di essere sottolineato solo in maniera negativa e letto da lontano con superficialitá. Peccato che abbia perso l’occasione per raccontare una realtá che lei vede nascosta dietro cancelli e muri.
Un cittadino orgoglioso di abitare a Milano Santa Giulia
Gentile signora Mancuso, avrei fatto fatica a leggere il suo articolo fino in fondo se non lo avessi trovato a tratti divertente.
Mi ha fatto particolarmente sorridere la sua arroganza di voler pensare per noi… non lo faccia, dorma sonni tranquilli, abbiamo abbastanza intelletto da poter capire cosa ci piace e cosa no, cosa ci fa arrabbiare e cosa no…
Se 1870 famiglie hanno DECISO di vivere in quel quartiere, fossi in lei mi chiederei il perché anziché arrogarsi la predunxione della risposta, e se concede ad un’abitante il “lusso” di esprimersi senza ad esso sostituirsi, eccola servita: per noi E’ la citta nella città, lontana da quell’aria pesante del centro, ma tanto vicina da poter essere raggiunta da 5/6 fermate di metrò, o dal passante ferroviario se la metrò é bloccata, o dalle ferrovie se il passante non ci va a genio, perché forse lei non sa che il mondo va oltre Corvetto che effettivamente possiamo raggiungere solo dopo aver superato un ponte che a volte mi creda.… sembra più lungobdel ponte di Brooklyn …! Non siamo stupidi, mi spiace infinatamente deluderla, siamo solo tanto soddisfatti dei nostri appartamenti ben fatti, del nostro bellissimo parco, del nostro bellissimo quartiere… e le posso assicurate che nessuna forza maggiore ci tratterebbe qui se cosi non fosse. …
Per concludere a modo suo:” Chi mostra gode, chi guarda.….” !
Scusi signora, ho dimenticato di dirLe un’ultima cosa: se Lei definisce “bunker” degli appartamenti in classe A, ben fatti, con delle vetrate lunghe anche di 4 metri che, quando va male, si affacciano su verandine di 12 mq che rappresntano in pieno il concetto di “spazio vivibile” in una città come Milano che purtroppo non può permettersi questo “lusso” e che invece gli architetti sono riusciti a farci stare in Santa Giulia e che si affacciano su .… guardi, voglio anche tenerLa contenta, non lo definisco parco, ma immensa distesa verde con alberelli, piante, giochi, tavoli da ping pong.….. beh, allora cara signora, spero Lei stia scrivendo da una reggia, perché altrimenti mi farebbe ancor più sorridere il suo articolo.… !
Ho letto attentamente l’articolo ed i conseguenti commenti: sono orgoglioso di condividere il quartiere dove abito con persone così.
Un quartiere dove posso mandare mia figlia di 9 anni a comprare il pane fresco o il gelato da sola, dove posso lasciare mia figlia di 6 anni scorazzare col suo monopattino su 200 metri di via pedonale o nei vialetti del parco, dove la sera posso andare a mangiare fuori senza prendere la macchina, dove se ho voglia di fare km di jogging senza attraversare nessuna strada carrabile, da cui in 5 minuti sono a Linate, in 10 in Duomo, in 50 a Bologna senza usare l’auto.
Un quartiere rappresentato da un Comitato vitale e pugnace, abitato da gente cordiale e socievole, forse vieppiù unita dalle difficoltà che indubbiamente abbiamo incontrato, e per gran parte superato, ma tant’è.
Un quartiere perfetto ? No di certo ! Ovviamente è perfettibile. Ma esiste un quartiere per cui un giornalista superficiale, presuntuoso e prevenuto non troverebbe nessun difetto da enfatizzare ?
Un quartiere in continuo miglioramento, ed ancora ricco di potenzialità inespresse. Provi a tornare fra un anno.
Se non è il miglior quartiere di Milano, è di sicuro uno dei pochi in cui io vorrei vivere.
Parafrasando il titolo del suo articolo: io non mi accontento, godo.
mia figlia ha 4 anni, frequenta l’asilo santa giulia, 4 dei suoi compagni di classe abitano nela ns stessa scala, mia figlia appena mette piede fuori casa incontra almeno 3/4 bambini che conosce, mia figlia nel parco trapezio a soli 4 anni liberamente con il suo squadrone di amici ciclisti trascorre delle giornate fantastiche, mia figlia a 4 anni ha più amici che frequenta quotidianamente senza prendere appuntamento di me che ne ho 35.…
MIa figlia quando non siamo a casa non vede l’ora di tornare a casa sua per ritrovare il suo piccolo mondo fatto di una stupenda libertà da condividere con i suoi amici che onestamente non sò in quale altro quartiere si respiri…
Io a 35 anni ho socializzato più negli ultimi 6 anni che nei miei primi 29.…
La mia casa non è un bunker e quando esco dall’ufficio alle 18.00 soprattutto in primavera /estate la giornata non è finita…ma inizia la parte migliore..quella degli aperitivi improvvisati con i vicini di casa, quella del: ci prendiamo una pizza? in terrazzo da noi o da voi?quella del : dai dopo cena ci vediamo sotto per un gelato, quella del :mamma che ne dici se prima di dormire scendiamo un pò con la bici?.…mi spiace cara giornalista …ma ha proprio toppato…
Ovvio ci sono tante cose da migliorare…ma io e la mia famiglia viviamo benissimo nel ns quartire …
Maria Caterina,
ennesimo abitante di MSG.
Il suo articolo poteva essere attuale qualche anno fa, non ora. Se fosse venuta qui durante un fine settimana soleggiato avrebbe potuto godere ininterrottamente della vitalità del parco e della promenade con bambini e adulti a divertirsi o rilassarsi.
Non avrebbe visto quel grigiore che ci racconta, anzi.
E dal punto di vista dei collegamenti, tutto il quartiere Rogoredo Santa Giulia è veramente in una situazione invidiabile: MM3, più linee di passante, treni locali e addirittura l’alta velocità, accesso diretto alla tangenziale e Linate a 7 minuti …
Noi abbiamo venduto la seconda auto di famiglia …
Gentile “giornalista”,
siamo un quartiere con livello sociale culturale medio / alto (non fosse altro semplicemente per il fatto che abbiamo tutti tra i 35 e 45 anni, dunque la nostra generazione ce lo impone ! ) , la maggior parte di noi professionisti… vorrei capire dunque cosa secondo lei dovrebbe impedirci di “ribellarci” nel caso in cui fossimo insoddisfatti. Come dice giustamente l’altra abitante del quartiere, se 1870 hanno comprato lì e continuano a starci, forse tanto insoddisfatti non siamo, non pensa ? Nonostante le parole di Bianco, nonostante l’evidenza, nonostante la logica, lei ha tratto queste conclusioni… complimenti per la capacità di distorsione della realtà !
Cara Maria, mi auguro che la tua futura attività di giornalista possa portarti ad affrontare le notizie con maggiore equilibrio e con qualche approfondimento in più!