I burattini del design

Se io aves­si un mon­do come pia­ce a me, là tut­to sareb­be assur­do: nien­te sareb­be com’è, per­ché tut­to sareb­be come non è, e vice­ver­sa! Ciò che è, non sareb­be e ciò che non è, sarebbe!
Lewis Car­roll

Anche quest’anno l’Università degli Stu­di di Mila­no ospi­ta una par­te del­le instal­la­zio­ni per il Fuo­ri­sa­lo­ne in paral­le­lo con il Salo­ne del Mobi­le, il più noto even­to fie­ri­sti­co di desi­gn a livel­lo mon­dia­le, che riu­ni­sce ope­ra­to­ri del set­to­re casa-arre­da­men­to dal 1961.
In que­sti gior­ni Mila­no, nel­la sua cao­ti­ca e nevro­ti­ca ele­gan­za, sta atti­ran­do i miglio­ri desi­gner. La cit­tà chie­de loro un giu­di­zio o più sem­pli­ce­men­te si fa bel­la gra­zie alle stra­va­gan­ti crea­zio­ni che, come dal nul­la, sono sor­te per decorarla.
Io, che desi­gner non sono né pre­ten­do di esser­lo, sono ine­vi­ta­bil­men­te immer­sa in que­sta real­tà –per­do­na­te­mi l’ossimoro– sur­rea­le; l’università che fre­quen­to quo­ti­dia­na­men­te si è orna­ta di ogget­ti curio­si, dal­le for­me estro­se e colo­ra­te, diven­tan­do un Mon­do del­le Mera­vi­glie alla Lewis Car­roll dove tut­to appa­re leci­to e la nor­ma­li­tà un miste­ro ignorato.

fuorisalone lotta greca

Nel Cor­ti­le d’Onore del­la Sta­ta­le col­pi­sce il pro­get­to di Car­lo dal Bian­co che cir­con­da l’entrata dell’Aula Magna. E’ un mosai­co che rap­pre­sen­ta la lot­ta di Era­cle con­tro Ache­loo, divi­ni­tà flu­via­le del­la mito­lo­gia gre­ca con il cor­po di ser­pen­te, che cor­ri­spon­de­reb­be all’odierno fiu­me Aspro­po­ta­mo, il secon­do tra i fiu­mi più lun­ghi del­la Gre­cia. Il mito divie­ne sim­bo­lo del­la vit­to­ria dell’uomo sull’acqua e del­la capa­ci­tà dell’uomo di governarla.
Il desi­gner, nel 2014, sce­glie di fon­de­re clas­si­co e moder­no, pas­sa­to e futu­ro, crean­do un con­nu­bio equi­li­bra­to tra tra­di­zio­ne e inno­va­zio­ne. Ele­men­to flui­do, sen­za for­ma, odo­re, né colo­re (ma capa­ce di assu­mer­li tut­ti), l’acqua inces­san­te­men­te pro­ce­de, simi­le al tem­po, in un mon­do dove tut­to scorre.

E al πάντα ῥεῖ si ispi­ra anche Fede­ri­ca Maran­go­ni nel pro­get­to inti­to­la­to “La mac­chi­na del Tem­po”. Un’enorme cles­si­dra, rea­liz­za­ta in accia­io dora­to e neon, in cui la luce sosti­tui­sce il movi­men­to del­la sabbia.
Le espo­si­zio­ni, in que­sti pochi e fug­ge­vo­li gior­ni, lot­ta­no con­tro il tem­po. L’uomo con le sue crea­zio­ni si pone in com­pe­ti­zio­ne con la natu­ra e le sue creature.
Ed è una sali­ta ardua e infi­ni­ta come le sca­le di legno fir­ma­te dRMM che irrom­po­no con la loro ver­ti­ca­li­tà spi­go­lo­sa tra­spor­tan­do­ci nel nul­la fino al ver­ti­ce, dove la ver­ti­gi­ne del subli­me ci travolge.

Fuorisalone PicMonkey Collage

“Beau­ty Seed” di Pao­la Navo­ne, è inve­ce un gran­de seme poli­cro­mo che rac­chiu­de alle­go­ri­ca­men­te le innu­me­re­vo­li poten­zia­li­tà del­la natura.
Allo stes­so modo gli archi­tet­ti di Archea voglio­no gareg­gia­re con la Natu­ra pre­sen­tan­do die­ci albe­ri sti­liz­za­ti, in bili­co tra il natu­ra­le e l’artificiale di bambù.
E mol­te ope­re anco­ra potreb­be­ro rac­chiu­de­re signi­fi­ca­ti invi­si­bi­li all’occhio, come le gab­bie di uccel­li­ni nei cor­ri­doi, aper­te o chiu­se, vuo­te oppu­re no, gab­bie del­la men­te, gab­bie del­lo spi­ri­to, pron­te a spri­gio­na­re idee o a trat­te­ne­re immagini.
Così le sva­ria­te lam­pa­de in led, le case in sti­le giap­po­ne­se, i lam­pa­da­ri a spi­ra­le che ricor­da­no quel­li del­le moschee, i gomi­to­li di lana colo­ra­ti e le tri­di­men­sio­na­li­tà dei grat­ta­cie­li in minia­tu­ra, ci infor­ma­no di quan­to alla fine non sia così impos­si­bi­le crea­re un nuo­vo mondo.

Ales­san­dra Busacca
@AlessandraBusacca1

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Alessandra Busacca
Nata a Mila­no il 20 Feb­bra­io 1993. 
Pro­fes­sio­ne: studentessa.
Non so dire altro di me che non pos­sa cam­bia­re; e del nome non sono poi così sicura.
About Alessandra Busacca 18 Articoli
Nata a Milano il 20 Febbraio 1993. Professione: studentessa. Non so dire altro di me che non possa cambiare; e del nome non sono poi così sicura.

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