Tempi diVersi
Collettivo di giovani poeti

“Qua­si nes­su­no osa più cantare;
eppu­re il can­to è più anti­co del­la parola,
così come il lin­guag­gio è poe­sia dimenticata.
Per­so il can­to, vivia­mo la cri­si del­la parola;
assi­stia­mo inermi
alle tap­pe cro­no­lo­gi­ca­men­te ordinate
del­la gra­dua­le regres­sio­ne umana.”

Da Proe­sia d’oggi di Pao­lo Cerruto

 

Tem­pi diVer­si è un col­let­ti­vo di gio­va­ni poe­ti che lavo­ra­no per fare poe­sia e per far­la viva, por­tar­la nel­le stra­de dove tut­ti pos­sa­no goder­ne, leg­ger­la, dar­le spa­zio e dar­le atten­zio­ne. La poe­sia divie­ne una for­ma d’arte non più eli­ta­ria e un mez­zo, che sia accom­pa­gna­ta dal­la musi­ca o sem­pli­ce­men­te stam­pa­ta sul­la car­ta, per aiu­ta­re la cit­tà a vive­re meglio. Un con­tri­bu­to, anco­ra pic­co­lo ma comun­que mol­to impor­tan­te, per una Mila­no meno faticosa.

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Tem­pi diVer­si nasce l’anno scor­so all’interno dell’ Asso­cia­zio­ne fami­lia­ri e ami­ci di Fau­sto e Iaio —due diciot­ten­ni ucci­si nel­la pri­ma­ve­ra del ’78 da estre­mi­sti di destra— gra­zie all’iniziativa di Pao­lo Cer­ru­to e Fran­ce­sco Mara­bot­ti e nasce come ban­do poe­ti­co sen­za vin­ci­to­ri e sen­za vin­ti, il suo uni­co sco­po è la dif­fu­sio­ne del­le poe­sie par­te­ci­pan­ti, offer­te agli occhi di chi le ha volu­te leg­ge­re sui muri di Mila­no, e alle orec­chie di chi ha volu­to ascol­tar­le duran­te innu­me­re­vo­li let­tu­re ad alta voce in giro per le strade.
Il ban­do ha avu­to suc­ces­so, è sta­to rin­no­va­to anche quest’anno e Tem­pi diVer­si è diven­ta­to un col­let­ti­vo pron­to ad abbrac­cia­re tut­ti colo­ro che fan­no arte, e in par­ti­co­lar modo colo­ro che fan­no arte per le stra­de. Alle poe­sie è sta­to offer­to un “totem”, in piaz­za Duran­te, sul qua­le appa­io­no a rota­zio­ne, anche tra­dot­te in ara­bo — in modo da ren­der­si dispo­ni­bi­li al mag­gior nume­ro pos­si­bi­le di lettori.
Alla pre­si­den­tes­sa del­la Com­mis­sio­ne Cul­tu­ra di Zona 6 Rita Bar­bie­ri l’idea è pia­ciu­ta, così al col­let­ti­vo è sta­to pro­po­sto di pre­sen­ta­re il pro­get­to per nuo­vi “totem” semi­per­ma­nen­ti in legno.

tempi diversi

I “totem” nel­le stra­de e le let­tu­re poe­ti­che, fat­te il più pos­si­bi­le a cie­lo aper­to, incar­na­no le spe­ran­ze di com­ple­ta con­di­vi­sio­ne e comu­ni­ca­zio­ne dei ragaz­zi del col­let­ti­vo, che non desi­de­ra altro che un pub­bli­co, qual­sia­si pub­bli­co, che ascol­ti quel­lo che ha da dire. Da qual­che mese, poi, ven­go­no orga­niz­za­te del­le sera­te a micro­fo­no aper­to a Ros­so Cin­que (in via Con­te Ros­so), in cui pub­bli­co e let­to­ri sono tutt’uno e chiun­que può leg­ge­re quel che più gli aggra­da e tro­va­re chi lo stia a sen­ti­re. È una for­ma di intrat­te­ni­men­to e con­di­vi­sio­ne inso­li­ta, a cui non sia­mo più abi­tua­ti, in cui non si ha nes­su­no scher­mo di com­pu­ter che divi­da da un pub­bli­co vir­tua­le e in cui biso­gna met­ter­si in gioco.
Que­sta stra­na dimen­sio­ne di espo­si­zio­ne e com­par­te­ci­pa­zio­ne crea un cli­ma indub­bia­men­te pia­ce­vo­le, che invi­ta ad espor­si e fare poe­sia sen­za pau­ra di giu­di­zio e che non pos­so fare a meno di consigliare.

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Tut­to il lavo­ro del col­let­ti­vo Tem­pi diVer­si mira a dare una nuo­va vita alla poe­sia — che for­se non è pro­prio mor­ta, ma di sicu­ro ha per­so trop­pa par­te del suo pub­bli­co. Tem­pi diVer­si vuo­le crea­re un nuo­vo pub­bli­co. Con que­sta spe­ran­za ha il pro­get­to futu­ro di avvia­re una pic­co­la col­la­na che rac­col­ga le ope­re di gio­va­ni poe­ti e che diven­ti una piat­ta­for­ma dal­la qua­le chi non sareb­be pub­bli­ca­bi­le altri­men­ti e chi nem­me­no avreb­be pen­sa­to di pub­bli­ca­re pos­sa far sen­ti­re la pro­prio voce.
Una for­mu­la gio­va­ne e alter­na­ti­va per com­bat­te­re l’immobilità del mer­ca­to edi­to­ria­le del­la poesia.

Que­sto è quan­to, e mi pare tan­tis­si­mo. Osser­van­do le spe­ran­ze e la crea­ti­vi­tà di que­sto col­let­ti­vo, ci si ren­de con­to che non è poi così dif­fi­ci­le rom­pe­re la col­tre di sfi­du­cia che sia­mo abi­tua­ti a por­tar­ci addos­so e ini­zia­re a fare.
Quin­di bra­vi ragaz­zi, con­ti­nua­te a fare quel­lo che fate, fate­lo bene, ma soprat­tut­to con­ti­nua­te a cre­der­ci, e sia­te un esem­pio per tut­ti quei gio­va­ni di ades­so, che guar­da­no all’arte con malin­co­nia e non pro­va­no nem­me­no, per­ché sono con­vin­ti che non ser­va a niente.

Bian­ca Giacobone
@BiancaGiac

 

Tro­vi Tem­pi diVer­si ad Art Kit­chen, in via Bus­so­la 4, Milano.
www.tempidiversi.it
https://www.facebook.com/pages/Tempi-diVersi/471699982897352?fref=ts

Pros­si­mi eventi:
— 22 o 29 apri­le ter­za sera­ta di let­tu­re a micro­fo­no aper­to a Ros­so Cin­que in via Con­te Rosso
— 28 apri­le riu­nio­ne aper­ta a tut­ti e ape­ri­ti­vo di inau­gu­ra­zio­ne, con musi­ca e poe­sia dal vivo, ad Art Kit­chen, in via Bus­so­la 4
— 30 apri­le, inter­val­lo poe­ti­co alla sera­ta “Navi­glio del Jazz” (https://www.facebook.com/navigliojazz )

 

Con­di­vi­di:
Bianca Giacobone
Stu­den­tes­sa di let­te­re e redat­tri­ce di Vul­ca­no Sta­ta­le. Osser­vo ascol­to scri­vo. Ogni tan­to par­lo anche. E fac­cio il mon­do mio, poco per volta.

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