B612 Foundation, la fondazione americana che vuole privatizzare la salvezza del pianeta

La Nuclear Test Ban Trea­ty Orga­ni­za­tion gesti­sce una rete di sen­so­ri este­sa su tut­to il pia­ne­ta con lo sco­po di rile­va­re gli infra­suo­ni carat­te­ri­sti­ci emes­si da esplo­sio­ni nuclea­ri. Tra il 2000 e il 2013 que­sta rete ha rile­va­to 26 esplo­sio­ni di poten­za com­pre­sa tra 1 e 600 kilo­to­ni. Que­ste esplo­sio­ni non sono dovu­te alla deto­na­zio­ne di ordi­gni, sono impat­ti di aste­roi­di. Per met­te­re que­sto dato in pro­spet­ti­va, la bom­ba ato­mi­ca che distrus­se Hiro­shi­ma nel 1945 esplo­se con un impat­to ener­ge­ti­co di 15 kilotoni.
Nono­stan­te la mag­gior par­te di que­sti aste­roi­di sia esplo­sa ad una alti­tu­di­ne suf­fi­cien­te per non cau­sa­re gra­vi dan­ni al suo­lo c’è chi pren­de la minac­cia meteo­ri­ca mol­to seria­men­te, e nes­su­no più di Ed Lu e Rusty Sch­weic­kart. Que­sti due ex astro­nau­ti han­no fon­da­to una orga­niz­za­zio­ne no pro­fit, la B612 Foun­da­tion, e van­no rac­co­glien­do ex dipen­den­ti NASA da anni con l’in­ten­to di … sal­va­re il mondo.

Sentinel

Nel 2012 Lu e Sch­weic­kart han­no annun­cia­to di voler lan­cia­re un tele­sco­pio a infra­ros­si nel­lo spa­zio pro­fon­do entro il 2018 per map­pa­re con esat­tez­za ogni sin­go­la roc­cia vagan­te per il siste­ma sola­re e sco­pri­re qua­li di que­ste potreb­be­ro un gior­no diven­ta­re una minac­cia, per esem­pio cer­can­do di coraz­za­re un trat­to­re. Per ora, comun­que, non si è anco­ra deci­so come pro­ce­de­re con que­sti meteo­ri­ti, c’è chi vor­reb­be tira­re i soli­ti, “clas­si­ci”, mis­si­li ato­mi­ci, chi pro­po­ne di spin­ger­li gra­zio­sa­men­te da par­te, chi vor­reb­be tra­sci­nar­li via aggan­gian­do­li a moto­ri al pla­sma, chi invo­ca la media­zio­ne tra Sta­to e aste­ro­di­de – insom­ma le idee non man­ca­no, quel­lo che man­ca sono i sol­di; la mis­sio­ne Sen­ti­nel, que­sto il nome del tele­sco­pio, ha il costo, sti­ma­to piut­to­sto rigo­ro­sa­men­te, di “alcu­ne cen­ti­na­ia di milio­ni di dol­la­ri”, coper­ti solo in par­te da grup­pi indie rock sta­tu­ni­ten­si.

Il pro­get­to è di lan­cia­re il satel­li­te ben al di là del­la zona cir­co­stan­te a quel­la del nostro pia­ne­ta e di anco­rar­lo tra il Sole e la Ter­ra, nei pres­si di Vene­re. In que­sto modo la luce sola­re sareb­be sem­pre alle spal­le del tele­sco­pio, per­met­ten­do così di indi­vi­dua­re fino ad un pre­vi­sto 90% di tut­ti i pos­si­bi­li aste­roi­di di dimen­sio­ni tali da minac­cia­re l’estinzione del gene­re uma­no — secon­do B612 non c’è mol­to da sta­re tran­quil­li, per­ché sareb­be­ro più di mez­zo milio­ne. Il lan­cio è pre­vi­sto “a bor­do” di un Fal­con 9, il pro­pul­so­re a raz­zo di un’altra socie­tà spa­zia­le pri­va­ta, SpaceX.
Sareb­be la pri­ma mis­sio­ne pri­va­ta diret­ta ver­so lo spa­zio pro­fon­do, insom­ma, dopo le eti­chet­te, le case di pro­du­zio­ne cine­ma­to­gra­fi­che, le case edi­tri­ci, i gio­chi, que­sta è l’e­ra del­le mis­sio­ni spa­zia­li indipendenti.

Har­ry S. Stam­per
@TiaTiaFuma
Pho­to cre­dit CC Phil Plait
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