Rinvio a giudizio per sette ragazzi coinvolti negli scontri con la polizia in Statale

È di poche ore fa la noti­zia del rin­vio a giu­di­zio nel pro­ces­so, riman­da­to a set­tem­bre, dei set­te gio­va­ni tra i 23 e i 30 anni pro­ta­go­ni­sti degli scon­tri con la poli­zia avve­nu­ti il 6 mag­gio scor­so pres­so la sede di via Festa del Per­do­no dell’Università Sta­ta­le di Milano. 

I ragaz­zi, tra i qua­li solo due effet­ti­va­men­te stu­den­ti dell’università, ven­ne­ro mes­si agli arre­sti domi­ci­lia­ri il 19 giu­gno scor­so, men­tre altri tren­ta furo­no denun­cia­ti con accu­se di resi­sten­za e di vio­len­za a pub­bli­co uffi­cia­le, di dan­neg­gia­men­to, di lesio­ni aggra­va­te, di tra­vi­sa­men­to, di por­to di ogget­ti atti a offen­de­re e di isti­ga­zio­ne a delin­que­re. I set­te gio­va­ni risul­ta­va­no già cono­sciu­ti alle for­ze dell’ordine.

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Tra gli arre­sta­ti e i denun­cia­ti soprat­tut­to mem­bri del grup­po Ex-CUEM, un col­let­ti­vo di stu­den­ti che il 16 apri­le 2012 ave­va occu­pa­to lo spa­zio all’interno dell’università, vuo­to da mesi, che ave­va ospi­ta­to per decen­ni la sto­ri­ca libre­ria CUEM, fal­li­ta per ban­ca­rot­ta frau­do­len­ta in cir­co­stan­ze non del tut­to chia­ri­te e chiu­sa nel set­tem­bre 2011.
Il loca­le, com­ple­ta­men­te auto­ge­sti­to dal col­let­ti­vo, vole­va esse­re un ana­lo­go all’interno dell’ateneo di una libre­ria sto­ri­ca del­la cit­tà di Mila­no, la Calu­sca, fon­da­ta da Pri­mo Moro­ni nel 1972. Il pro­po­si­to che trai­na­va il pro­get­to era prin­ci­pal­men­te quel­lo di for­ni­re ser­vi­zi neces­sa­ri agli stu­den­ti, tra i qua­li la ven­di­ta di libri usa­ti e non, di dispen­se, la crea­zio­ne di un archi­vio digi­ta­le con­te­nen­te le scan­ne­riz­za­zio­ni di libri uni­ver­si­ta­ri, la pos­si­bi­li­tà di foto­co­pia­re donan­do un’offerta libe­ra. Si aggiun­ge­va­no a que­sti la mes­sa a dispo­si­zio­ne di un microon­de e di una mac­chi­net­ta per il caffè.
Tut­ta­via, a cau­sa del­le con­di­zio­ni di ille­ga­li­tà in cui ver­sa­va lo spa­zio, il ret­to­re Vago sta­bi­lì lo sgom­be­ro: oltre all’occupazione, ille­ci­ta in sé, e all’organizzazione al suo inter­no di festi­ni dif­fi­cil­men­te ammis­si­bi­li in un’università, il col­let­ti­vo non ave­va volu­to par­te­ci­pa­re al ban­do di asse­gna­zio­ne rego­la­re del­lo spa­zio, non era prov­vi­sto di un regi­stra­to­re di cas­sa e non rispet­ta­va i dirit­ti d’autore.

L’ultimo sgom­be­ro, il quar­to e defi­ni­ti­vo, avven­ne tra il 4 e il 5 mag­gio 2013. Fu così che la mat­ti­na di lune­dì 6, al posto del­la libre­ria auto­ge­sti­ta, i ragaz­zi di Ex-CUEM tro­va­ro­no l’aula com­ple­ta­men­te vuo­ta, il pavi­men­to divel­to e tut­to ciò che era al suo inter­no ammas­sa­to nel cor­ri­do­io attiguo.
Poche ore dopo la sco­per­ta, in un’assemblea pub­bli­ca ad alta par­te­ci­pa­zio­ne, i ragaz­zi pre­se­ro la deci­sio­ne di mani­fe­sta­re stre­nua­men­te il dis­sen­so con­tro la deci­sio­ne del ret­to­re e di occu­pa­re il gior­no stes­so un secon­do loca­le. Vago, in rispo­sta alle pro­te­ste, chia­mò le for­ze dell’ordine, arri­va­te nel pri­mo pome­rig­gio in tenu­ta antisommossa.
Gli scon­tri tra la poli­zia e gli stu­den­ti non tar­da­ro­no a veri­fi­car­si — sce­ne che da decen­ni non si vede­va­no all’interno del­le uni­ver­si­tà ita­lia­ne. Dif­fi­ci­le a dir­si chi abbia dato il via agli atti di vio­len­za, ma si può cer­ta­men­te affer­ma­re che essi furo­no per­pe­tra­ti da entram­be le par­ti – come atte­sta­no vari video e foto di quel gior­no –, la poli­zia uti­liz­zan­do i man­ga­nel­li, alcu­ni ragaz­zi ser­ven­do­si di ogget­ti pre­sen­ti nel chio­stro: una bache­ca annun­ci, dei cas­so­net­ti, un san­pie­tri­no e un ombrello.
Nel bilan­cio si regi­stra­ro­no quat­tro poli­ziot­ti e quat­tro stu­den­ti feri­ti e tra que­sti ulti­mi uno ripor­tò la frat­tu­ra di un braccio.

Maria Cate­na Man­cu­so
@MariaC_Mancuso
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Maria C. Mancuso
Scri­ve di agri­col­tu­ra, ambien­te e cibo. Mal sop­por­ta chi usa gli angli­ci­smi per dar­si un tono.

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