Tutti al seggio

Se nel­le scor­se set­ti­ma­ne ave­te fre­quen­ta­to l’U­ni­ver­si­tà, le sue strut­tu­re, le sue pagi­ne Face­book, i siti, le biblio­te­che e qual­sia­si altro ente più o meno digi­ta­le col­le­ga­to a Uni­mi, non vi sarà sfug­gi­to la ten­sio­ne pal­pa­bi­le che aleg­gia sul­la Sta­ta­le in perio­do di Cam­pa­gna Elet­to­ra­le Uni­ver­si­ta­ria. 
A due anni dal­le ulti­me ele­zio­ni, il 14 e il 15 mag­gio 2014 gli stu­den­ti sono chia­ma­ti a vota­re i loro can­di­da­ti negli orga­ni acca­de­mi­ci e nel comi­ta­to di indi­riz­zo del C.I.Di.S, recan­do­si pres­so le diver­se sedi predisposte.
Quat­tor­di­ci liste e rela­ti­vi iscrit­ti negli ulti­mi gior­ni han­no sgo­mi­ta­to gli uni con­tro gli altri fra men­se e chio­stri, per pro­muo­ve­re la loro pre­sen­za in uni­ver­si­tà e con­vin­ce­re stu­den­ti di ogni facol­tà o cor­so a con­ce­de­re il pro­prio con­sen­so per il pros­si­mo biennio.

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Lo stu­den­te medio potreb­be legit­ti­ma­men­te chie­der­si a que­sto pun­to, qua­le sia la rea­le fun­zio­ne dei sud­det­ti orga­ni uni­ver­si­ta­ri: di cosa si occu­pa­no real­men­te il Con­si­glio di Ammi­ni­stra­zio­ne, il Sena­to Acca­de­mi­co e il C.I.Di.S.
Il pri­mo è quel­lo che per nume­ro è fun­zio­ne pare lo stru­men­to più influen­te, ha com­pi­ti di orien­ta­men­to stra­te­gi­co, ammi­ni­stra­zio­ne finan­zia­ria e del per­so­na­le. Vigi­la sul­la soste­ni­bi­li­tà eco­no­mi­co finan­zia­ria dell’ateneo e rego­la la con­tri­bu­zio­ne stu­den­te­sca inclu­se distri­bu­zio­ne e desti­na­zio­ne del­le tas­se ver­sa­te. È com­po­sto da 13 mem­bri di cui 2 studenti.

Il sena­to Acca­de­mi­co inve­ce si occu­pa di pro­por­re pro­gram­mi per le atti­vi­tà scien­ti­fi­co-didat­ti­che e si inte­res­sa alla loro super­vi­sio­ne e veri­fi­ca. Fun­zio­ne prin­ci­pa­le è il rac­cor­do fra le diver­se facol­tà e i rispet­ti­vi dipar­ti­men­ti per l’approvazione dei rego­la­men­ti didat­ti­ci e di ricer­ca, pre­vio pare­re favo­re­vo­le del Con­si­glio di Ammi­ni­stra­zio­ne. Com­pren­de 35 ele­men­ti tra cui cin­que studenti. 

Il C.I.Di.S. ossia il Con­sor­zio Inte­ru­ni­ver­si­ta­rio per il Dirit­to allo stu­dio, di cui fan­no par­te l’Università degli Stu­di di Mila­no, Uni­ver­si­tà Bicoc­ca, Uni­ver­si­tà dell’Insubria e lo IULM. Que­sto ente si occu­pa del­la gestio­ne dei ser­vi­zi per gli stu­den­ti come bor­se di stu­dio, allog­gi, men­se e pre­sti­ti biblio­te­ca­ri, finan­zia­to prin­ci­pal­men­te dal­la regio­ne Lombardia. 

Inol­tre gli stu­den­ti pos­so­no dare il pro­prio voto anche a que­gli enti che rego­la­no la didat­ti­ca come i Comi­ta­ti di dire­zio­ne del­le diver­se facol­tà e i Con­si­gli di Dipar­ti­men­to. Par­ti­co­lar­men­te impor­tan­te per la quo­ti­dia­ni­tà uni­ver­si­ta­ria è quest’ultimo che si occu­pa di indi­riz­za­re, pro­gram­ma­re, coor­di­na­re e veri­fi­ca­re le atti­vi­tà del dipar­ti­men­to stes­so. La pre­sen­za stu­den­te­sca qui si aggi­ra intor­no al 15% del totale.

Nono­stan­te l’esigua rile­van­za nume­ri­ca degli stu­den­ti all’interno dei diver­si orga­ni, si sono can­di­da­te mol­te liste di cui sei che par­te­ci­pa­no per tut­te le rap­pre­sen­tan­ze all’interno degli orga­ni diret­ti­vi universitari.
Fra que­ste vi è Uni­ti a Sini­stra — Uni­sì — rap­pre­sen­tan­te uscen­te, che in que­sto bien­nio ha fat­to appro­va­re alcu­ne pro­po­ste rile­van­ti come l’apertura pro­lun­ga­ta del­le biblio­te­che, la dimi­nu­zio­ne com­ples­si­va e rimo­du­la­zio­ne del­le tas­se, alzan­do la soglia ISEEU al 18.000 euro, l’introduzione a bre­ve del­la figu­ra del­lo stu­den­te Part-time, l’abolizione per le micro­fi­ches – obso­le­to siste­ma di archi­via­zio­ne del­le tesi sosti­tui­to con un file PDF – e l’informatizzazione, per tut­te le facol­tà, dei que­stio­na­ri di valu­ta­zio­ne dei docenti.

Nono­stan­te l’impegno dei can­di­da­ti e degli elet­ti, sal­ta all’occhio imme­dia­ta­men­te che la rap­pre­sen­tan­za stu­den­te­sca si aggi­ra sola­men­te intor­no al 15% del tota­le dei mem­bri degli orga­ni diret­ti­vi, per que­sto abbia­mo chie­sto alle mag­gio­ri liste pre­sen­ta­te­si al voto, Alter­na­ti­va Ros­sa, Fron­te Uni­ver­si­ta­rio, Lista Aper­ta Obiet­ti­vo stu­den­ti, Lo Stu­den­te Qua­lun­que, Uni­lab e Uni­sì, come per­ce­pi­sca­no il pro­prio ruolo. 


Tutte le liste riconoscono che la rappresentanza studentesca è sottodimensionata rispetto a quanto sarebbe logico immaginare.

Alter­na­ti­va Ros­sa è net­ta sul­l’ar­go­men­to: “Noi cre­dia­mo che nei con­fron­ti del­le ele­zio­ni e del­la rap­pre­sen­tan­za uni­ver­si­ta­ria ci si deb­ba por­re con un atteg­gia­men­to più simi­le a quel­lo del sin­da­ca­li­sta che del poli­ti­co, per rag­giun­ge­re le riven­di­ca­zio­ni del nostro pro­gram­ma è infat­ti neces­sa­ria una mobi­li­ta­zio­ne atti­va degli stu­den­ti a cui i nostri rap­pre­sen­tan­ti, se elet­ti, fareb­be­ro da spon­da all’interno degli orga­ni di rap­pre­sen­tan­za”, men­tre la Lista Aper­ta Obiet­ti­vo Stu­den­ti sostie­ne le oppor­tu­ni­tà di dia­lo­go aper­to tra docen­ti e stu­den­ti sul­le pro­ble­ma­ti­che uni­ver­si­ta­rie: “Nono­stan­te in tut­ti gli orga­ni gli stu­den­ti sia­no una mino­ran­za, la dif­fe­ren­za può esse­re fat­ta da per­so­ne che, sen­za ras­se­gnar­si, scel­go­no di esse­re pro­ta­go­ni­sti nel luo­go in cui stu­dia­no”. Da Fron­te Uni­ver­si­ta­rio giun­ge una deci­si­va pre­sa di posi­zio­ne “Pro­ba­bil­men­te a chi è radi­ca­to da più anni nei “posti di pote­re” può fare como­do [che le rap­pre­sen­tan­ze sia­no mini­me] e chi ci rimet­te sono le nuo­ve liste che devo­no far­si stra­da fra que­sti colos­si”, Uni­lab inve­ce si pre­fig­ge di per­se­gui­re la stra­da del­la comu­ni­ca­zio­ne con il cor­po stu­den­te­sco “Uni­lab pro­po­ne di man­te­ne­re un cana­le di con­tat­to diret­to con tut­ti gli stu­den­ti, sia attra­ver­so Face­book sia attra­ver­so una con­fe­ren­za aper­ta che si ter­rà men­sil­men­te” men­tre Lo Stu­den­te Qua­lun­que fa una con­si­de­ra­zio­ne pre­ci­sa “Per quan­to riguar­da il futu­ro è neces­sa­rio, oltre che aumen­ta­re il pote­re di voto , anche evi­ta­re che le stes­se rap­pre­sen­tan­ze sia­no col­lu­se con azien­de, par­ti­ti, asso­cia­zio­ni ester­ne all’Università, in quan­to non faran­no mai l‘interesse degli stu­den­ti ma il pro­prio”. Infi­ne Uni­sì cita il dif­fu­so feno­me­no dell’astensionismo, a cau­sa del qua­le le rela­zio­ni tra rap­pre­sen­tan­ti e rap­pre­sen­ta­ti spes­so ven­go­no limi­ta­te, per poi aggiun­ge­re “La pos­si­bi­li­tà di espri­me­re rap­pre­sen­tan­za nel­le isti­tu­zio­ni di ate­neo è il frut­to di decen­ni di lot­te, in par­ti­co­la­re di bat­ta­glie por­ta­te avan­ti dal­la sini­stra stu­den­te­sca, ricor­dar­ne l’im­por­tan­za è il pri­mo pas­so per ren­der­la più efficace”

Per ciò che riguarda i finanziamenti della campagna elettorale tutte le liste contattate si definiscono autofinanziatesi con il contributo degli studenti iscritti e attività di promozione, ma diversi candidati non esitano ad accusarsi vicendevolmente del contrario.

Esi­ste ovvia­men­te una natu­ra­le comu­nio­ne ideo­lo­gi­ca tra alcu­ne liste uni­ver­si­ta­rie e asso­cia­zio­ni o par­ti­ti poli­ti­ci ester­ni all’università, tut­ta­via non è sem­pre chia­ra la natu­ra di que­sti rap­por­ti.
 A tal pro­po­si­to Lo Stu­den­te Qua­lun­que asse­ri­sce che “Le 2 sud­det­te liste [Uni­sì e Lista Aper­ta] e quel­le di  Uni­lab, han­no spon­so­riz­za­to pagi­ne Face­book, stam­pa­to miglia­ia di manifesti/volantini, offer­to vivan­de tut­ti i gior­ni. Per quan­to riguar­da la pro­ve­nien­za dei fon­di di que­ste liste non è dif­fi­ci­le capi­re la loro pro­ve­nien­za se si guar­da agli inte­res­si eco­no­mi­ci in gio­co: appal­ti uni­ver­si­ta­ri con azien­de sopra­tut­to in vista del­l’EX­PO, rico­no­sci­men­to di dub­bie coo­pe­ra­ti­ve, richie­ste di fon­di uni­ver­si­ta­ri per anco­ra più dub­bie “atti­vi­tà cul­tu­ra­li”, per non par­la­re del fat­to di indot­tri­na­re all’i­deo­lo­gia di un par­ti­to o di un’as­so­cia­zio­ne un ele­va­to nume­ro di studenti.”
Con voce ancor più inde­ro­ga­bi­le, Alter­na­ti­va Ros­sa affer­ma: “Altre liste dispon­go­no di ele­va­ti mez­zi eco­no­mi­ci. Obiet­ti­vo Stu­den­ti è un ‘ema­na­zio­ne di Comu­nio­ne e Libe­ra­zio­ne, che con ogni pro­ba­bi­li­tà ne finan­zia la cam­pa­gna con le sue ingen­ti risor­se. Lo stes­so vale per Uni­si, che van­ta il sup­por­to dal Par­ti­to Demo­cra­ti­co, o per Uni­lab, che fa capo a Scel­ta Civi­ca e all’a­rea mon­tia­na. Obiet­ti­vo Stu­den­ti e Uni­si inol­tre, aven­do vari rap­pre­sen­tan­ti elet­ti, rice­vo­no il get­to­ne di pre­sen­za dall’università.” 
In que­sto cli­ma non pro­prio disten­si­vo l’u­ni­ca cer­tez­za è che le ele­zio­ni riman­go­no una pras­si di alta respon­sa­bi­li­tà civi­le per gli stu­den­ti uni­ver­si­ta­ri. È vero che di per sé la rap­pre­sen­tan­za è mini­ma ma allo stes­so tem­po il per­si­ste­re del­lo sta­tus quo è favo­ri­to pro­prio dal­la poca atten­zio­ne che la mag­gio­ran­za del cor­po stu­den­te­sco river­sa sul­le elezioni.
Appa­re incon­tro­ver­ti­bi­le che negli orga­ni diri­gen­zia­li vige una situa­zio­ne da Ancien Régi­me: il voto del­le rap­pre­sen­tan­ze stu­den­te­sche ha un bas­so valo­re spe­ci­fi­co all’interno degli orga­ni di con­trol­lo e dire­zio­ne, il 15% del tota­le è uno sco­glio trop­po pic­co­lo per argi­na­re il mare, solo attra­ver­so una gran­de mobi­li­ta­zio­ne, gui­da­ta da richie­ste pre­ci­se, le con­di­zio­ni pos­so­no cambiare.
Si può pen­sa­re che la pre­sen­za di affi­lia­zio­ni ideo­lo­gi­che ad asso­cia­zio­ni ester­ne, con annes­sa cri­si di fidu­cia di cui que­ste sof­fro­no, sia ciò che fre­na mol­ti stu­den­ti dal per­ce­pi­re come pro­prie que­ste elezioni.
Tut­ta­via la poli­ti­ca si è sem­pre rita­glia­ta un suo spa­zio – in alcu­ni momen­ti sto­ri­ci addi­rit­tu­ra pre­pon­de­ran­te – all’in­ter­no del­l’U­ni­ver­si­tà, la qua­le spes­so è sta­ta fuci­na di idee e pale­stra di futu­re clas­si diri­gen­ti: le idee e i colo­ri dovreb­be­ro quin­di moti­va­re e mobi­li­ta­re gli stu­den­ti piut­to­sto che allon­ta­nar­li o fun­ge­re da bar­rie­re insormontabili.
In epo­ca di disaf­fe­zio­ne dal­la poli­ti­ca e cri­si del­la rap­pre­sen­tan­za non suo­na­no quin­di bana­li gli appel­li al voto ai qua­li ci aggiungiamo.
“Tut­ti al seg­gio”, abbia­mo inti­to­la­to que­sto post. Ed è una bre­ve fra­se che vale più di mil­le parole.

Giu­lia Pac­chia­ri­ni e Jaco­po Iside
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Giulia Pacchiarini
Ragaz­za. Frut­to di scel­te sco­la­sti­che poco azzec­ca­te e tem­po libe­ro ben impie­ga­to ascol­tan­do per­so­ne a bor­do di mez­zi di tra­spor­to alternativi.

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