Erasmus — Per partire le carte geografiche non bastano

Era­smus – Euro­pean Region Action Sche­me for the Mobi­li­ty of Uni­ver­si­ty Stu­den­ts – è un pro­get­to finan­zia­to dall’Unione Euro­pea che si occu­pa del­la mobi­li­tà degli stu­den­ti uni­ver­si­ta­ri all’interno degli sta­ti membri.
Nel 1987 un gio­va­ne Franck Bian­che­ri, insie­me all’E­GEE, con­vin­ce il pre­si­den­te Mit­ter­rand del­la bon­tà del pro­gram­ma che con­sen­te agli stu­den­ti di ave­re una liber­tà di movi­men­to fino ad allo­ra impensata.
Il suc­ces­so del­l’i­ni­zia­ti­va è anda­to sem­pre cre­scen­do fino all’in­tro­du­zio­ne all’i­ni­zio di que­st’an­no di Erasmus+.
Tra le buo­ne noti­zie il pro­lun­ga­men­to del tem­po di per­ma­nen­za all’estero, che potrà esse­re di dodi­ci mesi per ogni ciclo di stu­dio — quin­di di ven­ti­quat­tro per i cor­si di lau­rea a ciclo uni­co. Si amplia dun­que la dura­ta del sog­gior­no, sen­za che ci sia più un’unica occa­sio­ne per partire.
Per i neo­lau­rea­ti inve­ce le novi­tà riguar­da­no l’introduzione di Era­smus Pla­ce­ment il qua­le pre­ve­de uno stu­dent pla­ce­ment – un vero e pro­prio tiro­ci­nio for­ma­ti­vo – svol­to all’estero pres­so impre­se, orga­niz­za­zio­ni o cen­tri di ricer­ca e di formazione.

erasmus

 

CANDIDATURA
L’aspetto buro­cra­ti­co è ciò che più del pro­gram­ma Era­smus fa vede­re i sor­ci ver­di agli studenti.
Le can­di­da­tu­re sono aper­te all’incirca per un mese e si rife­ri­sco­no all’anno suc­ces­si­vo alla richiesta.
La pri­ma fase si svol­ge onli­ne, sul sito indi­ca­to nel ban­do: qui si inse­ri­sco­no sem­pli­ci dati per­so­na­li, ana­gra­fi­ci e riguar­dan­ti la pro­pria car­rie­ra acca­de­mi­ca. In segui­to quel­li ine­ren­ti alle uni­ver­si­tà scel­te. È alta­men­te con­si­glia­to accet­ta­re l’i­dea di poter esse­re sele­zio­na­ti per altre sedi.
Si pos­so­no sce­glie­re tre mete, da inse­ri­re in ordi­ne di pre­fe­ren­za, che varia­no in rap­por­to al tipo di stu­den­te: se iscrit­to a cor­si di lau­rea trien­na­li, magi­stra­li, a master, dot­to­ra­to di ricer­ca o a scuo­le di specializzazione.
Per que­sto moti­vo sono diver­se anche le atti­vi­tà da svol­ge­re, che cam­bia­no per ogni uni­ver­si­tà: fre­quen­za dei cor­si, reda­zio­ne del­la tesi di lau­rea, lavo­ro di ricer­ca, labo­ra­to­rio, cli­ni­ca. Anche il tem­po di per­ma­nen­za varia secon­do l’u­ni­ver­si­tà: ha un limi­te mas­si­mo, non sem­pre pro­lun­ga­bi­le o ridu­ci­bi­le. Per tor­na­re pri­ma o dopo la data sta­bi­li­ta, le ragio­ni devo­no esse­re moti­va­te in una mail di richie­sta al docen­te refe­ren­te del pro­prio cor­so di lau­rea — ma la dura­ta del sog­gior­no non può esse­re infe­rio­re ai tre mesi né supe­rio­re ai dodici.

Da con­si­de­ra­re è anche l’area disci­pli­na­re in cui le uni­ver­si­tà sono specializzate.
Alcu­ni degli accor­di bila­te­ra­li tra le uni­ver­si­tà pos­so­no risul­ta­re non con­fer­ma­ti anche duran­te il perio­do di can­di­da­tu­ra — sareb­be azzar­da­to sce­glie­re più di una del­le mete il cui accor­do non sia uffi­cia­liz­za­to, si rischie­reb­be di non poter par­ti­re. Insom­ma, non biso­gna sce­glie­re una sede piut­to­sto che un’altra basan­do­si sol­tan­to sul­le pro­prie incli­na­zio­ni: una scel­ta poco con­sa­pe­vo­le, oltre ad esse­re opi­na­bi­le, tra­spa­ri­reb­be al col­lo­quio con la com­mis­sio­ne, dove si gio­ca il match decisivo.
Ai fini di una sele­zio­ne ogget­ti­va del­le uni­ver­si­tà, pos­so­no risul­ta­re deci­sa­men­te uti­li gli incon­tri tenu­ti dai dipen­den­ti degli uffi­ci pre­po­sti e dai docen­ti referenti.

Le vere dif­fi­col­tà si tro­va­no nel­lo sti­la­re la boz­za di pro­gram­ma di stu­dio da discu­te­re duran­te il col­lo­quio. Essa deve con­te­ne­re, per ognu­na del­le tre sedi scel­te, gli esa­mi da soste­ne­re all’estero: essi devo­no esse­re coe­ren­ti con il pro­prio pia­no di stu­dio, com­ba­cia­re nel nume­ro di cre­di­ti, devo­no ave­re lo stes­so nome dell’esame cor­ri­spon­den­te ita­lia­no e i pro­gram­mi devo­no esse­re pres­so­ché ugua­li. Mag­gio­re è la coe­ren­za tra gli esa­mi scel­ti, mag­gio­ri saran­no le pos­si­bi­li­tà di fare una buo­na impres­sio­ne. Il nume­ro di cre­di­ti per ogni esa­me non deve allon­ta­nar­si da quel­lo che avreb­be in Ita­lia, ricor­dan­do che esso vie­ne arro­ton­da­to per difet­to: un esa­me da 8 cre­di­ti var­rà 6.

Non è difficile immaginare la complessità dell’impresa, che non solo per due delle tre mete risulterà inutile, ma che è anche destinata a cambiare: il famoso learning agreement dovrà essere compilato per ben tre volte e facilmente verrà modificato in tutte e tre le occasioni.

Gli esa­mi indi­ca­ti nel­la boz­za del pro­gram­ma di stu­dio da pre­sen­ta­re insie­me alla can­di­da­tu­ra, infat­ti, non sono rife­ri­ti all’anno del­la par­ten­za ma a quel­lo cor­ren­te — non c’è biso­gno di aggiun­ge­re che i pro­gram­mi l’anno suc­ces­si­vo facil­men­te cam­bie­ran­no, soprat­tut­to per quan­to riguar­da le mate­rie meno istituzionali.
Inol­tre, una vol­ta scel­ti gli esa­mi, biso­gne­rà com­pi­la­re un altro pro­gram­ma, facen­do rife­ri­men­to que­sta vol­ta all’offerta for­ma­ti­va dell’anno di par­ten­za, che sen­za dub­bio ver­rà modi­fi­ca­to una vol­ta arri­va­ti in sede, poi­ché le infor­ma­zio­ni riguar­do i pro­fes­so­ri e gli esa­mi più adat­ti agli stu­den­ti Era­smus non sono repe­ri­bi­li onli­ne, ma ven­go­no for­ni­te dall’Ufficio Accor­di Inter­na­zio­na­li dell’università ospitante.
Tor­nan­do alle fasi di can­di­da­tu­ra in loco, oltre alla boz­za con­te­nen­te gli (even­tua­li) esa­mi da soste­ne­re, entro una sca­den­za deter­mi­na­ta biso­gna con­se­gna­re o far per­ve­ni­re a mez­zo rac­co­man­da­ta la doman­da redat­ta onli­ne e fir­ma­ta, il cur­ri­cu­lum vitae, la foto­co­pia di un docu­men­to di iden­ti­tà, e, se con­se­gui­ta altro­ve, un’autocertificazione del tito­lo di laurea.

Arri­via­mo dun­que al momen­to deci­si­vo: il colloquio.
Chia­ra­men­te non biso­gna man­ca­re, nes­su­no si può rite­ne­re un can­di­da­to sicu­ro solo per aver invia­to la doman­da. E’ qui che la com­mis­sio­ne valu­ta il livel­lo di lin­gua, ma soprat­tut­to la boz­za di cui abbia­mo trat­ta­to sopra.

SELEZIONE
A secon­da di cosa si vie­ne man­da­ti in una sede piut­to­sto che in un’altra, o non si vie­ne man­da­ti affat­to da nes­su­na parte?
Al momen­to di pre­sen­ta­re la doman­da, si vie­ne infor­ma­ti che a ogni can­di­da­to ver­rà asse­gna­to un pun­teg­gio, chia­ma­to indi­ca­to­re Era­smus, che il can­di­da­to non cono­sce e con il qua­le sarà poi asso­cia­to nel momen­to del col­lo­quio di selezione.
L’indicatore Era­smus vie­ne fuo­ri da un com­ples­so cal­co­lo che tie­ne con­to dell’anno di iscri­zio­ne del­lo stu­den­te, del nume­ro di esa­mi tenu­ti entro la data di pre­sen­ta­zio­ne del­la doman­da, del­la media dei voti ripor­ta­ta, del nume­ro di cre­di­ti acqui­si­ti e di altri even­tua­li requi­si­ti pre­vi­sti dal ban­do. Que­sto dovreb­be age­vo­la­re gli stu­den­ti più moti­va­ti e pun­tua­li e quel­li che sono più avan­ti con gli studi.

 

Ma l’indicatore Era­smus ser­ve dav­ve­ro a qualcosa?
In teo­ria i pro­fes­so­ri del­la com­mis­sio­ne di sele­zio­ne dovreb­be­ro tener­ne inde­ro­ga­bil­men­te con­to, ma sem­bre­reb­be che il siste­ma non fun­zio­ni tan­to bene quan­to dovreb­be. Se uno stu­den­te, infat­ti, deci­de all’ultimo anno del­la sua lau­rea trien­na­le di fare doman­da per anda­re in Era­smus nel suo pri­mo anno di lau­rea magi­stra­le, il suo indi­ca­to­re Era­smus ver­rà cal­co­la­to in base agli esa­mi, ai cre­di­ti e alla media del­la lau­rea magi­stra­le, e sarà quin­di pari a zero, non aven­do anco­ra ini­zia­to quel per­cor­so di stu­di. Eppu­re il pri­mo anno di lau­rea magi­stra­le è uno dei momen­ti miglio­ri nel per­cor­so di stu­di per deci­de­re di anda­re in Era­smus, con­si­de­ran­do che si ha la lau­rea trien­na­le alle spal­le e anco­ra del tem­po pri­ma di dover pen­sa­re a quel­la magi­stra­le. Di con­se­guen­za i pro­fes­so­ri del­la com­mis­sio­ne dovran­no ine­vi­ta­bil­men­te met­te­re da par­te, alme­no in casi simi­li, l’indicatore Era­smus. Ed ecco che vie­ne meno uno dei più impor­tan­ti mez­zi che dovreb­be aiu­tar­li a sele­zio­na­re gli studenti.
Il col­lo­quio con i pro­fes­so­ri respon­sa­bi­li del pro­gram­ma dovreb­be poi, a parer nostro, anda­re a inda­ga­re la moti­va­zio­ne del can­di­da­to e sco­pri­re per­ché desi­de­ra anda­re in un posto piut­to­sto che in un altro. Tut­ta­via, la mag­gior par­te del­le vol­te esso non è altro che una bre­ve e bana­le con­ver­sa­zio­ne nel­la lin­gua di ogni Pae­se che si è inse­ri­to tra le desti­na­zio­ni, e una rapi­da scor­sa degli esa­mi indi­ca­ti nel Lear­ning Agree­ment, che – come sap­pia­mo – saran­no cam­bia­ti più vol­te in futuro.

Inoltre, nel caso in cui l’università estera per cui si è fatta domanda richieda una certificazione linguistica, non pare essere compito della commissione controllare che lo studente abbia una certificazione o abbia intenzione di ottenerla, ma dello studente informarsi e procurarsela autonomamente prima della partenza.

A que­sto pun­to la com­mis­sio­ne dei pro­fes­so­ri respon­sa­bi­li ha tut­to il mate­ria­le che le ser­ve per pro­ce­de­re alla sele­zio­ne e le gra­dua­to­rie con i risul­ta­ti defi­ni­ti­vi usci­ran­no cir­ca un mese dopo la fine dei col­lo­qui. Ma, visto che la com­mis­sio­ne non può basar­si più di tan­to sull’indicatore Era­smus e non essen­do il col­lo­quio qua­si mai moti­va­zio­na­le, non si capi­sce bene su qua­li cri­te­ri si basi dav­ve­ro la scelta.
Si con­ti­nua a non capir­la anche dopo esse­re anda­ti spor­tel­lo Era­smus, che – come ci han­no rac­con­ta­to –soli­ta­men­te ha la gen­ti­lez­za di far nota­re solo quan­to sia com­ples­sa la gra­dua­to­ria basa­ta su miste­rio­si cri­te­ri, e quan­to sia inu­ti­le che uno stu­den­te chie­da di pren­der­ne visio­ne, per­ché tan­to è tal­men­te astru­sa da risul­ta­re incom­pren­si­bi­le ai comu­ni mor­ta­li. Tut­to ciò non aiu­ta a dis­si­pa­re il dub­bio che le sele­zio­ni Era­smus sia­no affi­da­te alla deci­sio­ne arbi­tra­ria del­la commissione.

BORSE DI STUDIO
Duran­te la per­ma­nen­za si è a tut­ti gli effet­ti stu­den­ti del­la Sta­ta­le, biso­gna quin­di assi­cu­rar­si di aver paga­to tut­te le tas­se pri­ma di par­ti­re, pena il recesso.
A secon­da del costo del­la vita del Pae­se ospi­tan­te, l’università ver­se­rà un con­tri­bu­to che può esse­re di 280 per pae­si come la Fran­cia, il Regno Uni­to, la Fin­lan­dia, e di 230 euro inve­ce per la Ger­ma­nia, la Gre­cia o la Spagna.

Evidentemente le borse non coprono interamente l’importo delle spese da sostenere.

Per que­sto moti­vo il Cidis – il Con­sor­zio per il dirit­to allo stu­dio – ero­ga una bor­sa di mobi­li­tà, che vie­ne però con­ces­sa solo in base a pre­ci­si requi­si­ti di red­di­to. Altri con­tri­bu­ti sono quel­lo aggiun­ti­vo per disa­bi­li­tà o quel­lo inte­gra­ti­vo di Ateneo.

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ALLOGGIO
Final­men­te sele­zio­na­ti per l’Erasmus, ci si pre­pa­ra a tra­scor­re­re da tre mesi a un anno in una cit­tà sco­no­sciu­ta, in quel­la che per mol­ti stu­den­ti è la pri­ma espe­rien­za fuo­ri di casa, da soli, all’estero. E come si fa a tro­va­re la casa giu­sta dove alloggiare?

La risposta dell’Università, in questo caso come in molti altri, è senza dubbio finalizzata ad aiutare lo studente a crescere e a gestire i propri affari con responsabilità, e si può più o meno sintetizzare nell’esortazione:“Arrangiati!”.

Non biso­gna però esse­re sfi­du­cia­ti. Tro­va­re un allog­gio è più faci­le di quan­to sem­bri. Intan­to mol­tis­si­me del­le uni­ver­si­tà este­re han­no accor­di con stu­den­ta­ti, dove si può cer­ca­re una stan­za tra­mi­te l’università. Que­sta solu­zio­ne è di sicu­ro la più sem­pli­ce, ma non è det­to che sia più van­tag­gio­sa eco­no­mi­ca­men­te. Spes­so i prez­zi del­le stan­ze negli stu­den­ta­ti sono ugua­li, se non addi­rit­tu­ra supe­rio­ri, a quel­li di stan­ze in appar­ta­men­ti con­di­vi­si con uno o due coinquilini.

Per tro­va­re il giu­sto appar­ta­men­to, si con­si­glia di iscri­ver­si su Face­book ai grup­pi rela­ti­vi al pro­prio Era­smus, che già fio­ri­sco­no mesi pri­ma del­la par­ten­za (per esem­pio: “Era­smus Pra­gue 2014/2015), tra­mi­te i qua­li si può cono­sce­re gen­te in pro­cin­to di fare la stes­sa espe­rien­za e si vie­ne di soli­to mes­si in con­tat­to con altri grup­pi Face­book, come “Stu­dent Acco­mo­da­tion” o “Fla­tsha­re”, tra­mi­te i qua­li si pos­so­no tro­va­re appar­ta­men­ti con­di­vi­si — spes­so offer­ti da stu­den­ti che devo­no tro­va­re qual­cu­no che suben­tri a loro nell’affitto del­la stan­za pri­ma del­la par­ten­za. Una solu­zio­ne simi­le è quel­la di rivol­ger­si all’Erasmus Stu­dent Net­work (ESN), che ha siti riguar­dan­ti le varie loca­tion Era­smus e può for­ni­re link uti­li per la ricer­ca dell’alloggio e con­si­gli su dove vive­re in città.

RITORNO
Per ter­mi­na­re il pro­prio Era­smus sen­za far­si man­ca­re un po’ di scar­tof­fie, ecco che per poter con­va­li­da­re le atti­vi­tà svol­te all’estero biso­gne­rà pre­sen­ta­re allo spor­tel­lo pre­po­sto il lear­ning agree­ment (in foto­co­pia), il trans­cript of records (in ori­gi­na­le), la richie­sta di con­va­li­da (in for­ma­to elet­tro­ni­co), il pia­no di stu­dio car­ta­ceo (se da modi­fi­ca­re), o una stam­pa del pia­no di stu­dio pre­ce­den­te­men­te pre­sen­ta­to e l’attestazione del docen­te rela­to­re ita­lia­no nel caso di mobi­li­tà per tesi magi­stra­le o ela­bo­ra­to finale.
Più lun­go sarà il pro­ce­di­men­to in caso di inte­gra­zio­ne di cre­di­ti man­can­ti — ma non pre­oc­cu­pa­te­vi, non vi ammor­be­re­mo con anche que­sta storia.

Se deciderete di provare questa esperienza non preoccupatevi troppo, riuscirete nell’impresa. La carta non vincerà…al massimo perderete solo un po’ di capelli.

 

Se sei appe­na tor­na­to da un Era­smus o sei in pro­cin­to par­ti­re, rac­con­ta­ci la tua espe­rien­za di iscri­zio­ne e sele­zio­ne al programma!

 

Bian­ca Gia­co­bo­ne @BiancaGiac
Maria Cate­na Man­cu­so @MariaC_Mancuso

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Maria C. Mancuso
Scri­ve di agri­col­tu­ra, ambien­te e cibo. Mal sop­por­ta chi usa gli angli­ci­smi per dar­si un tono.

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