Americanate
Vivi dentro grazie a un iPod

In Ita­lia, per quan­to il siste­ma non sia per­fet­to (anzi) ven­go­no garan­ti­te a tut­ti le coper­tu­re sani­ta­rie. Ovvia­men­te, l’elefantiaca mac­chi­na sani­ta­ria di uno sta­to che nel 2050 avrà il 40% del­la sua popo­la­zio­ne con più di 65 anni [dati ISTAT] non fun­zio­na benis­si­mo; spe­cial­men­te se ci sono rube­rie di ogni gene­re a tut­ti i livel­li. I tem­pi di atte­sa sono lun­ghi, e in mol­ti ospe­da­li pub­bli­ci del Sud — per espe­rien­za di chi scri­ve — sai che entri ma non sei cer­to di uscire.
Ades­so comun­que sia­mo in un net­to perio­do di stret­ta e di tagli strut­tu­ra­li, così tipi­ca­men­te ita­lia­ni come il rap, tipi­ca­men­te ame­ri­ca­no, e sem­pre più per­so­ne devo­no paga­re il tic­ket sanitario.

AliveInside_POSTER

Sen­tie­ro com­ple­ta­men­te inver­so stan­no facen­do i nostri ami­ci dall’altra par­te dell’Atlantico: dopo l’avvio del­le rifor­me, nel 1935 con il Social Secu­ri­ty Act di Frank­lin D. Roo­svelt e nel 1965 il Medi­ca­re, Medi­caid di Lyn­don John­son, il pri­mo di gen­na­io di quest’anno è entra­ta in vigo­re la mas­sic­cia rifor­ma The Patient Pro­tec­tion and Affor­da­ble Care Act, meglio nota come Oba­ma­ca­re.
Al di là del­la pro­pa­gan­da di rito, si trat­ta di una rifor­ma sto­ri­ca che met­te sot­to la pro­te­zio­ne assi­cu­ra­ti­va sani­ta­ria una fet­ta di 48 milio­ni di ame­ri­ca­ni che ne era­no pri­vi, con pre­sta­zio­ni mini­me garan­ti­te a prez­zi mol­to più convenienti.
Il mio com­pi­to però non è quel­lo di spie­ga­re per­ché sia una rifor­ma di por­ta­ta (qua­si) rivo­lu­zio­na­ria, ma di evi­den­zia­re l’ennesimo para­dos­so; que­sta vol­ta la noti­zia è di quel­le che non pos­so­no lascia­re indifferenti.

Al Sundance Festival di quest’anno è stato premiato dalla giuria il documentario Alive Inside che ritrae pazienti affetti da demenza senile — quasi 5 milioni di persone in tutti gli Stati Uniti — rianimarsi immediatamente appena gli vengono messe alle orecchie le cuffie di un piccolo iPod che suonano la musica della loro gioventù.

Sto­rie stra­zian­ti, come quel­la di Hen­ry, un vec­chiet­to di 90 anni con gli occhi sem­pre chiu­si come se fos­se addor­men­ta­to, che li spa­lan­ca all’improvviso into­nan­do le vec­chie can­zo­ni gospel, pur rac­con­tan­do di pre­fe­ri­re lo scat di Cab Calloway.
Sto­rie di per­so­ne che non sono più per­so­ne: come lobo­to­miz­za­te, ven­go­no abban­do­na­te in qual­che fred­do isti­tu­to da cui fan­no avan­ti e indie­tro con l’ospedale, dove gli ven­go­no som­mi­ni­stra­ti un miglia­io di dol­la­ri in far­ma­ci per tener­li buo­ni e sedati.

È una sto­ria anti­ca, come il fan­ta­sma del Nata­le pas­sa­to che tor­na a bus­sa­re alla por­ta, il pote­re che le lob­bies, in que­sto caso far­ma­ceu­ti­che, han­no, e gli enor­mi inte­res­si nel far pro­se­gui­re que­ste costo­se cure; moti­vo per cui la pro­po­sta di dona­re i vec­chi iPod da ses­san­ta dol­la­ri, che ormai abbon­da­no inu­ti­liz­za­ti nel­le case di cia­scu­no, non ha tro­va­to il favo­re del­la stam­pa, alme­no di quel­la repub­bli­ca­na — pare che la Fox stia per gira­re un film edu­ca­ti­vo sul cor­ret­to riu­ti­liz­zo degli iPod come fermacarte.

È un tema comu­ne a mol­te socie­tà occi­den­ta­li, ed ovvia­men­te ai prin­ci­pe­schi sta­tu­ni­ten­si per pri­mi, quel­lo del non voler vede­re la vec­chia­ia, di non accet­ta­re il pas­sa­re degli anni. Una socie­tà edo­ni­sta, basa­ta sul­la bel­lez­za del­la gio­ven­tù, capa­ce di ren­de­re tre­men­da­men­te attua­le il dram­ma socia­le di mol­tis­si­mi anzia­ni par­cheg­gia­ti da qual­che par­te, dimen­ti­ca­ti, spes­so trat­ta­ti con meno riguar­di di quel­li che meriterebbero.
L’Oba­ma­ca­re copre le cure con i far­ma­ci per i mala­ti di demen­za, ma non lo fa con gli iPod.

Jaco­po Iside
@JacopoIside

Con­di­vi­di:
Jacopo Iside
Appas­sio­na­to di Sto­ria e di sto­rie. Stu­den­te mai trop­po dili­gen­te, ho inse­gui­to di più i sogni

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.