Eternit — Un posto sicuro

Quan­te fab­bri­che nel cor­so degli anni sono sta­te defi­ni­te “fab­bri­che dei sogni”? Luo­ghi sicu­ri dove attra­ver­so il lavo­ro si pote­va­no gua­da­gna­re one­sta­men­te i sol­di neces­sa­ri al man­te­ni­men­to del­la pro­pria fami­glia. Quan­te vol­te si è fat­te ricor­so alla famo­sa rac­co­man­da­zio­ne per poter aver garan­ti­to il posto fis­so in quel­la fab­bri­ca tan­to sognata?
Sono sta­ti tan­tis­si­mi gli sta­bi­li­men­ti in Ita­lia deno­mi­na­ti “fab­bri­che dei sogni”, anche quel­la di Casa­le Mon­fer­ra­to dove lo sta­bi­li­men­to era mar­chia­to Eter­nit e i sogni si sono tra­sfor­ma­ti len­ta­men­te in incubi.

Eternit PicMonkey Collage

«Di Eter­nit con il suo amian­to si muo­re» è sta­to per anni l’urlo dei cit­ta­di­ni di Casa­le Mon­fer­ra­to duran­te le bat­ta­glie in tri­bu­na­le, ter­mi­na­te nel 2013.
Ora quell’urlo è diven­ta­to il mes­sag­gio ine­qui­vo­ca­bi­le di Un posto sicu­ro lun­go­me­trag­gio a tema­ti­ca socia­le pre­sen­ta­to mer­co­le­dì 9 luglio al Museo Civi­co di Casa­le Mon­fer­ra­to, dal regi­sta Fran­ce­sco Ghiac­cio e dall’attore Mar­co D’Amore, noto per la sua inter­pre­ta­zio­ne del per­so­nag­gio Ciro Di Mar­zio nel­la serie tv Gomor­ra.

Il film Un posto sicu­ro ‒ dal tito­lo chia­ra­men­te pro­vo­ca­to­rio ‒ rac­con­ta l’importanza dei sen­ti­men­ti e dei rap­por­ti uma­ni attra­ver­so le vicen­de di Luca (Mar­co D’Amore), gio­va­ne ragaz­zo disin­can­ta­to che ini­zia a legar­si al padre col­pi­to da meso­te­lio­ma ― malat­tia cau­sa­ta dall’inalazione di amian­to ― dopo tan­ti anni tra­scor­si come ope­ra­io all’Eternit. Gli occhi di Luca saran­no i testi­mo­ni di un incu­bo che ha sof­fo­ca­to e ucci­so un’intera cit­tà, non solo con­dan­na­ta a con­ti­nue pro­pa­ga­zio­ni di pol­ve­ri sot­ti­li ma, soprat­tut­to, para­liz­za­ta dal­la pau­ra di cit­ta­di­ni con­sa­pe­vo­li dell’indiscriminata mor­ta­li­tà data dall’amianto.

«L’unica battaglia che si perde è quella che si abbandona, e questa non è stata solo una battaglia di Casale ma del mondo intero».

Que­ste sono sta­te le paro­le di Ghiac­cio e D’Amore pro­nun­cia­te duran­te la con­fe­ren­za con Afe­va (Asso­cia­zio­ne Fami­lia­ri Vit­ti­me dell’Amianto), sot­to­li­nean­do il loro impe­gno di voler dar voce a que­sta real­tà pie­mon­te­se di tren­ta­cin­que­mi­la abi­tan­ti e riba­den­do di non voler abban­do­na­re il pro­get­to, nono­stan­te pro­ble­ma­ti­che di carat­te­re economico.
Non dob­bia­mo fare altro che aspet­ta­re l’autunno per l’inizio del­le ripre­se del film, così inti­to­la­to per­ché un tem­po rite­nu­to tale dagli ope­rai del­la fab­bri­ca dei sogni Eter­nit, che ora, libe­ra­ta dal­l’a­mian­to, vuo­le real­men­te diven­ta­re un posto sicuro.

Azzur­ra Digiovanni

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