Il compleanno del mio migliore amico My best friend’s birthday

Nel 1987 un gio­va­not­to di 24 anni, di nome Quen­tin Taran­ti­no, lavo­ra al Video Archi­ves, un video­no­leg­gio di Los Ange­les. Nel­lo stes­so anno deci­de di diri­ge­re il suo pri­mo film, inti­to­la­to My best frien­d’s bir­th­day — nato da un’ idea del­l’a­mi­co Craig Hamann, sul­la base di una vicen­da auto­bio­gra­fi­ca. Taran­ti­no ne scri­ve­rà subi­to la sce­neg­gia­tu­ra, insie­me inve­ce diri­ge­ran­no il film e reci­te­ran­no nel­lo stes­so. Gli altri atto­ri sono anch’es­si dipen­den­ti del Video Archi­ves, e ognu­no di loro col­la­bo­ra anche al finan­zia­men­to del film con una som­ma di sei­mi­la dol­la­ri a testa.

Dal prin­ci­pio, quin­di, il film ave­va riscon­tra­to dif­fi­col­tà tali che si dovet­te­ro posti­ci­pa­re le ripre­se — avve­nu­te in par­te in bar abban­do­na­ti e in par­te nel­la casa del­la madre di Taran­ti­no — di tre anni.
Ma i pro­ble­mi non fini­ro­no lì: il labo­ra­to­rio di svi­lup­po rovi­nò par­te del­la pel­li­co­la; a quel pun­to la lavo­ra­zio­ne fu inter­rot­ta defi­ni­ti­va­men­te e il film non sarà mai por­ta­to a termine.

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Quel­lo che sareb­be potu­to esse­re il pri­mo film del cele­bre “mae­stro del pulp” — anche se My best frien­d’s bir­th­day di pulp ha ben poco — diven­te­rà solo un bre­ve video di tren­ta­sei minu­ti cir­ca (rispet­to ai ses­san­ta­no­ve ori­gi­na­ri) che mai usci­rà nel­le sale cine­ma­to­gra­fi­che, oggi dispo­ni­bi­le su YouTube.

La sto­ria è mol­to sem­pli­ce: Mic­ky (Craig Hamann), per­de lavo­ro e ragaz­za il gior­no pri­ma del suo tren­te­si­mo com­plean­no. Cla­ren­ce (Quen­tin Taran­ti­no), suo miglio­re ami­co, non­ché dj radio­fo­ni­co e fana­ti­co di Elvis Pre­sley, deci­de di tirar­gli su il mora­le orga­niz­zan­do­gli un par­ty al qua­le par­te­ci­pi anche una squil­lo in affit­to. Di qui nasce­rà una serie di erro­ri che ren­de­ran­no il com­plean­no di Mic­ky un infer­no, fino a che si ritro­ve­rà a fuma­re uno spi­nel­lo appog­gia­to a una mac­chi­na del­la polizia.

Nono­stan­te le sfor­tu­ne — che rispec­chia­no la sfor­tu­na del­lo stes­so pro­ta­go­ni­sta — di que­sto “non-film”, è pro­prio lui ad anti­ci­pa­re mol­ti det­ta­gli che saran­no poi recu­pe­ra­ti in lavo­ri suc­ces­si­vi, diret­ti, scrit­ti o reci­ta­ti da Quen­tin Taran­ti­no: la radio di cui il nostro regi­sta è dj rispon­de al nome di K‑Billy, come la sta­zio­ne radio che ascol­ta­no i pro­ta­go­ni­sti de Le iene; un altro dj del­la stes­sa radio dice a un ami­co di non man­gia­re i crac­kers a for­ma di goril­la, e la stes­sa fra­se sarà ripro­po­sta in Una vita al mas­si­mo (di cui rea­liz­za solo la sce­neg­gia­tu­ra), dove ritor­na­no anche l’os­ses­sio­ne per Elvis e la squil­lo come rega­lo di com­plean­no, solo per cita­re alcu­ni esempi.

A par­te que­sto, però, My best frien­d’s bir­th­day anti­ci­pa poco di quel­lo sti­le che si deli­nee­rà con i suc­ces­si­vi film di Taran­ti­no: non vede­re una testa moz­za­ta e nem­me­no uno schiz­zo di san­gue lascia un atti­mo spiazzati!

Ila­ria Guidi
@ilovemingus

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