Le risposte non si trovano
nella vita di chi muore

Da un arti­co­lo usci­to il 24 ago­sto sul sito del New York Times, fir­ma­to John Eligon:

Michael Bro­wn, 18, due to be buried on Mon­day, was no angel, with public records and inter­views with friends and fami­ly revea­ling both pro­blems and pro­mi­se in his young life. Shor­tly befo­re his encoun­ter with Offi­cer Wil­son, the poli­ce say he was caught on a secu­ri­ty came­ra stea­ling a box of cigars, pushing the clerk of a con­ve­nien­ce sto­re into a display case. He lived in a com­mu­ni­ty that had rou­gh pat­ches, and he dab­bled in drugs and alco­hol. He had taken to rap­ping in recent mon­ths, pro­du­cing lyrics that were by turns con­tem­pla­ti­ve and vul­gar. He got into at lea­st one scuf­fle with a neighbor.

Micheal Bro­wn, 18 anni, la cui sepol­tu­ra si ter­rà lune­dì, non era un ange­lo: docu­men­ti pub­bli­ci e inter­vi­ste con ami­ci e fami­lia­ri rive­la­no sia spe­ran­ze che pro­ble­mi nel­la sua gio­va­ne vita. Poco pri­ma del suo incon­tro con l’ufficiale Wil­son, la poli­zia dichia­ra che Bro­wn fos­se sta­to ripre­so da una tele­ca­me­ra di sicu­rez­za men­tre ruba­va una sca­to­la di siga­ri, spin­gen­do la com­mes­sa del nego­zio con­tro un espo­si­to­re. Vive­va in una comu­ni­tà dif­fi­ci­le, e ave­va avu­to pro­ble­mi con alcool e dro­ghe. Negli ulti­mi mesi ave­va comin­cia­to a rap­pa­re, pro­du­cen­do testi a vol­te ispi­ra­ti altre vol­te vol­ga­ri. Alme­no in un’occasione ha fat­to a bot­te con un vicino.

Micheal Bro­wn è il ragaz­zo di colo­re ucci­so a Fer­gu­son (Mis­sou­ri) il 9 ago­sto, dopo esse­re sta­to rag­giun­to da sei col­pi di pisto­la spa­ra­ti dall’agente Dar­ren Wilson.

L’articolo di Eli­gon pro­se­gue trac­cian­do un lun­go ― e ano­ni­mo ― ritrat­to del­la vita di Bro­wn che vuol esse­re toc­can­te e com­pren­si­vo ver­so l’adolescente che “non era un angelo”.

Tutto ciò è irrilevante.

Altret­tan­to irri­le­van­ti sono i com­men­ti che descri­vo­no Wil­son come “una per­so­na edu­ca­ta, rela­ti­va­men­te paca­ta, che sem­mai sem­bra­va voler tene­re un pro­fi­lo basso”.
Se anche Dar­ren Wil­son fos­se sta­to l’agente di poli­zia più cor­ret­to e rispet­to­so dei dirit­ti civi­li di tut­to il Mis­sou­ri, e sei col­pi con­tro un ragaz­zo disar­ma­to dico­no il con­tra­rio, si tro­ve­reb­be dal­la par­te del tor­to comun­que, anche se aves­se tol­to dal­le stra­de il più peri­co­lo­so spac­cia­to­re del­la con­tea di St. Louis. Se Micheal Bro­wn fos­se il più peri­co­lo­so spac­cia­to­re del­la con­tea di St. Louis non ci è dato saper­lo; quel­lo che sap­pia­mo è che in nes­sun caso avreb­be dovu­to tro­va­re la mor­te cri­vel­la­to per stra­da. Anzi, in nes­sun caso avreb­be dovu­to tro­va­re la morte.

L’opinione pub­bli­ca non è rima­sta in dispar­te e ha cri­ti­ca­to for­te­men­te l’accaduto —nono­stan­te que­sto arti­co­lo, e altri simi­li, non lo fac­cia­no pensare.
Tut­ti han­no espres­so scon­cer­to e pre­oc­cu­pa­zio­ne; a comin­cia­re dal Pre­si­den­te Barack Oba­ma, il qua­le ha chie­sto una revi­sio­ne dell’equipaggiamento in dota­zio­ne alla poli­zia, che si pre­an­nun­cia esse­re ― in man­can­za di prov­ve­di­men­ti più rigo­ro­si sull’uso e l’accesso alle armi ― un cerot­to su una feri­ta da granata.

Oba­ma non ha quin­di rila­scia­to com­men­ti sul pro­ble­ma più dif­fi­ci­le da risol­ve­re, quel­lo cul­tu­ra­le e di socie­tà, per il qua­le in una cit­ta­di­na a vasta mag­gio­ran­za afroa­me­ri­ca­na (il 67%), sia nor­ma­le che il cor­po di poli­zia con­ti solo 3 neri su 53 (meno del 6%). Un rap­por­to che ci ripor­ta indie­tro agli anni del­la segre­ga­zio­ne raz­zia­le, e testi­mo­nia quan­to raz­zi­smo ser­peg­gi anco­ra negli Sta­ti Uni­ti, dove per­si­no un gior­na­le come il New York Times non rie­sce a con­dan­na­re con deci­sio­ne la mor­te di un ado­le­scen­te nero disar­ma­to per mano di un poli­ziot­to bianco.

L’America resta un Pae­se di con­trad­di­zio­ni, dove un uomo nero è a capo del cosid­det­to mon­do libe­ro e un altro muo­re per strada.

Gem­ma Ghiglia
@g_ghiglia
Foto CC Light Brigading
Con­di­vi­di:
Gemma Ghiglia
Clas­se 1990, stu­den­tes­sa di Rela­zio­ni Inter­na­zio­na­li. A metà stra­da fra Putin e la Rivin­ci­ta del­le bionde.

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