L’immaginazione profetica
di Nanni Moretti

Chi dice che la mac­chi­na del tem­po non esi­ste? Io la uso ogni dome­ni­ca per la modi­ca cifra di 8,00 euro. Non mi cre­de­te? Bene, apri­te il gior­na­le, anda­te sul­la pagi­na del­la pro­gram­ma­zio­ne dei cine­ma e dite­mi se non c’è alme­no un film su un mon­do futu­ro inva­so da zom­bie o la sto­ria del­la colo­niz­za­zio­ne di Mar­te in un lon­ta­no avve­ni­re. Va bene for­se mi sono fat­to pren­de­re un po’ la mano, ma que­sta bur­le­sca intro­du­zio­ne non è altro che il pun­to di par­ten­za per una rifles­sio­ne su il lega­me che il cine­ma intrat­tie­ne con la real­tà. O meglio, con la pre­vi­sio­ne di quel­lo che sarà la real­tà per noi in un bre­ve o lun­go periodo.

L’immaginazione come chiave di lettura.

Par­ti­rei dall’immaginazione, un’entità polie­dri­ca e volu­bi­le, crea­tri­ce di real­tà per­so­na­li, e in quan­to tale per­fet­ta­men­te in sin­to­nia con la set­ti­ma arte. Infat­ti, “il mec­ca­ni­smo dell’identificazione spet­ta­to­ria­le si basa sul­la sospen­sio­ne del­la con­sa­pe­vo­lez­za che la real­tà del­lo scher­mo sia fit­ti­zia e illu­so­ria e sul­la per­di­ta del­le pro­prie coor­di­na­te spa­zio-tem­po­ra­li come in una sor­ta di sogno”. Il cine­ma dun­que, oltre che diret­ta rap­pre­sen­ta­zio­ne del­la crea­ti­vi­tà del regi­sta, può esse­re visto come stru­men­to attra­ver­so cui visio­na­re il doma­ni. Quan­do infat­ti l’immaginazione entra in con­tat­to con la real­tà essa da vita alla pre­vi­sio­ne, e tale (pre)visione diven­ta rifles­sio­ne. Se è vero che sia­mo influen­za­ti da ciò che vedia­mo, il cine­ma non può esse­re che un tram­po­li­no per una mag­gior con­sa­pe­vo­lez­za personale.

Det­to ciò mi sem­bra dove­ro­so segna­la­re degli esem­pi per ampli­fi­ca­re il valo­re del­la mia ‘teo­ria’.

Moretti PicMonkey Collage

Il papa e il caimano

Sareb­be impos­si­bi­le elen­ca­re tut­te le pel­li­co­le che han­no ten­ta­to, a vol­te con suc­ces­so, di pro­no­sti­ca­re sce­na­ri futu­ri, per que­sto moti­vo mi limi­te­rò alle pro­du­zio­ni nostra­ne e più nel det­ta­glio a due film di Nan­ni Moret­ti: Habe­mus Papam (2011) e Il Cai­ma­no (2006). Sen­za sof­fer­mar­mi trop­po sul­la tota­li­tà del­le ope­re vor­rei ana­liz­za­re bre­ve­men­te il loro valo­re profetico.
L’11 feb­bra­io 2013 Bene­det­to XVI annun­cia la rinun­cia papa­le, con ben due anni di anti­ci­po Moret­ti gira un film che met­te in sce­na la cri­si inte­rio­re del pri­mo uomo di Dio. Il regi­sta tren­ti­no rie­sce ad intui­re quel sen­so di insi­cu­rez­za e di dub­bio che aleg­gia negli ambi­ti cle­ri­ca­li e a ricon­dur­lo alla colon­na por­tan­te del­la Chie­sa. In que­sto modo apre gli occhi agli spet­ta­to­ri, ricor­dan­do­ci che anche il Papa è un uomo e in quan­to tale sog­get­to a incertezze.
Il 24 mar­zo 2006 nel­le sale ita­lia­ne il Cai­ma­no vie­ne con­dan­na­to ad anni set­te di reclu­sio­ne, all’interdizione per­pe­tua dei pub­bli­ci uffi­ci, e all’interdizione lega­le per la dura­ta del­la pena. A set­te anni dall’uscita del film Ber­lu­sco­ni rice­ve la stes­sa con­dan­na in pri­mo gra­do. Solo un caso o meti­co­lo­so cal­co­lo? Moret­ti affer­ma che il suo film non è altro che la sto­ria di una cop­pia in cui la poli­ti­ca ha solo il ruo­lo di cor­ni­ce. Resta comun­que il pre­gio di aver pre­det­to la realtà.

Dun­que cine­ma come sti­mo­lo per il pen­sie­ro, uno dei mil­le valo­ri di que­sta arte uni­ca e ini­mi­ta­bi­le. La pros­si­ma vol­ta che usci­re­te da una sala cine­ma­to­gra­fi­ca chie­de­te­vi cosa ave­te appe­na visto e qual è il valo­re del­le imma­gi­ni che la vostra coscien­za ha assimilato.

Jaco­po Musicco
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Jacopo Musicco
“Cono­sco la vita, sono sta­to al cinema.”

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