Del: 5 Agosto 2014 Di: Jacopo Musicco Commenti: 0

Chi dice che la macchina del tempo non esiste? Io la uso ogni domenica per la modica cifra di 8,00 euro. Non mi credete? Bene, aprite il giornale, andate sulla pagina della programmazione dei cinema e ditemi se non c’è almeno un film su un mondo futuro invaso da zombie o la storia della colonizzazione di Marte in un lontano avvenire. Va bene forse mi sono fatto prendere un po’ la mano, ma questa burlesca introduzione non è altro che il punto di partenza per una riflessione su il legame che il cinema intrattiene con la realtà. O meglio, con la previsione di quello che sarà la realtà per noi in un breve o lungo periodo.

L’immaginazione come chiave di lettura.

Partirei dall’immaginazione, un’entità poliedrica e volubile, creatrice di realtà personali, e in quanto tale perfettamente in sintonia con la settima arte. Infatti, “il meccanismo dell’identificazione spettatoriale si basa sulla sospensione della consapevolezza che la realtà dello schermo sia fittizia e illusoria e sulla perdita delle proprie coordinate spazio-temporali come in una sorta di sogno”. Il cinema dunque, oltre che diretta rappresentazione della creatività del regista, può essere visto come strumento attraverso cui visionare il domani. Quando infatti l’immaginazione entra in contatto con la realtà essa da vita alla previsione, e tale (pre)visione diventa riflessione. Se è vero che siamo influenzati da ciò che vediamo, il cinema non può essere che un trampolino per una maggior consapevolezza personale.

Detto ciò mi sembra doveroso segnalare degli esempi per amplificare il valore della mia ‘teoria’.

Moretti PicMonkey Collage

Il papa e il caimano

Sarebbe impossibile elencare tutte le pellicole che hanno tentato, a volte con successo, di pronosticare scenari futuri, per questo motivo mi limiterò alle produzioni nostrane e più nel dettaglio a due film di Nanni Moretti: Habemus Papam (2011) e Il Caimano (2006). Senza soffermarmi troppo sulla totalità delle opere vorrei analizzare brevemente il loro valore profetico.
L’11 febbraio 2013 Benedetto XVI annuncia la rinuncia papale, con ben due anni di anticipo Moretti gira un film che mette in scena la crisi interiore del primo uomo di Dio. Il regista trentino riesce ad intuire quel senso di insicurezza e di dubbio che aleggia negli ambiti clericali e a ricondurlo alla colonna portante della Chiesa. In questo modo apre gli occhi agli spettatori, ricordandoci che anche il Papa è un uomo e in quanto tale soggetto a incertezze.
Il 24 marzo 2006 nelle sale italiane il Caimano viene condannato ad anni sette di reclusione, all’interdizione perpetua dei pubblici uffici, e all’interdizione legale per la durata della pena. A sette anni dall’uscita del film Berlusconi riceve la stessa condanna in primo grado. Solo un caso o meticoloso calcolo? Moretti afferma che il suo film non è altro che la storia di una coppia in cui la politica ha solo il ruolo di cornice. Resta comunque il pregio di aver predetto la realtà.

Dunque cinema come stimolo per il pensiero, uno dei mille valori di questa arte unica e inimitabile. La prossima volta che uscirete da una sala cinematografica chiedetevi cosa avete appena visto e qual è il valore delle immagini che la vostra coscienza ha assimilato.

Jacopo Musicco
Jacopo Musicco
“Conosco la vita, sono stato al cinema."

Commenta