Nuovo cinema Vulcano
Chef — La ricetta perfetta

Un film deli­zio­so, in tut­ti i sen­si. Non sarà un capo­la­vo­ro del­la cine­ma­to­gra­fia, ma cer­to è che guar­dan­do­lo si pro­va­no, ine­vi­ta­bil­men­te, una serie di sen­sa­zio­ni piacevoli.
Regi­sta, sce­neg­gia­to­re, pro­dut­to­re e inter­pre­te prin­ci­pa­le del film è Jon Favreau, che ci stu­pi­sce con que­sta nuo­va usci­ta, dopo il fia­sco di Cow­boys and Aliens (2012) — infat­ti se aves­si sapu­to che il regi­sta era lo stes­so, pro­ba­bil­men­te non sarei nem­me­no anda­ta a vede­re Chef, o comun­que avrei avu­to non pochi pregiudizi.

chef

In ogni caso, il film par­la del cuo­co Carl Casper, chef di un pre­sti­gio­so ma – pur­trop­po o per for­tu­na – tra­di­zio­na­le risto­ran­te di Los Ange­les. La sua crea­ti­vi­tà culi­na­ria si scon­tra ine­vi­ta­bil­men­te con il pro­prie­ta­rio del risto­ran­te, che ripro­po­ne lo stes­so menù da mol­ti anni. Lo “scon­tro” arri­va al suo api­ce in occa­sio­ne del­la sera­ta in cui Ram­sey Michel, impor­tan­te cri­ti­co e blog­ger gastro­no­mi­co, si pre­sen­ta a cena nel sud­det­to risto­ran­te. Il cri­ti­co, che si aspet­ta un menù inno­va­ti­vo e crea­ti­vo, rima­ne pro­fon­da­men­te delu­so dal­la sua cena e scri­ve una dura cri­ti­ca sul­lo chef Carl Casper. Que­sto è un duro col­po per Carl, il qua­le dovrà “affron­ta­re” anche la ex moglie Inez, con­vin­ta che la cosa giu­sta da fare per lui sia apri­re un food truck, seb­be­ne lui non ne voglia nem­me­no sen­ti­re parlare.
In real­tà, l’idea del­la moglie andrà effet­ti­va­men­te in por­to, e da qui ha ini­zio la par­te più diver­ten­te ed emo­ti­va del film. Emo­ti­va per­ché è pro­prio gra­zie a que­sta nuo­va avven­tu­ra che Carl rie­sce a crea­re un vero rap­por­to col suo pic­co­lo figlio Per­cy, che lo accom­pa­gna in que­sta espe­rien­za. Oltre ad esse­re figlio di Carl, Per­cy è anche un moder­no “figlio del­la tec­no­lo­gia”, ed è pro­prio lui con i suoi tweet a tro­va­re la clien­te­la per il chio­sco ambulante.
Ecco, for­se quest’incombente pre­sen­za di Twit­ter all’interno del film è l’unico aspet­to che potreb­be risul­ta­re fastidioso.

Oltre a Jon Favreau nel ruo­lo di pro­ta­go­ni­sta, nel cast vedia­mo Dustin Hof­f­man, Scar­lett Johans­son, Robert Dow­ney Jr. e Sofia Ver­ga­ra, per cita­re i più cono­sciu­ti. Il cur­ri­cu­lum cine­ma­to­gra­fi­co di quest’ultima — che pre­sen­ta capo­la­vo­ri come I Puf­fiMache­te Kills — non è tra i più for­tu­na­ti, ma que­sto potreb­be esse­re un nuo­vo inizio.

La musi­ca non è solo alle­gra — per accom­pa­gna­re degna­men­te un’avventura del gene­re — ma si ade­gua sem­pre al con­te­sto: nel momen­to in cui Carl ini­zia l’esperienza sul food truck, sul qua­le pre­pa­ra street food cuba­no, la musi­ca ha qua­si sem­pre sono­ri­tà cubane.

Lo con­si­glio cal­da­men­te. E con­si­glio di veder­lo pri­ma di un pasto: man­ge­re­te con ancor più gusto di quan­to non fac­cia­te già di solito.

Ila­ria Guidi
@ilovemingus

Ilaria Guidi

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