ZARA collezione Autunno — Inverno 1944

Dopo le recen­ti pole­mi­che per la mes­sa in com­mer­cio di un pigia­ma a stel­la e stri­sce, che ai più acca­ni­ti e inte­gra­li­sti let­to­ri di sus­si­dia­ri ha ricor­da­to la divi­sa impo­sta agli ebrei nei lager nazi­sti, il colos­so gali­zia­no del­l’ab­bi­glia­men­to Zara ― che nel­l’oc­ca­sio­ne si era giu­sti­fi­ca­ta soste­nen­do di esser­si ispi­ra­ta agli sce­rif­fi del Far West, noto­ria­men­te colo­ni model­lo pri­vi di ogni mac­chia e pec­ca­to — ha deci­so di sfer­ra­re l’at­tac­co al bece­ro con­for­mi­smo mora­li­sta nel­l’am­bien­te del­la moda e di lan­cia­re la pro­pria col­le­zio­ne autun­no-inver­no 1944 all’in­se­gna del­la rivo­lu­zio­ne dei costumi.
Ecco alcu­ni dei capi proposti.

Cami­cia JFK
Se non sie­te mai stai a Dal­las da oggi pro­ve­re­te l’e­brez­za di indos­sa­re “Dal­las”: dise­gna­ta dal­lo sti­li­sta Abra­ham Zapru­der, rea­liz­za­ta con la mano fer­ma del­l’ar­ti­gia­no tes­si­to­re, la Cami­cia JFK è un otti­mo capo da ceri­mo­nia­le che si adat­ta alle esi­gen­ze del­la festi­vi­tà gio­io­sa come a quel­le del­l’o­no­ran­za fune­bre – sopra­tut­to quan­do que­ste coincidono.
Sem­pli­ce da sbot­to­na­re e riab­bot­to­na­re a secon­da del­le esi­gen­ze dei para­me­di­ci, dei foto­gra­fi o di Oli­ver Sto­ne, è sta­ta rea­liz­za­ta con una dovi­zia di par­ti­co­la­ri qua­si mania­ca­le, dopo atten­ta let­tu­ra dei rap­por­ti pre­sen­ta­ti dal­l’Uni­ted Sta­tes Hou­se Select Com­met­tee on Assas­si­na­tion HSCA.
Pre­sen­ta all’al­tez­za del ven­tri­co­lo sini­stro un foro d’en­tra­ta con mac­chia ros­so san­gue sfu­ma­ta ai bor­di — scel­ta in con­tro­ten­den­za rispet­to alla veri­tà sto­ri­ca san­ci­ta dal­la peri­zia bali­sti­ca che dimo­strò dopo lun­go ter­gi­ver­sa­re come i pro­iet­ti­li sma­ciul­la­ro­no il cra­nio di JFK — per esal­tar­ne l’a­spet­to pro­vo­ca­to­rio e dadaista.
Alcu­ne asso­cia­zio­ni per le vit­ti­me dei cri­mi­ni di mafia han­no espres­so le pro­prie pre­oc­cu­pa­zio­ni per lo sdo­ga­na­men­to di un even­to tan­to gra­ve, ma l’a­zien­da ha fat­to sape­re di esser­si ispi­ra­ta ai cri­mi­ni del­l’in­tel­li­gen­ce sta­tu­ni­ten­se, il che ha pro­vo­ca­to le rea­zio­ni del­le asso­cia­zio­ni per le vit­ti­me dei cri­mi­ni per­pe­tra­ti dal­la CIA, fino a quan­do Zara non ha ret­ti­fi­ca­to di aver pre­so spun­to dagli orren­di omi­ci­di sovietici.
Per esal­tar­ne la cor­ni­ce sto­ri­ca ogni acqui­ren­te ha dirit­to a richie­de­re al momen­to del­l’ac­qui­sto un gad­get omag­gio: il più get­to­na­to è la regi­stra­zio­ne in audio­cas­set­ta del­la voce di Jac­que­li­ne Ken­ne­dy men­tre gri­da «Oh my God» pen­san­do ai pro­fit­ti futu­ri che le ver­ran­no dal­la par­te­ci­pa­zio­ne alle tra­smis­sio­ni sul­le mor­te del marito.

Pan­ta­lo­ni in latex Roc­co Siffredi
Pre­sen­ta­no all’al­tez­za del ven­tri­co­lo sini­stro un foro di entrata/uscita la cui rea­liz­za­zio­ne ha scon­vol­to la Val di Susa.
Pen­sa­ti in con­trap­po­si­zio­ne al puri­ta­ne­si­mo dila­gan­te che è la cifra di que­st’e­po­ca del­le pas­sio­ni tri­sti, han­no risve­glia­to l’an­ti­co dibat­ti­to fra i fashion desi­gner era­cli­tei del “tut­to scor­re” e i con­ser­va­to­ri del mani­chei­smo fede­li a una visio­ne dua­le del con­flit­to nudo-vestito.
Il Vati­ca­no ne ha proi­bi­to la com­mer­cia­liz­za­zio­ne all’in­ter­no dei pro­pri con­fi­ni, nono­stan­te le paro­le di aper­tu­ra e com­pren­sio­ne di Ber­go­glio: «Come ci inse­gna la Gene­si, un ser­pen­te dimo­ra in ognu­no di noi, biso­gna affron­tar­lo con la più poten­te del­le armi divi­ne, l’a­mo­re». Zara ha gra­di­to la pre­sa di posi­zio­ne del San­to Padre ma ha fat­to sape­re, tra­mi­te una nota del pro­prio uffi­cio stam­pa, di non esse­re inte­res­sa­ta alla ven­di­ta del­le indulgenze.
In alle­ga­to, la regi­stra­zio­ne di Jac­que­li­ne Ken­ne­dy che gri­da «Oh my God» in tut­t’al­tro con­te­sto: dispe­ra­ta per la tra­gi­ca per­di­ta del­la sua dol­ce metà si è rico­strui­ta una vita come por­no-diva sfrut­tan­do la noto­rie­tà pregressa.

zaramglietta

Occhia­li Pol-Pot
«Un toc­co di gra­zia sul­la pun­ta del naso» come li ha defi­ni­ti Lapo Elkann in overdose.
Rega­la­no anche al peg­gior igno­ran­te fra i brac­cian­ti cam­bo­gia­ni quel fare da intel­let­tua­le pari­gi­no di Saint Ger­main des Pres, che per­met­te al regi­me di addi­tar­li come “nemi­ci del­la rivo­lu­zio­ne” oltre che “ex com­pa­gni di ban­co all’u­ni­ver­si­tà del dit­ta­to­re pro tem­po­re” e spe­dir­li nei cam­pi a col­ti­va­re la ter­ra — atti­vi­tà nel­la qua­le effet­ti­va­men­te eccel­lo­no essen­do dei braccianti.
Per la crea­zio­ne del pro­to­ti­po ci si è ori­gi­na­ria­men­te ispi­ra­ti a Fabio Volo e quan­do le asso­cia­zio­ni dei con­su­ma­to­ri han­no fat­to nota­re che lo scrit­to­re non por­ta gli occhia­li, l’a­zien­da ha repli­ca­to con un sec­co «For­se dovreb­be!» con­qui­stan­do­si l’en­dor­se­ment di Oli­vie­ro Toscani.

Cap­puc­cio Isis
Otti­mo a cola­zio­ne, per un’e­spe­rien­za in pri­ma per­so­na come rap­per ado­le­scen­te del­la peri­fe­ria lon­di­ne­se aman­te di Maometto.
Chia­ro rife­ri­men­to al cap­puc­cio del Klu Klux Klan — un grup­po jiha­di­sta arma­to che inter­pre­ta­va la Sha­ri’a alla luce dei testi di Tupac — Zara ha volu­to rin­gio­va­ni­re que­sto capo del dician­no­ve­si­mo seco­lo con­te­stua­liz­zan­do­lo nel pano­ra­ma dei con­flit­ti etni­co-reli­gio­si che dila­nia­no la con­tem­po­ra­nei­tà, per lan­cia­re un chia­ro mes­sag­gio alla con­cor­ren­za: «Con la cul­tu­ra non si man­gia, ma ci si veste che è una meraviglia».
Inu­ti­li le pro­te­ste dei comi­ta­ti per un “Islam mode­ra­ta­men­te mode­ra­to e moder­no”, i qua­li sosten­go­no che il vero out­fit mao­met­tia­no sia assi­mi­la­bi­le all’ab­bi­glia­men­to di Rei­n­hold Mes­sner — uni­co e vero pro­fe­ta dal­la bar­ba incol­ta che è anda­to alla mon­ta­gna sen­za girar­si i pol­li­ci in atte­sa che la mon­ta­gna pren­des­se deci­sio­ni autonome.
L’a­zien­da ha fat­to sape­re di pre­fe­ri­re le cifre in bas­so a destra nei bilan­ci rispet­to alle inter­pre­ta­zio­ni let­te­ra­li del Corano.

Tona­ca Sacra Sindone
Rea­liz­za­ta gra­zie alle più moder­ne tec­no­lo­gie in fibre tes­si­li eco com­pa­ti­bi­li, un pez­zo da inten­di­to­ri più uni­co che raro, resi­sten­te all’u­su­ra del tem­po e a quel­la dei falsari.
Igni­fu­ga, imper­mea­bi­le, illi­ba­ta — otti­ma come len­zuo­lo, telo da pic­nic e all’oc­ca­sio­ne assor­ben­te intimo.
La si indos­sa con faci­li­tà anche da mor­ti: Zara ha defi­ni­to ste­ri­li e pre­te­stuo­se le pole­mi­che dei vivi.

Cra­vat­ta Rober­to Calvi
Si sta dif­fon­den­do rapi­da­men­te fra i col­let­ti bian­chi che sof­fro­no di timi­dez­za e nodi alla gola.

Per offri­re un pano­ra­ma com­ple­to del­la col­le­zio­ne “autun­no-inver­no 1944” Zara ha pre­di­spo­sto una serie di link ad uso e con­su­mo dei pro­pri clien­ti: clic­ca qui per accedere.

Fran­ce­sco Floris
@Frafloris

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Francesco Floris
Blog­gerLin­kie­sta
Col­la­bo­ra­to­re de Linkiesta.it, spea­ker di Mag­ma, blogger.

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