DOGMA 95 — La purificazione del cinema

«Thus I make my vow of chastity.»

1919 – Nasce la Repub­bli­ca di Wei­mar e con essa pren­de pie­de il cine­ma espres­sio­ni­sta tede­sco, un movi­men­to che rivo­lu­zio­na i cano­ni arti­sti­ci del­la sua epo­ca pro­iet­tan­do­si ver­so un futu­ro sog­get­ti­vo e irrea­le, ma anche for­te­men­te indipendente.
1945 – Dal­le cene­ri del fasci­smo nasce il cine­ma neo­rea­li­sta, che con Roma, cit­tà aper­ta si pre­sen­ta al mon­do. Il Neo­rea­li­smo por­ta con sé i pro­ble­mi socia­li e le pia­ghe del dopo­guer­ra, intro­du­cen­do la visio­ne cine­ma­to­gra­fi­ca del­la real­tà e del­la contemporaneità.
1959 – I quat­tro­cen­to col­pi è pre­mia­to al Festi­val di Can­nes, che così facen­do rico­no­sce uffi­cial­men­te la Nou­vel­le Vague come movi­men­to cine­ma­to­gra­fi­co. Nato in pie­na guer­ra fred­da dal­lo spi­ri­to di rivol­ta di gio­va­ni cri­ti­ci con­tro la vena pro­pa­gan­di­sti­ca del cine­ma fran­ce­se, il movi­men­to adot­ta nuo­vi stru­men­ti e nuo­vi principi.

L’elemento che li acco­mu­na è la spon­ta­nei­tà, ovve­ro un biso­gno inte­rio­re dei regi­sti di cam­bia­re i con­cet­ti pre­sta­bi­li­ti e non — bada­te bene — un’azione pen­sa­ta a priori.

1995 – Lars von Trier e Thomas Vinterberg, due registi danesi, fondano Dogme 95, un movimento cinematografico che si pone l’obbiettivo di purificare il cinema dalla cancrena degli effetti speciali e dagli investimenti miliardari: niente luci, nessuna scenografia, assenza di colonna sonora e rifiuto di ogni espediente al di fuori di quello della camera a mano. Il tutto viene espresso in un manifesto di dieci punti contenenti regole ferree, da rispettare per poter aderire alla corrente.

I pri­mi due film del movi­men­to — Festen di Vin­ter­berg e Gli Idio­ti di von Trier — anche gra­zie al loro sti­le inno­va­ti­vo, sono un suc­ces­so di cri­ti­ca. In poco tem­po le luci dei riflet­to­ri si spo­sta­no dal­le due pel­li­co­le a Dog­ma 95, i cui prin­ci­pi ini­zia­no a espan­der­si aldi­là dei con­fi­ni dane­si. I gio­va­ni cinea­sti sono attrat­ti dal­la tec­ni­ca spar­ta­na e non opu­len­ta con cui lavo­ra­no i due fon­da­to­ri, in cui vedo­no uno spi­ri­to di rivol­ta nei con­fron­ti del­le gran­di pro­du­zio­ni, ma anche la pos­si­bi­li­tà di espri­mer­si svin­co­la­ti dal­le carat­te­ri­sti­che del cine­ma contemporaneo.

Con il cre­scen­te suc­ces­so però arri­va­no anche le critiche.

dogma 95 collage

Le rigi­de rego­le e la pre­sen­za di un board per l’approvazione del­le pel­li­co­le, infat­ti, fan­no di Dog­ma 95 un siste­ma chiu­so i cui film sem­bra­no fat­ti più per sol­le­va­re pol­ve­ro­ni che per spe­ri­men­ta­re. Biso­gna spe­ci­fi­ca­re però che sin dal pri­mo film le rego­le non ven­ne­ro rispet­ta­te alla let­te­ra (Vin­ter­berg ammi­se di aver coper­to con un len­zuo­lo una fine­stra, com­pro­met­ten­do dun­que l’illuminazione natu­ra­le, duran­te le ripre­se di Festen). Rima­ne il fat­to che le dif­fi­col­tà autoim­po­ste dal Dog­ma diven­ta­ro­no l’occasione per lo svi­lup­po di astu­zie regi­sti­che, come ad esem­pio l’eliminazione del cam­po-con­tro­cam­po per pre­di­li­ge­re, gra­zie alla came­ra a mano, una ripre­sa con­ti­nua degli attori.

Tut­to ciò che è radi­ca­le crea ine­vi­ta­bil­men­te la paro­dia e dato che sia­mo il Pae­se del­la bur­la Exdog­ma 99 non pote­va che nasce­re in Ita­lia, pre­ci­sa­men­te da Kya­ra van Ellin­khui­zen – che di ita­lia­no sem­bra aver ben poco – regi­sta ita­lo-olan­de­se che deci­se di con­trap­por­re alla cor­ren­te dane­se un cli­ma diste­so e poco puri­fi­ca­to, in cui con­vi­ve­va­no pata­fi­si­ca e Mon­ty Python.

Quest’ultimo può sem­bra­re un aned­do­to di poco con­to, è inve­ce la pro­va che Dog­ma 95 ha rap­pre­sen­ta­to una fase impor­ta­ne nel­la sto­ria del cine­ma con­tem­po­ra­neo, lascian­do die­tro di se il segno tan­gi­bi­le del cam­bia­men­to. Oggi gior­no pel­li­co­le come The Blair Witch Pro­ject, 28 Gior­ni DopoClo­ver­field ci pos­so­no appa­ri­re scon­ta­te e in alcu­ni casi bana­li, ma le loro pecu­lia­ri­tà non sono altro che i risul­ta­ti di un pro­ces­so e uno stu­dio nati dal desi­de­rio di rimet­te­re in discus­sio­ne le cose.

Nel 2005, a die­ci anni esat­ti dall’inizio, i mem­bri di Dog­ma 95 fir­ma­no il docu­men­to che san­ci­sce la fine di un per­cor­so, ma non la fine di un modo di vede­re le cose. Tutt’oggi, indi­ret­ta­men­te e a vol­te incon­sa­pe­vol­men­te, il cine­ma indi­pen­den­te­men­te e le nuo­ve piat­ta­for­me video – come You­Tu­be – attin­go­no dai model­li del movi­men­to dane­se, risco­pren­do pover­tà di mez­zi e ric­chez­za di inventiva.

Forse Dogma 95 non fu un movimento cinematografico come i tre citati a inizio articolo, ma fu senza dubbio ispirazione e riscoperta di fare cinema.

Jaco­po Musicco
@jacopomusicco

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Jacopo Musicco
“Cono­sco la vita, sono sta­to al cinema.”

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