L’uovo di Colombo cade sempre in piedi

1. S’intrecciano sguar­di — nem­bi s’addensano, cari­chi di ten­sio­ni gestua­li. Sacra, scàl­pi­ta la paro­la e fre­me, com­pri­me il pet­to e il lab­bro. Nobi­le dote dell’umano spir­to, figlia del­la ragio­ne e del genio: a lei tut­to si ten­de. È un atti­mo: jobs act.

Renzi Collage

2. Non so l’uomo, cosa sia. Se piog­gia e fan­go, car­ne e san­gue, oppu­re fuo­co, solo fuo­co — il fuo­co che mi bru­cia den­tro, il divi­no ardo­re che la mate­ria grez­za muo­ve e al cie­lo innal­za. Masche­re cie­che lot­ta­no, bra­ma­no, si fan­no l’una con­tro l’altra, nell’arena pol­ve­ro­sa del­la vita: una for­za le sprona.
O for­se, aci­di­tà di stomaco.

3. D’in su la vet­ta del­la tor­re antica,
tan­ghe­ro soli­ta­rio, a governare
spa­val­do vai col qua­ran­tun percento.

Renzi 2 Collage

4. Reci­ta un pro­ver­bio orien­ta­le: non puoi tira­re l’erba per far sì che cre­sca più in fret­ta. Ma puoi sem­pre por­re la que­stio­ne di fiducia.

5. Cosa vuo­le che le dica. Meglio la cri­si del­la rap­pre­sen­tan­za che la cri­si d’identità.

Etto­re Fla­vio Barbigli,
poe­ta sur­rea­li­sta e surrenale

Foto di Pie­tro Repisti

 

Con­di­vi­di:
Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube
Redazione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.