Sentinelle In Piedi — Libertà di discriminazione

La mat­ti­na di dome­ni­ca 5 otto­bre, a Mila­no, un ete­ro­ge­neo grup­po di per­so­ne mani­fe­sta in silen­zio, immo­bi­le, con un libro in mano. Sono le Sen­ti­nel­le In Pie­di, un movi­men­to ispi­ra­to al grup­po di pro­te­sta dei Veil­leurs Debout fran­ce­si, che riven­di­ca­no essen­zial­men­te la liber­tà di oppor­si alle cop­pie omo­ses­sua­li e ai loro dirit­ti. Nasco­no nel 2013, in rea­zio­ne alla pro­po­sta di leg­ge Scal­fa­rot­to — appro­va­ta alla Came­ra e in discus­sio­ne al Sena­to — che dovreb­be intro­dur­re la pena deten­ti­va per atti di discri­mi­na­zio­ne etni­ci, reli­gio­si e lega­ti all’orientamento ses­sua­le. È pro­prio que­sto ulti­mo pun­to ad infa­sti­di­re le Sen­ti­nel­le, pro­fon­da­men­te con­vin­te dell’importanza del­la fami­glia tra­di­zio­na­le, e del­la peri­co­lo­si­tà di altri tipi di cop­pie nell’educazione di un ipo­te­ti­co figlio adot­ti­vo. Testi simi­li sono sta­ti già appro­va­ti in Fran­cia e Inghil­ter­ra, dove han­no per­mes­so di puni­re attac­chi scrit­ti e atti discri­mi­na­to­ri rivol­ti agli omo­ses­sua­li — ovvia­men­te non sen­za susci­ta­re nume­ro­se proteste.

Uomi­ni, don­ne, gio­va­ni, adul­ti e anzia­ni si sono dati appun­ta­men­to in Piaz­za XXV Apri­le. Lo stes­so gior­no, fa sape­re un gio­va­ne ragaz­zo al mega­fo­no, le Sen­ti­nel­le In Pie­di si radu­ne­ran­no in altre novan­ta­no­ve piaz­ze in tut­ta Ita­lia. Annun­cia poi ai par­te­ci­pan­ti mila­ne­si che i respon­sa­bi­li li aiu­te­ran­no a dispor­si in modo ordi­na­to, a due metri l’uno dall’altro, per dare il via alla loro mani­fe­sta­zio­ne “paci­fi­ca e silen­zio­sa”. Il meto­do del­le Sen­ti­nel­le, ripre­so dal grup­po di pro­te­sta fran­ce­se, con­si­ste nel­lo sta­re in pie­di, sen­za fare alcu­na azio­ne se non quel­la di leg­ge­re un libro. All’inizio del­la riu­nio­ne, i sud­det­ti respon­sa­bi­li han­no distri­bui­to ope­re let­te­ra­rie a chi non ne fos­se già muni­to. Gli scrit­to­ri a dispo­si­zio­ne sono varia­men­te assor­ti­ti: da libri di argo­men­to reli­gio­so a Phi­lip Dick, piut­to­sto che Oria­na Fal­la­ci, Michail Bul­ga­kov, Isaac Asi­mov. A quan­to pare non ha impor­tan­za l’ideologia o il mes­sag­gio con­te­nu­ti all’interno di un’opera.

È il libro in sé, come oggetto, come simbolo, che conta. Esso rappresenta la cultura, l’informazione, la libertà di espressione contro gli “oscurantisti” che vogliono impedire alle Sentinelle di manifestare la loro omofobia.

Al pro­po­si­to, uno dei respon­sa­bi­li fa addi­rit­tu­ra il para­go­ne con le dit­ta­tu­re che in pas­sa­to han­no pro­mos­so roghi di libri, per impe­di­re al popo­lo di pen­sa­re con la pro­pria testa. “Liber­ti­ci­dio” è il ter­mi­ne ricor­ren­te del­la mattinata.

La liber­tà d’espressione vuo­le esse­re l’insegna sot­to cui si muo­vo­no le Sen­ti­nel­le. Sui loro volan­ti­ni, sul loro sito web, non c’è pun­to in cui tale valo­re non ven­ga riba­di­to. In que­sto modo la situa­zio­ne è deli­be­ra­ta­men­te ribal­ta­ta: non sono più gli omo­ses­sua­li, da anni vit­ti­me di vio­len­za e odio, a non pote­re espri­mer­si. Le vere vit­ti­me sono loro, gli ade­ren­ti alle Sen­ti­nel­le, che si sen­to­no mina­ti nel­la loro liber­tà di azio­ne e discri­mi­na­zio­ne. E que­sta non è l’unica con­trad­di­zio­ne su cui si reg­ge il grup­po. A par­te­ci­pa­re alle loro riu­nio­ni sono invi­ta­ti, tra gli altri, “per­so­ne di qua­lun­que orien­ta­men­to ses­sua­le”; si dichia­ra­no apar­ti­ti­ci e acon­fes­sio­na­li difen­den­do, nel­le loro “pre­ghie­re col­let­ti­ve”, la sacra­li­tà del­la fami­glia tra­di­zio­na­le basa­ta sul vin­co­lo del matrimonio.

barbie sentinella

Oltre al “liber­ti­ci­da” dise­gno di leg­ge Scal­fa­rot­to, un altro avve­ni­men­to che indi­gna le Sen­ti­nel­le è il recen­te rico­no­sci­men­to di ado­zio­ne del Tri­bu­na­le per i Mino­ren­ni di Roma ad una cop­pia di don­ne. Il fat­to vie­ne discus­so e cri­ti­ca­to nel discor­so fina­le del diret­to­re del­la mani­fe­sta­zio­ne. Quel­lo del­la fami­glia tra­di­zio­na­le è un tema par­ti­co­lar­men­te cen­tra­le per il movi­men­to, che vede nell’adozione da par­te di cop­pie gay un vero e pro­prio rischio per la cre­sci­ta del bam­bi­no, non­ché un puro atto di egoi­smo da par­te dei geni­to­ri adot­ti­vi. “Un figlio non è una cura” dice il diret­to­re del­la mani­fe­sta­zio­ne alla fine del radu­no, urlan­do nel mega­fo­no per sovra­sta­re i cori di dis­sen­so crea­ti­si nel frattempo.

Attor­no alle Sen­ti­nel­le In Pie­di, dome­ni­ca mat­ti­na a Mila­no, ha infat­ti mar­cia­to il grup­po del­la con­tro-pro­te­sta, meno nume­ro­so di quan­to avreb­be potu­to esse­re. Orga­niz­za­to in qua­si tre gior­ni da un’iniziativa di poche per­so­ne sul web, si è basa­to sostan­zial­men­te su un pas­sa­pa­ro­la che ha richia­ma­to un cen­ti­na­io di manifestanti.

Radunati in cerchio intorno al gruppo degli intenti lettori, hanno esposto sul petto cartelli con messaggi spiritosi e ironici sulla discriminazione — da “Io sono contro al mondo rotondo” a “Io sono contro all’uso causale del congiuntivo”, passando per “Io sono contro la frutta secca”.

Per andar con­tro ad un movi­men­to con cui la discus­sio­ne sareb­be dif­fi­ci­le, han­no scel­to la via del­la leg­ge­rez­za e dell’ironia. Ma nono­stan­te lo scher­zo e le risa­te, le Sen­ti­nel­le In Pie­di non sono da sot­to­va­lu­ta­re: è risa­pu­to che un movi­men­to del gene­re, per quan­to con­trad­dit­to­rio e per ora rela­ti­va­men­te con­te­nu­to, pos­sa diven­ta­re mol­to pericoloso.

Mar­ti­na Rossi
@
mar­ti­na­mat­tie

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