Eternit
Continuano le assoluzioni shock

1 milio­ne di lire era lo sti­pen­dio medio di un ope­ra­io del­la fab­bri­ca di cemen­to – amian­to Eternit.
30 anni il perio­do di incu­ba­zio­ne del meso­te­lio­ma, malat­tia mor­ta­le data dall’inalazione di amianto.
3000 i deces­si regi­stra­ti in Piemonte.
18 gli anni di reclu­sio­ne che, per il Tri­bu­na­le di Tori­no, Ste­phan Sch­mi­d­hei­ny, ex Pre­si­den­te del con­si­glio di ammi­ni­stra­zio­ne e Louis De Car­tier de Mar­chien­ne, diret­to­re del­l’a­zien­da (dece­du­to a 92 anni nel 2013), dove­va­no scon­ta­re per “disa­stro ambien­ta­le dolo­so per­ma­nen­te” e per “omis­sio­ne volon­ta­ria di cau­te­le antinfortunistiche”
50.9 milio­ni di euro la som­ma del risar­ci­men­to pre­vi­sto per la Regio­ne Pie­mon­te e il comu­ne di Casa­le Monferrato.
Zero gli anni e gli euro che l’ormai “uni­co” respon­sa­bi­le dovrà scon­ta­re e risarcire.

Inesistente la giustizia nei confronti di madri, padri, mogli, mariti, figli e figlie che da anni convivono con una guerra invincibile.

“Inter­ve­nu­ta pre­scri­zio­ne” è la moti­va­zio­ne che ha por­ta­to in data 19 novem­bre 2014 la Cor­te Supre­ma di Cas­sa­zio­ne all’annullamento del­la pena e la can­cel­la­zio­ne di tut­ti i risar­ci­men­ti alle vittime.
Tut­to è sta­to annul­la­to per­ché è pas­sa­to trop­po tempo.
Come se il tem­po per la leg­ge ita­lia­na potes­se can­cel­la­re il dolo­re di una figlia per la mor­te di suo padre o far dimen­ti­ca­re l’amore di un mari­to per sua moglie.

Eternit PicMonkey Collage

Tut­ta­via, secon­do il sosti­tu­to pro­cu­ra­to­re del­la Cas­sa­zio­ne Iaco­viel­lo, con­te­sta­re il rea­to di disa­stro ambien­ta­le è sta­to un erro­re giu­ri­di­co per­ché que­sto tipo di accu­sa non è soste­nu­ta dal dirit­to. Non è giu­ri­di­ca­men­te pos­si­bi­le pre­ve­de­re la per­ma­nen­za di un rea­to che cau­sa mor­te a distan­za pro­trat­ta di anni. E 30 sono gli anni di laten­za del meso­te­lio­ma maligno.

Quin­di, secon­do un evi­den­te ragio­na­men­to “logi­co”, non sarà mai pos­si­bi­le incri­mi­na­re nes­su­no per le mor­ti di amian­to per­ché “le bir­ban­ti malat­tie” si mani­fe­sta­no a distan­za di trop­po tem­po. Che tra­dot­to in altre paro­le, suo­na mol­to come “il tem­po pro­teg­ge chi ha com­mes­so il cri­mi­ne”. Che rifor­mu­la­to nuo­va­men­te, sareb­be come dire ad una fami­glia alla qua­le 30 anni fa han­no ucci­so il figlio, che per que­stio­ni di tem­pi­sti­che non è più pos­si­bi­le incri­mi­na­re il pale­se, indi­scus­so e risa­pu­to colpevole.

Ma il P.M. Raffaele Guariniello fortunatamente non demorde, perché la Cassazione non si è pronunciata per l’assoluzione ed il reato commesso è di evidenza doloso.

Non solo. Attual­men­te dal pun­to di vista giu­ri­di­co, come spie­ga­to da Repub­bli­ca, resta­no anco­ra tre inchie­ste aper­te a Tori­no. La pri­ma con­tro Sch­mi­d­hei­ny per omi­ci­dio volon­ta­rio in rela­zio­ne alla mor­te per meso­te­lio­ma di 213 per­so­ne; la secon­da sui deces­si degli ita­lia­ni che lavo­ra­va­no negli sta­bi­li­men­ti Eter­nit in Sviz­ze­ra e Bra­si­le e la ter­za sul­le fab­bri­che di Balan­ge­ro (per qual­che tem­po di pro­prie­tà Eter­nit) che dopo atten­te ana­li­si, han­no pro­va­to che 214 deces­si sono rife­ri­bi­li al con­tat­to con l’amianto bianco.
Quin­di non tut­to è anco­ra perduto.

Per­ché anche Ren­zi, Camus­so, Bol­dri­ni, Gras­so, e mol­ti altri han­no mani­fe­sta­to dis­sen­so nei con­fron­ti del siste­ma di pro­ces­so che fa pre­do­mi­na­re la pre­scri­zio­ne sul­la giu­sti­zia. Tan­te paro­le, spes­so incom­pren­si­bi­li, alle qua­li spe­ria­mo com­ba­ce­ran­no anche i fat­ti. Per­ché – e non solo io – la fra­se, sep­pur esat­ta, «un giu­di­ce tra dirit­to e giu­sti­zia deve sce­glie­re il dirit­to» non la capi­rò mai.

Auro­ra Rizzo

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