Il Sale della Terra
Salgado — luci e ombre sul mondo

“Cre­do dav­ve­ro che ci sia­no cose che nes­su­no rie­sce a vede­re pri­ma che ven­ga­no foto­gra­fa­te” – Dia­ne Arbus

La sala ingo­ia il pub­bli­co e lo rispu­ta fuo­ri dopo due ore con più doman­de di quan­te ne aves­se pri­ma di entrare.
In cosa cre­dia­mo noi, cosa cono­scia­mo noi, cosa abbia­mo visto vera­men­te? È l’intreccio tra cine­ma e foto­gra­fia crea­to da Wim Wen­ders e Seba­stião Sal­ga­do che fa vacil­la­re le nostre convinzioni.

Salgado 4


Se il mio mot­to è “cono­sco la vita, sono sta­to al cine­ma”, Il Sale del­la Ter­ra è pro­ba­bil­men­te il film che meglio espri­me il con­cet­to; sì per­ché da quan­do il docu­men­ta­rio ha acqui­sta­to una posi­zio­ne rile­van­te nel­la cine­ma­to­gra­fia moder­na, non si può più met­te­re in dub­bio la fun­zio­ne di fine­stra sul mon­do del cine­ma, inte­so come l’avvicinamento a real­tà lon­ta­ne, non solo geo­gra­fi­ca­men­te, ma – e soprat­tut­to – cul­tu­ral­men­te. Il film del regi­sta tede­sco, attra­ver­so le imma­gi­ni del foto­gra­fo bra­si­lia­no, rie­sce pro­prio in tale obiet­ti­vo: cala­re lo spet­ta­to­re in una vora­gi­ne appa­ren­te­men­te sen­za fon­do per poi far­lo usci­re con mag­gior con­sa­pe­vo­lez­za di ciò che lo circonda.

Il regi­sta ci nar­ra una sto­ria sul­le sto­rie e lo fa gra­zie alla vastis­si­ma pro­du­zio­ne foto­gra­fi­ca, divi­sa in pro­get­ti, di Seba­stião Salgado.
Wen­ders ci fa capi­re come la poten­za e la for­za del foto­gra­fo risie­da­no sì nel­lo scat­to, ma a prio­ri nel­la capa­ci­tà di “met­te­re a fuo­co” il sog­get­to: da Ama­zo­nas Ima­ges, pas­san­do per Other Ame­ri­cas fino a Gene­si, Sal­ga­do non ha mai per­so la luci­di­tà nar­ra­ti­va che lo ha reso noto al gran­de pub­bli­co; sce­glie­re una tema­ti­ca, stu­diar­la e infi­ne imme­de­si­mar­si nei popo­li, por­tan­do il pro­prio occhio-mac­chi­na fin dove neces­sa­rio. Il risul­ta­to è un viag­gio attra­ver­so le con­di­zio­ni uma­ne, la pover­tà e la mise­ria, ma anche l’ostinato ten­ta­ti­vo di soprav­vi­ve­re, di non lasciar­si sopraf­fa­re e poi la ter­ra, l’avidità, le guer­re, la fame, le malat­tie, spro­fon­dan­do sem­pre di più nel­la comprensione.

“Una cosa l’avevo già capita di questo Sebastião Salgado, gli importava davvero della gente, dopotutto la gente è il sale della terra” sussurra la voice over di Wenders durante la pellicola; così il regista, seduto al fianco del maestro brasiliano, studia ad uno ad uno gli scatti che ripercorrono la vita di Salgado, una vita segnata appunto dalla comprensione delle anime al di là dell’obiettivo e della celluloide.

Nel­la pel­li­co­la le tin­te colo­ra­te sono ammes­se solo nel­le ripre­se, poi­ché per un foto­gra­fo la real­tà visi­va non si col­lo­ca nel­lo spet­tro cro­ma­ti­co tut­to, ben­sì nel riu­sci­re a coglie­re ciò che si nascon­de tra i due estre­mi; l’ambiguità del­la sto­ria uma­na risie­de pro­prio nel­le sfu­ma­tu­re e nei con­tra­sti e Wen­ders lo sa bene, non a caso sono luci e ombre, il bian­co e il nero del­le foto di Sal­ga­do a domi­na­re il film.
Con Il Sale del­la Ter­ra si appro­fon­di­sce il lavo­ro del foto­gra­fo bra­si­lia­no, si spe­ri­men­ta l’empatia foto­gra­fi­ca, che deri­va prin­ci­pal­men­te dal rac­con­to e dal­le descri­zio­ni degli scat­ti for­ni­te dal­lo stes­so. Un espe­rien­za visi­va che supe­ra i con­fi­ni del­la foto­gra­fia come medium, amplian­do il desi­de­rio nar­ra­ti­vo dell’artista come solo il cine­ma rie­sce a fare.

Salgado 2

“Mentre fotografavo i gorilla se ne avvicinò uno e iniziò ad alzare e abbassare il pollice davanti all’obiettivo, egli capiva che era la sua immagine riflessa quella che vedeva”

Ecco, è così che ci si sen­te guar­dan­do il film: spet­ta­to­ri di se stes­si, in un pri­mo momen­to incon­sa­pe­vo­li, posti davan­ti alla pro­pria imma­gi­ne. Il film di Wim Wen­ders non è solo un tri­bu­to a Seba­stião Sal­ga­do, è un tri­bu­to agli esse­ri uma­ni: su chi sia­mo, o meglio, su chi dovrem­mo essere.

Jaco­po Musicco
@jacopomusicco

Pho­to cre­di­ts: Seba­stião Sal­ga­do, Amazonas

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