IPCC — La scienza dei Cambiamenti Climatici

Aggior­na­to: 29/11/2015

Nell’aprile 2014, l’Intergovernmental Panel on Cli­ma­te Chan­ge (IPCC), l’organizzazione mon­dia­le inca­ri­ca­ta di moni­to­ra­re il cam­bia­men­to cli­ma­ti­co ter­re­stre, ha pub­bli­ca­to i risul­ta­ti del pro­prio ter­zo grup­po di lavoro.

Que­sto avve­ni­men­to segna l’imminente con­clu­sio­ne del quin­to Rap­por­to di Valu­ta­zio­ne (IPCC’s 5th AR), ovve­ro un insie­me di docu­men­ti che indi­ca­no lo sta­to attua­le del­la sud­det­ta pro­ble­ma­ti­ca ambientale.

Alle spal­le c’è l’e­la­bo­ra­zio­ne di un’immensa mole di dati e sta­ti­sti­che: miglia­ia di ope­ra­to­ri, di dif­fe­ren­te for­ma­zio­ne e nazio­na­li­tà, han­no col­la­bo­ra­to riu­ni­ti sot­to il nome di un’unica orga­niz­za­zio­ne per fare il pun­to del­la situa­zio­ne sul Cli­ma­te Chan­ge, sfrut­tan­do tut­ta la cono­scen­za scien­ti­fi­ca a disposizione.

Il 2 novem­bre 2014, qua­si sei mesi dopo, è sta­to pub­bli­ca­to il rela­ti­vo Rap­por­to di Sin­te­si (IPCC’s 5th SYR) e il cor­ri­spon­den­te Sum­ma­ry for Poli­cy­ma­kers (SPM) ovve­ro il som­ma­rio del rias­sun­to – di mol­ti altri rias­sun­ti – del­le con­clu­sio­ni che sono sta­te trat­te in segui­to a que­sta gran­de ope­ra­zio­ne di ana­li­si dei dati.

Il destinatario di tale documento è l’intera società umana: l’obiettivo è divulgare quale sia lo stato delle cose in fatto di cambiamenti climatici, che cosa dobbiamo aspettarci dal futuro e come prepararci ad affrontarlo.

Ai con­te­nu­ti del quin­to Rap­por­to di Sin­te­si, che cer­ta­men­te non sono ras­si­cu­ran­ti, il sot­to­scrit­to vor­reb­be aggiun­ge­re un pen­sie­ro per­so­na­le: dif­fi­cil­men­te il pote­re di un’autorità “supe­rio­re” riu­sci­rà a impor­re le leg­gi neces­sa­rie affin­ché il deli­ca­to equi­li­brio ter­re­stre pos­sa per­du­ra­re. È più vero­si­mi­le spe­ra­re che i cit­ta­di­ni del mon­do pren­da­no coscien­za di qua­li con­se­guen­ze sca­tu­ri­reb­be­ro da uno svi­lup­po sre­go­la­to del­la nostra socie­tà, e che agi­sca­no loro stes­si per chie­de­re alle auto­ri­tà sovra­stan­ti di far sì che le leg­gi neces­sa­rie ven­ga­no sti­la­te e fat­te rispettare.

Le copertine dei blocchi di documenti del quinto Rapporto di Valutazione, pubblicati dall'IPCC sul proprio sito web.

Die­tro le quin­te dell’IPCC: come lavo­ra l’organizzazione che sor­ve­glia i cam­bia­men­ti climatici

Imma­gi­na­te un gigan­te­sco ordi­ne di scien­zia­ti il cui sco­po sia fare la pre­vi­sio­ne di come sarà il mon­do nei pros­si­mi seco­li: quest’immagine descri­ve con buo­na appros­si­ma­zio­ne l’IPCC, ovve­ro l’Intergovernmental Panel on Cli­ma­te Change.

Fon­da­ta nel 1988 per il vole­re del­l’Orga­niz­za­zio­ne Meteo­ro­lo­gi­ca Mon­dia­le (WMO), ed il Pro­gram­ma del­le Nazio­ni Uni­te per l’Am­bien­te (UNEP), il vero obiet­ti­vo dell’IPCC è il moni­to­rag­gio del cam­bia­men­to cli­ma­ti­co e la libe­ra divul­ga­zio­ne di tut­ta la cono­scen­za scien­ti­fi­ca esi­sten­te sul feno­me­no, attra­ver­so la pub­bli­ca­zio­ne di dati e reso­con­ti acces­si­bi­li a tut­ti. Seb­be­ne a pri­ma vista que­sto com­pi­to appa­ia cir­co­scrit­to al cam­po ambien­ta­le, la for­mu­la­zio­ne di una pre­vi­sio­ne sul­le futu­re con­di­zio­ni cli­ma­ti­che del­la Ter­ra costrin­ge a inclu­de­re nel­lo stu­dio una gam­ma di fat­to­ri tal­men­te ampia che si può pen­sa­re all’IPCC come un sofi­sti­ca­to orga­ni­smo di pre­vi­sio­ne del futuro.

Infat­ti, deve neces­sa­ria­men­te tene­re con­to non solo di tut­te le dina­mi­che natu­ra­li (pre­ci­pi­ta­zio­ni, irrag­gia­men­to sola­re, moto dei ven­ti, moto dei mari, com­por­ta­men­ti di fau­na e flo­ra, ecc.) ma anche di tut­te le dina­mi­che uma­ne (emis­sio­ni atmo­sfe­ri­che, anda­men­to demo­gra­fi­co, anda­men­to dell’economia, con­flit­ti bel­li­ci, ecc.), sud­di­vi­den­do ognu­na di esse in feno­me­ni di dimen­sio­ni infe­rio­ri, cia­scu­no dei qua­li atti­vo in un diver­so con­te­sto locale.

Tut­ta­via, non sareb­be scien­ti­fi­ca­men­te vali­do stu­dia­re sin­go­lar­men­te ogni siste­ma, poi­ché cia­scu­no di essi è in rela­zio­ne con gli altri, dun­que, ognu­no di essi va ana­liz­za­to con­si­de­ran­do con­tem­po­ra­nea­men­te tut­ti quel­li coi qua­li interagisce.

Ad esem­pio, se da una par­te l’emissione di gas ser­ra di ori­gi­ne arti­fi­cia­le, la defo­re­sta­zio­ne e gli inter­ven­ti di modi­fi­ca sugli eco­si­ste­mi natu­ra­li aumen­ta­no la quan­ti­tà d’acqua in atmo­sfe­ra e la tem­pe­ra­tu­ra media glo­ba­le, dall’altra par­te l’innalzamento del livel­lo dei mari e l’intensificazione degli even­ti di pre­ci­pi­ta­zio­ne e di sic­ci­tà sot­to­pon­go­no a mag­gior stress lo svi­lup­po del­la civil­tà, aumen­tan­do la spe­re­qua­zio­ne socia­le e favo­ren­do lo scop­pio di con­flit­ti bel­li­ci per il con­trol­lo dei ter­ri­to­ri e del­le risorse.

Da qui si com­pren­de imme­dia­ta­men­te qua­le sia la gigan­te­sca mole di lavo­ro che l’IPCC si tro­va a dover affrontare.

L’esigenza di valu­ta­re siste­mi mol­to diver­si tra loro è il moti­vo per cui una gros­sa fet­ta del per­so­na­le dell’IPCC è costi­tui­to da esper­ti di set­to­re (inge­gne­ri, chi­mi­ci, fisi­ci, eco­lo­gi, bio­lo­gi, cli­ma­to­lo­gi, geo­lo­gi, socio­lo­gi, ecc.), ognu­no dei qua­li è spe­cia­liz­za­to nell’analisi di un ambi­to par­ti­co­la­re (pre­ci­pi­ta­zio­ni, livel­li dei mari, tem­pe­ra­tu­re, com­po­si­zio­ne di suo­lo e atmo­sfe­ra, svi­lup­po e migra­zio­ni di flo­ra e fau­na, demo­gra­fia uma­na, con­di­zio­ni socia­li, eco­no­mi­che, cul­tu­ra­li, poli­ti­che del­le varie comu­ni­tà, ecc. – l’elenco è estre­ma­men­te lungo).

L’altra gros­sa par­te degli ope­ra­to­ri è com­po­sta da spe­cia­li­sti nel trat­ta­men­to del­le infor­ma­zio­ni (sta­ti­sti­ci, mate­ma­ti­ci, infor­ma­ti­ci, tecnici).

L’elaborazione di questi dati si rende necessaria per capire come si sta spostando l’equilibrio delle dinamiche attive sulla Terra e in che modo sono correlate tra loro.

Le due tipo­lo­gie di ope­ra­to­ri col­la­bo­ra­no in tre macro-grup­pi di lavo­ro, cia­scu­no con pro­prio cam­po di inda­gi­ne e un cor­ri­spon­den­te obiettivo:

  • Grup­po di Lavo­ro I (WG I): Costrui­re una cono­scen­za teo­ri­ca sui cam­bia­men­ti climatici;
  • Grup­po di Lavo­ro II (WG II): Descri­ve­re gli impat­ti dei cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci sui siste­mi natu­ra­li e uma­ni e indi­vi­dua­re opzio­ni di adat­ta­men­to e le loro vulnerabilità;
  • Grup­po di Lavo­ro III (WG III): Quan­ti­fi­ca­re l’efficacia degli approc­ci di miti­ga­zio­ne dei cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci, in par­ti­co­la­re del­la ridu­zio­ne del­le emis­sio­ni di gas a effet­to ser­ra. A quest’ultimo grup­po vie­ne for­ni­to il sup­por­to di una cosid­det­ta uni­tà “Task For­ce”, il cui com­pi­to è tro­va­re dei meto­di effi­cien­ti per cal­co­la­re gli impat­ti deri­van­ti dai gas serra.
IPCC 5
Alla fase lun­ga di ela­bo­ra­zio­ne di dati segue quel­la anco­ra più deli­ca­ta di edi­to­ria e pub­bli­ca­zio­ne dei docu­men­ti che illu­stri­no quan­to effet­tua­to nell’arco di tut­to lo stu­dio, ovve­ro il Rap­por­to di Valutazione.

I risul­ta­ti ven­go­no rior­ga­niz­za­ti da cia­scun grup­po in un pri­mo dos­sier (Full Report), che per­tan­to con­tie­ne un’elevatissima quan­ti­tà di infor­ma­zio­ni (cir­ca 1200 pagine).
Il dos­sier vie­ne sud­di­vi­so in altri di enti­tà mino­re, incen­tra­ti su un solo tipo di feno­me­no, su una sola zona del pia­ne­ta, su un solo pun­to di vista, ecc.; quin­di cia­scu­no di essi vie­ne rias­sun­to più e più vol­te in docu­men­ti via via sem­pre più sin­te­ti­ci ma meno tecnici.

Cia­scu­no dei tre grup­pi arri­va a sin­te­tiz­za­re il frut­to del pro­prio ope­ra­to in un fasci­co­lo rias­sun­ti­vo di cir­ca 40 pagi­ne, il cosid­det­to “Sum­ma­ry for Poli­cy­ma­kers”, un reso­con­to con­ci­so e di ter­mi­no­lo­gia abba­stan­za sem­pli­ce, indi­riz­za­to nel­lo spe­ci­fi­co ai rap­pre­sen­tan­ti poli­ti­ci del­le varie nazio­ni, ma com­pren­si­bi­le anche da un pub­bli­co gene­ri­co che abbia un mini­mo di cono­scen­za scien­ti­fi­ca sull’argomento.
Ma ciò che mol­ti espo­nen­ti del mon­do scien­ti­fi­co han­no atte­so con tre­pi­da­zio­ne duran­te quest’autunno è il rila­scio del quin­to Rap­por­to di Sintesi.

Prodotto ultimo di tutta la procedura del Rapporto di Valutazione, il Rapporto di Sintesi contiene l’unificazione di tutte le conclusioni tratte dai tre gruppi e costituisce quindi la più recente ed esauriente conoscenza scientifica sullo stato del cambiamento climatico.

 

Il cor­ri­spet­ti­vo “Sum­ma­ry for Poli­cy­ma­kers”, il som­ma­rio super-sin­te­ti­co di tut­to il Rap­por­to di Valu­ta­zio­ne (IPCC’s SYR SPM), è il docu­men­to che incar­na la vera rai­son d’ê­tre dell’IPCC: è infat­ti ideal­men­te desti­na­to all’u­ma­ni­tà nel suo com­ples­so, di modo che chiun­que lo desi­de­ri pos­sa pren­de­re coscien­za dei pro­ble­mi ambien­ta­li che inte­res­sa­no il nostro pianeta.

Ovvia­men­te, il per­so­na­le e i volon­ta­ri di que­sto ente non han­no una posi­zio­ne impar­zia­le sul­la mate­ria che trat­ta­no, ma anzi sono con­vin­ti che il Cli­ma­te Chan­ge sia dovu­to esclu­si­va­men­te a cau­se antro­pi­che, una teo­ria che, nono­stan­te pos­sa con­ta­re una gran­de quan­ti­tà di pro­ve a suo favo­re, anco­ra non vie­ne accet­ta­ta da tut­ta la comu­ni­tà, scien­ti­fi­ca e non.

Non man­ca­no infat­ti le cri­ti­che al lavo­ro del­l’I­PCC, mani­fe­sta­te­si soprat­tut­to nel novem­bre 2009 con lo scop­pio del cosid­det­to “Cli­ma­te­ga­te”, ovve­ro la pre­sun­ta fal­si­fi­ca­zio­ne di dati da par­te di alcu­ni ope­ra­to­ri, al fine di ren­de­re più evi­den­ti le con­se­guen­ze del sur­ri­scal­da­men­to glo­ba­le cau­sa­to dall’uomo.

Il caso è sta­to usa­to come pre­te­sto dai nega­zio­ni­sti del sur­ri­scal­da­men­to glo­ba­le per met­te­re in discus­sio­ne non solo i dati even­tual­men­te modi­fi­ca­ti, ma in gene­ra­le tut­ta la strut­tu­ra e l’operato dell’IPCC.

IPCC 6

Nono­stan­te le nume­ro­se cri­ti­che, l’IPCC rima­ne l’autorità scien­ti­fi­ca lea­der a livel­lo inter­na­zio­na­le in fat­to di cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci e l’importanza del suo ope­ra­to è sta­ta rico­no­sciu­ta il 12 otto­bre 2007, con tra­mi­te l’assegnazione del Pre­mio Nobel per la Pace.

La sua masto­don­ti­ca fun­zio­ne di inda­gi­ne e divul­ga­zio­ne ai soli fini dell’informazione pub­bli­ca è pra­ti­ca­men­te uni­ca nel suo gene­re, non esi­ste infat­ti un’altra orga­niz­za­zio­ne che con­di­vi­da libe­ra­men­te sul web i risul­ta­ti di ana­li­si e stu­di orien­ta­ti al futu­ro con­dot­ti da per­so­na­le con un così alto gra­do di spe­cia­liz­za­zio­ne e sup­por­ta­ti da una così con­si­sten­te let­te­ra­tu­ra di dati scientifici.

Cre­di­ts: @Hpayne

Tut­ti i docu­men­ti del quin­to Rap­por­to di Valu­ta­zio­ne, sud­di­vi­si per Wor­king Group, sono con­sul­ta­bi­li qui.
Il Sum­ma­ry for Poli­cy­ma­kers del quin­to Rap­por­to di Sin­te­si (IPCC’s 5th SYR SPM) è con­sul­ta­bi­le qui.
Tut­ti i docu­men­ti del quin­to Rap­por­to di Sin­te­si sono con­sul­ta­bi­li qui.

Con­di­vi­di:
Tommaso Sansone
Mi pia­ce fare e impa­ra­re cose nuo­ve. Di me non so qua­si niente.

2 Trackback & Pingback

  1. La promessa Cina-USA Buoni propositi contro i gas serra | Vulcano Statale
  2. L’entusiasmo climatico è in viaggio per Parigi | Vulcano Statale

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.