2014: annus horribilis
Quest’anno su Vulcano

Il 2014 è sta­to un anno drammatico.
La guer­ra civi­le in Ucrai­na, all’om­bra dei gigan­ti euro­pei e rus­si, il riac­cen­der­si del con­flit­to in Pale­sti­na, l’e­splo­sio­ne del­l’E­bo­la, l’e­span­sio­ne super­vio­len­ta del­l’I­SIS e lo scan­da­lo del­le tor­tu­re del­l’In­tel­li­gen­ce sta­tu­ni­ten­se sono solo alcu­ne del­le sto­rie che tor­na­no alla mente.
Riper­cor­ria­mo l’an­no con i miglio­ri arti­co­li di Vul­ca­no, per fare ordi­ne e meglio capi­re come tan­te noti­zie sia­no pro­gre­di­te nel cor­so del­le settimane.

Tra i tan­ti temi il più impor­tan­te, per la ovvia gran­de influen­za sul­le nostre vite quo­ti­dia­ne, è la situa­zio­ne poli­ti­ca in Euro­pa, con l’a­van­za­re inar­re­sta­bi­le del­le destre — tra le minac­ce nazio­na­li­ste di Le Pen e le poli­ti­che “isti­tu­zio­na­li” del­la troi­ka imple­men­ta­te anche nel­le tan­to discus­se rifor­me del gover­no Renzi.
Men­tre il con­te­sto inter­na­zio­na­le chie­de sem­pre di più all’Eu­ro­pa, l’Eu­ro­pa è sem­pre meno in gra­do di rispon­de­re con cre­di­bi­li­tà e cogni­zio­ne di causa.

2014

La storia dell’anno – Europe is all right

21 gen­na­io — Cor­rut­to­ri & Rot­ta­ma­ti di Fran­ce­sco Floris
L’annoso dibat­ti­to sul model­lo elet­to­ra­le da adot­ta­re in que­sto Pae­se per garan­ti­re allo stes­so tem­po “gover­na­bi­li­tà” e “rap­pre­sen­tan­za” lascia il tem­po che tro­va din­nan­zi al suo per­pe­tuo ripe­ter­si negli anni, ogni vol­ta così iden­ti­co a se stesso.

17 feb­bra­io — L’anomalia ita­lia­na di Seba­stian Bendinelli
A pro­po­si­to del col­po di mano di Mat­teo Ren­zi, mol­ti com­men­ta­to­ri han­no pro­te­sta­to per la nomi­na del ter­zo Pre­si­den­te del Con­si­glio, dopo Mon­ti e Let­ta, “non elet­to dai cit­ta­di­ni”. Altri han­no inve­ce salu­ta­to l’arrivo di Ren­zi a Palaz­zo Chi­gi come un risve­glio, addi­rit­tu­ra, del­la “sana” demo­cra­zia par­la­men­ta­re, ricor­dan­do che, come dovreb­be esse­re noto a tut­ti, l’ordinamento costi­tu­zio­na­le ita­lia­no non pre­ve­de l’elezione diret­ta del Pre­si­den­te del Con­si­glio. L’estrema con­fu­sio­ne che su que­sta mate­ria regna tra l’opinione pub­bli­ca è tut­to fuor­ché casuale.

1 apri­le — Il Tra­mon­to dell’Euro di Fran­ce­sco Floris
Per l’appuntamento del 25 mag­gio si pro­fi­la­no schie­ra­men­ti distan­ti anni luce dal­le posi­zio­ni tra­di­zio­na­li: più che uno scon­tro fra i prin­ci­pa­li atto­ri poli­ti­ci di Stra­sbur­go ―Popo­la­ri e Socia­li­sti (ai qua­le recen­te­men­te ha ade­ri­to il Par­ti­to Demo­cra­ti­co), e gli altri grup­pi pre­sen­ti all’interno del Par­la­men­to Euro­peo― le ele­zio­ni si con­fi­gu­ra­no come un vero e pro­prio refe­ren­dum sul­la tenu­ta del­la mone­ta uni­ca e sul­le poli­ti­che di auste­ri­tà con­dot­te nell’Unione a par­ti­re dal 2010, anno in cui si è dram­ma­ti­ca­men­te com­pre­so che la vicen­da con­ti­nen­ta­le lega­ta alla cri­si eco­no­mi­ca mon­dia­le non avreb­be neces­sa­ria­men­te segui­to la stes­sa para­bo­la di altri continenti.”

8 apri­le — Ricu­ci­re l’Unione – Ana­li­si dell’UE in vista del­le ele­zio­ni par­la­men­ta­ri di Seba­stian Bendinelli
Le ele­zio­ni euro­pee, come si sa, non godo­no di fama feli­ce. La loro pre­sup­po­sta inu­ti­li­tà è anzi pro­ver­bia­le, e non solo nel nostro Pae­se: in Ger­ma­nia dagli anni ’70 cir­co­la il det­to “Hast du einen Opa, schick ihn nach Euro­pa”, ossia “Se hai un non­no, man­da­lo in Euro­pa”, allu­den­do all’abitudine dei par­ti­ti nazio­na­li di sfrut­ta­re il Par­la­men­to Euro­peo come una sor­ta di ospi­zio per poli­ti­ci dimen­ti­ca­ti, gior­na­li­sti di second’ordine, vec­chi uomi­ni di spet­ta­co­lo, fac­cen­die­ri e ami­ci vari.

15 apri­le — Una pol­tro­na per due – Popo­la­ri e Demo­cra­ti­ci in Euro­pa di Ste­fa­no Colombo
Il 25 Mag­gio van­no in sce­na le ele­zio­ni euro­pee. In que­sto bre­ve ciclo di arti­co­li vi pre­sen­te­re­mo gli atto­ri, la tra­ma e la sce­no­gra­fia. E maga­ri qual­che die­tro le quin­te pruriginoso.

23 apri­le — Com­me­dia all’europea, atto II di Ste­fa­no Colombo
Set­ti­ma­na scor­sa vi abbia­mo par­la­to dei pro­ta­go­ni­sti del­la com­me­dia all’europea del 25 mag­gio. Ma ogni sce­neg­gia­tu­ra ha dei cat­ti­vi, e que­sta non fa ecce­zio­ne. Per “cat­ti­vi” inten­dia­mo tut­ti colo­ro che sono osti­li all’idea stes­sa di un’ Euro­pa uni­tà e for­te e si pro­pon­go­no di scar­di­nar­la dal interno.

29 apri­le — Non esi­sto­no pran­zi gra­tis – Tran­sa­tlan­tic Tra­de and Invest­ment Part­ner­ship for dum­mies di Fran­ce­sco Floris
”In occa­sio­ne del­la recen­te visi­ta di Oba­ma nel vec­chio con­ti­nen­te, la stam­pa euro­pea e sta­tu­ni­ten­se si è con­cen­tra­ta sull’incontro tra il lea­der di Washing­ton e Papa Fran­ce­sco, oltre che sul­le cri­ti­che espres­se dal Pre­si­den­te ame­ri­ca­no alle can­cel­le­rie euro­pee, nel meri­to dei tagli ai bud­get per la dife­sa e le bas­se per­cen­tua­li di inve­sti­men­ti mili­ta­ri su pil rispet­to agli stan­dard americani.
Oba­ma ha espres­sa­men­te dichia­ra­to che “la liber­tà non è gratis”.
Non ci si è suf­fi­cien­te­men­te con­cen­tra­ti su quel­la che è la vera ragio­ne alla base del­la visi­ta pri­ma­ve­ri­le di Barack Oba­ma in Euro­pa — il nego­zia­to com­mer­cia­le in fase embrio­na­le che pren­de il nome di TTIP, Tran­sa­tlan­tic Tra­de and Invest­ment Partnership.

14 mag­gio — La Guer­ra fred­da del gas di Fran­ce­sco Floris

È inu­ti­le cer­ca­re di nascon­der­si die­tro a un dito: le ten­sio­ni odier­ne in ter­ri­to­rio ucrai­no, le riven­di­ca­zio­ni, le pro­mes­se di aiu­ti finan­zia­ri da par­te del Fon­do Mone­ta­rio Inter­na­zio­na­le a Kiev – inde­bi­ta­ta nei con­fron­ti di Gaz­prom per 2,2 miliar­di di euro – sono l’estrema con­se­guen­za di uno scon­tro eco­no­mi­co fra UE e Crem­li­no cela­to die­tro la col­tre del­la diplo­ma­zia e del­le rela­zio­ni internazionali.

10 giu­gno — Chi sarà nomi­na­to pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne euro­pea? di Seba­stian Bendinelli
La fase più deli­ca­ta e impor­tan­te per la defi­ni­zio­ne dei futu­ri equi­li­bri dell’Unione si svol­ge in que­ste set­ti­ma­ne, tra ver­ti­ci, sum­mit, trat­ta­ti­ve, incon­tri più o meno for­ma­li, più o meno riser­va­ti: una fase di labo­rio­se con­trat­ta­zio­ni, in pri­mo luo­go tra i par­ti­ti poli­ti­ci, chia­ma­ti a ridi­se­gna­re la geo­gra­fia del­le allean­ze nel nuo­vo Par­la­men­to. Così, men­tre a destra pren­de for­ma quel­la curio­sa “inter­na­zio­na­le del nazio­na­li­smo” che vuo­le uni­re i fron­ti dell’estrema destra popu­li­sta ed euro­scet­ti­ca, sot­to la gui­da del­la vit­to­rio­sa Mari­ne Le Pen, Bep­pe Gril­lo cer­ca di far dige­ri­re ai suoi l’alleanza con lo Ukip di Nigel Fara­ge e la sini­stra di Tsi­pras lot­ta per supe­ra­re le pri­me divi­sio­ni inter­ne e i pastic­ci con le candidature.

10 dicem­bre — PEGIDA e i fan­ta­smi del pas­sa­to tede­sco di Arian­na Bet­tin Campanini
Sono ormai miglia­ia e sono sem­pre di più: uomi­ni e don­ne, fie­ra­men­te tede­schi, fie­ra­men­te cri­stia­ni; sosten­go­no d’esser “patriot­ti­ci”. Non par­la­no coi gior­na­li­sti, lascia­no che sia­no i loro slo­gan a far­lo, e non cer­ca­no dia­lo­go alcu­no, nes­sun com­pro­mes­so con poli­ti­ci e partiti.
“Wir sind das Volk” – “Sia­mo il popo­lo” – scan­di­sco­no nel cor­so del­la loro mar­cia per le stra­de di Dresda.
Si fan­no chia­ma­re PEGIDA, acro­ni­mo sot­to cui vie­ne cela­to l’inquietante “Patrio­ti­sche Euro­päer gegen die Isla­mi­sie­rung des Abend­lan­des”, “Euro­pei patriot­ti­ci con­tro l’islamizzazione d’Occidente”, e da otto­bre, da quan­do han­no dato il via alle loro mani­fe­sta­zio­ni – una ogni lune­dì – il nume­ro dei loro sim­pa­tiz­zan­ti non fa che crescere.

Gennaio

21 gen­na­io — Cor­rut­to­ri & Rot­ta­ma­ti di Fran­ce­sco Floris
L’annoso dibat­ti­to sul model­lo elet­to­ra­le da adot­ta­re in que­sto Pae­se per garan­ti­re allo stes­so tem­po “gover­na­bi­li­tà” e “rap­pre­sen­tan­za” lascia il tem­po che tro­va din­nan­zi al suo per­pe­tuo ripe­ter­si negli anni, ogni vol­ta così iden­ti­co a se stesso.

22 gen­na­io — Sur­ri­scal­da­men­to glo­ba­le. Un mec­ca­ni­smo inne­sca­to di Tom­ma­so Sansone
Gene­ra­to da uno svi­lup­po sre­go­la­to del­le atti­vi­tà antro­pi­che, il sur­ri­scal­da­men­to glo­ba­le è cau­sa del­lo scon­vol­gi­men­to meteo­ro­lo­gi­co che sta inte­res­san­do il pia­ne­ta negli ulti­mi 150 anni.

29 gen­na­io — Public Eye Award. Il pre­mio del­la ver­go­gna asse­gna­to a Gaz­prom e GAP di Gem­ma Ghiglia
Ogni anno, duran­te i gior­ni del Forum Eco­no­mi­co Mon­dia­le a Davos, Green­pea­ce Sviz­ze­ra e BD ― Dichia­ra­zio­ne di Ber­na, ONG per lo svi­lup­po soli­da­le ― orga­niz­za­no dal 2000 un con­tro-even­to, in cui vie­ne asse­gna­to il Public Eye Award alle azien­de che più si sono impe­gna­te per ren­de­re la Ter­ra un posto peggiore.

Febbraio

13 feb­bra­io — Spe­ri­men­ta­zio­ne ani­ma­le, un male anco­ra neces­sa­rio di Giu­lia Pacchiarini
Kam­pa­la, gior­na­le pub­bli­ca i nomi dei 200 omo­ses­sua­li più in vista del Paese.
Così qual­che set­ti­ma­na fa sono sta­ti descrit­ti i ricer­ca­to­ri e pro­fes­so­ri dell’Università degli Stu­di di Mila­no Alber­to Cor­si­ni, Edgar­do D’Angelo e Clau­dio Gen­chi tra­mi­te alcu­ni volan­ti­ni che han­no rico­per­to per più di 24 ore diver­se zone di Mila­no. I mani­fe­sti alle­ga­va­no al nome e alle accu­se infa­man­ti, foto, dati per­so­na­li degli stu­dio­si ed espli­ci­te esor­ta­zio­ni a con­tat­tar­li. Gli auto­ri di que­sto gesto han­no inve­ce scel­to di man­te­ne­re intat­to il pro­prio anonimato.

17 feb­bra­io — L’anomalia ita­lia­na di Seba­stian Bendinelli
A pro­po­si­to del col­po di mano di Mat­teo Ren­zi, mol­ti com­men­ta­to­ri han­no pro­te­sta­to per la nomi­na del ter­zo Pre­si­den­te del Con­si­glio, dopo Mon­ti e Let­ta, “non elet­to dai cit­ta­di­ni”. Altri han­no inve­ce salu­ta­to l’arrivo di Ren­zi a Palaz­zo Chi­gi come un risve­glio, addi­rit­tu­ra, del­la “sana” demo­cra­zia par­la­men­ta­re, ricor­dan­do che, come dovreb­be esse­re noto a tut­ti, l’ordinamento costi­tu­zio­na­le ita­lia­no non pre­ve­de l’elezione diret­ta del Pre­si­den­te del Con­si­glio. L’estrema con­fu­sio­ne che su que­sta mate­ria regna tra l’opinione pub­bli­ca è tut­to fuor­ché casuale.

24 feb­bra­io — Il par­co gio­chi è chiu­so di Ales­san­dro Massone

Se l’America non può van­ta­re di aver crea­to l’Internet, è indub­bio che gran par­te di quel­lo che oggi vivia­mo nel­la rete sia sta­tu­ni­ten­se. Così, è ine­vi­ta­bi­le che l’internet libe­ro e indi­pen­den­te come lo cono­scia­mo oggi sarà ucci­so in America.
La pri­ma col­tel­la­ta è sta­ta data que­sta not­te, quan­do Net­flix si è “pie­ga­to” alle insi­sten­ze di Com­ca­st e ha deci­so di paga­re per acces­so diret­to ai loro cana­li di internet.

Guerra civile in Ucraina

24 feb­bra­io — Mai­dan! Maidan?
Cosa è suc­ces­so e cosa suc­ce­de­rà in Ucrai­na
di Gem­ma Ghiglia
Per capi­re qua­le futu­ro atte­de l’Ucraina, però, dob­bia­mo fare un pas­so indie­tro, tor­nan­do a par­la­re pro­prio di quel­la Rivo­lu­zo­ne Aran­cio­ne che nel 2004 ave­va anch’essa river­sa­to per le stra­de cen­ti­na­ia di miglia­ia di cit­ta­di­ni indi­gna­ti e desi­de­ro­si di un cambiamento.

Marzo

2 mar­zo — “Gli omo­ses­sua­li pos­so­no scor­dar­si i dirit­ti uma­ni”. A dir­lo è il Mini­stro ugan­de­se dell’Etica e dell’Integrità di Mela­nia Novel­lo Paglianti
Kam­pa­la, gior­na­le pub­bli­ca i nomi dei 200 omo­ses­sua­li più in vista del Paese.

Vio­len­ze, assas­si­ni, noti­zie di mor­te sono tran­si­ta­te come meteo­re nel­le testa­te dei gior­na­li, mostran­do­ci que­ste vicen­de come frut­to di improv­vi­si pogrom, e non come altret­tan­te tap­pe di un lun­go per­cor­so, segna­to dall’odio trans-omofobo.

4 mar­zo — The Great Crash – Ana­lo­gie fra cri­si di ieri e oggi di Fran­ce­sco Floris
Quel gior­no di set­tem­bre del 2008 in cui si deci­se, sen­za alcu­na appa­ren­te spie­ga­zio­ne razio­na­le, di lasciar fal­li­re Leh­man Bro­thers, dopo che nei due mesi pre­ce­den­ti si era­no sal­va­ti gigan­ti finan­zia­ri e assi­cu­ra­ti­vi del cali­bro di AIG: quel gior­no fu il nuo­vo 24 otto­bre o for­se meglio – 28 otto­bre, quan­do il siste­ma ban­ca­rio si rifiu­tò di tene­re in pie­di la gio­stra sca­te­nan­do il pandemonio.

Da entram­be le cri­si s’impara che a cer­ti livel­li non esi­ste dif­fe­ren­za o com­par­ti­men­ta­zio­ne sta­gna fra il “gio­co del­la finan­za” e la famo­sa “eco­no­mia rea­le” – espres­sio­ne quan­to meno abu­sa­ta in Ita­lia e che nega la com­ples­si­tà degli aggre­ga­ti economici.

10 mar­zo — Rosi­ko – Come la diplo­ma­zia euro­pea pre­fe­ri­sce l’estrema destra a Putin di Ales­san­dro Massone
Oggi, l’aggressività del­la Rus­sia qual­co­sa ha già otte­nu­to — ha dimo­stra­to la nostra com­ple­ta ina­de­gua­tez­za di fron­te ad una cri­si in cui ci è richie­sto piú che un com­men­to saputello.

19 mar­zo — Roche—Novartis. Cure for­se ille­ci­te e cer­ta­men­te costo­se di Giu­lia Pacchiarini
Nel­la riu­nio­ne del 27 Feb­bra­io 2014 l’Autorità Garan­te del­la Con­cor­ren­za e del Mer­ca­to, cono­sciu­ta anche come Anti­tru­st, ha san­zio­na­to le case far­ma­ceu­ti­che Roche e Novar­tis con oltre 180 milio­ni di euro com­ples­si­vi. Di cosa si tratta?

27 mar­zo — Ri-Maflow. Dopo quat­tro anni, tor­nia­mo nel­la fab­bri­ca di Trez­za­no per rac­con­ta­re la sua nuo­va real­tà di Mar­ta Clinco

Il nuo­vo pia­no non vede asso­lu­ta­men­te una fab­bri­ca tra­di­zio­na­le, ben­sì auto­ge­sti­ta, aper­ta al ter­ri­to­rio, il cui tes­su­to socia­le può entra­re e per­mea­re i diver­si spa­zi; si par­te dun­que dal pre­sup­po­sto che ci sono due dimen­sio­ni fon­da­men­ta­li, da valo­riz­za­re egual­men­te: in pri­mo luo­go quel­la pro­dut­ti­va, rap­pre­sen­ta­ta dai labo­ra­to­ri tut­to­ra in costru­zio­ne, e allo stes­so modo quel­la socia­le, costi­tui­ta dal­le varie atti­vi­tà che gra­vi­ta­no attor­no al pro­get­to cen­tra­le, attra­ver­so le qua­li la fab­bri­ca cer­ca di autofinanziarsi.

Aprile

1 apri­le — Il Tra­mon­to dell’Euro di Fran­ce­sco Floris
Per l’appuntamento del 25 mag­gio si pro­fi­la­no schie­ra­men­ti distan­ti anni luce dal­le posi­zio­ni tra­di­zio­na­li: più che uno scon­tro fra i prin­ci­pa­li atto­ri poli­ti­ci di Stra­sbur­go ―Popo­la­ri e Socia­li­sti (ai qua­le recen­te­men­te ha ade­ri­to il Par­ti­to Demo­cra­ti­co), e gli altri grup­pi pre­sen­ti all’interno del Par­la­men­to Euro­peo― le ele­zio­ni si con­fi­gu­ra­no come un vero e pro­prio refe­ren­dum sul­la tenu­ta del­la mone­ta uni­ca e sul­le poli­ti­che di auste­ri­tà con­dot­te nell’Unione a par­ti­re dal 2010, anno in cui si è dram­ma­ti­ca­men­te com­pre­so che la vicen­da con­ti­nen­ta­le lega­ta alla cri­si eco­no­mi­ca mon­dia­le non avreb­be neces­sa­ria­men­te segui­to la stes­sa para­bo­la di altri continenti.

8 apri­le — Ricu­ci­re l’Unione – Ana­li­si dell’UE in vista del­le ele­zio­ni par­la­men­ta­ri di Seba­stian Bendinelli

Le ele­zio­ni euro­pee, come si sa, non godo­no di fama feli­ce. La loro pre­sup­po­sta inu­ti­li­tà è anzi pro­ver­bia­le, e non solo nel nostro Pae­se: in Ger­ma­nia dagli anni ’70 cir­co­la il det­to “Hast du einen Opa, schick ihn nach Euro­pa”, ossia “Se hai un non­no, man­da­lo in Euro­pa”, allu­den­do all’abitudine dei par­ti­ti nazio­na­li di sfrut­ta­re il Par­la­men­to Euro­peo come una sor­ta di ospi­zio per poli­ti­ci dimen­ti­ca­ti, gior­na­li­sti di second’ordine, vec­chi uomi­ni di spet­ta­co­lo, fac­cen­die­ri e ami­ci vari.

10 apri­le — Fobie, com­plot­ti e vari­cel­la par­ty – Il mon­do biz­zar­ro del movi­men­to anti–vaccinazione di Ales­san­dro Massone
Il movi­men­to con­tra­rio alla vac­ci­na­zio­ne obbli­ga­to­ria è un feno­me­no mon­dia­le, e non limi­ta­to all’Italia o al M5S. La fobia per i vac­ci­ni è par­te, secon­do Paul Offit, auto­re del sag­gio Do You Belie­ve in Magic?, del­la pro­fon­da sfi­du­cia nei con­fron­ti dei pote­ri for­ti. Così come (giu­sta­men­te) non ci si sen­te piú in gra­do di affi­dar­si al pro­prio gover­no dopo le rive­la­zio­ni di Sno­w­den, il ger­me del dub­bio è pian­ta­to anche nei vac­ci­ni, il cui con­te­nu­to è ai geni­to­ri spes­so com­ple­ta­men­te sco­no­sciu­to. È una pau­ra natu­ra­le, che nasce dal rifiu­to di una cura pre­ven­ti­va, fomen­ta­ta da un’informazione par­zia­le ― o diret­ta­men­te fal­sa ― dif­fu­sa su inter­net da grup­pi “alter­na­ti­vi.”

11 apri­le — Fecon­da­zio­ne ete­ro­lo­ga – Demo­li­re un divie­to, costrui­re un dirit­to di Giu­lia Pacchiarini
Appro­va­ta defi­ni­ti­va­men­te il 19 Feb­bra­io 2004 per rego­la­men­ta­re le nor­me di pro­crea­zio­ne assi­sti­ta, la leg­ge 40 è sta­ta sin da subi­to osteg­gia­ta e cri­ti­ca­ta su vari fron­ti e per un buon nume­ro di ragio­ni. Que­ste si esten­do­no dal­la più o meno volu­ta ambi­gui­tà del testo di leg­ge, al con­te­nu­to del­la stes­sa, spes­so rite­nu­to ecces­si­va­men­te restrit­ti­vo. La nor­ma­ti­va effet­ti­va si apre affer­man­do l’intenzione di assi­cu­ra­re i dirit­ti di tut­ti i sog­get­ti coin­vol­ti, com­pre­so il nascituro.

15 apri­le — Una pol­tro­na per due – Popo­la­ri e Demo­cra­ti­ci in Euro­pa di Ste­fa­no Colombo
Il 25 Mag­gio van­no in sce­na le ele­zio­ni euro­pee. In que­sto bre­ve ciclo di arti­co­li vi pre­sen­te­re­mo gli atto­ri, la tra­ma e la sce­no­gra­fia. E maga­ri qual­che die­tro le quin­te pruriginoso.

16 apri­le — Mano negra clandestina
Inter­vi­sta con due ragaz­zi ille­ga­li
di Maria Cate­na Mancuso
Il 25 Mag­gio van­no in sce­na le ele­zio­ni euro­pee. In que­sto bre­ve ciclo di arti­co­li vi pre­sen­te­re­mo gli atto­ri, la tra­ma e la sce­no­gra­fia. E maga­ri qual­che die­tro le quin­te pruriginoso.

23 apri­le — Com­me­dia all’europea, atto II di Ste­fa­no Colombo
Set­ti­ma­na scor­sa vi abbia­mo par­la­to dei pro­ta­go­ni­sti del­la com­me­dia all’europea del 25 mag­gio. Ma ogni sce­neg­gia­tu­ra ha dei cat­ti­vi, e que­sta non fa ecce­zio­ne. Per “cat­ti­vi” inten­dia­mo tut­ti colo­ro che sono osti­li all’idea stes­sa di un’ Euro­pa uni­tà e for­te e si pro­pon­go­no di scar­di­nar­la dal interno.

29 apri­le — Non esi­sto­no pran­zi gra­tis – Tran­sa­tlan­tic Tra­de and Invest­ment Part­ner­ship for dum­mies di Fran­ce­sco Floris
In occa­sio­ne del­la recen­te visi­ta di Oba­ma nel vec­chio con­ti­nen­te, la stam­pa euro­pea e sta­tu­ni­ten­se si è con­cen­tra­ta sull’incontro tra il lea­der di Washing­ton e Papa Fran­ce­sco, oltre che sul­le cri­ti­che espres­se dal Pre­si­den­te ame­ri­ca­no alle can­cel­le­rie euro­pee, nel meri­to dei tagli ai bud­get per la dife­sa e le bas­se per­cen­tua­li di inve­sti­men­ti mili­ta­ri su pil rispet­to agli stan­dard americani.
Oba­ma ha espres­sa­men­te dichia­ra­to che “la liber­tà non è gratis”.
Non ci si è suf­fi­cien­te­men­te con­cen­tra­ti su quel­la che è la vera ragio­ne alla base del­la visi­ta pri­ma­ve­ri­le di Barack Oba­ma in Euro­pa — il nego­zia­to com­mer­cia­le in fase embrio­na­le che pren­de il nome di TTIP, Tran­sa­tlan­tic Tra­de and Invest­ment Partnership.

Maggio

1 mag­gio — Per­ché le mac­chi­ne han­no vin­to la guer­ra del lavo­ro con gli uma­ni di Seba­stian Bendinelli
In uno stu­dio inti­to­la­to The futu­re of employ­ment: how suscep­ti­ble are jobs to com­pu­te­ri­sa­tion?, pub­bli­ca­to a set­tem­bre 2013, gli eco­no­mi­sti Carl Frey e Michael Osbor­ne dell’Università di Oxford cal­co­la­no, sul­la base di vari indi­ca­to­ri, la pro­ba­bi­li­tà che una data occu­pa­zio­ne ven­ga auto­ma­tiz­za­ta, e sti­la­no così una clas­si­fi­ca del­le cate­go­rie più a rischio. La con­clu­sio­ne rag­giun­ta è quan­to­me­no pre­oc­cu­pan­te: il 47% degli impie­ghi (sul mer­ca­to del lavo­ro sta­tu­ni­ten­se) risul­ta infat­ti ad alto rischio di auto­ma­tiz­za­zio­ne, ossia potreb­be esse­re auto­ma­tiz­za­to entro die­ci o mas­si­mo vent’anni.

5 mag­gio — “Fuo­ri i rosa­ri dal­le nostre ova­ie” di Giu­lia Pacchiarini

Nel­la mat­ti­na­ta di ieri per le vie di Roma si dira­ma­va­no, can­di­di e leg­ge­ri i cor­do­ni di un cor­teo, auto­de­fi­ni­to­si Mar­cia per la Vita – tito­la­zio­ne equi­vo­ca che par­reb­be indi­ca­re la pre­sen­za di una qual­che Mar­cia per la Mor­te – con lo sco­po di ren­de­re l’aborto, la pil­lo­la del gior­no dopo, la Ru486 e simi­li appen­di­ci di apo­ca­lis­se, ille­ga­li, abro­gan­do la Leg­ge 194. L’utopica real­tà dai con­tor­ni ange­li­ca­ti per cui i mani­fe­stan­ti han­no sfi­la­to ieri sul­lo sfon­do di Castel Sant’Angelo, pare mol­to simi­le a ciò che si sta rea­liz­zan­do in ter­ri­to­rio spa­gno­lo dove, dal­lo scor­so dicem­bre, con­ti­nua­no ine­so­ra­bi­li le pro­te­ste con­tro la pro­po­sta di leg­ge che inten­de por­re net­te restri­zio­ni al dirit­to all’Aborto.
Ful­cro del­le mani­fe­sta­zio­ni spa­gno­le è il “Pro­tec­tion Act of the Life of the Con­cei­ved and the Rights of Pre­gnant Women”, che El Pais ha defi­ni­to l’atto più restrit­ti­vo in trent’anni di demo­cra­zia, ema­na­to il 20 Dicem­bre da Alber­to Ruiz-Gal­lar­dòn, mini­stro del­la giu­sti­zia dal 2011 nel gover­no di Maria­no Raioy, lea­der del Par­ti­to Popolare.

11 mag­gio — Bring Back Our Girls, Proi­bi­to stu­dia­re di Bian­ca Giacobone
È pas­sa­to qua­si un mese dal rapi­men­to e il gover­no nige­ria­no si è dimo­stra­to negli­gen­te nei ten­ta­ti­vi di recu­pe­ro, sca­te­nan­do le pro­te­ste den­tro e fuo­ri dal Pae­se. 223 ragaz­ze non dovreb­be­ro esse­re dif­fi­ci­li da indi­vi­dua­re, ma la fore­sta Sam­bi­sa è fol­ta ed intri­ca­ta e il nord del Pae­se sfug­ge total­men­te al con­trol­lo del­lo Sta­to: l’intero ter­ri­to­rio è sta­to dichia­ra­to in sta­to di emer­gen­za ed è inu­ti­le nega­re che i mili­tan­ti del Boko Haram sono spes­so meglio arma­ti dell’esercito gover­na­ti­vo o del­le for­ze di sicu­rez­za, gene­ral­men­te poco incli­ni ad avven­tu­rar­si in una zona così ostile.

14 mag­gio — La Guer­ra fred­da del gas di Fran­ce­sco Floris
È inu­ti­le cer­ca­re di nascon­der­si die­tro a un dito: le ten­sio­ni odier­ne in ter­ri­to­rio ucrai­no, le riven­di­ca­zio­ni, le pro­mes­se di aiu­ti finan­zia­ri da par­te del Fon­do Mone­ta­rio Inter­na­zio­na­le a Kiev – inde­bi­ta­ta nei con­fron­ti di Gaz­prom per 2,2 miliar­di di euro – sono l’estrema con­se­guen­za di uno scon­tro eco­no­mi­co fra UE e Crem­li­no cela­to die­tro la col­tre del­la diplo­ma­zia e del­le rela­zio­ni internazionali.

21 mag­gio — Il futu­ro assen­te del­la Siria di Ste­fa­no Colombo
La Siria oggi è un pan­de­mo­nio aggro­vi­glia­to di vio­len­za, con­fu­sio­ne, inte­res­si con­trap­po­sti e sovrap­po­sti più o meno espli­ci­ti che si pro­trae da tre anni. Come i Bal­ca­ni cent’anni fa e il Viet­nam negli anni Ses­san­ta, è un ter­re­no di con­flit­to usa­to da poten­ze regio­na­li e mon­dia­li per com­bat­ter­si una guer­ra indi­ret­ta e por­ta­re acqua al pro­prio muli­no; i con­flit­ti che non pos­so­no esplo­de­re altro­ve sono fat­ti scop­pia­re in que­sto bub­bo­ne como­do per ognu­no degli atto­ri in campo.

23 mag­gio — Sto­rie di don­ne inghiot­ti­te dal­la stra­da di Giu­lia Pacchiarini
Inu­ti­le e non neces­sa­rio — Sono mol­te le cose che potreb­be­ro esse­re defi­ni­te tali, eppu­re un’Associazione Onlus che lavo­ra nel cam­po del rein­se­ri­men­to per le per­so­ne vit­ti­me del­la trat­ta e del­la pro­sti­tu­zio­ne, non rien­tra in que­sta defi­ni­zio­ne. Con que­sta giu­sti­fi­ca­zio­ne sono sta­te nega­te le sov­ven­zio­ni alla sud­det­ta Asso­cia­zio­ne, che ha chie­sto di rima­ne­re ano­ni­ma, e che dopo quin­di­ci anni di lavo­ro nel­la zona sud ove­st di Mila­no, fra auto­stra­de, stra­de pro­vin­cia­li, vico­li e cam­pa­gne, nel pros­si­mo giu­gno chiu­de­rà i battenti.

27 mag­gio — Ecco come sono anda­te a fini­re le ele­zio­ni euro­pee di Ste­fa­no Colombo
Qual­che osser­va­zio­ne 36 ore dopo il voto per il rin­no­vo del Par­la­men­to Europeo.

28 mag­gio — Piaz­za del­la Log­gia, quarant’anni dal­la stra­ge di Fran­ce­sco Floris
Fis­sa­re negli occhi la bom­ba di Piaz­za del­la Log­gia è come guar­da­re il vol­to di un pas­san­te occa­sio­na­le in mez­zo a un grup­po di cono­scen­ti inti­mi: gli otto mor­ti di quel 28 mag­gio di quarant’anni fa non sono suf­fi­cien­ti a spro­na­re la memo­ria, sfi­gu­ra­no davan­ti alle car­ne­fi­ci­ne che han­no spor­ca­to di san­gue il suo­lo pub­bli­co duran­te gli anni di piom­bo — nume­ri degni di quest’etichetta così rea­li­sti­ca­men­te macabra.

Giugno

1 giu­gno — Una è già trop­po di Giu­lia Pacchiarini
La mat­ti­na del 19 mag­gio abbia­mo incon­tra­to Ales­san­dro Robec­chi per par­la­re del suo pri­mo roman­zo Que­sta non è una can­zo­ne d’amore, di pagina99, di sati­ra, poli­ti­ca e gio­vi­na­stri trop­po cresciuti.

4 giu­gno — Quel­li che fan­no ride­re ver­ran­no rispar­mia­ti – Inter­vi­sta ad Ales­san­dro Robec­chi di Fran­ce­sco Floris
Una è già trop­po. Così reci­ta la cam­pa­gna volu­ta dal­la Casa Bian­ca per sen­si­bi­liz­za­re la popo­la­zio­ne, soprat­tut­to quel­la uni­ver­si­ta­ria, riguar­do alla recen­te onda­ta di vio­len­ze ses­sua­li avve­nu­te tra le mura dei col­le­ge statunitensi.

10 giu­gno — Chi sarà nomi­na­to pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne euro­pea? di Seba­stian Bendinelli
La fase più deli­ca­ta e impor­tan­te per la defi­ni­zio­ne dei futu­ri equi­li­bri dell’Unione si svol­ge in que­ste set­ti­ma­ne, tra ver­ti­ci, sum­mit, trat­ta­ti­ve, incon­tri più o meno for­ma­li, più o meno riser­va­ti: una fase di labo­rio­se con­trat­ta­zio­ni, in pri­mo luo­go tra i par­ti­ti poli­ti­ci, chia­ma­ti a ridi­se­gna­re la geo­gra­fia del­le allean­ze nel nuo­vo Par­la­men­to. Così, men­tre a destra pren­de for­ma quel­la curio­sa “inter­na­zio­na­le del nazio­na­li­smo” che vuo­le uni­re i fron­ti dell’estrema destra popu­li­sta ed euro­scet­ti­ca, sot­to la gui­da del­la vit­to­rio­sa Mari­ne Le Pen, Bep­pe Gril­lo cer­ca di far dige­ri­re ai suoi l’alleanza con lo Ukip di Nigel Fara­ge e la sini­stra di Tsi­pras lot­ta per supe­ra­re le pri­me divi­sio­ni inter­ne e i pastic­ci con le candidature.

17 giu­gno — Gli occhi di Beli­nel­li di Fran­ce­sco Floris
Le lacri­me dei cam­pio­ni spor­ti­vi han­no sem­pre qual­co­sa di mala­to; sono come goc­ce aci­de che non dovreb­be­ro abbat­ter­si al suo­lo per non scalfirlo.
Con i loro sti­pen­di da schiaf­fo in fac­cia alla real­tà, con la loro fama, le loro fasti­dio­se avven­tu­re sen­ti­men­ta­li, con tut­to que­sto, le emo­zio­ni non gli andreb­be­ro perdonate.
Eppu­re l’altra not­te sul­la fac­cia di Beli­nel­li c’era qual­co­sa di trop­po uma­no per incaz­zar­si e non perdonare.

27 giu­gno — Col­pe­vo­li di difen­de­re il dirit­to all’informazione di Giu­lia Pacchiarini

Oggi tre col­le­ghi e ami­ci sono sta­ti con­dan­na­ti, per aver fat­to un bril­lan­te lavo­ro ed esse­re sta­ti gran­di gior­na­li­sti. “Col­pe­vo­li” di rac­con­ta­re sto­rie con gran­de abi­li­tà e inte­gri­tà. “Col­pe­vo­li” di difen­de­re il dirit­to all’informazione dei cit­ta­di­ni, per­ché sap­pia­no cosa sta suc­ce­den­do nel loro mondo.

29 giu­gno — Tut­ti i colo­ri dell’arcobaleno di Maria Cate­na Mancuso

Milanopride 2014

Luglio

2 luglio — Cri­sto si è fer­ma­to a Stra­sbur­go di Fran­ce­sco Floris
Ana­li­si sati­ri­ca del discor­so pro­gram­ma­ti­co di Mat­teo Ren­zi al Par­la­men­to Euro­peo per il seme­stre a gui­da ita­lia­na dell’Unione.

9 luglio — «L’istruzione non dovrà più assu­me­re il ruo­lo di ammor­tiz­za­to­re socia­le» Ma sia­mo anco­ra lon­ta­ni di Ste­fa­no Colombo
L’ennesima rifor­ma sco­la­sti­ca è sta­ta boc­cia­ta pre­ven­ti­va­men­te da di chi lavo­ra nel­la scuo­la soprat­tut­to per­ché, come le pre­ce­den­ti, è sta­ta vista come una rifor­ma di stam­po eco­no­mi­ci­sta, appron­ta­ta solo per rispar­mia­re e tagliuz­za­re le spe­se in modo più o meno mascherato.

22 luglio — Sei ciò che spre­chi di Maria Mancuso
Secon­do i dati dell’Associazione per la Dife­sa e l’Orientamento dei Con­su­ma­to­ri, in Ita­lia spre­chia­mo il 35% dei pro­dot­ti fre­schi, il 19% del pane e il 16% di frut­ta e ver­du­ra. Waste Wat­cher, l’Osservatorio inter­na­zio­na­le dell’Università di Bolo­gna, ha rile­va­to inol­tre che il 25% del­la spe­sa fini­sce nel­la spaz­za­tu­ra: 76 chi­lo­gram­mi di pro­dot­ti ali­men­ta­ri annui pro capite.

26 luglio — I bam­bi­ni filo Hamas e gli intel­let­tua­li filo idio­zie di Fran­ce­sco Floris
È usci­to in mat­ti­na­ta, sul­la ver­sio­ne onli­ne del quo­ti­dia­no Euro­pa, un arti­co­lo-opi­nio­ne di Fabri­zio Ron­do­li­no, che pren­de spun­to dal tema più scot­tan­te – alme­no a livel­lo emo­ti­vo – del­la “recen­te” esca­la­tion di vio­len­za nel con­flit­to israelo-palestinese.
Il tito­lo del pez­zo, che in poche paro­le rias­su­me la tesi por­tan­te dell’articolo, è Basta con quei bam­bi­ni usa­ti con­tro Israele.

31 luglio – Chiude l’Unità

31 luglio — Chi ha ucci­so l’Unità? di Seba­stian Bendinelli
Non è la pri­ma vol­ta che l’Unità scom­pa­re dal­le edi­co­le. Per iro­nia del­la sor­te, il fal­li­men­to attua­le cade qua­si esat­ta­men­te nel quat­tor­di­ce­si­mo anni­ver­sa­rio del suo imme­dia­to pre­ce­den­te, il 28 luglio 2000, quan­do la pub­bli­ca­zio­ne car­ta­cea (e nel giro di un mese anche quel­la digi­ta­le) fu inter­rot­ta. Era il cul­mi­ne di un trien­nio dif­fi­ci­le, comin­cia­to nel 1997 con la tran­si­zio­ne dal­la gestio­ne dei DS alla par­zia­le “pri­va­tiz­za­zio­ne”, cui segui­ro­no un dram­ma­ti­co crol­lo del­le copie ven­du­te e un for­te indebitamento.

31 luglio — Nel­la real­tà vir­tua­le del futuro
ci si scam­bia Mi pia­ce e si par­la in emo­ji — ma for­se c’è posto anche per il gior­na­li­smo
di Maria Mancuso

Non­ny de la Peña, gior­na­li­sta per varie testa­te tra cui New­sweek e The New York Times, ha uti­liz­za­to Ocu­lus Rift per dar vita alla, chis­sà, nuo­va fron­tie­ra del gior­na­li­smo: immer­si­ve journalism.

Agosto

1 ago­sto — Ebo­la, pre­ven­zio­ne e infor­ma­zio­ne uni­che cure di Giu­lia Pacchiarini
Ad oggi, l’epidemia di Ebo­la, dichia­ra­ta lo scor­so Mar­zo nell’Africa Occi­den­ta­le, è respon­sa­bi­le di 1323 con­ta­gia­ti e 726 vit­ti­me, tra Libe­ria, Gui­nea, Nige­ria e Sier­ra Leo­ne. Il pre­si­den­te di quest’ultima, Erne­st Bai Koro­ma, ha richie­sto lo sta­to di Emer­gen­za non più di 24 ore fa.

L’Ebola è una pato­lo­gia appar­te­nen­te alla fami­glia vira­le del­le Filo­vi­ri­dae, dal­la tipi­ca strut­tu­ra fila­men­to­sa. Dia­gno­sti­ca­ta per la pri­ma vol­ta nel 1976, l’infezione pos­sie­de cin­que cep­pi vira­li e un altis­si­mo tas­so di mor­ta­li­tà — tra il 50 e il 90% — e uno più bas­so di con­ta­gio, pro­prio per­ché la mor­te soprag­giun­ge così rapi­da­men­te che il più del­le vol­te il virus non rie­sce ad esse­re trasmesso.

6 ago­sto — Vita, mor­te, rina­sci­ta (?) del Par­ti­to Socia­li­sta Ita­lia­no di Ste­fa­no Colombo
QUALCUNO SI RICORDA DEL PSI? Dopo il rovi­no­so nau­fra­gio in Tan­gen­to­po­li sem­bra­va nien­te più che un relit­to del pas­sa­to, un ricor­do buo­no solo per i nostal­gi­ci del­la Pri­ma Repub­bli­ca e gli aman­ti dei garo­fa­ni. Giam­pao­lo Pan­sa l’aveva anno­ve­ra­to tra i ”Cari Estin­ti” del pre – Mani puli­te, in un suo libro di qual­che anno fa. Nel 2007, però, è avve­nu­to il mira­co­lo: dopo una sepol­tu­ra di 15 anni è resu­sci­ta­to, con tan­to di garo­fa­no e alla fac­cia del Pan­sa. Ma di que­sto gran ritor­no non sem­bra­no esser­se­ne accor­ti in molti.

11 ago­sto — Sei ciò che spre­chi II: cosa si fa in Ita­lia, cosa si farà duran­te Expo2015 di Maria Mancuso
Per­cor­so tra le ini­zia­ti­ve più inte­res­san­ti a soste­gno del­la lot­ta allo spre­co alimentare.

12 ago­sto — Good Mor­ning, Robin di Jaco­po Iside
“Guar­do il mon­do, vedo quan­to pos­sa esse­re spa­ven­to­so, a vol­te, e cer­co di affron­ta­re la pau­ra. La comi­ci­tà può aiu­ta­re ad affron­ta­re la pau­ra, sen­za para­liz­zar­ti ma anche sen­za dir­ti che tut­to il male spa­ri­rà. È come se dices­si: ok, pos­so sce­glie­re di ride­re di que­sta cosa e una vol­ta che ci avrò riso sopra avrò cac­cia­to il demo­ne e potrò affron­tar­la dav­ve­ro. Que­sto è quel­lo che cer­co di fare quan­do fac­cio il comico.”

Si è spen­to all’età di 63 anni Robin McLau­rie Wil­liams, atto­re comi­co polie­dri­co figlio del­la Juliard School di New York.

26 ago­sto — Le rispo­ste non si tro­va­no nel­la vita di chi muo­re di Gem­ma Ghiglia

La stam­pa e l’o­mi­ci­dio di Michael Brown.

27 ago­sto — L’eterno ritor­no del pro­fes­sor Zec­chi di Fran­ce­sco Floris
Il Mini­stro Maria Ele­na Boschi sareb­be “una gat­ta mor­ta alla rove­scia”, secon­do la cele­bre defi­ni­zio­ne che ne ha for­ni­to il pro­fes­sor Ste­fa­no Zec­chi – ordi­na­rio di Este­ti­ca pres­so l’Università Sta­ta­le di Mila­no – noto al gran­de pub­bli­co come opi­nio­ni­sta tele­vi­si­vo oltre che fie­ro redat­to­re di pam­phlet memo­ra­bi­li come Le pro­mes­se del­la bel­lez­zaL’artista arma­to (Oscar Mon­da­do­ri), pun­ti di rife­ri­men­to intel­let­tua­le per le mas­sa­ie ori­gi­na­rie di Voghe­ra e di altre depri­men­ti lan­de desolate.

30 ago­sto — Ste­p­child adop­tion – Il pri­mo pas­so ver­so l’adozione LGBT è sta­to fat­to di Giu­lia Pacchiarini
Que­sta è una sen­ten­za sto­ri­ca, sin­to­mo di una socie­tà diver­sa da quel­la per­ce­pi­ta più o meno volon­ta­ria­men­te in par­la­men­to e cree­rà un pre­ce­den­te — ma resta una sen­ten­za e come tale inci­de­rà solo par­zial­men­te, in casi spe­cia­li, e non basta più.

Settembre

1 set­tem­bre — La pro­te­sta dei reg­gi­se­ni in una Spa­gna umi­lia­ta da se stes­sa di Giu­lia Pacchiarini
Secon­do Madrid, come sot­to­li­nea para­dos­sal­men­te il mate­ria­le divul­ga­to, è la popo­la­zio­ne fem­mi­ni­le a dover impe­gnar­si per pre­ve­ni­re la vio­len­za ses­sua­le nei pro­pri con­fron­ti: è la vit­ti­ma a dover pre­ve­ni­re il carnefice.

10 set­tem­bre — Il refe­ren­dum scoz­ze­se tra incer­tez­za e imi­ta­zio­ne di Gio­van­ni Masini
Refe­ren­dum sull’indipendenza scoz­ze­se: qua­si tut­ti ne sono a cono­scen­za, mol­ti ne par­la­no, in pochis­si­mi se ne inte­res­sa­no dav­ve­ro. Vedia­mo di fis­sa­re alme­no alcu­ni pun­ti base per capir­ne di più.

26 set­tem­bre — Lo Sta­to Isla­mi­co – Dal­le ori­gi­ni ad oggi di Ste­fa­no Colombo
Uno spet­tro si aggi­ra in medio­rien­te: è il Calif­fo Al-Bagh­da­di, il cui Sta­to Isla­mi­co (o IS, o ISIL, o ISIS, o Calif­fa­to) por­ta ter­ro­re in Siria e Iraq, dif­fon­de ango­sce e timo­ri in tut­ta l’area isla­mi­ca, semi­na inter­ro­ga­ti­vi e coster­na­zio­ne in occi­den­te. Mar­te­dì Sta­ti Uni­ti, Ara­bia Sau­di­ta, Qatar, Bah­rein, Gior­da­nia ed Emi­ra­ti Ara­bi Uni­ti han­no attac­ca­to le basi mili­ta­ri dell’IS in Siria. Anco­ra non si sa se riu­sci­ran­no o meno a inde­bo­li­re un’organizzazione ormai for­tis­si­ma, arma­ta fino ai den­ti e con un eccel­len­te con­trol­lo del territorio.
Ma per­ché Calif­fo e Calif­fa­to vin­co­no? Chi li sostie­ne? Qua­li sco­pi hanno?

Ottobre

10 otto­bre — Spar­vie­ro si rac­con­ta – Sto­ria di un par­ti­gia­no del­la Secon­da Julia di Mar­ta Clinco

In viso la stes­sa gen­ti­lez­za di quel­la foto­gra­fia di grup­po, anno 1944, appe­sa accan­to alla fine­stra, accan­to a quel­la dei geni­to­ri: due fami­glie. Sono i com­pa­gni del­la Secon­da bri­ga­ta Julia. ”Sono mor­ti tut­ti. Quel­lo in bor­ghe­se, il com­mis­sa­rio di guer­ra del­la bri­ga­ta, pro­ba­bil­men­te ave­va i pidocchi”.

12 otto­bre — «Li voglia­mo indie­tro vivi» di Giu­lia Pacchiarini

Il caso dei 43 studenti messicani scomparsi

18 otto­bre — Soy­lent — Un nuo­vo modo di man­gia­re? di Maria Mancuso
Robert Rhi­ne­hart, un inge­gne­re sta­tu­ni­ten­se ven­ti­cin­quen­ne, ha pen­sa­to di dare il suo con­tri­bu­to alla lot­ta alla fame crean­do Soy­lent: una bibi­ta che dovreb­be for­ni­re l’apporto equi­li­bra­to di tut­ti i nutrien­ti neces­sa­ri al fab­bi­so­gno quo­ti­dia­no, piut­to­sto eco­no­mi­ca — più per gli sta­tu­ni­ten­si e i Pae­si dell’eurozona, meno per i Pae­si che ne avreb­be­ro più biso­gno, pena­liz­za­ti dal cam­bio col dol­la­ro — e che richie­de un tem­po di pre­pa­ra­zio­ne di pochi secondi

22 otto­bre — La lun­ga mar­cia del­lo sport fem­mi­ni­le di Arian­na Bet­tin Campanini
Lo sport come sia­mo abi­tua­ti a inten­der­lo oggi, lo sport pro­pria­men­te olim­pi­co, è feno­me­no in real­tà incre­di­bil­men­te recen­te. Figlie a loro modo del vita­li­smo deca­den­te, dell’esaltazione del­la poten­za e del bel gesto, del­la cele­bra­zio­ne del­la viri­li­tà pas­san­te per il cor­po e per l’attività fisi­ca, le Olim­pia­di moder­ne non dava­no inol­tre spa­zio alcu­no alla pra­ti­ca femminile.

Novembre

2 novem­bre — Desa­pa­re­ci­dos per pro­te­sta di Giu­lia Pacchiarini
«Non ci fidia­mo del governo».
Così dico­no al Pre­si­den­te mes­si­ca­no Enri­que Peña Nie­to i fami­glia­ri dei 43 stu­den­ti scom­par­si in Mes­si­co a fine set­tem­bre, a segui­to di alcu­ni scon­tri con la poli­zia loca­le, avve­nu­ti duran­te una pro­te­sta con­tro la recen­te rifor­ma dell’istruzione mes­si­ca­na che pena­liz­za la for­ma­zio­ne dei docen­ti. Non si fida­no del gover­no per­ché buo­na par­te dei suoi rap­pre­sen­tan­ti sono risul­ta­ti impli­ca­ti nel­la spa­ri­zio­ne degli stu­den­ti e per­ché colo­ro che non si sono dimo­stra­ti com­pli­ci non stan­no facen­do abbastanza.

8 novem­bre — Mes­si­co: con­fes­sio­ne shock sui 43 stu­den­ti disper­si di Giu­lia Pacchiarini
Mes­si­co, nel­la not­te tra il set­te e l’otto novem­bre – ora ita­lia­na – tre uomi­ni appar­te­nen­ti al car­tel­lo dei Guer­re­ros Uni­dos, arre­sta­ti per­ché rite­nu­ti con­nes­si alla spa­ri­zio­ne dei 43 stu­den­ti (disper­si ormai da più di 80 gior­ni), han­no con­fes­sa­to di aver­li uccisi.
Tutti.

11 novem­bre — Scan­da­lo EULEX – Gra­vi accu­se di cor­ru­zio­ne col­pi­sco­no la mis­sio­ne euro­pea in Koso­vo di Seba­stian Bendinelli
L’Unione Euro­pea si tro­va in que­sti gior­ni a fron­teg­gia­re un gra­ve scan­da­lo che ha inve­sti­to EULEX, la più gran­de e costo­sa mis­sio­ne euro­pea al di fuo­ri dei con­fi­ni comu­ni­ta­ri, atti­va in Koso­vo dal 2009. Maria Bamieh, pub­bli­co mini­ste­ro ingle­se impe­gna­to in EULEX, ha accu­sa­to di cor­ru­zio­ne alcu­ni mem­bri del­la mis­sio­ne, rife­ren­do­si ad epi­so­di avve­nu­ti nel 2012 e nel 2013. Pri­ma che fos­se­ro rese note le sue rive­la­zio­ni, pub­bli­ca­te a fine otto­bre dal quo­ti­dia­no koso­va­ro Koha Dito­re, la Bamieh è sta­ta sospesa.
EULEX esi­ste pro­prio per com­bat­te­re la cor­ru­zio­ne e la cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta in Koso­vo e soste­ne­re il cam­mi­no del gio­va­ne Sta­to ver­so l’integrazione europea.

L’alluvione

15 novem­bre — Geno­va mila­ne­se di Ste­fa­no Colombo
Il Fiu­me Seve­so è eson­da­to a Mila­no intor­no alle ore 15:00 del 12 Novem­bre. La zona som­mer­sa è sem­pre la stes­sa, una por­zio­ne di ter­ri­to­rio comu­na­le che va da Niguar­da fino a Via­le Ful­vio Testi e Via­le Zara. La mat­ti­na di gio­ve­dì 13 le sta­zio­ni di Mar­che e Istria del­la metro­po­li­ta­na linea 5 sono rima­ste ina­gi­bi­li e mol­ti mez­zi di super­fi­cie han­no subi­to devia­zio­ni. È la set­ti­ma vol­ta quest’anno che il Seve­so esonda.

21 novem­bre — Emer­gen­za immi­gra­zio­ne? Basta girar­si dall’altra par­te di Arian­na Bet­tin Campanini
Mare Nostrum richie­de­va un bud­get men­si­le di 9,5 milio­ni al mese, spe­si per un’attività nell’interesse di tut­ti gli Sta­ti mem­bri e che ave­va crea­to di fat­to un vero e pro­prio cor­ri­do­io uma­ni­ta­rio. Ma sia l’Italia che la UE sem­bra­no disco­no­sce­re i risul­ta­ti dell’operazione, o quan­to­me­no sem­bra­no rite­ner­li superflui.

25 novembre, le strade di Ferguson contro il Gran Giurì

Le bat­te­rie dell’egualitarismo di Ales­san­dro Massone
Sei anni dopo, i fal­li­men­ti di Oba­ma sono così tan­ti, e per mol­ti è l’uomo così diret­ta­men­te col­pe­vo­le, che è qua­si dif­fi­ci­le rin­fac­ciar­gli la sua com­ple­ta inu­ti­li­tà sul fron­te del­la pari­tà tra per­so­ne di colo­re diver­so. Ci si met­ta in fila.
Eppu­re fu for­se tra i piú gran­di erro­ri degli addet­ti alla cam­pa­gna elet­to­ra­le libe­ral dell’anno, quel­lo di carat­te­riz­za­re così chia­ra­men­te la cor­sa come una que­stio­ne di lot­ta con­tro il raz­zi­smo. Un gio­chet­to spor­co che per for­tu­na andò a segno — per­ché la vit­to­ria fu tut­ta, e solo, di Oba­ma, ma la scon­fit­ta sareb­be sta­ta di un’intera comunità.

27 novem­bre — Inter­vi­sta a Fabio Gale­si, Il con­si­glie­re di Zona 8 minac­cia­to di mor­te di Mar­ta Clinco
«Non mi sen­to solo, e nem­me­no i cit­ta­di­ni reste­ran­no soli. La mia pre­sen­za sarà fis­sa sul ter­ri­to­rio, come lo è sta­ta fino­ra. La vostra pre­sen­za qui, ‘sta sera, è un segna­le impor­tan­te, sia per il quar­tie­re di Quar­to Oggia­ro, sia per la cit­tà di Mila­no. Non ci fac­cia­mo inti­mi­di­re, andia­mo avan­ti con il nostro lavo­ro: ci cre­dia­mo, cre­dia­mo nel­la lega­li­tà. Per non chia­mar­le più peri­fe­rie ma cen­tro, Milano».

30 novem­bre — Bur­ki­na Faso, un mese dopo di Giu­lia Pacchiarini
Un mese dopo l’inizio del­la rivol­ta, le luci del­la stam­pa si sono spen­te sul Bur­ki­na Faso e sul­la sua rivo­lu­zio­ne dura­ta poco meno di 4 gior­ni, defi­ni­ta più vol­te “Rivo­lu­zio­ne 2.0” o “Pri­ma­ve­ra nera” con l’auspicio che altri Pae­si del con­ti­nen­te afri­ca­no, pie­ga­ti da dit­ta­tu­re tren­ten­na­li, potes­se­ro segui­re l’esempio del Bur­ki­na Faso.

Dicembre

4 dicem­bre — I lupi assal­go­no il greggio.

di Ales­san­dro Massone
Negli ulti­mi tre mesi il prez­zo del petro­lio ha ini­zia­to a scen­de­re bru­sca­men­te dal­la pre­ce­den­te quo­ta­zio­ne di 110$ U.S. al bari­le rima­sta rela­ti­va­men­te sta­bi­le dal 2011 in poi.
Lune­dì il prez­zo del petro­lio al bari­le ha toc­ca­to il valo­re mini­mo dal­lo scor­so otto­bre 2009, fino a 67.53$, per poi sta­bi­liz­zar­si a quo­ta 70$.
Il crol­lo, com­ple­ta­men­te ina­spet­ta­to dagli ana­li­sti che al con­tra­rio pre­ve­de­va­no un boom del prez­zo, è l’arma prin­ci­pa­le con cui l’OPEC sta muo­ven­do guer­ra per difen­de­re il pro­prio pri­ma­to dall’espansione dei gigan­ti rus­si e statunitensi.

5 dicem­bre — #Gamer­ga­te – Video­gio­ca­to­ri che odia­no le don­ne di Erin De Pasquale
In que­sto modo è nato il Gamer­ga­te, un movi­men­to tutt’ora in cor­so crea­to uffi­cial­men­te con l’obiettivo di riven­di­ca­re l’integrità eti­ca del gior­na­li­smo di set­to­re, ma in real­tà non è altro che un pre­te­sto per un attac­co miso­gi­no indiscriminato.

10 dicem­bre — PEGIDA e i fan­ta­smi del pas­sa­to tede­sco di Arian­na Bet­tin Campanini

Sono ormai miglia­ia e sono sem­pre di più: uomi­ni e don­ne, fie­ra­men­te tede­schi, fie­ra­men­te cri­stia­ni; sosten­go­no d’esser “patriot­ti­ci”. Non par­la­no coi gior­na­li­sti, lascia­no che sia­no i loro slo­gan a far­lo, e non cer­ca­no dia­lo­go alcu­no, nes­sun com­pro­mes­so con poli­ti­ci e partiti.
“Wir sind das Volk” – “Sia­mo il popo­lo” – scan­di­sco­no nel cor­so del­la loro mar­cia per le stra­de di Dresda.
Si fan­no chia­ma­re PEGIDA, acro­ni­mo sot­to cui vie­ne cela­to l’inquietante “Patrio­ti­sche Euro­päer gegen die Isla­mi­sie­rung des Abend­lan­des”, “Euro­pei patriot­ti­ci con­tro l’islamizzazione d’Occidente”, e da otto­bre, da quan­do han­no dato il via alle loro mani­fe­sta­zio­ni – una ogni lune­dì – il nume­ro dei loro sim­pa­tiz­zan­ti non fa che crescere.

12 dicembre – Sciopero generale contro il Jobs Act

13 dicem­bre — L’Italia non la fer­ma­no gli scio­pe­ri di Ales­san­dro Massone
Il Jobs Act è una con­ces­sio­ne alla clas­se diri­gen­te piú mio­pe e moc­co­lo­sa imma­gi­na­bi­le, una resa poli­ti­ca ai pia­gni­stei di impren­di­to­ri a cui inte­res­sa solo un’altra val­vo­la di sfo­go con­tro lo stress del­la cri­si finanziaria.
Dall’altra par­te, del movi­men­to stu­den­te­sco resta­no le mace­rie, un pugno di gio­va­ni dal­le richie­ste fumo­se, spes­so irrea­liz­za­bi­li, e dal­la linea poli­ti­ca confusa.
Il movi­men­to ope­ra­io non esi­ste più, è pre­sen­te una mas­sa di lavo­ra­to­ri impe­gna­ti in un debo­le dis­sen­so che in que­sto arti­co­lo con­ti­nue­re­mo a chia­ma­re movi­men­to — sep­pur non in manie­ra appro­pria­ta, soprat­tut­to su sca­la nazionale.
Dai recen­ti epi­so­di di lot­ta, a Piom­bi­no e a Ter­ni è emer­sa chia­ra la richie­sta di un pia­no indu­stria­le, ma i sin­da­ca­ti non sono sta­ti capa­ci di allar­ga­re lo sco­po a livel­lo nazionale.

16 dicem­bre — 3533 per il dirit­to allo stu­dio di Ste­fa­no Colombo
Nel tar­do pome­rig­gio di ieri, un fol­to drap­pel­lo di stu­den­ti s’è pre­sen­ta­to sot­to a Palaz­zo Lom­bar­dia, la nuo­va sede di vetro del­la Regio­ne, per oppor­si ai tagli ai fon­di per il dirit­to allo stu­dio annun­cia­ti dal­la giun­ta Maro­ni. I mani­fe­stan­ti – chia­ma­ti a rac­col­ta da alcu­ne sigle stu­den­te­sche come UDS, Link e Uni­Sì, appog­gia­te anche dal­la CGIL – han­no poi con­se­gna­to le 3533 fir­me di stu­den­ti del­la Sta­ta­le e del­la Bicoc­ca che han­no mes­so nome, cogno­me e nume­ro di matri­co­la per oppor­si a quel­lo che da mol­ti vie­ne visto come un atto discri­mi­na­to­rio ver­so i meno abbienti.

19 dicem­bre — Sto­ria di un embar­go dura­to oltre mez­zo seco­lo di Jaco­po Iside
Nel­la gior­na­ta di mer­co­le­dì 17 dicem­bre 2014 Barack Oba­ma ha dato un annun­cio del­la ripre­sa, dopo oltre mez­zo seco­lo, dei rap­por­ti diplo­ma­ti­ci Usa-Cuba. A comin­cia­re dal­la ria­per­tu­ra del­le rispet­ti­ve ambasciate.

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Stefano Colombo
Stu­den­te, non gior­na­li­sta, mila­ne­se arioso.

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