Istruzioni editoriali per elfi precari

Li si vede entra­re, pic­co­let­ti e infa­got­ta­ti, i ciuc­ci in boc­ca, le mani attor­ci­glia­te a quel­le dei geni­to­ri, sgam­bet­ta­no all’altezza del­lo scaf­fa­le più bas­so, o si allun­ga­no per scen­de­re dai pas­seg­gi­ni di due pia­ni, cin­que cin­tu­re, tre misu­re e sei ruo­te, dove sono sta­ti inca­stra­ti con amo­re e un piz­zi­co di nevro­si parentale.
Spa­lan­ca­no gli occhi, pren­do­no tra le mani i libri, riman­go­no incan­ta­ti, deci­do­no, poi scar­ta­no, poi apro­no volu­mi più gran­di di loro e seguo­no con il dito le sil­la­be del­le paro­le più dif­fi­ci­li. Infi­ne, guar­da­no in su ed escla­ma­no: “Voglio questo”.
Quan­do scel­go­no un libro i bam­bi­ni fan­no la loro sele­zio­ne sapen­do che se ne andran­no con un nuo­vo com­pa­gno di gio­chi (o con il tito­lo, nel caso fos­se un acqui­sto a cari­co di Bab­bo Nata­le e col­le­ghi vari) e non inten­do­no fare erro­ri, è un rega­lo, mica uno scherzo.

Pec­ca­to che nel­le libre­rie dell’infanzia, i bam­bi­ni non entri­no così spes­so come l’immagine appe­na evo­ca­ta vi indu­ce a cre­de­re. Nel­le libre­rie per bam­bi­ni entra­no i non­ni, i geni­to­ri, gli zii, gli ami­ci di mam­ma e papà, i cugi­ni di secon­do gra­do che non vedo­no il resto del clan fami­glia­re più di una vol­ta all’anno e una buo­na quan­ti­tà di altra gen­te che deci­de di per­se­gui­re l’arduo com­pi­to di rega­la­re un libro a una crea­tu­ra al di sot­to dei cano­ni­ci 14–13 anni. Buo­na par­te di loro indi­vi­dua nel libro il “dono intel­li­gen­te”, un’alternativa fur­ba ad abi­ti e gio­chi medio­cri, un meto­do per allon­ta­na­re il gio­va­ne embrio­ne par­lan­te dal­le ten­ta­zio­ni mal­sa­ne di video­ga­me e tele­vi­sio­ne, e per edu­ca­re ai sani valo­ri di let­te­ra­tu­ra, arte e uma­ne­si­mo, Gero­ni­mo Stil­ton docet.

Sot­to Nata­le la pre­sen­za di que­sti indi­vi­dui tor­men­ta­ti da istin­ti didat­ti­ci si tri­pli­ca, e giun­go­no flot­te di adul­ti che di roman­ti­co han­no poco più del bud­get, poca fan­ta­sia e un’i­dea del­la peda­go­gia sui gene­ris. Sono acqui­ren­ti con cui il libra­io medio — già pie­ga­to dal­la cri­si del­l’e­di­to­ria e dal­l’ir­ri­ta­zio­ne cuta­nea data dal­l’en­ne­si­mo testo di ricet­te “sfi­zio­se e golo­se” — non desi­de­ra tra­scor­re­re infi­ni­ti quar­ti d’o­ra, per cui, se può per­met­ter­se­lo, assu­me per­so­na­le che lo fac­cia per lui, in modo pazien­te, rapi­do ed efficiente.

Ecco qualche consiglio editoriale per questi elfi natalizi mancati e un paio di regole di sopravvivenza – propria e altrui – per ogni volta che i fantocci di babbo natale inizieranno a comparire ai balconi delle case, stretti tra luminarie al neon e angeli appesi per il collo in un drammatico tentativo di volo natalizio.

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Enfant Pro­di­ge

Sono la per­cen­tua­le mag­gio­re tra l’af­fa­bi­le clien­te­la che vi capi­te­rà di incon­tra­re: riten­go­no il pic­co­lo cuc­cio­lo in que­stio­ne un pro­di­gio viven­te – un gio­va­ne Mozart, un eclet­ti­co Ren­zo Pia­no, una pic­co­la Vir­gi­nia Woolf – e non han­no dub­bi in meri­to al bril­lan­te futu­ro che lo aspet­ta oltre i già lumi­no­si cin­que anni di vita. Que­sti orgo­glio­si acqui­ren­ti si rico­no­sco­no subi­to, per­ché doman­dan­do loro l’e­tà del pic­co­lo rispon­de­ran­no pre­ci­san­do ine­vi­ta­bil­men­te: “Però è avan­ti eh!” per poi lan­ciar­si in una sfre­na­ta descri­zio­ne dei mira­co­li com­piu­ti dal­la crea­tu­ra bene­det­ta dal fato. A que­sto pun­to ogni buon libra­io occa­sio­na­le si ritro­va con­dan­na­to ad ascol­ta­re l’an­no e mez­zo di vita vis­su­ta dal­l’es­se­ri­no (quan­do non sono cin­que, set­te o quat­tor­di­ci anni), che si fa pie­no di even­ti disar­man­ti — dal suo lin­guag­gio for­bi­to ric­co non solo di ter­mi­ni ele­men­ta­ri qua­li “mam­ma” e “papà” ma anche del­l’e­len­co in ordi­ne alfa­nu­me­ri­co dei prin­ci­pa­li distret­ti del Nord Dako­ta, al modo in cui supe­ra il fra­tel­lo (per­ché c’è sem­pre un fra­tel­lo demo­li­to a suo con­fron­to) in astu­zia, bel­lez­za, sim­pa­tia, intel­li­gen­za, cari­sma, talen­to e matu­ri­tà generale.

Rara­men­te si trat­ta di paren­ti stret­ti del bam­bi­no, lo fre­quen­ta­no quel tan­to che basta per lasciar­si sor­pren­de­re da ogni suo gor­go­glio, rac­con­ta­re ai quat­tro ven­ti tut­te le sue abi­li pro­dez­ze sco­la­sti­che e gon­fia­re il pet­to al solo guar­dar­lo reci­ta­re la cano­ni­ca poe­sia di Nata­le. Da colo­ro che descri­vo­no tali mira­co­li ver­ran­no quin­di ban­di­ti i clas­si­ci testi car­to­na­ti, per non par­la­re di quel­li in tes­su­to, allon­ta­na­ti con una smor­fia Il Libro del Bebè o i testi del­la col­la­na del­la Coc­ci­nel­la edi­zio­ni, Quan­te doman­de quan­te rispo­ste, nul­la che pos­sa far pen­sa­re che il bam­bi­no abbia qual­co­sa da impa­ra­re. Pri­ma che vi fac­cia­no estrar­re dagli scaf­fa­li buo­na par­te del repar­to edi­to­ria­le degli ulti­mi 20 anni, meglio sele­zio­na­re per loro i testi del­la serie i Clas­si­ci­ni di EL o anco­ra meglio i testi più mae­sto­si e impres­sio­nan­ti del­l’il­lu­stra­to­re Bem­ja­min Lacom­be­co­me come Bian­ca­ne­veL’er­ba­rio del­le fate o anco­ra C’e­ra una vol­ta… che con le appli­ca­zio­ni pop up li sor­pren­de­rà a tal pun­to da far­li sci­vo­la­re via da voi, in esta­si. Nel caso inve­ce si trat­ti di paren­ti di inap­pel­la­bi­li futu­ri scien­zia­ti vira­te rapi­da­men­te su Egit­to­lo­giaOcea­no­lo­gia del­la Riz­zo­li o su qual­sia­si testo riguar­dan­te il regno ani­ma­le del­la De Ago­sti­ni — clas­si­co e dal­l’e­co sco­la­sti­co, li avre­te in pugno. Il tut­to sem­pre che non sia­no entra­ti con l’in­ten­zio­ne incrol­la­bi­le di acqui­sta­re Cuo­reIl pic­co­lo Prin­ci­pe al loro par­go­lo, in que­sto caso accon­ten­ta­te­li, sia voi che lui non ave­te scelta.

Con­si­gli:
0–1 anno: Il mio pri­mo libro del­le atti­vi­tà — Gio­chi Educativi
2–5 anni: Gli ani­ma­li del­la Fore­sta — De Ago­sti­ni ; Sto­rie del­la Buo­na­not­te per sogni colo­ra­tis­si­mi — Skira
5–7 anni: Robin Hood — i Clas­si­ci­ni di EL ; Enci­clo­pe­dia Pre­i­sto­ri­ca, Bestie Gigan­ti — Fab­bri ; L’er­ba­rio del­le fate — Ben­ja­min Lacom­be Come
7–10 anni: La Bam­bi­na con il fal­co­ne — Bian­ca Piz­zor­no; Egit­to­lo­gia — Rizzoli;
11–14 anni: Un libro per Han­na — Pres­sler Mir­jam; Sei Sta­to tu? La Costi­tu­zio­ne attra­ver­so le doman­de dei bam­bi­ni — Colom­bo Ghe­rar­do, Sar­fat­ti Anna, 2009, Salani

Con­ser­va­to­ri

Non fate­vi ingan­na­re dal­la gio­va­ne età, non pren­de­te­li in sim­pa­tia, vi ful­mi­ne­ran­no all’i­stan­te, sono esse­ri supe­rio­ri e inten­do­no dimo­strar­ve­lo. Si muo­vo­no in cop­pia, rigo­ro­sa­men­te ete­ro, lei ha la mani­cu­re fre­sca, tac­chi ai pie­di e capel­li in pie­ga anche se fuo­ri neb­bia umi­da incom­be sul mon­do; lui è ben cura­to, nul­la di ecces­si­vo, cer­ca di pia­ce­re e fa bat­tu­te che non fan­no ride­re (ma ride­te). Si trat­ta di una dira­ma­zio­ne del grup­po sopra descrit­to, tut­ta­via non si limi­ta­no a loda­re la men­te acu­ta del bam­bi­no — spe­ci­fi­can­do che è l’ov­vio frut­to del buon nome del­la fami­glia (alto rischio di incap­pa­re nel deca­lo­go del­le pre­sti­gio­se pro­fes­sio­ni del paren­ta­do) — ci ten­go­no anche a pre­ci­sar­ne la mora­li­tà e i valo­ri sal­di vigen­ti alle gio­va­ni spalle.

A que­sto pun­to toc­ca a voi dimo­stra­re le vostre capa­ci­tà, e per far­lo ricor­da­te che per i vostri clien­ti esi­sto­no testi pro­fon­da­men­te giu­sti e testi incre­di­bil­men­te sba­glia­ti, quin­di non azzar­da­te­vi a pro­por­re allo zio di un bam­bi­net­to di quat­tro anni favo­le da mol­lac­cio­ni come Il Ric­co e il Pove­ro o un testo con una qual­si­vo­glia pro­ta­go­ni­sta di ses­so fem­mi­ni­le come Cap­puc­cet­to Ros­so, né ten­ta­te di affib­bia­re Chi me l’ha fat­ta in testa?La fami­glia Cac­ca­puz­za alla cugi­na di una leg­gia­dra fan­ciul­li­na: potreb­be­ro andar­se­ne da quel nego­zio di dege­ne­ra­ti sen­za com­pra­re nul­la. Sta­te trat­tan­do con acqi­ren­ti che cre­do­no cie­ca­men­te nel pre­do­mio­nio del blu e del rosa nei due ses­si, pen­sa­no che Har­ry Pot­ter sia da sfi­ga­ti, che il fan­ta­sy sia il pre­lu­dio del­la disoc­cu­pa­zio­ne e odia­no Pip­pi Cal­ze­lun­ghe in quan­to indi­sci­pli­na­ta orfa­nel­la pri­va di ambi­zio­ni con­cre­te. Per le ragaz­zi­ne chie­do­no Un Cuo­re XXLCol­pa del­le stel­le — beste­sel­ler stuc­che­vo­li che ripor­ta­no le let­tri­ci al loro ruo­lo di futu­re aman­ti sen­za ragio­ne­vo­lez­za alcu­na — ma non doman­de­ran­no mai l’a­na­lo­go al maschi­le, sem­bra infat­ti che i pre­a­do­le­scen­ti del­la loro stir­pe abban­do­ni­no la let­tu­ra per dar­si al bro­ke­rag­gio sen­za scru­po­li o al limi­te al bullismo.

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Sia­te poi fur­bi nel con­trol­la­re che vi sia sem­pre un lie­to fine, o meglio, un fine ancor più lie­to nei testi che pro­po­ne­te per crea­tu­re sot­to i dodi­ci anni. Il lupo cat­ti­vo di cap­puc­cet­to ros­so infat­ti – che per la cro­na­ca divo­ra non­na e nipo­te per esse­re poi squar­ta­to da un cac­cia­to­re – non deve mori­re ben­sì diven­ta­re vege­ta­ria­no (Fia­be per i più pic­ci­ni, edi­zio­ni Usbor­ne) e le illu­stra­zio­ni, colo­ra­te e arro­ton­da­te, deb­bo­no mostra­re per­so­nag­gi sor­ri­den­ti in ogni pagi­na. Sono tabù mor­ti, spa­ri­zio­ni, vio­len­ze e simi­li cata­stro­fi che nel magi­co mon­do dei bam­bi­ni non esi­sto­no e non devo­no esistere.
Abban­do­na­te pas­sio­ni giu­sti­zia­li­ste e sal­va­te­vi con Io Rica­mo! e Il libro­ne dei Trat­to­ri Gigan­ti, ma pren­de­te­vi la sod­di­sfa­zio­ne di scam­bia­re i testi nel­l’at­to di impac­chet­tar­li in car­te rispet­ti­va­men­te blu e rosa.

Con­si­gli:
0–1 anno: Cene­ren­to­la. Una fia­ba da ani­ma­re — Fer­ri Fran­ce­sca, EL ;
2–5 anni: Il curio­so tac­cui­no di bestie peri­co­lo­se del dott. Bel­la­my — 2011, Gribaudo
5–7 anni: Cate­ri­na Cer­tez­za — Modia­no Patrick, Sem­pé Jean-Jac­ques, 2014, Don­zel­li ; Eroi gre­ci. Era­cle, Gia­so­ne, Teseo - Laz­za­ra­to Fran­ce­sca, 2014, La Nuo­va Fron­tie­ra Junior
7–10 anni: Il giar­di­no segre­to. — Bur­nett Fran­ces H., 2009, BUR Biblio­te­ca Univ. Riz­zo­li ; Abba­ia­re stan­caPen­nac Daniel, 2014, Salani
11–14 anni: Un cuo­re XXL - D’A­ma­rio Sara, 2013, Fanucci

Gli Anti­con­for­mi­sti

Se fos­si­mo in una favo­la sareb­be­ro gli acer­ri­mi nemi­ci dei pre­ce­den­ti, o per­lo­me­no vor­reb­be­ro defi­nir­si tali. Ama­no i testi in car­ta rici­cla­ta, i gio­chi eco­lo­gi­ci, si pre­oc­cu­pa­no del­la pro­ve­nien­za di libri, colo­ri e tes­su­ti, boi­cot­ta­no ciò che non cono­sco­no a fon­do, odia­no le prin­ci­pes­se, i supe­re­roi, il rosa e il blu (vedi sopra), le cose che non esi­sto­no in natu­ra (ma fate, gno­mi e fol­let­ti sono i loro pro­ta­go­ni­sti pre­fe­ri­ti). Pre­fe­ri­sco­no testi impe­gna­ti, pre­fe­ri­bil­men­te ambien­ta­ti in luo­ghi degra­da­ti e sen­za pos­si­bi­li­tà di soprav­vi­ven­za, che par­li­no di ani­ma­li adot­ta­ti, mafia, sfrut­ta­men­to di esse­ri viven­ti vari, meglio se scrit­ti da psi­co­te­ra­peu­ti o peda­go­ghi, se con­si­glia­ti da Rober­to Savia­no si rag­giun­ge l’apoteosi.

Con loro non è gio­co faci­le, vi sono poche vie per ovvia­re lo spro­lo­quio sul­l’u­gua­glian­za di gene­re o sul­le mal­va­gi­tà degli OGM che potreb­be ini­zia­re tra un con­si­glio let­te­ra­rio e l’al­tro. Ini­zia­te pro­po­nen­do Luis Sepul­ve­da di cui è uti­liz­za­bi­le, in extre­mis, qua­si ogni testo — da Sto­ria di una Gab­bia­nel­la e del gat­to che le inse­gnò a vola­re all’ul­ti­mo suc­ces­so Sto­ria di una luma­ca che sco­prí l’im­por­tan­za del­la len­tez­za. Sepul­ve­da farà impaz­zi­re gli aman­ti degli ani­ma­li e degli ani­ma­li par­lan­ti con un cuo­re ogget­ti­va­men­te più gran­de e cal­do di quel­lo degli esse­ri uma­ni. Nel caso però, come è pro­ba­bi­le, i dif­fi­ci­li clien­ti abbia­no già rega­la­to a ogni mino­re nel rag­gio di cen­to metri tut­ti i testi in que­stio­ne, abban­do­na­te ogni remo­ra e lan­cia­te­vi sui libri di cui non capi­te il sen­so, quel­li sen­za paro­le, in rima, dal­le illu­stra­zio­ni inquie­tan­ti come Sto­ria del Bam­bi­no Buo­no e Sto­ria Bam­bi­no Cat­ti­voZim­boRen­na Bian­ca, quel­li che ini­zia­no con una doman­da come E dopo mil­le? o Il Mon­do di Sofia, e se ne ave­te uno in brail­le come Il Libro dei Colo­ri ave­te fat­to centro.
Per il pac­chet­to non ci sono pro­ble­mi o per­di­te di tem­po: ci pen­se­ran­no loro stes­si uti­liz­zan­do le pagi­ne di costu­me di gior­na­li rac­col­ti in archi­vio da anni.

Con­si­gli:
0–1 anno: Il mio pri­mo carez­za­li­bro — Watt Fio­na, 2010, Usbor­ne Publishing
2–5 anni: Il bosco — 2005, La Coccinella
5–7 anni: Le fate dei fio­ri. — Bar­ker Cice­ly M., 2006, Fabbri
7–10 anni: Bibi Bam­bi­na del Nord ; Non­na gang­ster — Wal­liams David, 2014, L’Ippocampo
11–14 anni: Per que­sto mi chia­mo Gio­van­ni — Gar­lan­do Lui­gi, 2012, BUR Biblio­te­ca Univ. Riz­zo­li ; Ho sogna­to la cioc­co­la­ta per anni — Bir­ger Tru­di, Green Jef­frey M., 2013, Piemme;

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Gli Ipe­rat­ti­vi, iper­ci­ne­ti­ci ecc.

Que­sti acqui­ren­ti ama­no la let­tu­ra, pro­ba­bil­men­te a Nata­le rega­la­no solo e uni­ca­men­te libri, anche a chi libri non ne vuo­le, con la spe­ran­za che poi ver­ran­no con­ces­si in pre­sti­to per poi dive­ni­re di pro­prie­tà. Tra le pic­co­le vit­ti­me di que­sta cul­tu­ra stra­bor­dan­te vi sono ovvia­men­te anche i bambini.
I per­so­nag­gi con cui ave­te a che fare sono in gene­re habi­tué del­la libre­ria, i pro­prie­ta­ri li chia­ma­no per nome, cono­sco­no il posto di ogni testo meglio di voi com­mes­si occa­sio­na­li ma nono­stan­te que­sto vi chie­do­no aiu­to per­ché i desti­na­ta­ri que­sta vol­ta sono un osso duro. Si trat­ta di bam­bi­ni a cui loro vor­reb­be­ro dav­ve­ro tan­to rega­la­re Pic­co­le Don­neVen­ti­mi­la leghe sot­to i mari ma vi è un gros­so pro­ble­ma: que­sti esse­ri pro­prio non ama­no i libri, anzi, ne sono i peg­gior detrat­to­ri, pre­fe­ri­sco­no lo sport o la musi­ca o il gio­co o addi­rit­tu­ra la tele­vi­sio­ne. I dispe­ra­ti acqui­ren­ti li defi­ni­sco­no cau­ta­men­te “ipe­rat­ti­vi” – ma solo per­ché “dege­ne­ra­ti” sareb­be fuo­ri luo­go – e cer­ca­no quin­di una via di mez­zo per non abban­do­na­re il loro amo­re let­te­ra­rio e far sì che l’ac­qui­sto non riman­ga abban­do­na­to sul­lo scaf­fa­le più alto del­la came­ret­ta, sopra i libri sco­la­sti­ci per intenderci.

La pro­po­sta che fan­no è il Libro Gioco.
Ebbe­ne, pos­so assi­cu­ra­re che il libro gio­co non esiste.
Esi­sto­no i libri da leg­ge­re, da colo­ra­re, da incol­la­re, da rita­glia­re, ma non ci si può aspet­ta­re che da un libro pos­sa esse­re estrat­to un dra­go spu­ta­fuo­co che spu­ta fuo­co qua­si vero.
Solo che que­sto non si può dire.
Ser­vi­te­vi quin­di dei libri ope­ra­ti­vi del­la Usbor­ne che offro­no alter­na­ti­ve inte­rat­ti­ve per mol­ti temi – dagli alie­ni ai caval­li, dal­la natu­ra alle auto­mo­bi­li – oppu­re sfrut­ta­te quei gio­chi che per caso con­ten­go­no un fasci­co­lo simil-let­te­ra­rio come Cap­puc­cet­to Ros­so in puzz­le di Edi­zio­ni del Borgo.
Soste­ne­te la leg­gen­da del libro gio­co e sal­ve­re­te un libro dal­la polvere.

Con­si­gli:
2–5 anni: Vali­get­ta sto­rie del­la fat­to­ria — 2014, Usbor­ne Publishing
5–7 anni: Mega­li­bro da colo­ra­re con atti­vi­tà — Rob­son Kir­steen, 2014, Usbor­ne Publi­shing ; Pez­zet­ti­no — Lion­ni Leo, 2013, Babalibri
7–10 anni: Il favo­lo­so libro del­le bam­bo­le di car­ta. — Col­lings Julie, 2012, Edi­to­ria­le Scien­za; Lo fac­cio io! Lavo­ret­ti per bam­bi­ni e idee crea­ti­ve per ogni occa­sio­ne — Alfon­si Anna, 2013, Lapis

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Non lo conosco

Ecco­ci giun­ti al vero dram­ma, colo­ro che rega­la­no libri a bam­bi­ni di cui san­no a mala­pe­na il nome. Cer­to, rega­la­re un gio­co è qua­si noio­so ormai, con un abi­to si rima­ne sem­pre incer­ti sul­la taglia, allo­ra per­ché non un bel libro? Tut­ta­via, anche per i libri e i loro bam­bi­ni è neces­sa­ria una taglia, sape­re che ha cin­que anni non lascia tra­spa­ri­re la pas­sio­ne per i dino­sau­ri o quel­la per i pia­ne­ti o l’a­mo­re per i cater­pil­lar, i pony o le fate.
Se quin­di né il clien­te né il com­mes­so cono­sco­no que­sto bam­bi­no tan­to for­tu­na­to da meri­ta­re un rega­lo da eme­ri­ti sco­no­sciu­ti, que­sto bam­bi­no biso­gna inven­tar­se­lo. Si ini­zi quin­di a trat­teg­gia­re i con­tor­ni di un ipo­te­ti­co ragaz­zi­no, si ini­zi a inda­ga­re, si testi­no più temi e si riman­ga in aller­ta in atte­sa di un’om­bra di inte­res­se sul vol­to con­trat­to e con­fu­so del­l’ac­qui­ren­te. Tro­va­te il pun­to foca­le e pro­po­ne­te tut­te le alter­na­ti­ve del caso, tut­to ciò che si può col­le­ga­re a ciò che ha sol­le­ti­co l’at­ten­zio­ne del vostro clien­te, che sia l’a­tlan­te geo­gra­fi­co, bal­le­ri­ne o topi volan­ti, tut­to si può tro­va­re, sta sta voi con­vin­cer­li che si trat­ta del rac­con­to per­fet­to, per­ché loro, come pro­ba­bil­men­te vi han­no già det­to, non ne han­no idea.

Con­si­gli:
0–1 anno: Ciao, agnel­li­no! ‑Swar­tz Dan­na V., Gré­goi­re Marie-Hé, lène, 2008, EL
2–5 anni: Pic­co­lo blu e pic­co­lo gial­lo — Lion­ni Leo, 1999, Babalibri
5–7 anni: Un cuo­re da Leo­ne Levi Lia, 2014, Piem­me; Lind­ber­gh. L’av­ven­tu­ro­sa sto­ria del topo che sor­vo­lò l’o­cea­no — Kuhl­mann Tor­ben, 2014, Orec­chio Acerbo
7–10 anni: Matil­de — Dahl Roald, 2008, Salani
11–14 anni: L’a­mi­co imma­gi­na­rio — Dicks Mat­thew, 2014, Giun­ti Edi­to­re ; Noi sia­mo infi­ni­to. Ragaz­zo da pare­te — Chbo­sky Ste­phen, 2014, Sper­ling & Kupfer

Que­sti per­so­nag­gi li incon­tre­re­te ogni gior­no, insie­me a colo­ro che vi doman­de­ran­no manua­li sul­la cac­cia per bam­bi­ni e colo­ro che vi chie­de­ran­no di fare da baby sit­ter più o meno tem­po­ra­neo ai loro par­go­li o chi vi pre­ghe­rà di nascon­de­re libri in magaz­zi­no per man­te­ne­re intat­ta la fede in bab­bo nata­le. Con­si­glia­te appe­na pote­te Roald Dahl e i suoi roman­zi in cui i bam­bi­ni sono più for­ti degli adul­ti e si ride tan­to, evi­ta­te i testi noio­si, evi­ta­te Il Pic­co­lo Prin­ci­pe, tro­va­te le pagi­ne giu­ste e le paro­le più adat­te per rac­con­tar­le. Sia­te pron­ti, sia­te for­ti, e con un po’ for­tu­na avre­te l’o­no­re di incon­tra­re qual­che bam­bi­no, por­ta­to da chi ha capi­to che un libro per bam­bi­ni lo devo­no sce­glie­re pro­prio i bambini.

Giu­lia Pacchiarini
@GiuliaAlice1

Tut­tle le illu­stra­zio­ni sono ope­ra di @Benjamin Lacom­be

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Giulia Pacchiarini
Ragaz­za. Frut­to di scel­te sco­la­sti­che poco azzec­ca­te e tem­po libe­ro ben impie­ga­to ascol­tan­do per­so­ne a bor­do di mez­zi di tra­spor­to alternativi.

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