Natale in casa Comics
Cinque fumetti sul Natale

Non impor­ta se il tem­po scor­re len­tis­si­mo come nell’universo Mar­vel, se è immo­bi­le come in quel­lo Disney o fa un po’ come gli pare nei diver­si man­ga: il Nata­le arri­va per tut­ti, anche nei fumetti.
La festi­vi­tà per eccel­len­za è sta­ta usa­ta come pre­te­sto per sto­rie più dispa­ra­te tra di loro, da alcu­ne più rifles­si­ve e melan­co­ni­che ad altre più scher­zo­se. Que­ste sono cin­que del­le sto­rie di Nata­le che, per un moti­vo o per un altro, repu­to miglio­ri — o alme­no le più interessanti!

“Chi ha ucci­so Bab­bo Nata­le?”, Dylan Dog n° 196
Ovvia­men­te anche i fumet­ti ita­lia­ni han­no subi­to il fasci­no del Nata­le, e Dylan Dog lo ha fat­to a modo suo. In que­sto nume­ro del gen­na­io 2003, scrit­to da Pasqua­le Ruju e dise­gna­to da Giam­pie­ro Caser­ta­no, un uomo con una bar­ba bian­ca lun­ghis­si­ma ini­zie­rà a com­met­te­re una serie di bru­ta­li omicidi…vestito da Bab­bo Nata­le. La not­te del­la vigi­lia. In un pae­si­no rico­per­to di neve!
La bel­lez­za dell’albo sta pro­prio nell’idea di pren­de­re tut­ti gli ele­me­ti tipi­ci e gli ste­reo­ti­pi del­le sto­rie nata­li­zie per poi ribal­tar­li e adat­tar­li allo spi­ri­to hor­ror-para­nor­ma­le di Dylan Dog: si sco­pri­rà infat­ti che l’uomo fa par­te di una raz­za di anti­chi guer­rie­ri nor­ve­ge­si, i ber­se­ker, dota­ti di una for­za mostruo­sa e gui­da­ti solo dal­la sete di san­gue e il moti­vo per cui indos­sa il costu­me di Bab­bo Nata­le è lega­to alla ven­det­ta per­so­na­le che sta cer­can­do di perpetrare.
Ma il fasci­no di vede­re quel sim­pa­ti­co vec­chiet­to vesti­to di ros­so far sal­ta­re in aria una pom­pa di ben­zi­na è comun­que indescrivibile.

“The Silent Night of Bat­man”, Bat­man Vol 1 #129
L’immagine che ormai tut­ti abbia­mo di Bat­man deri­va dal­la rap­pre­sen­ta­zio­ne fat­ta di lui da par­te di Frank Mil­ler nei suoi fumet­ti e suc­ces­si­va­men­te da Chri­sto­pher Nolan nel­le sue tra­spo­si­zio­ni cine­ma­to­gra­fi­che: un eroe cupo, tor­men­ta­to, sem­pre serio e poco incli­ne agli scher­zi. For­se la mag­gior par­te del­le per­so­ne si è dimen­ti­ca­ta del­la serie tv degli anni 60 in cui Bat­man usa uno spray anti-squa­lo, o dell’albo in cui sfog­gia una serie di costu­mi tut­ti colo­ra­ti, tra cui uno fuc­sia e uno arco­ba­le­no. O di que­sta storia.
Bat­man è con­vin­to che il cri­mi­ne non vada mai in vacan­za, nep­pu­re a Nata­le, e per tale moti­vo non vuo­le lascia­re il suo ruo­lo da vigi­lan­te nem­me­no duran­te le festi­vi­tà. Nono­stan­te ciò, il com­mis­sa­rio Gor­don lo con­vin­ce ad unir­si a lui e ad i suoi uomi­ni per festeg­gia­re la vigi­lia insie­me, can­tan­do can­zo­ni del­la tra­di­zio­ne. Il Cava­lie­re Oscu­ro si fa pren­de­re sem­pre di più dal­la gio­ia fin­ché il sole sor­ge sul­la cit­tà: non solo Bat­man ha risco­per­to la magia del­le feste, ma l’intera Gotham sem­bra esse­re sta­ta inva­sa dal­lo spi­ri­to del Nata­le e nes­sun cri­mi­ne è sta­to com­mes­so duran­te tut­ta la notte.
Quin­di è il mes­sag­gio di pace e fra­tel­lan­za a ren­de­re indi­men­ti­ca­bi­le la sto­ria? Ovvia­men­te no. Ma attra­ver­so gli occhi del let­to­re di oggi, vede­re l’uomo pipi­strel­lo pas­sa­re una not­te a can­ta­re can­ti nata­li­zi e com­muo­ver­si per aver capi­to la vera essen­za del Nata­le ren­de la sto­ria una del­le più esi­la­ran­ti in assoluto.

batman


“‘Twas the Night Befo­re X‑man”, The Ama­zing Spi­der-Man #420
A onor del vero, la Mar­vel nel cor­so degli anni ha pub­bli­ca­to una serie di fumet­ti chia­ma­te Holi­day Spe­cial, ognu­no dei qua­li con­te­nen­ti del­le mini­sto­rie a tema nata­li­zio con uno sti­le simi­le alla sto­ria di Bat­man appe­na citata.
Ma ogni tan­to il Nata­le è usa­to come pre­te­sto per del­le sto­rie più com­mo­ven­ti e rifles­si­ve, come in que­sto caso. Il 1996 non è sta­to un anno mol­to for­tu­na­to per Peter Par­ker: sua zia May era mor­ta, e sua moglie Mary Jane Watson ave­va per­so la bim­ba che por­ta­va in grem­bo, e lui non ave­va potu­to star­le vici­no in un momen­to così tragico.
For­se anche per­ché mos­so dai sen­si di col­pa, in que­sto nume­ro l’Uomo Ragno deci­de di com­pra­re a MJ un paio di sti­va­li par­ti­co­lar­men­te costo­si come rega­lo di Nata­le, ma non può ovvia­men­te per­met­ter­se­li. Deci­de quin­di di accet­ta­re un lavo­ro straor­di­na­rio per il Dai­ly Bugle, il gior­na­le per il qua­le lavo­ra; è così che incon­tre­rà X‑man, uno dei mutan­ti più poten­ti dell’universo Mar­vel, pro­ve­nien­te da un futu­ro alter­na­ti­vo. Ben­ché il rap­por­to tra i due gio­va­ni non sia subi­to idil­lia­co, i pote­ri tele­pa­ti­ci di Nate Grey (vero nome del mutan­te) ser­vi­ran­no da pre­te­sto per rivi­ve­re i tra­gi­ci avve­ni­men­ti acca­du­ti nell’ultimo anno a Spi­der-Man, facen­do luce sul sen­so di col­pa che sta atta­na­glian­do l’animo dell’eroe newyorkese.
Ma è con il fina­le che l’albo rag­giun­ge il pic­co mas­si­mo di pathos: per ricam­bia­re l’invito al loro pran­zo di Nata­le rice­vu­to dai coniu­gi Par­ker, Nate use­rà anco­ra una vol­ta i suoi pote­ri per per­met­te­re a Peter di incon­tra­re sua zia in una dimen­sio­ne a metà tra il sogno e l’aldilà e rice­ve­re la con­so­la­zio­ne a lun­go agognata.

“Cross Epoch”, Wee­kly Sho­nen Jump!
Come mol­te festi­vi­tà occi­den­ta­li, il Nata­le in Giap­po­ne è con­si­de­ra­to pret­ta­men­te dal pun­to di vista este­ti­co: le cit­tà si riem­pio­no di luci e addob­bi, le per­so­ne (soprat­tut­to i più gio­va­ni e le cop­pie di inna­mo­ra­ti) si scam­bia­no rega­li, ma è un gior­no lavo­ra­ti­vo a tut­ti gli effetti.
Non è quin­di faci­le tro­va­re man­ga in cui il Nata­le rico­pra par­ti­co­la­re impor­tan­za, per­ciò mi toc­ca bara­re un po’.
“Cross Epoch” è usci­to il 25 dicem­bre 2006 su Wee­kly Sho­nen Jump!, la rivi­sta set­ti­ma­na­le sul­la qua­le ogni set­ti­ma­na i man­ga più famo­si ven­go­no pub­bli­ca­ti a capi­to­li. Si trat­ta di un fumet­to umo­ri­sti­co auto­con­clu­si­vo di ven­ti pagi­ne con una par­ti­co­la­ri­tà: è un cross-over tra il mon­do di One Pie­ce e Dra­gon Ball, il padre di tut­ti i man­ga moder­ni, e rap­pre­sen­ta un vero e pro­prio pas­sag­gio di testi­mo­ne tra le due serie.
In que­sto uni­ver­so paral­le­lo, i pro­ta­go­ni­sti dei due fumet­ti si muo­vo­no a cop­pie per rag­giun­ge­re un deter­mi­na­to luo­go. Qua­le sia il magi­co posto e da chi sia­no for­ma­ti i grup­pi lo lascio sco­pri­re a voi, ma vi garan­ti­sco che riu­sci­rà a strap­par­vi ben più di quat­tro risate.
È un fumet­to ambien­ta­to nel perio­do nata­li­zio? No.
È un fumet­to che ogni appas­sio­na­to di man­ga deve obbli­ga­to­ria­men­te leg­ge­re? Sì.

paperino

“The Riche­st Duck Ali­ve”, The Life and Times of Scroo­ge McDuck
Se Carl Barks è rico­no­sciu­to uni­ver­sal­men­te come il padre dei pape­ri, Don Rosa deve esser­ne con­si­de­ra­to alme­no lo zio. Egli infat­ti dal 1991 ha dedi­ca­to cor­po e ani­ma al dise­gno del­la così det­ta Saga di Pape­ro­ne de’ Pape­ro­ni, sto­ria che riper­cor­re la vita del pape­ro più ric­co del mon­do dal­le sue umi­li ori­gi­ni scoz­ze­si fino al gior­no di Nata­le del 1947 in dodi­ci capitoli.
“The Riche­st Duck Ali­ve” (let­te­ral­men­te “Il pape­ro più ric­co del mon­do”) è l’ultimo di que­sti capi­to­li, ed è ambien­ta­to il 25 dicem­bre 1947 (data nel­la qua­le pren­de luo­go anche la sto­ria d’esordio di Pape­ro­ne, “Pape­ri­no e il Nata­le sul Mon­te Orso”).
Il Pape­ro­ne incon­tra­to all’inizio del­la sto­ria è mol­to diver­so dal per­so­nag­gio che tut­ti ricor­dia­mo: non è un arzil­lo vec­chiet­to sem­pre pron­to all’avventura, ma un pape­ro anzia­no con dif­fi­col­tà a deam­bu­la­re sen­za il suo basto­ne; ma soprat­tut­to sem­bra esse­re vuo­to, aci­do, sen­za più sco­po o sti­mo­lo nel­la vita. Ha addi­rit­tu­ra abban­do­na­to il suo depo­si­to per vive­re in una lus­suo­sa vil­la lon­ta­no dagli occhi indi­scre­ti dei paperopolesi.
Nono­stan­te ciò, per la pri­ma vol­ta in die­ci anni deci­de di rive­de­re suo nipo­te Pape­ri­no e per la pri­ma vol­ta in asso­lu­to i suoi tre pro­ni­po­ti Qui, Quo e Qua e li invi­ta a pas­sa­re il gior­no di Nata­le nel­la sua magione.
Ed è pro­prio gra­zie a quel nipo­te scan­sa­fa­ti­che e a quei tre nipo­ti­ni mai visti pri­ma che avvie­ne il mira­co­lo: attra­ver­so le loro paro­le can­zo­na­to­rie ma bona­ria­men­te pro­vo­ca­to­rie, Pape­ro­ne ritor­na se stes­so, ritro­van­do le for­ze e la voglia di avven­tu­ra che lo han­no sem­pre carat­te­riz­za­to e con­ti­nue­ran­no a carat­te­riz­zar­lo per sem­pre, insie­me all’amore del­la sua fami­glia per­so anni addietro.
Don Rosa rie­sce quin­di a dare un signi­fi­ca­to pro­fon­do alla data in cui è appar­so per la pri­ma vol­ta Pape­ro­ne de’ Pape­ro­ni, rac­con­tan­do la vera “nasci­ta” di uno dei per­so­nag­gi più ico­ni­ci ed inte­res­san­ti del fumet­to Disney.

Erin De Pasquale
@SirRexin

Pho­to cre­di­ts @Marvel @Disney

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Erin De Pasquale
Stu­den­te di Let­te­re. Amo i video­gio­chi, fumet­ti, serie tv e libri: se esi­ste qualcos’altro là fuo­ri, non voglio saperlo.

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