Chi è Sergio Mattarella
Profilo del nuovo Presidente della Repubblica

Ste­fa­no Colombo
@granzebrew

C’è una foto che si sta dif­fon­den­do in que­sti gior­ni, ed è sta­ta scat­ta­ta il 6 gen­na­io del 1980 a Paler­mo. Si vede l’in­ter­no di una mac­chi­na e alcu­ne per­so­ne che ne tira­no fuo­ri un cor­po. Il cor­po è quel­lo di Pier­san­ti Mat­ta­rel­la, Pre­si­den­te del­la Regio­ne Sici­lia appe­na ucci­so dal­la mafia, e tra i soc­cor­ri­to­ri si vede spic­ca­re suo fra­tel­lo Ser­gio, men­tre urla qual­co­sa a qual­cu­no che non si può vedere.

MATTARELLA

Ser­gio Mat­ta­rel­la nasce a Paler­mo nel 1941, in una fami­glia di lun­ga tra­di­zio­ne poli­ti­ca. Nel 1924 suo padre Ber­nar­do sfi­da i man­ga­nel­li fasci­sti e si iscri­ve al Par­ti­to Popo­la­re di Stur­zo, la pri­ma fase del­la Demo­cra­zia Cri­stia­na: lo aspet­ta una pro­dut­ti­va mili­tan­za. Nel dopo­guer­ra sarà set­te vol­te mini­stro e un fede­lis­si­mo del­la cor­ren­te sini­stra di Aldo Moro. Muo­re nel 1971 lascian­do il suo testi­mo­ne poli­ti­co ai figli Pier­san­ti e Ser­gio. Pier­san­ti è il mag­gio­re, il più atti­vo, il più auto­re­vo­le: nel 1978 vie­ne elet­to gover­na­to­re del­la Regio­ne Sici­lia e da que­sta posi­zio­ne cer­ca di sra­di­ca­re il pote­re di Cosa Nostra, arri­van­do addi­rit­tu­ra ad accu­sa­re, insie­me a Pio La Tor­re, il suo asses­so­re all’a­gri­col­tu­ra di esse­re “il cen­tro del­la cor­ru­zio­ne dell’isola”.
Come abbia­mo visto, Pier­san­ti paga caris­si­ma la sfi­da alla mafia. Il gior­no in cui suo fra­tel­lo vie­ne ucci­so Ser­gio ha 39 anni e inse­gna dirit­to par­la­men­ta­re all’U­ni­ver­si­tà di Paler­mo. Non è anco­ra coin­vol­to a tem­po pie­no nel­la poli­ti­ca, nono­stan­te van­ti una lun­ga mili­tan­za nel­l’A­zio­ne Cat­to­li­ca e alcu­ne cari­che impor­tan­ti all’in­ter­no del­l’as­so­cia­zio­ne, ma l’as­sas­si­nio del fra­tel­lo lo spin­ge a impe­gnar­si più a fon­do. Nel 1983 vie­ne elet­to alla Came­ra con la DC e cin­que anni dopo Mini­stro dei Tra­spor­ti nel Gover­no Andreot­ti. Man­tie­ne la cari­ca per soli due anni: nel 1990 Andreot­ti, su spin­ta dal padre-padro­ne del PSI Bet­ti­no Cra­xi, fa appro­va­re attra­ver­so la fidu­cia la leg­ge Mam­mì e Mat­ta­rel­la, insie­me ad altri mini­stri, si dimet­te per pro­te­sta con­tro quel­lo che giu­di­ca uno sfre­gio allo Stato.

Da questo momento Berlusconi archivia Mattarella tra i suoi nemici — e infatti porrà sempre il veto sulla sua candidatura al Quirinale.

Duran­te Mani Puli­te vie­ne accu­sa­to di ave­re accet­ta­to cin­quan­ta milio­ni più dei buo­ni ben­zi­na da un impren­di­to­re col­lu­so con la mafia, ma vie­ne assol­to — in effet­ti sem­bra dif­fi­ci­le, vista la sua sto­ria fami­lia­re, ammet­te­re un suo lega­me con il mon­do mafio­so. Del­le accu­se qua­si non si par­la sui media nazio­na­li per­ché in que­sto perio­do il suo nome è sul­la boc­ca di tut­ti per la crea­zio­ne del cele­bre ”Mat­ta­rel­lum”.
Sia­mo nel 1993 e la Pri­ma Repub­bli­ca è ormai decre­pi­ta. Ser­ve una nuo­va leg­ge elet­to­ra­le. Mat­ta­rel­la, esper­tis­si­mo di dirit­to par­la­men­ta­re, ne è il prin­ci­pa­le arte­fi­ce, inau­gu­ran­do la sta­gio­ne dei par­la­men­ti elet­ti con il siste­ma mag­gio­ri­ta­rio e la scia­gu­ra­ta mania di bat­tez­za­re tut­te le leg­gi elet­to­ra­li suc­ces­si­ve con un nome all’ac­cu­sa­ti­vo lati­no -um.

mattarella napolitano

Gli anni Novan­ta sono il perio­do di mas­si­mo ful­go­re poli­ti­co per Mat­ta­rel­la: nel 1994 rifon­da dal­le cene­ri del­la DC il Par­ti­to Popo­la­re, dal qua­le però si dimet­te appe­na il segre­ta­rio Roc­co But­ti­glio­ne avvi­ci­na il Par­ti­to alla Casa del­le Liber­tà di Ber­lu­sco­ni – defi­nen­do l’in­gres­so di For­za Ita­lia nel Par­ti­to Popo­la­re Euro­peo ”un incu­bo irra­zio­na­le” – per ade­ri­re a L’U­li­vo. Diven­te­rà Mini­stro del­la Dife­sa tra 1999 e 2001, duran­te i gover­ni D’A­le­ma II e Ama­to II, abo­len­do la leva obbli­ga­to­ria. Nel 2011 vie­ne elet­to Giu­di­ce del­la Cor­te Costi­tu­zio­na­le, cari­ca che ha man­te­nu­to sino a ieri.

In que­sti ulti­mi anni ha rila­scia­to pochis­si­me dichia­ra­zio­ni. Come mol­ti pre­ve­de­va­no, Ren­zi ha scel­to e impo­sto un per­so­nag­gio di bas­so pro­fi­lo, che non fac­cia ombra al suo debo­ra­dan­te ego poli­ti­co. Mol­ti han­no pre­vi­sto in que­ste ore che Mat­ta­rel­la sarà un Pre­si­den­te debo­le, un fan­toc­cio in mano al fio­ren­ti­no e ai suoi inte­res­si poli­ti­ci, ma tut­to que­sto potreb­be non esse­re così scon­ta­to: ha già dimo­stra­to di esse­re una per­so­na di coe­ren­za e pun­ti­glio, che non abba­ia ma mor­de. Inol­tre, pos­sie­de una rete di con­sen­si ben radi­ca­ta e anco­ra mol­to soli­da nel­la sua ter­ra d’o­ri­gi­ne, la Sici­lia, del­la qua­le è il pri­mo figlio a sali­re al Quirinale.

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Stefano Colombo
Stu­den­te, non gior­na­li­sta, mila­ne­se arioso.

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