Foreign Fighters — Francia, UK e Danimarca avviano programmi di deradicalizzazione


Giu­lia Pacchiarini

@GiuliaAlice1

Lune­dì 23 feb­bra­io le auto­ri­tà fran­ce­si han­no riti­ra­to i pas­sa­por­ti a sei cit­ta­di­ni che sta­va­no pia­ni­fi­can­do un viag­gio in Siria, con­tem­po­ra­nea­men­te è sta­to vie­ta­to a un’ulteriore qua­ran­ti­na di cit­ta­di­ni di lascia­re il Pae­se. Si trat­ta del­la mes­sa in atto – per la pri­ma vol­ta in Fran­cia – del­le misu­re pre­ven­ti­ve idea­te e appro­va­te nel­lo scor­so novem­bre per impe­di­re che cit­ta­di­ni fran­ce­si si rechi­no all’estero per unir­si a guer­ri­glie straniere.
Que­sti sono i cosid­det­ti Forei­gn Fighters, com­bat­ten­ti stra­nie­ri, uomi­ni e don­ne che si spo­sta­no in uno sta­to diver­so da quel­lo in cui pos­sie­do­no nazio­na­li­tà con il pro­po­si­to di per­pe­tra­re, pia­ni­fi­ca­re e par­te­ci­pa­re ad atti mili­ta­ri, ter­ro­ri­sti­ci o per dare o rice­ve­re adde­stra­men­to militare.
Le misu­re pre­ven­ti­ve mes­se in atto in Fran­cia sono però solo l’ultimo esem­pio di pro­get­ti di con­te­ni­men­to del feno­me­no – che oggi riguar­da prin­ci­pal­men­te le fila ope­ra­ti­ve del­lo Sta­to Isla­mi­co, per il qua­le coin­vol­ge ormai 20.000 com­bat­ten­ti, di cui 4000 pro­ve­nien­ti da nazio­ni occi­den­ta­li (secon­do l’ICSR) – pro­po­sti dal­le nazio­ni coinvolte.

Quel­lo dei Forei­gn Fighi­ters è infat­ti un feno­me­no che appa­re pre­oc­cu­pan­te agli occhi dei pae­si occi­den­ta­li – pro­ba­bil­men­te più dell’avanzamento del­lo Sta­to Isla­mi­co stes­so in Pae­si come la Libia o l’Egitto – soprat­tut­to alla luce degli avve­ni­men­ti degli ulti­mi mesi che han­no coin­vol­to Pari­gi e Copenaghen.

Il Regno Uni­to – che pos­sie­de una tra le più alte per­cen­tua­li di cit­ta­di­ni coin­vol­ti – sta discu­ten­do negli ulti­mi mesi uno tra i pro­get­ti più con­tro­ver­si, cono­sciu­to come Coun­ter-Ter­ro­ri­sm and Secu­ri­ty Act, (CTS) e pro­po­sto dal mini­stro degli Inter­ni The­re­sa May. Si trat­ta di un pro­get­to di leg­ge che andreb­be ad affian­ca­re i pre­ce­den­ti pro­gram­mi: Pre­vent, idea­to per impe­di­re il ter­ro­ri­smo o il soste­gno del­lo stes­so, e Chan­nel – costo­la del pre­ce­den­te – stu­dia­to per indi­vi­dua­re sog­get­ti poten­zial­men­te vici­ni ad atti­vi­tà ter­ro­ri­sti­che, valu­ta­re la natu­ra e la por­ta­ta del rischio e svi­lup­pa­re un pia­no di soste­gno e pro­te­zio­ne ade­gua­to per gli indi­vi­dui coin­vol­ti. Entram­bi si con­cen­tra­no sul­la pre­ven­zio­ne, lascian­do come uni­ca alter­na­ti­va al rien­tro di un Forei­gn Fighter l’ar­re­sto e la detenzione.

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Il nuo­vo pro­get­to pre­ve­de diver­si pun­ti ambi­gui e di dif­fi­ci­le attua­zio­ne, tra i pri­mi vi è l’obbligo per i for­ni­to­ri di ser­vi­zi inter­net di con­ser­va­re copia dei dati riguar­dan­ti indi­riz­zi IP – in gra­do di col­le­ga­re spe­ci­fi­ci indi­vi­dui a deter­mi­na­ti indi­riz­zi uti­liz­za­ti in un arco tem­po­ra­le accu­ra­to – e con­se­gna­re gli stes­si alle auto­ri­tà nazio­na­li se richie­sto. Lo sco­po è l’identificazione di sog­get­ti respon­sa­bi­li di aver intro­dot­to mate­ria­le ille­ga­le in Inter­net, dal­la por­no­gra­fia infan­ti­le alle comu­ni­ca­zio­ni tra mem­bri di cel­lu­le terroristiche.

Un secon­do para­gra­fo del pro­get­to riguar­da gli ordi­ni di esclu­sio­ne tem­po­ra­nea dal Pae­se di cit­ta­di­ni bri­tan­ni­ci sospet­ta­ti di coin­vol­gi­men­ti in atti­vi­tà di forei­gn fighting, per un las­so di tem­po uti­le al con­trol­lo degli indi­vi­dui stes­si, con l’annullamento dei docu­men­ti di viag­gio e l’inclusione nel­le watch lists bri­tan­ni­che. Que­sto “ritor­no sot­to con­trol­lo” aggi­re­reb­be però le con­ven­zio­ni inter­na­zio­na­li riguar­dan­ti gli indi­vi­dui pri­vi di cit­ta­di­nan­za, ren­den­do sospet­ti colo­ro che esi­ta­no tra la pos­si­bi­li­tà di rag­giun­ge­re il Regno Uni­to sot­to stret­ta sor­ve­glian­za e l’eventualità di esse­re ban­di­ti dal Pae­se per un mas­si­mo di due anni, pri­vi di cit­ta­di­nan­za. Inol­tre è san­ci­ta la pos­si­bi­li­tà di seque­stra­re i pas­sa­por­ti e bigliet­ti aerei di cit­ta­di­ni bri­tan­ni­ci e non, alle fron­tie­re, per un mas­si­mo di 30 gior­ni se sospet­ta­ti di esse­re lega­ti ad atti­vi­tà terroristiche.

Rendere dei soggetti irregolari all’interno di un Paese però non fa che avvicinarli a organizzazioni illegali.

Il pro­get­to di leg­ge coin­vol­ge poi anche col­le­gi, scuo­le, e uni­ver­si­tà nel ten­ta­ti­vo di “pre­ve­ni­re gli indi­vi­dui in fase di ela­bo­ra­zio­ne di ter­ro­ri­smo”, vie­tan­do la pre­sen­za di rela­to­ri “estre­mi­sti” nel caso in cui l’Università non fos­se in gra­do di dimo­stra­re di aver mes­so in atto poli­ti­che in gra­do di affron­ta­re i rela­to­ri stes­si. Le orga­niz­za­zio­ni respon­sa­bi­li di invi­ta­re ripe­tu­ta­men­te ora­to­ri estre­mi­sti saran­no sog­get­te alle indi­ca­zio­ni di mini­stri appo­si­ta­men­te scel­ti e a cui dovran­no obbli­ga­to­ria­men­te sot­to­sta­re. Que­sto pas­sag­gio risul­ta par­ti­co­lar­men­te oscu­ro per­ché non vie­ne indi­ca­ta alcu­na defi­ni­zio­ne di ciò che dovreb­be esse­re con­si­de­ra­to “estre­mi­sta”, dan­do spa­zio a inter­pre­ta­zio­ni sog­get­ti­ve che para­dos­sal­men­te potreb­be­ro esse­re a loro vol­ta estreme.
Misu­re più seve­re sono richie­ste alle com­pa­gnie aeree, obbli­ga­te a for­ni­re dati dei pas­seg­ge­ri – com­pre­si det­ta­gli di car­te di cre­di­to – in anti­ci­po, impo­si­zio­ne che met­te­reb­be in dif­fi­col­tà mol­te com­pa­gnie extra euro­pee ed esclu­de­reb­be socie­tà fer­ro­via­rie o nava­li che diver­reb­be­ro rapi­da­men­te faci­li scappatoie.
Infi­ne, ver­reb­be vie­ta­to alle com­pa­gnie assi­cu­ra­ti­ve di for­ni­re coper­tu­ra finan­zia­ria per i paga­men­ti di riscat­ti terroristici.

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Si trat­ta di ele­men­ti di un pro­get­to anco­ra al vaglio, ma che susci­ta­no già mol­te per­ples­si­tà sin dal­la sua ori­gi­ne, lega­ta al pro­get­to Chan­nel, che otter­reb­be una base lega­le tra­mi­te que­sta pro­po­sta di leg­ge. Come dimo­stra il Cen­tre for Demo­cra­cy & Tech­no­lo­gy infat­ti il pro­get­to Chan­nel – illu­stra­to in una gui­da onli­ne – si basa da anni su ele­men­ti astrat­ti qua­li la ricer­ca da par­te di ope­ra­to­ri sani­ta­ri, sco­la­sti­ci, ammi­ni­stra­ti­vi di segna­li di “radi­ca­liz­za­zio­ne” in indi­vi­dui qual­sia­si, fon­dan­do­si su cri­te­ri opi­na­bi­li e varie­ga­ti che van­no dal cam­bia­men­to del vestia­rio alla deten­zio­ni di armi o la com­pe­ten­za per com­pie­re azio­ni ter­ro­ri­sti­che (inge­gne­ria civi­le, far­ma­co­lo­gia, com­pe­ten­ze infor­ma­ti­che, chi­mi­che, adde­stra­men­to mili­ta­re ecc). All’elenco di indi­zi da tene­re sot­to con­trol­lo seguo­no poi alcu­ne dichia­ra­zio­ni che sot­to­li­nea­no l’effettiva ine­si­sten­za di un vero e pro­prio pro­fi­lo dell’“individuo vul­ne­ra­bi­le” e il fat­to che i cri­te­ri sopra elen­ca­ti pos­sa­no esse­re fuor­vian­ti o inesatti.

Nono­stan­te Chan­nel asso­mi­gli più a un gio­co peri­co­lo­so che cer­ca un col­pe­vo­le in una fol­la di sco­no­sciu­ti, gli even­tua­li sog­get­ti indi­vi­dua­ti e dichia­ra­ti “vul­ne­ra­bi­li alla radi­ca­liz­za­zio­ne” sono costret­ti a segui­re pro­gram­mi gover­na­ti­vi indi­riz­za­ti all’allontanamento dei sog­get­ti stes­si dal­le fon­ti estre­mi­ste e l’avvicinamento a real­tà più mode­ra­te. Chan­nel – che fa rife­ri­men­to a “estre­mi­smi” sen­za cita­re l’islamismo o altri ter­ro­ri­smi – fon­da quin­di la pro­pria for­za sull’integrazione più o meno volon­ta­ria degli indi­vi­dui nel­la socie­tà bri­tan­ni­ca, impo­nen­do un aiu­to indi­scri­mi­na­to e rigi­do. Come un geni­to­re inva­den­te e pre­sun­tuo­so entra for­za­ta­men­te nel­la vita pri­va­ta dei figli, scru­tan­do negli abi­ti indos­sa­ti, le cono­scen­ze intrat­te­nu­te, le pro­fes­sio­ni, fru­gan­do sui social net­work, cer­can­do dispe­ra­ta­men­te pro­ve di ele­men­ti radi­ca­li, ideo­lo­gie appas­sio­na­te, a pre­scin­de­re dal­la pos­si­bi­li­tà che que­ste sia­no lega­te ad atti vio­len­ti. Facen­do del diver­so un colpevole.

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Anche in Dani­mar­ca – tri­ste sede dell’ultimo attac­co ter­ro­ri­sti­co di matri­ce isla­mi­sta – il gover­no sta finan­zian­do un pro­get­to defi­ni­to, come quel­lo bri­tan­ni­co, di “dera­di­ca­liz­za­zio­ne” e cono­sciu­to come Model­lo Aarhus — dal­la cit­tà uni­ver­si­ta­ria che ha svol­to un ruo­lo i pri­mo pia­no nel­la sua crea­zio­ne. Il model­lo dane­se asso­mi­glia a un pro­gram­ma di recu­pe­ro per indi­vi­dui sog­get­ti a una dipen­den­za, con annes­so rein­te­gro nel­la socie­tà: vie­ne pro­po­sta una con­su­len­za psi­co­lo­gi­ca ed è con­si­de­ra­to basi­la­re il sup­por­to fami­glia­re e del­la rete di per­so­ne che cir­con­da l’individuo. L’obbiettivo è sfrut­ta­re l’effetto a cate­na tra sog­get­ti coin­vol­ti nel­la rete, tra cui un men­to­re per­so­na­le, per inde­bo­li­re il lega­me con le fon­ti estre­mi­ste. Con­tem­po­ra­nea­men­te, però, le auto­ri­tà man­ten­go­no i con­tat­ti con la moschea di Aarhus, aper­ta­men­te favo­re­vo­le all’IS. Si trat­ta di un pro­gram­ma più mor­bi­do, che per­met­te di sce­glie­re come e se rinun­cia­re alle ragio­ni che han­no por­ta­to al com­pi­men­to di azio­ni vio­len­te. Non sem­pre è suf­fi­cien­te ma per­met­te di cono­sce­re a fon­do le moti­va­zio­ni e i pro­ces­si che han­no con­dot­to diver­si indi­vi­dui di unir­si a guer­ri­glie stra­nie­re e quin­di poter­li pre­ve­ni­re — la neces­si­tà non è solo quel­la di aiu­ta­re, ma soprat­tut­to di comprendere.

Esi­ste la pos­si­bi­li­tà che i Forei­gn Fighters rien­tri­no in patria e sono neces­sa­ri pro­get­ti che rispon­da­no alle loro neces­si­tà e, con­tem­po­ra­nea­men­te, vigi­li­no su un pos­si­bi­le e peri­co­lo­so riav­vi­ci­na­men­to a orga­niz­za­zio­ni ter­ro­ri­sti­che. Si trat­ta di un con­te­sto com­ples­so, dro­ga­to dal ter­ro­re che orga­niz­za­zio­ni come l’IS dif­fon­do­no a pro­prio van­tag­gio e dal­le rea­zio­ni spro­po­si­ta­te di alcu­ni gover­ni. Non vi è una faci­le solu­zio­ne, ciò che indub­bia­men­te resta essen­zia­le è la neces­si­tà di infor­ma­re in meri­to a ciò che avvie­ne all’interno e all’esterno del­le mili­zie, por­ta­re pro­ve e moti­va­zio­ni che supe­ri­no ogni ideo­lo­gia in gra­do di avvi­ci­na­re al ter­ro­ri­smo, fare in modo di pre­ve­ni­re sen­za neces­sa­ria­men­te cer­ca­re un col­pe­vo­le nel mucchio.

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Giulia Pacchiarini
Ragaz­za. Frut­to di scel­te sco­la­sti­che poco azzec­ca­te e tem­po libe­ro ben impie­ga­to ascol­tan­do per­so­ne a bor­do di mez­zi di tra­spor­to alternativi.

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