La felicità nella terra

Giu­lia Pacchiarini
@GiuliaAlice1

Feli­ci­tà chi­mi­ca, gio­ia istan­ta­nea, esta­si a bre­ve ter­mi­ne, sono un’illusione tera­peu­ti­ca che non solo anti­de­pres­si­vi e dro­ghe san­no garantire.

Secondo gli studi degli ultimi anni basterebbe infatti rotolarsi tra fango, terra e arbusti per migliorare il proprio umore.

Tut­to ini­zia con la Flou­xe­ti­na, cono­sciu­ta comu­ne­men­te col nome com­mer­cia­le Pro­zac, uti­liz­za­ta per trat­ta­re depres­sio­ne, distur­bo osses­si­vo com­pul­si­vo e buli­mia nervosa.
Il far­ma­co è sta­to sco­per­to nel 1972 da David T. Wong, neu­ro­scien­zia­to ricer­ca­to­re pres­so la Eli Lil­ly and Com­pa­ny, pri­ma azien­da far­ma­ceu­ti­ca ad aver pro­dot­to in serie la Peni­cil­li­na, il vac­ci­no anti­po­lio Salk e l’insulina, e mag­gio­re distri­bu­to­re nel mon­do di far­ma­ci psi­chia­tri­ci. La flou­xe­ti­na si pre­sen­ta come un ini­bi­to­re selet­ti­vo del­la ricap­ta­zio­ne del­la sero­to­ni­na (SSRI), e agi­sce aumen­tan­do il livel­lo di sero­to­ni­na a livel­lo extra­cel­lu­la­re, tra­mi­te l’inibizione del siste­ma di rias­sor­bi­men­to del­la sero­to­ni­na stes­sa all’interno dell’ambiente cellulare.

Dirt

La gran­de pro­ta­go­ni­sta di que­sto pro­ces­so è la sero­to­ni­na, un neu­ro­tra­smet­ti­to­re – pre­sen­te soprat­tut­to in alcu­ne cel­lu­le del trat­to gastroin­te­sti­na­le e nei neu­ro­ni sero­to­ni­ner­gi­ci del siste­ma ner­vo­so cen­tra­le – coin­vol­to in mol­ti pro­ces­si di rego­la­zio­ne dell’umore, del son­no, del­la ses­sua­li­tà e dell’appetito. Si trat­ta di un agen­te impli­ca­to anche in mol­ti distur­bi neu­ro­psi­chia­tri­ci come il distur­bo bipo­la­re e il distur­bo osses­si­vo com­pul­si­vo. Una caren­za di sero­to­ni­na agi­sce su disfun­zio­ni lega­te ad ansia, fame ner­vo­sa, depres­sio­ne, buli­mia, eia­cu­la­zio­ne pre­co­ce, un accu­mu­lo nel cer­vel­lo a livel­lo extra­cel­lu­la­re indu­ce per­di­ta di libi­do e un’illusoria sen­sa­zio­ne di benes­se­re, per que­sto è tra i ber­sa­gli pre­fe­ri­ti di sostan­ze stu­pe­fa­cen­ti come anfe­ta­mi­ne e MDMA, che agen­do su que­sto neu­ro­tra­smet­ti­to­re ne ini­bi­sco­no il riassorbimento.

Il Pro­zac – il cui bre­vet­to è sca­du­to nel 2001 – agi­sce sul­la pro­du­zio­ne di sero­to­ni­na rego­lan­do­la in modo da otte­ne­re un equi­li­brio umo­ra­le e un’azione anti­de­pres­si­va, andan­do ad agi­re anche sul­la pro­du­zio­ne di altri neu­ro­tra­smet­ti­to­ri come la dopa­mi­na e nora­dre­na­li­na. Que­sta fun­zio­ne gli è val­sa l’inserimento nel­la World Health Orga­ni­za­tion Model List of Essen­tial Medi­ci­nes, che rac­co­glie i far­ma­ci essen­zia­li per il fun­zio­na­men­to del siste­ma immu­ni­ta­rio, e 24,4 milio­ni di pre­scri­zio­ni negli Sta­ti Uni­ti solo nel 2010.

Eppure secondo alcuni studi degli ultimi anni case farmaceutiche e laboratori non sarebbero i soli in grado di agire sulla serotonina, appare infatti necessario affiancare loro l’azione di un batterio, inoffensivo e presente nel suolo, il Mycobacterium Vaccae.

L’idea giun­ge dell’equipe di neu­ro­scien­zia­ti gui­da­ta da Chri­sto­pher Low­ry, che nel 2007, a segui­to di due diver­se spe­ri­men­ta­zio­ni, ha veri­fi­ca­to l’attività del M. Vac­cae sui mammiferi.
È sta­to dimo­stra­to che il bat­te­rio, se ina­la­to, agi­sce sul siste­ma immu­ni­ta­rio uma­no atti­van­do la pro­du­zio­ne di cito­chi­ne che ope­ra­no sui recet­to­ri sen­so­ria­li per aumen­tar­ne l’attività, in par­ti­co­la­re su quel­li situa­ti nel­la sezio­ne ence­fa­li­ca in cui sono pre­sen­ti cor­tec­cia pre­fron­ta­le – dove è sta­to rile­va­to un aumen­to di sero­to­ni­na – e ippo­cam­po, anch’esso coin­vol­to nel con­trol­lo umo­ra­le. Sem­pre secon­do que­sti espe­ri­men­ti, l’inalazione di M. Vac­cae pro­dur­reb­be anche un aumen­to di mobi­li­tà, tipi­co effet­to degli antidepressivi.

Prozac e Terra

I livel­li di sero­to­ni­na sono spes­so asso­cia­ti alla capa­ci­tà di appren­di­men­to e per que­sto, dopo aver let­to gli stu­di di Low­ry, Doro­thy Mat­thews, pro­fes­so­res­sa di bio­lo­gia pres­so il Sage Col­le­ge, ha coin­vol­to la col­le­ga Susan Jenks, pro­fes­so­res­sa di psi­co­lo­gia e bio­lo­gia pres­so lo stes­so isti­tu­to, in un’ulteriore ricer­ca che misu­ras­se l’effetto del M. Vac­cae sull’apprendimento. I risul­ta­ti, pub­bli­ca­ti nel giu­gno 2010 han­no effet­ti­va­men­te veri­fi­ca­to l’ipotesi del­la Mat­thews, dimo­stran­do come l’ingestione del bat­te­rio pos­sa dare effet­ti bene­fi­ci in meri­to alla capa­ci­tà di acqui­si­re, imma­gaz­zi­na­re e met­te­re in pra­ti­ca infor­ma­zio­ni nuove.

Un’ulteriore pro­va dell’attività dei bat­te­ri nel­la rego­la­zio­ne del­la sero­to­ni­na è sta­ta data due anni più tar­di, quan­do un’equipe di neu­ro­scien­zia­ti del­la APC ha dimo­stra­to come la pre­sen­za di bat­te­ri a livel­lo inte­sti­na­le duran­te lo svi­lup­po e in par­ti­co­la­re nei pri­mi anni di vita influen­zi la con­cen­tra­zio­ne di que­sto neruo­tra­smet­ti­to­re nel cer­vel­lo duran­te l’età adul­ta. Le ricer­che han­no sot­to­li­nea­to il lega­me tra il siste­ma micro­bio­ti­co inte­sti­na­le e atti­vi­tà cere­bra­le e la par­ti­co­la­re influen­za che die­ta, assun­zio­ne di anti­bio­ti­ci o infe­zio­ni pos­so­no ave­re sul­la salu­te e sul­la psiche.

Basta quindi una corsa tra i prati per mettere fine a depressione o ad altri disturbi? Assolutamente no

Asso­lu­ta­men­te no, i distur­bi depres­si­vi sono disfun­zio­ni com­ples­se, anco­ra oscu­re sot­to mol­ti pun­ti di vista, sareb­be erro­neo gene­ra­liz­za­re e con­clu­de­re anni di ricer­ca con una solu­zio­ne anco­ra in sperimentazione.

Tut­ta­via gli effet­ti del M. Vac­cae sono con­cre­ti e fun­zio­na­li, quin­di uti­li per situa­zio­ni più blan­de, la ricer­ca un benes­se­re tem­po­ra­neo, la neces­si­tà pla­ca­re ansie e pre­oc­cu­pa­zio­ni, di com­pren­de­re situa­zio­ni appa­ren­te­men­te com­pli­ca­te, nul­la di defi­ni­ti­vo, nul­la di sin­te­ti­co, ma una sere­ni­tà tran­si­to­ria tut­ta naturale.

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Giulia Pacchiarini
Ragaz­za. Frut­to di scel­te sco­la­sti­che poco azzec­ca­te e tem­po libe­ro ben impie­ga­to ascol­tan­do per­so­ne a bor­do di mez­zi di tra­spor­to alternativi.
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Ragazza. Frutto di scelte scolastiche poco azzeccate e tempo libero ben impiegato ascoltando persone a bordo di mezzi di trasporto alternativi.

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