Net Neutrality: il voltafaccia dell’Unione Europea

Ste­fa­no Colombo
@Granzebrew

Bar­cel­lo­na, 3 mar­zo 2015.
Il Com­mis­sa­rio UE per l’e­co­no­mia e le socie­tà digi­ta­li Gun­ther Oet­tin­ger par­la al Mobi­le World Con­gress del futu­ro di Inter­net nel con­ti­nen­te, affron­tan­do la que­stio­ne Net Neu­tra­li­ty: “Per garan­ti­re un Inter­net aper­to ma anche alcu­ni ser­vi­zi spe­cia­liz­za­ti”, a suo dire, ser­ve una revi­sio­ne del­le nor­me sul­la Net Neu­tra­li­ty appro­va­te l’an­no scor­so dal Par­la­men­to Euro­peo. Eppu­re fino all’an­no scor­so l’Eu­ro­pa era sem­pre sta­ta mol­to chia­ra: la net neu­tra­li­ty del­la rete non si toc­ca, la piat­ta­for­ma Inter­net deve esse­re libe­ra ed egua­li­ta­ria, chiun­que può cari­ca­re con­te­nu­ti sen­za esse­re discri­mi­na­to né per posi­zio­ni poli­ti­che né per soldi.

Come si spie­ga que­sto voltafaccia?

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Duran­te la scor­sa legi­sla­tu­ra euro­pea, il Com­mis­sa­rio al Digi­ta­le (chia­mia­mo­lo così) era l’o­lan­de­se Nee­lie Kroes, elet­ta con ALDE – l’al­lean­za dei libe­ra­li e demo­cra­ti­ci per l’Eu­ro­pa – un par­ti­to mol­to radi­ca­le nel difen­de­re la neu­tra­li­tà del­la rete. La Kroes, inol­tre, ha più vol­te soste­nu­to il ‘’dirit­to ad esse­re dimen­ti­ca­ti’’ quan­do si voles­se abban­do­na­re inter­net e la dife­sa del­la pri­va­cy degli uten­ti. Il 18 mar­zo del 2014 il Par­la­men­to Euro­peo ave­va vota­to un pac­chet­to di rifor­me al riguar­do pre­pa­ra­to dal­la Kroes, salu­ta­to anche oltreo­cea­no come un com­ples­so di nor­me mol­to strin­gen­ti e inno­va­ti­ve al riguar­do, che inclu­de­va tra l’altro il divie­to per i for­ni­to­ri di rete di ral­len­ta­re o bloc­ca­re i con­te­nu­ti cari­ca­ti dai loro diret­ti con­cor­ren­ti. Il pac­chet­to rego­la­men­ta­va anche il roa­ming con­ti­nen­ta­le, obbli­gan­do le com­pa­gnie euro­pee a livel­la­re le tarif­fe inter­na­zio­na­li – facen­do in modo ad esem­pio che si spen­des­se la stes­sa cifra per chia­ma­re da un Pae­se all’altro o all’interno del Pae­se stes­so – entro il 2015.

Tra il mar­zo del 2014 e quel­lo del 2015, però, le ele­zio­ni euro­pee han­no ridi­men­sio­na­to la for­za di ALDE: usci­ta mal­con­cia dal­le urne, ha dovu­to cede­re la pol­tro­na del­la Kroes a Oet­tin­ger, rap­pre­sen­tan­te appun­to del PPE e mol­to vici­no ad Ange­la Mer­kel. Oet­tin­ger – in pas­sa­to cri­ti­ca­to per alcu­ne dichia­ra­zio­ni bel­li­co­se con­tro la Gre­cia – ha posi­zio­ni per­so­na­li sul­la net neu­tra­li­ty in buo­na par­te diver­se da quel­le del­la Kroes, infat­ti è con­vin­to che l’innovazione tec­no­lo­gi­ca – e dun­que la cre­sci­ta eco­no­mi­ca – pos­sa esse­re favo­ri­ta da un inter­net a due o più velo­ci­tà, sacri­fi­can­do l’ugualitarismo del­la rete.

Come noto, poi, ogni deci­sio­ne pre­sa dal Par­la­men­to deve esse­re con­tro­ap­pro­va­ta dal Con­si­glio d’Eu­ro­pa, e qui il pac­chet­to Kroes ha tro­va­to l’ostacolo mag­gio­re. I guai sono comin­cia­ti con la Pre­si­den­za ita­lia­na, che sul­la mate­ria ha man­te­nu­to un atteg­gia­men­to ambi­guo e fumo­so: pri­ma ha pro­po­sto un ‘’com­pro­mes­so’’ tra la posi­zio­ne libe­ra­le e quel­la favo­re­vo­le alla rete a cor­sie, soste­nen­do di non vole­re una rete ‘’anti­com­pe­ti­ti­va’’, per poi lascia­re cade­re nel vuo­to la que­stio­ne fino al ter­mi­ne del man­da­to. La pre­si­den­za suc­ces­si­va, in cari­ca anco­ra oggi, è quel­la let­to­ne, che ha man­te­nu­to un atteg­gia­men­to simi­le a quel­la italiana.

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Mol­ti Pae­si euro­pei, poi, han­no mini­stri del­le tele­co­mu­ni­ca­zio­ni che non gra­di­sco­no una leg­ge for­te sul­la net neu­tra­li­ty, aven­do tut­to l’interesse a poter impor­re tarif­fe sul­le qua­li lucra­re: basti pen­sa­re a Deu­tsche Tele­kom, l’azienda di tele­co­mu­ni­ca­zio­ni tede­sca, con­trol­la­ta da Ber­li­no, quo­ta­ta in bor­sa a più di 50 miliar­di di euro. Va poi tenu­ta in con­to l’attività di pres­sio­ne – quel­la che in ingle­se vie­ne defi­ni­ta ‘’lob­by­ing’’ – eser­ci­ta­ta sui mini­stri anche da mol­te gran­di azien­de di tele­co­mu­ni­ca­zio­ni pri­va­te come Voda­fo­ne, che ver­sa­no agli era­ri euro­pei introi­ti notevoli.

Una volta arrivato al Consiglio, come era lecito temere, il pacchetto della Kroes è stato bocciato dai rappresentanti degli stati europei con alcuni emendamenti che ne hanno minato alla base la filosofia e l’efficacia.

Il Par­la­men­to Euro­peo non ha pre­so bene il vol­ta­fac­cia. Il 4 Mar­zo, più di 100 euro­de­pu­ta­ti han­no fir­ma­to una let­te­ra indi­riz­za­ta al Con­si­glio per pro­te­sta­re con­tro quel­la che vedo­no non solo come un atten­ta­to alla liber­tà dei cit­ta­di­ni che essi rap­pre­sen­ta­no ma anche come una vio­la­zio­ne del­la demo­cra­zia con­ti­nen­ta­le — il Par­la­men­to è un orga­no elet­to dai cit­ta­di­ni men­tre il Con­si­glio, pur essen­do il vero arbi­tro del­le vicen­de con­ti­nen­ta­li, non è elet­to (non è la pri­ma vol­ta che que­sta ripar­ti­zio­ne dei pote­ri fini­sce sot­to accu­sa ). Gli euro­par­la­men­ta­ri sono anche pre­oc­cu­pa­ti per il rin­vio del­la par­te riguar­dan­te il livel­la­men­to del­le tarif­fe mobi­li, che a sor­pre­sa è slit­ta­to fino al 2018.

Ora, il pac­chet­to dovrà tor­na­re all’Europarlamento: Oet­tin­ger si dice sicu­ro che si tro­ve­rà una solu­zio­ne allo stal­lo entro l’estate. L’emiciclo di Stra­sbur­go si pre­pa­ra a dare bat­ta­glia. In Ame­ri­ca, la pres­sio­ne del­la lob­by del­la tele­co­mu­ni­ca­zio­ne è sta­ta bat­tu­ta e si è riu­sci­ti per il momen­to a sal­va­guar­da­re la neu­tra­li­tà del­la rete, gra­zie al soste­gno del Pre­si­den­te Oba­ma, alla mobi­li­ta­zio­ne di gran­di azien­de come Goo­gle e Apple e a un’opinione pub­bli­ca sen­si­bi­liz­za­ta al dibat­ti­to. Sem­bra super­fluo riba­di­re l’importanza del­la neu­tra­li­tà del­la rete ma il dibat­ti­to in Euro­pa sem­bra man­ca­re del tut­to. Le ope­ra­zio­ni si svol­go­no nei cor­ri­doi di Bru­xel­les e qua­si nes­su­no in Ita­lia ha la mini­ma idea di chi sia Gun­ther Oet­tin­ger, nel­le cui mani sta una buo­na fet­ta del­la liber­tà d’espressione, di stam­pa e d’impresa del con­ti­nen­te. Fino a quan­do avre­mo un inter­net ugua­le per tutti?

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Stefano Colombo
Stu­den­te, non gior­na­li­sta, mila­ne­se arioso.

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