Dollari verde canapa
Cosa fare con i soldi della marijuana?

Jaco­po G. Iside
@JacopoIside

Che gli Sta­ti Uni­ti fos­se­ro la ter­ra dei para­dos­si non lo sco­pria­mo cer­to oggi, ma il nuo­vo capi­to­lo del­la nota sto­ria del­la lega­liz­za­zio­ne del­la mari­jua­na nel­lo Sta­to del Colo­ra­do (e in quel­lo di Washing­ton) ha pro­prio dell’incredibile.
Ave­va­mo chiu­so il pri­mo atto con un’esplosione flo­rea­le e con un inno alla fan­ta­sia impren­di­to­ria­le ame­ri­ca­na – ma soprat­tut­to c’era mol­ta spe­ran­za rispet­to alla con­fer­ma di un vec­chio ada­gio che cir­co­la anche in Ita­lia, non pri­vo di fon­da­men­to: “Lega­liz­za­re l’erba por­ta a un aumen­to del get­ti­to fiscale”.

Colorado Collage

Innan­zi­tut­to ricor­dia­mo che le leg­gi sta­ta­li (non fede­ra­li) ame­ri­ca­ne han­no l’obbligo di spe­ci­fi­ca­re in che cosa ver­ran­no reim­pie­ga­ti i fon­di otte­nu­ti dall’imposizione di una nuo­va tas­sa, così quan­do si è trat­ta­to di tra­sfor­ma­re il refe­ren­dum in leg­ge gli accor­ti legi­sla­to­ri del­lo sta­to dell’omonimo fiu­me han­no impo­sto una gabel­la san­gui­na­ria sul­la recrea­tio­nal pot: sono tas­sa­te del 10% le pian­te, la mer­ce all’ingrosso e la ven­di­ta al det­ta­glio, così che il con­su­ma­to­re fina­le paga il 30% di tas­se. Si rico­no­sca che mai nel­la lun­ga sto­ria tra gli uomi­ni e gli esat­to­ri si era veri­fi­ca­ta una tale ade­sio­ne ideo­lo­gi­ca all’applicazione di un nuo­vo salas­so, ma ai pro­dut­to­ri e ai con­su­ma­to­ri di erba sem­bra­va un giu­sto pegno da pagare.
Per­ciò è sta­to sta­bi­li­to che i pro­ven­ti del­la Mari­jua­na Tax – quan­ti­fi­ca­ti pre­ven­ti­va­men­te in 60 mln $ — fos­se­ro uti­liz­za­ti per pri­ma cosa per finan­zia­re la mac­chi­na ammi­ni­stra­ti­va e buro­cra­ti­ca che il nuo­vo regi­me fisca­le impo­ne­va, in secon­do luo­go per finan­zia­re ini­zia­ti­ve edu­ca­ti­ve e d’informazione ed infi­ne, ma non meno impor­tan­te, per la ristrut­tu­ra­zio­ne dell’edilizia sco­la­sti­ca sot­to­po­sta a con­trol­lo statale.

Arri­via­mo quin­di all’oggetto del con­ten­de­re, pare infat­ti che lo Sta­to del Colo­ra­do, che ad ora ha incas­sa­to la bel­lez­za di 76 mln $ di tas­se, sia costret­to da una sua stes­sa leg­ge a resti­tui­re par­te di quel­la tas­sa­zio­ne in vir­tù di un dia­bo­li­co ingra­nag­gio buro­cra­ti­co: una leg­ge del 1992 pre­ve­de che i pro­ven­ti deri­van­ti dal­le tas­se, nel caso in cui sia­no supe­rio­ri a quan­to pre­vi­sto, deb­ba­no esse­re resti­tui­ti a chi quel­le tas­se le ha paga­te – nel­lo spe­ci­fi­co, è anco­ra in dub­bio chi si meri­ti la resti­tu­zio­ne, se i pro­dut­to­ri, i gros­si­sti o gli acqui­ren­ti al det­ta­glio – per­ciò è in fase di svol­gi­men­to una vera e pro­pria cor­sa legi­sla­ti­va per cer­ca­re di trat­te­ne­re quei milio­ni di dol­la­ri in più.

La cosa più affascinante di tutto ciò è che, come spiega il senatore dello stato Pat Steadman “Non è la tassa sull’erba ad essere cresciuta troppo rispetto alle stime, sono tutte le altre stime sul gettito che si sono rivelate troppo basse”.

Infat­ti lo sta­to con capi­ta­le Den­ver sta facen­do regi­stra­re nume­ri straor­di­na­ri, come ripor­ta l’economista del­la Uni­ver­si­ty of Colo­ra­do’s Leeds School of Busi­ness, Richard Wob­be­kind: “Non solo l’economia del­lo sta­to è in un ter­ri­to­rio soli­da­men­te posi­ti­vo, ma si clas­si­fi­ca nel­la Top five degli sta­ti ame­ri­ca­ni in ter­mi­ni di cre­sci­ta del­la popo­la­zio­ne, dell’occupazione, dei sala­ri e degli sti­pen­di e del red­di­to personale”.
Saran­no sta­te le good vibra­tions?

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