La crisi umanitaria più grande
dalla Seconda Guerra Mondiale

Aura M. Parra
@AuraMParra

L’Organizzazione del­le Nazio­ne Uni­te (ONU) defi­ni­sce come “rifu­gia­to” colui che “Temen­do a ragio­ne di esse­re per­se­gui­ta­to per moti­vi di raz­za, reli­gio­ne, nazio­na­li­tà, appar­te­nen­za a un deter­mi­na­to grup­po socia­le o per le pro­prie opi­nio­ni poli­ti­che, si tro­va fuo­ri del pae­se di cui ha la cit­ta­di­nan­za e non può o non vuo­le, a cau­sa di tale timo­re, avva­ler­si del­la pro­te­zio­ne di tale pae­se”. Que­sto secon­do la defi­ni­zio­ne for­mu­la­ta nel­la Con­ven­zio­ne di Gine­vra del 1951 fir­ma­ta da 47 pae­si ade­ren­ti alla riu­nio­ne ufficiale.

Secondo i rapporti del UNCHR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, l’emergenza umanitaria attuale ha dimensioni maggiori di quella vissuta nella Seconda Guerra Mondiale e le previsioni sembrano indicare che peggiorerà nei prossimi mesi.

Ad otto­bre del 2014 il tota­le dei rifu­gia­ti al mon­do sali­va a 51.2 milio­ni di per­so­ne, 50% dei qua­li sono bam­bi­ni, di cui 25.000 non accom­pa­gna­ti, ovve­ro arri­va­ti a desti­na­zio­ne per chie­de­re asi­lo sen­za paren­ti di rife­ri­men­to. Un pae­se abi­ta­to da tut­ti i rifu­gia­ti del mon­do sareb­be il ven­ti­quat­tre­si­mo più popo­la­to del pianeta.

Un mondo di rifugiati 1


RIFUGIATI
Le per­so­ne rico­no­sciu­te come rifu­gia­ti al mon­do sono 16.7 milio­ni: i pale­sti­ne­si si aggiu­di­ca­no l’in­fau­sta posi­zio­ne di vet­ta con 5 milio­ni di indi­vi­dui; in ordi­ne decre­scen­te si tro­va­no poi gli afgha­ni, i siria­ni e i soma­li che som­ma­ti rag­giun­go­no la quo­ta di 26 milio­ni di per­so­ne. La mag­gio­ran­za di que­sti sono sta­ti accol­ti da Paki­stan, Iran, Liba­no, Gior­da­nia e Tur­chia. Sol­tan­to il 6.8% dei rifu­gia­ti al mon­do sono sta­ti rice­vu­ti da pae­si sviluppati.

RICHIEDENTI ASILO
A metà del 2014 cir­ca 1.2 milio­ni di per­so­ne han­no fat­to richie­sta di asi­lo soprat­tut­to in pae­si svi­lup­pa­ti. I pri­mi pae­si di ori­gi­ne dei richie­den­ti sono la Siria (64.300), la Repub­bli­ca Demo­cra­ti­ca del Con­go (60.400) e la Bir­ma­nia (57.400). La Ger­ma­nia è il pae­se che ha accol­to più richieste.

Un mondo di rifugiati 3

SFOLLATI
33.3 milio­ni di per­so­ne – cifra sfor­tu­na­ta­men­te da record – sono sta­te for­za­te a lascia­re le pro­prie case pur rima­nen­do all’interno dei con­fi­ni nazionali.
La nazio­ne che gene­ra e acco­glie più rifu­gia­ti è la Siria dove i pro­fu­ghi lascia­no le cit­tà asse­dia­te, sia dal­le trup­pe del gover­no di Bashar al Assad che dai ribel­li del­lo Sta­to Isla­mi­co e del­le altre mili­zie che da 4 anni com­bat­to­no una san­gui­na­ria guer­ra civi­le, per ten­ta­re di tro­va­re sal­vez­za nei cam­pi pro­fu­ghi nel­le zone di frontiera.

Alla fine del 2014, 3 milioni di siriani avevano abbandonato il paese a causa della guerra e gli sfollati erano 6.5 milioni, per un totale di 9.5 milioni di persone ovvero il 40% della popolazione totale. La situazione nei campi è tragica, come denunciato da associazioni presenti nel territorio. Secondo Beyond Association sono 2.8 milioni i bambini siriani che non vanno a scuola perché lavorano per aiutare le loro famiglie guadagnando quasi 2 dollari al giorno.

I bam­bi­ni pri­vi di tito­lo sco­la­sti­co, secon­do le sti­me, gua­da­gna­no il 32% in meno di quel­li che han­no fini­to la scuo­la, e il 56% in meno di colo­ro che fini­sco­no l’università.
Save the Chil­dren par­la addi­rit­tu­ra di una gene­ra­zio­ne smar­ri­ta , si sti­ma che il gover­no in Siria – una vol­ta fini­ta la guer­ra – per­de­rà 1,7 miliar­di di euro annui ovve­ro qua­si 5.4% del PIL a cau­se del­la descolarizzazione.

Un mondo di rifugiati 2

L’ONU ha chie­sto alla comu­ni­tà inter­na­zio­na­le 2,9 miliar­di di dol­la­ri per il pia­no di emer­gen­za uma­ni­ta­rio da desti­na­re ai ter­ri­to­ri siria­ni nel 2015, nono­stan­te a Luglio dell’anno scor­so i fon­di arri­va­ti fos­se­ro sol­tan­to il 9% del bud­get pre­ce­den­te­men­te sta­bi­li­to. Sem­bra un dato di fat­to che con l’arrivo del­la pri­ma­ve­ra l’emergenza rifu­gia­ti aumen­te­rà espo­nen­zial­men­te per­ché sia gli spo­sta­men­ti inter­ni ma sopra­tut­to i viag­gi del­la spe­ran­za sui bar­co­ni, diven­ta­no meno peri­co­lo­si per via del­le con­di­zio­ni meteo­ro­lo­gi­che, incen­ti­van­do i migran­ti a pren­de­re la via del mare.

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