Abbiamo tutti un blues da piangere

Fede­ri­co Arduini
@FedesArdu

È il 1973 quan­do per la RCA ita­lia­na vede la luce Abbia­mo tut­ti un blues da pian­ge­re, secon­da fati­ca in stu­dio dei Peri­geo dopo il sor­pren­den­te album di debut­to Azi­mut.
Nati agli ini­zi degli anni ’70 dal­la vul­ca­ni­ca men­te del con­trab­bas­si­sta Gio­van­ni Tom­ma­so, i pri­mi Peri­geo pos­se­de­va­no un sound a dir poco par­ti­co­la­re, mol­to vici­no al Fusion ma distan­te dal­la sua espres­sio­ne più pura per la for­te pre­sen­za elet­tro­ni­ca che tan­to li avvi­ci­ne­rà al Progressive.
E fu pro­prio dal­la fusio­ne di sono­ri­tà Fusion Jazz e Pro­gres­si­ve che i Peri­geo rag­giun­se­ro la pie­na matu­ri­tà arti­sti­ca che per­mi­se loro di dare i nata­li ad uno dei pri­mi esem­pi di jazz-rock ita­lia­no, e di crea­re di un album come Abbia­mo tut­ti un blues da pian­ge­re.

LP si apre con “Non c’è tem­po da per­de­re” che con il suo tono deci­so segna subi­to un for­te distac­co dal pre­ce­den­te lavo­ro in stu­dio del grup­po, carat­te­riz­za­to da tona­li­tà ben più inti­mi­sti­che — pre­sen­ti anche in que­sto album, ma solo come richia­mi ed echi al pre­ce­den­te. Ne è un esem­pio l’in­ci­pit stes­so di que­sto bra­no che si dischiu­de con il leg­ge­ro pia­no­for­te di Fran­ce­sco D’An­drea e con la voce di Tom­ma­so, pro­se­gue con la sezio­ne cen­tra­le ben più rit­ma­ta e Fusion – carat­te­riz­za­ta dal suo­no del­la chi­tar­ra di Tony Sid­ney – e si con­clu­de con la ripre­sa del can­to su un tap­pe­to di suoni.

Secon­do bra­no è il malin­co­ni­co ed ango­scian­te “Dejà vù” aper­to anche in que­sto caso da un pia­no a cui si som­ma, come in un dia­lo­go disto­pi­co, il suo­no ina­spet­ta­to di un vio­li­no. Ma l’e­le­men­to che fa la dif­fe­ren­za è cer­ta­men­te il sax di Faso­li che, suo­nan­do sul­l’in­ca­strar­si per­fet­to degli arpeg­gi di chi­tar­ra acu­sti­ca e pia­no­for­te, dise­gna melo­die toc­can­ti che ver­ran­no ripre­se nel­la par­te fina­le del bra­no dal­la voce di Tom­ma­so in un duet­to da pel­le d’oca.

Con­clu­de il side A del­l’LP un pez­zo che potreb­be tran­quil­la­men­te esser pre­so come un ipo­te­ti­co bigliet­to da visi­ta del­la band roma­na: “Ritua­le”. Una sui­te stru­men­ta­le di oltre set­te minu­ti, vero e pro­prio mani­fe­sto di tec­ni­ca musi­ca­le, è un pia­ce­re all’a­scol­to, soprat­tut­to per il sapien­te dosag­gio di ele­men­ti rit­mi­ci ed armonici.

È la title track ad apri­re il side B, per uno dei bra­ni più emo­zio­nan­ti che il prog ita­lia­no ci abbia con­se­gna­to. “Abbia­mo tut­ti un blues da pian­ge­re” è dischiu­so da un’a­cu­sti­ca e da un pia­no, che fan­no da apri­pi­sta al con­trab­bas­so di Tom­ma­so per una melo­dia ispi­ra­ta, fino alla sezio­ne fina­le del bra­no dove il con­trab­bas­so rien­tra nel­la sezio­ne rit­mi­ca per lascia spa­zio al solo di sax.

Il secon­do e ter­zo bra­no, rispet­ti­va­men­te “Coun­try” e “Nadir”, sono sen­za alcun dub­bio i pez­zi più vici­ni – nel­le sono­ri­tà e nel­la strut­tu­ra – alla pri­ma pro­du­zio­ne del grup­po, acco­mu­na­ti nel­la ricer­ca di atmo­sfe­re ini­zial­men­te medi­ta­ti­ve e sognan­ti, fino a una con­clu­sio­ne ben più rit­ma­ta sovra­sta­ta dal­la imman­ca­bi­le pre­sen­za del solo sax, nel pri­mo caso, che ripren­de la melo­dia prin­ci­pa­le impre­zio­sen­do­la, e del­la chi­tar­ra con il sax nel secon­do per un bel­lis­si­mo fra­seg­gio finale.

Chiu­de l’al­bum “Ven­to, piog­gia e sole, esem­pio per­fet­to di orga­niz­za­zio­ne e misu­ra­zio­ne. Mol­to più jazz che pro­gres­si­ve, è un con­ti­nuo alter­nar­si di soli e par­ti cora­li dei 4 musi­ci­sti che qui dan­no pro­va non solo del loro sin­go­lo talen­to, ma anche del­la loro visio­ne d’in­sie­me e sen­si­bi­li­tà arti­sti­ca fuo­ri dal comune.

Un album certamente non semplice all’ascolto, soprattutto per chi non è avvezzo al genere, ma da consigliare a chiunque ami davvero la musica nella sua espressione più pura e raffinata.

Trac­ce
Lato A
1. Non c’é tem­po da per­de­re – 8:46 (Gio­van­ni Tommaso)
2. Déjà vu – 4:57 (Gio­van­ni Tommaso)
3. Ritua­le – 7:28 (Gio­van­ni Tom­ma­so, Fran­ce­sco D’An­drea, Bru­no Biriaco)
Lato B
1. Abbia­mo tut­ti un blues da pian­ge­re – 6:07 (Gio­van­ni Tommaso)
2. Coun­try – 3:03 (Gio­van­ni Tommaso)
3. Nadir – 3:45 (Fran­ce­sco D’Andrea)
4. Ven­to, piog­gia e sole – 9:39 (Gio­van­ni Tommaso)
For­ma­zio­ne
• Gio­van­ni Tom­ma­so — voce, basso
• Clau­dio Faso­li — sas­so­fo­no alto, sas­so­fo­no soprano
• Fran­ce­sco D’An­drea — tastie­re, pia­no­for­te acu­sti­co, pia­no­for­te elettrico
• Tony Sid­ney — chi­tar­ra elettrica
• Bru­no Biria­co — bat­te­ria, percussioni
Staff tec­ni­co e di produzione
• Gian­ni Gran­dis — produzione
• Rober­to Gia­no­lio — realizzazione
• Rodol­fo Grap­pa — tec­ni­co del­la regi­stra­zio­ne e re-recording
• Rober­to Rosa­ti — assi­sten­te musicale
• Dario Cam­pa­ni­le — copertina
• Lucia­no Costa­rel­li — foto

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