Le armi chimiche non si lanciano da sole

Mar­ta Clinco
@MartaClinco

La pri­ma­ve­ra ara­ba siria­na non è mai fio­ri­ta. Il geli­do inver­no del con­flit­to dura dal 15 mar­zo 2011: esat­ta­men­te quat­tro anni dopo, la sti­ma del­le vit­ti­me resa nota dall’Osservatorio Siria­no per i Dirit­ti Uma­ni par­la di 215.518 mor­ti, di cui cir­ca un ter­zo sareb­be­ro civi­li, men­tre i restan­ti due ter­zi com­bat­ten­ti – la mag­gior par­te gover­na­ti­vi e filo-gover­na­ti­vi – oltre a for­ze anti-gover­na­ti­ve, mode­ra­te ed estremiste.

Nem­me­no un mese fa, nel­la pri­ma inter­vi­sta rila­scia­ta alla tele­vi­sio­ne fran­ce­se dal­l’i­ni­zio del­la guer­ra civi­le, il Pre­si­den­te siria­no Bashar al-Assad affer­ma­va che i suoi agen­ti dei ser­vi­zi segre­ti si tro­va­no ora “in con­tat­to” con i ser­vi­zi fran­ce­si e nega­va anco­ra una vol­ta che tali ser­vi­zi aves­se­ro ordi­na­to l’uso di armi chi­mi­che. Nel cor­so dell’intervista gira­ta a Dama­sco – un dia­lo­go di 25 minu­ti tra l’anchorman fran­ce­se David Puja­das e Assad tra­smes­so pri­ma in estrat­ti e solo suc­ces­si­va­men­te in for­ma inte­gra­le da Fran­ce 2, risul­ta­to di oltre un anno di lavo­ro – il Pre­si­den­te siria­no par­la del­le con­tro­ver­se e fumo­se rela­zio­ni fran­co-siria­ne, del­le accu­se di vio­len­ta oppres­sio­ne ope­ra­ta dal regi­me sull’opposizione e del futu­ro pano­ra­ma poli­ti­co del Pae­se. Ma lo spi­no­so asso nel­la mani­ca di Puja­das è la que­stio­ne anco­ra aper­ta e con­tro­ver­sa dell’utilizzo di par­te gover­na­ti­va del­le armi chi­mi­che – uti­liz­zo rego­la­men­ta­to e proi­bi­to dal­la Che­mi­cal Wea­pons Con­ven­tion redat­ta dall’Organizzazione per la proi­bi­zio­ne del­le armi chi­mi­che (OPCW). Puja­das mostra ad Assad pro­ve foto­gra­fi­che del lan­cio di che­mi­cal bar­rell bombs da eli­cot­te­ri gover­na­ti­vi nel­le zone di Alep­po e Hamah. “Que­sta non è una pro­va” rispon­de Assad, “Non ho mai visto l’esercito siria­no impie­ga­re tali metodi”. 

“Sta insinuando che le immagini siano state falsificate?”, incalza Pujadas.

E Assad: “La loro auten­ti­ci­tà dovreb­be esse­re veri­fi­ca­ta”. E con­ti­nua negan­do l’utilizzo di armi chi­mi­che, non­ché il pos­ses­so di tali arma­men­ti: “Ven­go­no impie­ga­te solo armi che non pro­vo­ca­no attac­chi indi­scri­mi­na­ti, soprat­tut­to ai dan­ni dei civi­li”. Sem­pre in quel perio­do, alcu­ni medi­ci siria­ni ave­va­no con­se­gna­to alle Nazio­ni Uni­te ripre­se video che mostra­va­no la mor­te di tre bam­bi­ni siria­ni a segui­to dell’esposizione ad armi chi­mi­che al clo­ro sgan­cia­te da eli­cot­te­ri gover­na­ti­vi nel nord-ove­st del­la Siria, nel­la pro­vin­cia di Idlib, il 16 mar­zo 2015.

Testimonianze inequivocabili, considerato anche quanto dichiarato dall’ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite Samantha Power: “Solo il regime di Assad fa utilizzo di elicotteri in Siria”.

E quel 16 mar­zo, secon­do il rac­con­to dei medi­ci loca­li, nei cie­li sopra la cit­tà di Sar­min vola­va­no diver­si eli­cot­te­ri. All’improvviso un for­te ton­fo, segui­to un acre odo­re di can­deg­gi­na. Solo pochi istan­ti dopo cir­ca una doz­zi­na di per­so­ne – tra cui i tre bam­bi­ni di uno, due e tre anni, la loro non­na e i geni­to­ri – arri­va­va nell’ospedale del­la zona, accu­san­do gra­vi dif­fi­col­tà respi­ra­to­rie. La rea­zio­ne dei dele­ga­ti Onu è sta­ta duris­si­ma: l’Organizzazione per la proi­bi­zio­ne del­le Armi Chi­mi­che sarà mes­sa sot­to inchie­sta, dal momen­to che il clo­ro è un ele­men­to ban­di­to seve­ra­men­te dal­la  famo­sa Che­mi­cal Wea­pons Con­ven­tion. Il Con­si­glio di Sicu­rez­za sta­tu­ni­ten­se avreb­be appro­va­to a set­tem­bre 2013 un pia­no di media­zio­ne USA-Rus­sia-Siria per la rimo­zio­ne e la distru­zio­ne del­le armi chi­mi­che in pos­ses­so del gover­no di Assad a segui­to dei ter­ri­bi­li attac­chi sfer­ra­ti sui sob­bor­ghi di Dama­sco duran­te il mese di ago­sto, che ave­va­no pro­vo­ca­to la mor­te di cir­ca 1500 per­so­ne. Cio­no­no­stan­te Putin, fede­le allea­to di Dama­sco, resta l’ostacolo più gran­de a qual­sia­si pos­si­bi­le pro­ce­di­men­to, anche mili­ta­re, nei con­fron­ti del gover­no di Bashar, di cui con­ti­nua a nega­re even­tua­li respon­sa­bi­li­tà nell’impiego di armi chimiche.

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Negli ulti­mi gior­ni diver­se testa­te sono tor­na­te a par­lar­ne. L’ultimo aggior­na­men­to risa­le allo scor­so vener­dì: Reu­ters denun­cia la sco­per­ta di trac­ce di agen­ti ner­vi­ni leta­li in un sito di ricer­ca mili­ta­re in Siria – sco­per­ta rife­ri­ta da fon­ti diplo­ma­ti­che veri­fi­ca­te, ma rima­ste ano­ni­me. Gli ispet­to­ri del­l’Or­ga­niz­za­zio­ne per la proi­bi­zio­ne del­le armi chi­mi­che (OPCW) avreb­be­ro rin­ve­nu­to gli agen­ti chi­mi­ci uti­liz­za­ti per otte­ne­re i gas Sarin e VX in cam­pio­ni rac­col­ti dal Syria’s Scien­ti­fic Stu­dies and Research Cen­tre tra dicem­bre 2014 e gen­na­io 2015. Dun­que, nono­stan­te Assad abbia ade­ri­to mesi pri­ma alla Che­mi­cal Wea­pons Con­ven­tion – che, ricor­dia­mo, vie­ta l’u­so, la pro­du­zio­ne o lo stoc­cag­gio di armi chi­mi­che come stru­men­to di guer­ra – sem­bra che non abbia distrut­to tut­te le armi chi­mi­che di cui era in pos­ses­so, alme­no secon­do le più recen­ti sco­per­te dell’OPCW, e che ne abbia inve­ce per­mes­so e con­ti­nua­to la produzione.

Intan­to al tavo­lo del Con­si­glio di Sicu­rez­za del­le Nazio­ni Uni­te si discu­te un pro­get­to di inda­gi­ne e riso­lu­zio­ne riguar­do la respon­sa­bi­li­tà dell’uso del­le armi chi­mi­che all’interno del con­flit­to siria­no. “Il Con­si­glio di Sicu­rez­za deve affron­ta­re la neces­si­tà di sta­bi­li­re chi è respon­sa­bi­le per l’u­ti­liz­zo del clo­ro come arma in Siria”, ha affer­ma­to un fun­zio­na­rio ame­ri­ca­no, che richie­de l’anonimato per garan­ti­re e pro­teg­ge­re il pro­se­gui­men­to dei nego­zia­ti. E aggiun­ge: “Defi­ni­re tali respon­sa­bi­li­tà è fon­da­men­ta­le, e l’unico modo per otte­ne­re giu­sti­zia per il popo­lo siriano.”

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Marta Clinco
Cer­co, ascol­to, scri­vo sto­rie. Tra Medio Orien­te e Nord Africa.

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