Il cinema sotto l’ombrellone
6 consigli per l’estate

Jaco­po Musicco
@jacopomusicco

Ormai il “cine­ma” (le vir­go­let­te non sono per nien­te un caso) ce lo por­tia­mo un po’ ovun­que: sui mez­zi, in bagno, in coda alle poste e per­fi­no – ora che è esta­te – sot­to l’ombrellone. Non spet­ta a me dir­vi se sia un meto­do di frui­zio­ne sen­sa­to oppu­re no, ma se dove­te guar­da­re dei film men­tre aspet­ta­te che pas­si l’ora più cal­da del­la gior­na­ta, che sia­no alme­no degli otti­mi film.

Tra serial kil­lers, pran­zi di fer­ra­go­sto e tem­pe­ra­tu­re asfis­sian­ti, sei pel­li­co­le che vi faran­no dimen­ti­ca­re – alme­no per un po’ – il cal­do tor­ri­do di que­sta esta­te e maga­ri apprez­za­re un po’ di più la set­ti­ma arte.

[tog­gle title=“Le vacan­ze in bian­co e nero”]  [/toggle]

Le vacan­ze di Mon­sieur Hulot – Jac­ques Tati, 1953

Tol­to Play­ti­me, il capo­la­vo­ro del regi­sta fran­ce­se, Le vacan­ze di Mon­sieur Hulot rima­ne una del­le colon­ne por­tan­ti del­la pro­du­zio­ne di Jac­ques Tati.
Pro­ta­go­ni­sta del­la pel­li­co­la è – come sem­pre – l’alter ego del cinea­sta: Mon­sieur Hulot, que­sta vol­ta alle pre­se con le pro­prie vacan­ze esti­ve, pun­to di par­ten­za per una serie di gag comi­che irre­si­sti­bil­men­te diver­ten­ti, ma anche per una rifles­sio­ne sui rit­mi del­la socie­tà moderna.
Non a caso il regi­sta dice­va riguar­do al film: «“Con­fu­sio­ne” è la paro­la del­la nostra epo­ca. Si va trop­po in fret­ta. Ci dico­no tut­to quel­lo che dob­bia­mo fare. Orga­niz­za­no le nostre vacan­ze. La gen­te è tri­ste. Nes­su­no fischiet­ta più per stra­da (…) sarà scioc­co, ma mi piac­cio­no le per­so­ne che fischiet­ta­no per stra­da ed io stes­so lo fac­cio. Cre­do che il gior­no in cui non potrò più fischiet­ta­re per stra­da sarà una cosa gravissima».
Un film che vi diver­ti­rà e vi farà riflet­te­re allo stes­so tem­po, chis­sà se poi non affron­te­re­te le vostre vacan­ze in manie­ra differente.

https://www.youtube.com/watch?v=_92Cm8gl7Ls

[tog­gle title=“Ricordo di un’e­sta­te”] [/toggle]

Stand by Me – Rob Rei­ner, 1986

Film trat­to dal rac­con­to “Il cor­po (The Body)”, con­te­nu­to nel­la rac­col­ta di novel­le Sta­gio­ni diver­se di Ste­phen King.
Esta­te 1959, Ore­gon: quat­tro ami­ci par­to­no alla ricer­ca del cada­ve­re di un ragaz­zi­no scom­par­so, attra­ver­so que­sta ricer­ca affron­te­ran­no le loro pau­re e i loro timo­ri, ma soprat­tut­to met­te­ran­no alla pro­va la loro amicizia.
Lon­ta­no dai rac­con­ti dell’horror di Ste­phen King, Stand by Me è un road movie tipi­co e ati­pi­co: come in ogni viag­gio la ricer­ca è sino­ni­mo di cre­sci­ta, ma la stra­da asfal­ta­ta è abban­do­na­ta in favo­re di stra­de bat­tu­te e bina­ri del treno.
La regia rispec­chia lo sti­le sem­pli­ce e puli­to del­lo scrit­to­re sta­tu­ni­ten­se, attra­ver­so i quat­tro pro­ta­go­ni­sti Rob Rei­ner crea un lega­me con l’infanzia di tut­ti, anche con colo­ro che di esta­ti come quel­la del film non ne han­no vissute.
Un film da vede­re con gli ami­ci di sempre.

[tog­gle title=“Tuffo in com­pa­gnia”]  [/toggle]

Lo Squa­lo – Ste­ven Spiel­berg, 1975

Se si par­la di bloc­k­bu­ster esti­vi, si par­la di Jaws – alias Lo Squa­lo – uno dei film che segnò l’affermazione del­la New Hol­ly­wood nel pano­ra­ma cine­ma­to­gra­fi­co mondiale.
Il film uscì nel­le sale sta­tu­ni­ten­si il 20 giu­gno 1975 e diven­ne, in bre­ve tem­po, il film di mag­gior incas­so nel­la sto­ria all’e­po­ca, supe­ran­do per la pri­ma vol­ta i 100 milio­ni di dol­la­ri al botteghino.
Tol­ti nume­ri da capo­gi­ro e vali­di­tà sto­ri­ca, il film cam­biò il modo di por­si del pub­bli­co nei con­fron­ti del cine­ma, apren­do la stra­da a quel­li che oggi si pos­so­no defi­ni­re i film-even­to: regi­sti­ca­men­te vali­di, ai limi­ti del kolos­sal, popo­la­ri, ma soprat­tut­to di tendenza.
Mi rac­co­man­do, fate­vi una nuo­ta­ta pri­ma di vede­re il film per­ché dopo la visio­ne vi pas­se­rà la voglia di entra­re in acqua.

[tog­gle title=“La cal­da esta­te di Sam e Spi­ke”] [/toggle]

S.O.S Sum­mer of Sam – Spi­ke Lee, 1999

Spi­ke Lee ha sem­pre avu­to un inte­res­se par­ti­co­la­re per la sta­gio­ne esti­ve, il cal­do e gli effet­ti che quest’ultimo ha sul­la psi­che del­le per­so­ne; sarà a cau­sa del san­gue afri­ca­no o di quel­lo dell’America del Sud o maga­ri di entram­bi, ma i colo­ri cal­di del­la New York anni ’80/’90 sono sem­pre sta­ti nel­le sue corde.
Tut­ti han­no ben pre­sen­te Fa’ la cosa giu­sta, film che ha con­sa­cra­to nell’olimpo dei regi­sti sta­tu­ni­ten­si il nome del gio­va­ne Spi­ke, ma pochi cono­sco­no S.O.S Sum­mer of Sam.
Nel­la cal­da esta­te del 1977 un serial kil­ler ucci­de cop­piet­te e don­ne sole nel Bro­nx, la poli­zia chie­de aiu­to ad alcu­ni mafio­si del quar­tie­re che ini­zia­no le ricer­che, tra­sfor­man­do­le pre­sto in una vera e pro­pria cac­cia alle streghe.
Spi­ke Lee anco­ra una vol­ta appro­fit­ta del fat­to di cro­na­ca per inse­ri­re i temi a lui cari: il raz­zi­smo, la soli­tu­di­ne, il rap­por­to di cop­pia e la violenza.
Per chi ama lo sti­le del regi­sta new­yor­ke­se, imperdibile.

[tog­gle title=“Fa’ la cosa sba­glia­ta”]  [/toggle]

The Wac­k­ness – Jona­than Levi­ne, 2008

“Spea­king of which” direb­be­ro gli anglo­fo­ni, come quin­to film da vede­re sot­to l’ombrellone con­si­glio un film che da Spi­ke Lee pren­de mol­to, sia in ter­mi­ni di resa visi­va sia di mood cinematografico.
The Wac­k­ness rac­con­ta la sto­ria di Luke Sha­pi­ro, un gio­va­ne spac­cia­to­re neo-diplo­ma­to, con pochi ami­ci, pro­ble­mi con i geni­to­ri e una dif­fi­col­tà a socia­liz­za­re con le ragaz­ze, che sta per tra­scor­re­re la sua ulti­ma esta­te nel­la Gran­de Mela pri­ma di anda­re al college.
Il film è una com­me­dia dai toni leg­ge­ri (ma non trop­po) che non si pren­de sul serio e pro­prio per que­sto rie­sce nel suo inten­to: rac­con­ta­re le insi­cu­rez­ze di un gio­va­ne ai con­fi­ni con la maturità.
Un pre­gio aggiun­ti­vo di que­sta pel­li­co­la: l’ottima rap­pre­sen­ta­zio­ne del­la New York anni ‘90, la cit­tà di Big­gie Smalls e Rudol­ph Giuliani.

https://www.youtube.com/watch?v=LBewdRfdH4U

[tog­gle title=“Cibo esti­vo”] [/toggle]

Pran­zo di fer­ra­go­sto – Gian­ni Di Gre­go­rio, 2008

Sia­mo par­ti­ti dall’Europa e in Euro­pa tor­nia­mo, con una per­la tut­ta nostrana.
Ope­ra pri­ma di Gian­ni Di Gre­go­rio – qui regi­sta e atto­re pro­ta­go­ni­sta – in cui rac­con­ta la sto­ria di Gian­ni, appun­to, un uomo di mez­z’e­tà che tra­scor­re le sue gior­na­te pre­va­len­te­men­te tra casa e oste­ria e che duran­te Fer­ra­go­sto si tro­va a dover pas­sa­re il pran­zo in com­pa­gnia di quat­tro ospi­ti speciali.
Un ope­ra genui­na, a livel­lo culi­na­rio e cine­ma­to­gra­fi­co, che sor­pren­de lo spet­ta­to­re per la sua sin­ce­ri­tà d’animo; in aiu­to del regi­sta arri­va una Roma distan­te da La gran­de bel­lez­za, quel­la che o non sia­mo più abi­tua­ti a per­ce­pi­re o solo i veri roma­ni rie­sco­no anco­ra a vede­re, in entram­bi i casi una visio­ne rara.
Film con­si­glia­to, soprat­tut­to a Ferragosto.

Buo­na esta­te e buo­na visione.

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Jacopo Musicco
“Cono­sco la vita, sono sta­to al cinema.”

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