Dragon Ball Z: La resurrezione di F Operazione nostalgia riuscita

Erin De Pasquale
@SirRexin

Dal 12 al 14 set­tem­bre in diver­se sale ita­lia­ne la Luc­ky Red – casa di pro­du­zio­ne e distri­bu­zio­ne cine­ma­to­gra­fi­ca par­ti­co­lar­men­te spe­cia­liz­za­ta nel gene­re dell’animazione – ha por­ta­to, a solo cin­que mesi di distan­za dal­la sua usci­ta in Giap­po­ne Dra­gon Ball Z: la Resur­re­zio­ne di ‘F’.

Non cre­do di dover spre­ca­re mol­te paro­le nel pre­sen­ta­re l’opera di Aki­ra Toriya­ma: Dra­gon Ball non solo è pro­ba­bil­men­te il man­ga più cono­sciu­to al mon­do, ma la sua tra­spo­si­zio­ne ani­ma­ta ha cre­sciu­to diver­se gene­ra­zio­ni di ragaz­zi­ni, soprat­tut­to in Ita­lia, dove le sue repli­che ven­go­no tra­smes­se a ripe­ti­zio­ne dal pro­fon­do degli anni Novan­ta. Quin­di, nono­stan­te la qua­si cer­ta usci­ta in home video e la pos­si­bi­li­tà di guar­dar­lo boo­tleg, non suo­na di cer­to stra­no che mol­te per­so­ne si stia­no chie­den­do se val­ga vera­men­te la pena di anda­re al cine­ma per vederlo. 

E la rispo­sta è sì. 

Golden-Frieza

Dra­gon Ball Z: La Resur­re­zio­ne di ‘F’ si col­lo­ca tem­po­ral­men­te tra l’ultimo e penul­ti­mo epi­so­dio del­la serie ori­gi­na­le, e si pone come pro­se­cu­zio­ne uffi­cia­le del­la tra­ma dopo la scon­fit­ta di Majin Bu; è pro­prio tale scel­ta a ren­de­re evi­den­te qua­le sia il tar­get del suo pub­bli­co, ossia i fan di vec­chia data che desi­de­ra­no solo immer­ger­si di nuo­vo per 93 minu­ti nel mon­do di Son Goku e i suoi ami­ci. Al con­tra­rio di altri “revi­val” di fumet­ti sto­ri­ci (come per esem­pio I Cava­lie­ri del­lo Zodia­co: la Leg­gen­da del Gran­de Tem­pio) il film non ten­ta di acca­lap­pia­re un nuo­vo e più gio­va­ne pub­bli­co – for­se per­ché appun­to non ne ha biso­gno – e non per­de tem­po a pre­sen­ta­re per­so­nag­gi e situa­zio­ni che lo spet­ta­to­re dovreb­be cono­sce­re fin trop­po bene. 

Inol­tre quest’ultima pel­li­co­la muo­ve i pas­si dal lun­go­me­trag­gio del 2013 Dra­gon Ball Z: La Bat­ta­glia degli Dei, pri­ma vera con­ti­nua­zio­ne uffi­cia­le del­la serie, e recu­pe­ra anche i due nuo­vi per­so­nag­gi del film, il dio del­la distru­zio­ne Bills e il suo assi­sten­te e mae­stro Whis, ma nono­stan­te tut­to rima­ne indi­pen­den­te, offren­do spie­ga­zio­ni dove ser­vo­no e limi­tan­do al mini­mo i rife­ri­men­ti agli even­ti pas­sa­ti, in modo tale che chiun­que pos­sa veder­lo sen­za sen­tir­si spaesato. 

L’incipit da cui pren­de il via la sto­ria è abba­stan­za sem­pli­ce ma allo stes­so tem­po mol­to stuz­zi­can­te: dopo aver guar­da­to per tre­cen­to pun­ta­te solo i per­so­nag­gi posi­ti­vi anda­re e veni­re dall’aldilà gra­zie al pote­re del­le sfe­re del dra­go, per la pri­ma vol­ta assi­stia­mo alla resur­re­zio­ne di uno dei nemi­ci sto­ri­ci del­la serie: Free­zer – come si può benis­si­mo intui­re dal tito­lo e dal poster uffi­cia­le del­la pel­li­co­la. Inten­zio­na­to a ven­di­car­si dei saiyan che lo han­no ucci­so, dopo aver acqui­si­to una nuo­va e temi­bi­le tra­sfor­ma­zio­ne il tiran­no galat­ti­co si diri­ge­rà ver­so il pia­ne­ta Ter­ra, dove ovvia­men­te incon­tre­rà i soli­ti per­so­nag­gi ad ostacolarlo. 

La tra­ma è quin­di non solo mol­to sem­pli­ce – in puro sti­le Dra­gon Ball – ma non è altro che un pre­te­sto per assi­ste­re ad una serie infi­ni­ta di com­bat­ti­men­ti, e da que­sto pun­to di vista il film è par­ti­co­lar­men­te riu­sci­to: al con­tra­rio del suo pre­de­ces­so­re infat­ti le sce­ne d’azione sono mol­to più nume­ro­se e diver­ten­ti, con la com­pu­ter gra­fi­ca abu­sa­ta nel pre­quel ridot­ta que­sta vol­ta al mini­mo indispensabile. 

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Ben­ché i pro­ta­go­ni­sti del film sia­no Goku e Vege­ta – indub­bia­men­te i più ama­ti dal pub­bli­co – nel­la pri­ma par­te il loro tem­po in sce­na è ridot­tis­si­mo, a favo­re inve­ce di per­so­nag­gi secon­da­ri come Gohan, Cri­lin e addi­rit­tu­ra il mae­stro Muten; que­sta scel­ta è par­ti­co­lar­men­te uti­le a scon­giu­ra­re un pos­si­bi­le effet­to noia deri­van­te da così tan­te bat­ta­glie, in quan­to ognu­no di loro com­bat­te in manie­ra dif­fe­ren­te – striz­zan­do l’occhio piú di una vol­ta alla serie originale. 

Ed è pro­prio in que­sto che l’esperienza dif­fe­ri­sce tra un sem­pli­ce spet­ta­to­re e un gran­de fan del fumet­to: chiun­que può goder­si il film e le sue sce­ne adre­na­li­ni­che, ma chi è un vero appas­sio­na­to potrà rico­no­sce­re tut­ti gli easter egg, le cita­zio­ni e i rife­ri­men­ti che infar­ci­sco­no que­sta pel­li­co­la – tan­to che alcu­ne sce­ne risul­ta­no qua­si spe­cu­la­ri alla serie ani­ma­ta – e aggiun­go­no un gros­so pun­to posi­ti­vo alla sua godi­bi­li­tà (un appel­lo spe­cia­le ai fan di One Pie­ce: c’è una sor­pre­sa spe­cia­le per voi, apri­te bene le orecchie!). 

Altra nota posi­ti­va è l’adattamento ita­lia­no, che risul­ta mol­to fede­le all’originale, sia nell’utilizzo dei nomi dei per­so­nag­gi e tec­ni­che, sia nel modo in cui essi inte­ra­gi­sco­no e par­la­no tra di loro. Lo scot­to da paga­re per que­sta fedel­tà è l’assenza dei dop­pia­to­ri sto­ri­ci del­la serie tv, ma è un “sacri­fi­cio” neces­sa­rio e non trop­po one­ro­so, in quan­to il dop­piag­gio è di buon livel­lo, con qual­che pic­co nega­ti­vo (come la dop­pia­tri­ce di Bul­ma) ma anche qual­cu­no posi­ti­vo, uno su tut­ti la voce di Free­zer, Loris Lod­di, che non ha fat­to rim­pian­ge­re poi mol­to il feno­me­na­le Gian­fran­co Gam­ba. È comun­que curio­so nota­re come, tra tut­ti i per­so­nag­gi, l’unico il cui nome ha man­te­nu­to l’adattamento Media­set è sta­to il Supre­mo, quan­do la tra­du­zio­ne più let­te­ra­le e cor­ret­ta sareb­be dovu­ta esse­re sem­pli­ce­men­te “Dio”, sin­to­mo che in Ita­lia per­si­no nel­le pro­du­zio­ni ben cura­te l’argomento reli­gio­so sia anco­ra un tabù, si trat­ta di un tec­ni­cis­si­mo nerd che non distur­be­rà la visio­ne ai più. 

Il film non è pri­vo di difetti. 

Il più gran­de risie­de pro­prio nell’utilizzo di Free­zer: nel­la serie egli rap­pre­sen­ta­va la dispe­ra­zio­ne più asso­lu­ta, anche a cau­sa del­la sua sem­pre cre­scen­te poten­za che sem­bra­va non cono­sce­re limi­ti. Nel­la Resur­re­zio­ne di ‘F’ si cer­ca di resti­tui­re la stes­sa sen­sa­zio­ne di peri­co­lo, ma pur­trop­po la cosa non rie­sce: si sa che Goku e Vege­ta arri­ve­ran­no a sal­va­re la situa­zio­ne, e si sa che saran­no più for­ti del loro avver­sa­rio. Nono­stan­te ciò però il fina­le rie­sce comun­que ad esse­re inte­res­san­te gra­zie ad un pic­co­lo col­po di sce­na che sal­va in par­te la situa­zio­ne, ben­ché pos­sa risul­ta­re un po’ pretestuoso.

Meri­ta un com­men­to a par­te la colon­na sono­ra, la qua­le a vol­te segue bene lo svol­ger­si dell’azione, in altre inve­ce scom­pa­re miste­rio­sa­men­te lascian­do posto solo a gru­gni­ti e urla che pos­so risul­ta­re addi­rit­tu­ra ridicoli. 

In tut­ta sin­ce­ri­tà, non si può nega­re che Dra­gon Ball Z: La Resur­re­zio­ne di ‘F’ sia una gran­de mos­sa com­mer­cia­le: Aki­ra Toriya­ma ha dimo­stra­to più vol­te in que­sti ulti­mi anni di voler sfrut­ta­re il più pos­si­bi­le il suo fran­chi­se più pre­sti­gio­so, e non sem­pre lo ha fat­to nel miglio­re dei modi (qual­cu­no ha det­to Dra­gon Ball Evo­lu­tion?). Que­sta pel­li­co­la inve­ce è la dimo­stra­zio­ne che nono­stan­te i fini, si può comun­que con­fe­zio­na­re un pro­dot­to diver­ten­te e soprat­tut­to che pos­sa rima­ne­re fede­le allo spi­ri­to dell’opera ori­gi­na­le e dei suoi appas­sio­na­ti. Se sie­te fan di Dra­gon Ball (e in fon­do, chi non lo è?) allo­ra anda­te al cine­ma o acqui­sta­te il dvd sen­za pau­ra, men­tre aspet­tia­mo insie­me l’annuncio di un even­tua­le ter­zo capitolo. 

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Erin De Pasquale
Stu­den­te di Let­te­re. Amo i video­gio­chi, fumet­ti, serie tv e libri: se esi­ste qualcos’altro là fuo­ri, non voglio saperlo.

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